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Maldive, non solo meta di lusso: in forte crescita il turismo dei guesthouses

Maldive - Isola Fehendhoo

Da quando le Maldive si sono aperte al turismo negli anni ’70, il Paese delle mille isole, con i suoi 140 resorts collocati su atolli disabitati, è diventato sinonimo di sole, mare e lusso.

Da qualche anno invece, esattamente dal 2010 con l’apertura della prima struttura privata di accoglienza a Maafushi, si può osservare un nuovo trend: quello delle guesthouses.

Al contrario dei resort, si trovano sempre su una delle circa 200 isole abitate e la cui definizione può trarre in inganno.

Infatti si tratta per la maggior parte di veri e propri alberghi, la cui dimensione può variare tra le 5 e 100 stanze.

Educational Tour dedicato alle Guesthouses

Nel mese di settembre 2019, un gruppo di rappresentanti di vari tour-operator italiani, guidati da Marina Ambrosecchio, Presidente di UET (Scuola Universitaria Europea per il Turismo), è stato invitato dalla GAM (Guesthouse Association of the Maldives), per un educational tour, durante il quale è stato possibile verificare lo state of the art di questa forma di turismo.

Sono state visitate cinque isole con le rispettive strutture di accoglienza.

Per la brevità della visita è stato naturalmente possibile visitare solo una piccola parte delle oltre 500 strutture ricettive. E quindi il viaggio si è concentrato su cinque isole, ognuna con le proprie caratteristiche.

Alla scoperta delle Maldive: cinque isole da sogno

Hulhumale, una isola artificiale nelle dirette vicinanze all’aeroporto di Male, di solito usato come comodo punto d’arrivo e/o di partenza quando non si ha la possibilità del trasferimento in giornata per o da l’isola scelta per il soggiorno.

In seguito Rashdoo, ad un ora circa con speedboat da Male. Non per caso nel 2014 qui è stato fondato il primo centro immersioni delle Maldive, visto le eccellenti opportunità di immersioni nelle immediate vicinanze dell’isola (oggi si contano cinque centri sub).

Quindi Ukhulas, con la sua politica molto “tourist friendly“, cioè l’abolizione della “bikini beach”.

Si tratta infatti di una delle pochissime isole dove i turisti possono indossare i loro costumi da bagno in qualsiasi punto della spiaggia (che tra l’altro circonda l’intera isola).

Il gruppo si è recato poi a Fehendoo. Ad attenderli un quadro completamente diverso.

Benvenuti a Fehendhoo, Riserva della Biosfera

A differenza delle popolosissime isole di Rashdoo e Ukulhas con le loro 25 – 30 pensioni, Fehendhoo con sole tre pensioni (tra cui la bella White Lagoon con le sue 20 camere) trasmette un’impressione di pace totale e di perfetto relax.

Inoltre, l’isola è stata dichiarata Riserva della Biosfera nel 2011. E la bellissima barriera corallina Rosegarden si trova a dieci minuti di barca.

Infine, direttamente davanti a Fehendhoo, si trova Goidhoo.

Su tutta l’isola si trova praticamente un solo albergo, l’Olive, di recente costruzione.

A circa 50 metri dalla spiaggia, si presenta con camere ampie e luminose, alcune delle quali offrono una vista panoramica sul mare.

Quest’isola scarsamente popolata ha sorpreso rispetto alle isole precedentemente visitate, perché qui si trova un modello semplice di agricoltura.

La spiaggia di fronte al West Sands di Ukulhas

Un punto debole: le Maldive devono importare quasi tutto

Bisogna sottolineare, a questo punto, che le Maldive devono importare quasi tutto.

E non solo i prodotti agricoli. Il che significa che tutti i beni sono soggetti a un aumento fino al 100%.

Questo è uno dei motivi per cui i prezzi in questo stato insulare risultano relativamente alti.

Un punto di forza: più attenzione alla tutela dell’ambiente

Anche la (molto necessaria) attenzione ai problemi ambientali sembra aumentata ovunque.

Alcune isole (ma purtroppo ancora non tutte) sono già a un buon punto.

Si pratica la raccolta differenziata, la pesca sostenibile, la gestione dei rifiuti.

Non si usano bottiglie di plastica. Si fa ricorso all’energia solare al posto dei generatori.

A causa del crescente numero di turisti, c’è anche il problema della minacciosa carenza d’acqua, soprattutto in alta stagione.

