Social Media Strategy

Dai link ai funnel: come i travel blogger portano le loro community al di fuori di Instagram

Funnel Instagram Travel Blogger

“Clicca sul link in bio” e “Fai swipe up” sono solo due delle frasi che ogni giorno sentiamo ripetere mentre scorriamo le storie dei nostri influencer preferiti.

Ma cosa vuol dire, nel concreto, collegarsi ad un link esterno mentre ci troviamo su un social come Instagram?

L’indirizzamento a un sito web consiste nella creazione di un funnel.

Il funnel fa sì che gli utenti interessati a saperne di più si incanalino su altri siti generando del traffico.

Letteralmente “imbuto”, il funnel consente agli influencer di spostarsi ed uscire dalla piattaforma.

I funnel più usati su Instagram

Ma cosa succede nel mondo del turismo? Sui social sono tanti e diversi i profili che ruotano intorno ai viaggi.

Questi si distinguono per i tipi di avventure che propongono, per il loro modo di comunicare ma soprattutto per i funnel che utilizzano.

Gianmarco Alese, Letizia Scalise e Gaia Vecchiet, studenti dello IAAD – Istituto d’Arte Applicata e Design, durante il corso di Digital Marketing, coordinati come sempre dal professore Riccardo Pirazzoli, hanno deciso di approfondire il tema dei funnel Instagram.

Nello specifico in questo articolo cercheranno di spiegare come sono stati analizzati i funnel che i travel blogger utilizzano su Instagram. Buona lettura!

Dai link ai funnel

(Figura 1: Storia di Giulia Premi, in evidenza sul suo profilo Instagram nella sezione DubHEYY, 22 Settembre 2020).

Indirizzare l’utente verso un canale esterno: è TikTok, il social più usato

Ogni volta che parliamo di funnel ci riferiamo ai link in bio: mail, collegamenti a blog, rimando ad altri canali social (in particolare YouTube), sponsorizzazione di prodotti e per finire LinkTree che rimandano a landing page create ad hoc.

Utilizzando il quadrato di Greimas, uno strumento che ci permette di creare delle categorie basate su dei parametri opposti, siamo riusciti a categorizzare gli influencer.

Questo ci ha portato a delle conclusioni: sono sempre di più, ma soprattutto sempre più seguiti i travel blogger che cercano di uscire da una piattaforma che può apparire limitante come Instagram.

Il funnel più utilizzato è il rimando a un canale esterno.

Spesso questo è TikTok, un nuovo social che permette ai blogger di editare i loro video in maniera giocosa e immediata.

Mail, YouTube e LinkTree

Altro link che sembra molto frequente è l’indirizzo mail per le collaborazioni: sempre più si cerca di trarre un guadagno dai propri contenuti social.

Ovviamente i travel blogger nascono come vlogger: i video YouTube sono più lunghi e permettono di raccontare viaggi interi, creando molto hype tra i follower.

I più efficaci e sempre più popolari sono i LinkTree: questa piattaforma permette di creare facilmente delle landing page in cui inserire diversi link.

Questi rimandano a tutti i social e le piattaforme degli influencer.

(Figure 2 e 3: Esempio di link a LinkTree: si accede a una landing page che raccoglie diversi articoli).

Il Quadrato di Greimas

Il quadrato di Greimas che abbiamo utilizzato si basa su due linee di valutazione.

La prima indica quanto un funnel sia intuitivo da fruire (se presenta un link che l’utente facilmente visualizza o che ha bisogno di più tempo per essere esplorato).

La seconda retta si sposta tra la semplicità e la complessità del funnel.

Si vanno così a formare quattro riquadri che individuano le categorie in cui rientrano gli influencer.

Gli infuencer “basici”

BASICO: Nel primo riquadro si posizionano tutti quegli influencer che quasi non utilizzano link esterni e quindi basano la loro comunicazione interamente su Instagram.

In questo caso anche nelle storie non sono frequenti gli swipe up, così come le call to action sono poco usate.

È caratterizzato quindi da un funnel semplice e intuitivo. Ma allo stesso tempo poco funzionale e coinvolgente.

Gli influencer “avanzati”

AVANZATO: Il secondo riquadro è popolato da quegli influencer che utilizzano molti link ma facili da fruire per gli utenti.

