Destination 941 storie

Non basta pronunciare la parola “turismo” per conquistare visitatori e poter affermarsi come destinazione turistica. Oggi più che mai è necessario creare interesse e servizi per la fruizione del territorio. E diventa decisivo proporre un’offerta originale e saper coinvolgere i viaggiatori in esperienze narrabili.

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Venti forti dall’estremo Oriente soffiano verso l’Occidente. Si calcola che circa 100 milioni di cinesi hanno viaggiato all’estero, di cui circa 2 milioni in Europa. Se solo una piccola percentuale di questi turisti visitasse la vostra struttura… I cinesi sono sicuramente un segmento di mercato molto interessante, ma anche i turisti di qualsiasi nazionalità rappresentano una opportunità per molte città italiane, anche quelle più piccole.

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Questo articolo deve dimostrare che tutte le stagioni hanno un fascino che attira turisti in cerca di esperienze da vivere in un luogo. Lo spunto nasce da mio zio Pippone, di professione contadino. Qualunque fosse la stagione, non l’ho mai visto senza il suo cappello in testa, né seduto a oziare: “c’è sempre qualcosa da fare!”. Cambiano le stagioni, cambiavano le attività di zio Pippone.

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Ho provato a cercare una definizione di “natura” su Google. Questi i risultati: spazi incontaminati, inesplorati, acque turchesi, boschi, laghi e campagne non battute… Ma voi paghereste per andare qui? Per naturalezza si intende la vicinanza percepita tra uno spazio e lo stato naturale precostituito. La foto di questa giungla cambogiana contiene tutte, o quasi, le caratteristiche trovate su Google, eppure… non è vendibile! Perché?

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Viaggiamo per vedere la Storia, quella con la S maiuscola. Essa, quindi, è un supporto commerciale per le destinazioni turistiche. Il grado di continuità storica e ricchezza in uno spazio è fonte di attrazione, perché i turisti possono trovare identità e storia incastonati in un unico luogo che condensa in sé tutto il passato. Quando un sito diventa simbolo di un’epoca Esitono tre tipologie di

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Il turismo enogastronomico piace. Anzi, piace sempre di più. Un italiano su tre ha svolto almeno un viaggio motivato dall’enogastronomia negli ultimi tre anni. Già si era toccato il 21%, come rilevato dal Food Travel Monitor 2016. Ma ora i turisti enogastronomici salgono al 30%.

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Il niente è un prodotto facile da vendere al turista. Le guide turistiche ci vogliono abitualmente far visitare i monumenti architettonici più importanti delle città, quelli più grandi che sono anche, spesso, di rilevante interesse estetico. Sono scelti e proposti al turista attraverso il criterio

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Un tempo erano fagiani. Ma anche pernici, tortore e passerotti, melograni, mele, pesche e zucchine: un’estetica del cibo, quella rappresentata nel Rinascimento e nel Barocco, che ha trovato nelle nature morte la sua massima espressione. Cibo riprodotto fin nei minimi particolari, cibo che in fin

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