Food and Beverage 33 storie

Food: dietro questo termine inglese c’è un mondo tutto da scoprire e da gustare. Negli ultimi anni – in primis in Italia, patria della buona tavola – sta facendo registrare confortanti segnali di crescita il turismo enogastronomico. Il cibo, le produzioni di qualità, diventano così importanti veicoli di promozione di un territorio.
Food: il turismo per palati fini
Gli investimenti sul turismo legato al territorio e ai suoi prodotti – dai salumi al vino, dai formaggi ai dolci e via discorrendo – vanno di pari passo con la crescita dei foodies, ossia quei viaggiatori che non si accontentano di visitare luoghi, ma vogliono vivere emozioni anche deliziando il palato con sapori nuovi e genuini.

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Il turismo enogastronomico soddisfa i bisogni del turista contemporaneo, il suo desiderio di conoscere la cultura e le tradizioni locali, la ricerca dell’autentico, la voglia di ritrovare il benessere psico-fisico attraverso il cibo, l’esigenza di vivere esperienze uniche e memorabili. Pur trattandosi di una proposta

In questo secondo articolo dedicato alla relazione che esiste tra marketing e revenue della ristorazione, riprendo a parlare di come questa sia influenzata dal corretto coordinamento e sincronia di tutti gli elementi del marketing mix, spesso però sottovalutati o, addirittura, per nulla praticati. Nel precedente

Bonjour chefs, artisti culinari, ristoratori, appassionati dell’alta cucina e semplici “good-forks”! Oggi parliamo di grandi chef. Anzi di video su grandi chef. Permettetemi di fare pubblicità gratuita a Netflix, la famosa piattaforma di servizi streaming on line. Vi inviterei ad abbonarvi, anche per un solo

Oggi parliamo del menù di un ristorante. Tutti i ristoranti ne hanno uno. Ma quanti lo utilizzano al massimo delle sue potenzialità? È il più forte strumento di marketing che il ristorante può offrire a chiunque si sieda. Ovvio, potete dire che il marketing dovrebbe

Il cameriere? È una componente importante per il successo di un ristorante. Eppure spesso questo ruolo viene sminuito. Diventa “figo” solo se fatto ad Oslo, piuttosto che a Londra, ma non a Milano. Perché? Semplice, perché è visto come un lavoro facile, senza nessun tipo

Immaginate di andare a cena in un nuovo ristorante e di leggere sul menu: “zuppa d’agosto con pallottine di broccoli e latte esotico”. Avete più opzioni: chiedere delucidazioni al cameriere ordinare altro prendere in giro il cameriere chiedendogli dove si possano lanciare le “pallottine” Presumo

Il seguente articolo andrebbe letto come la seconda parte del precedente “Ristorazione alberghiera: what’s the problem?”, nel quale si focalizzava l’attenzione su quegli outlet ristorativi in hotel che presentano alti rischi (ristoranti e servizio in camera) e sulle relative contromisure intraprese dalle catene più note.