Si rimanda quindi a social secondari e spesso nelle caption delle foto i follower sono invitati a scoprire di più nei link.

Gli influencer “essenziali”

ESSENZIALE: Nel terzo riquadro si collocano gli influencer che utilizzano pochi funnel ma difficili da esplorare.

Questi richiedono un grande sforzo all’utente e sono quindi poco utilizzati.

In questo caso spesso si tratta di mail per collaborazioni e Instagram non è considerato il canale principale dell’influencer.

Gli influencer “articolati”

ARTICOLATO: L’ultimo riquadro è il più popolato e anche il più efficiente.

Qui si posizionano i travel blogger che hanno creato delle landing page facili da fruire e che permettono di visitare molti link con pochi gesti.

quadrato greimas

Gli influencer nei quadranti

quadrato greimas 2

BASICO

Figura 4: Profilo di @humansafari

Gli influencer che si trovano nel primo quadrante non hanno link nella loro bio e quando decidono di inserirlo lo fanno inserendone uno solo.

Spesso questo è lasciato in disparte, senza che venga “richiamato” all’attenzione degli utenti tramite storie o nelle caption.

In questo caso ci possiamo trovare in due situazioni: il travel blogger è già alquanto famoso e non ha bisogno di sponsorizzare i suoi altri canali (Instagram diventa quindi un social secondario e di supporto) oppure si tratta di qualcuno con poco seguito e nessun altro canale attivo.

In questo caso l’engagement sarà basso in quanto non vengono attivati altri funnel e il traffico si limita alla piattaforma fotografica.

AVANZATO

Figura 5: Profilo di @agipsyinthekitchen

I funnel nel secondo quadrante iniziano ad essere più numerosi ma sempre facili da esplorare.

Non ci sono troppi reminder disseminati all’interno del profilo del blogger ma l’utente riesce con facilità a cliccare e scoprire i canali secondari relativi.

ESSENZIALE

Figura 6: Profilo di @marcelloascani

Il funnel “essenziale” è forse quello più frequente: si tratta di link che cambiano spesso in base al contenuto che si vuol far visualizzare all’utente, o di collegamenti a blog contenenti articoli o format differenti.

In questo caso ci troviamo di fronte a blogger che sfruttano quasi a pieno le capacità dei social: nelle loro caption si invita a “checkare” il link in bio per scoprirne di più o per visitare altri canali correlati.

Ma probabilmente il modo più semplice, e anche più efficace, è lo swipe up presente nelle stories: un modo immediato per approfondire il contenuto che l’utente visualizza in tempo reale senza uscire dall’applicazione.

ARTICOLATO

Figura 7: Profilo di @giovanniarena_

In quest’ultimo e più articolato funnel si trovano tutti quei travel blogger che si appoggiano a piattaforme esterne per creare le loro landing page.

Il boom di LinkTree si è registrato insieme all’ampliamento dell’offerta dei contenuti da parte dei creator digitali.

Quando il profilo Instagram non basta più ecco che si sente la necessità di creare in modo veloce una landing page in cui raccogliere tutti i contenuti che vogliamo far fruire agli utenti.

In questo caso il link è sponsorizzato spesso e l’utente ha bisogno di prendersi un po’ di tempo per esplorarlo a pieno: una landing page contenente i link necessari alla conoscenza approfondita di tutti i side project del blogger.

In questo modo vengono sfruttate al massimo le potenzialità di Instagram, ovviando alla limitazione di non poter inserire link all’interno delle caption.

I limiti di Instagram e le possibili soluzioni

In conclusione abbiamo capito che nonostante Instagram sia un social veramente potente ha però alcune limitazioni.

Gli utenti hanno sempre bisogno di contenuti nuovi e spesso finiscono per vedere tutto ciò che è presente nel loro feed, soprattutto in un periodo in cui il tempo libero è aumentato esponenzialmente.

Come risolvere questo problema? Creando altri contenuti chiaramente!

Il punto cruciale è cercare di spostare, gradualmente, la propria community: generare traffico su altri canali e fornire contenuti esclusivi solo a chi decide di approfondire i profili dei suoi blogger preferiti.

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Articolo a cura di:

Gianmarco Alese (gianmarco.alese@gmail.com)
Letizia Scalise (scaliseletizia@gmail.com)
Gaia Vecchiet (gaiavecchiet99@gmail.com)