Per questo motivo, con l’aiuto di progetti governativi, si stanno costruendo impianti di desalinizzazione su larga scala.

Gli ospiti italiani sono rimasti molto colpiti.

Da un lato dalla perfetta organizzazione del tour da parte della GAM e dall’altro dall’estrema cordialità della gente del posto.

Alle Maldive l’ospitalità è di casa

A ogni tappa sono stati accolti a festa da gruppi folcloristici e dagli albergatori locali, che hanno potuto poi presentare le loro strutture nel corso di incontri individuali.

Già all’inizio del soggiorno i visitatori hanno avuto l’opportunità di ottenere informazioni più dettagliate sulla situazione generale del turismo nelle Maldive e sulle guesthouses.

Ne hanno parlato nel corso di colloqui con i rappresentanti della Facoltà di Turismo dell’Università di Male e con Thoyyib Mohamed, Direttore Generale della MMPRC (Maldives Marketing and PR Corporation, afra@visitmaldives.com) e il suo staff.

Maldive - Colazione e pranzo sulla spiaggia

Il budget tourism

Nel caso delle guesthouses si può parlare di budget tourism, che non deve però trarre in inganno, perché il low cost, nello stretto senso della parola, alle Maldive non può esistere.

Per un motivo semplice: qui la vita in generale è molto cara, poiché quasi tutto deve essere importato. Dalle uova al riso alla carne.

Occorre poi considerare che le distanze tra le isole possono essere molto grandi, con i costi che possono lievitare per il trasporto.

Cosicché la creazione e manutenzione di una struttura ricettiva comporta costi di gestione non indifferenti.

Inoltre sono da considerare le spese per le – indispensabili – escursioni.

Sono il vero highlight di ogni soggiorno. Spaziano dalla possibilità di una cena romantica su una lingua di sabbia o su una spiaggia isolata, a qualche ora su una sandbank in mezzo all’oceano.

Fino all’incontro ravvicinato con le manta, i delfini o i squali balena.

Le Guesthouses: a contatto di diretto con la popolazione locale

Al contrario dei resort, le guesthouses si trovano sempre su isole abitate.

Con la possibilità cioè di entrare in diretto contatto con la popolazione locale, le sue tradizioni, usi e costumi.

Questo, ahimé, comporta anche delle restrizioni, che potrebbero non piacere a tutti.

C’è ad esempio il divieto assoluto di alcoolici, trattandosi di una popolazione a 100% musulmana.

E l’obbligo, tranne poche eccezioni, di frequentare la cosiddetta bikini beach, cioè l’unica spiaggia dell’isola dov’è consentito stare in costume da bagno.

Comunque a volte si può trovare anche quello che più assomiglia alla nostra idea di una guesthouse. E cioè una piccola struttura a gestione familiare con poche stanze.

Un esempio per tutti potrebbe essere il Kirulhiya sull’isola di Omadho. Un posto estremamente tranquillo, dove la vita scorre lentamente e le distrazioni sono poche.

Protocollo d’intesa tra la UET Italia e la GAM

Alla fine del tour delle isole, tra l’UET e la GAM è stato firmato un protocollo d’intesa.

Tale accordo prevede un rafforzamento dei contatti e delle reciproche attività atto a promuovere presso il pubblico italiano questo tipo di turismo nelle Maldive.

Almeno fino ad oggi, in effetti, è ancora poco conosciuto.

Si punta a incentivare un tipo di viaggio per coloro il cui quali soggiorno in un resort è fuori dalle possibilità economiche. Ma che comunque vogliono vivere almeno una volta il piacere di stare in questo posto magnifico.

I rappresentanti di GAM, infatti, stanno perseguendo una politica molto ambiziosa.

Vogliono raddoppiare o addirittura triplicare il numero di presenze nei prossimi anni.

Turismo alle Maldive: un ponte verso l’Europa e l’Italia

Finora hanno guardato principalmente al mercato del Sud Est Asiatico. Ora desiderano rivolgersi sempre più all’Europa. E in particolare all’Italia. (Anche i turisti provenienti da Cina e Brasile si stanno muovendo in questa direzione)

Per ulteriori informazioni si veda anche l’intervista con il vicepresidente della GAM, Naasih Moosa.

Mentre per informazioni su una collaborazione con la GAM e le sue strutture, si può contattare la Rappresentanza in Italia: UET – Via Privata della Torre,18 – Milano.

Tel. 02 26827859 – Mail: direzionegenerale@uetitalia.it