Turismi

Experience Local e comfort zone, cosa cerca il turista straniero in Italia

Turismo in Italia - Experience Local e comfort zone

Local è sicuramente uno dei termini più in voga negli ultimi anni nelle proposte turistiche.

Basta fare un giro tra le piattaforme online di viaggio per poterlo constatare.

A prima vista sembrerebbe un discorso semplice: quando si viaggia in un’altra località la visita è già di per sé un’esperienza.

Visitare etimologicamente è andare a vedere, osservare.

Il termine esperienza implica invece una conoscenza attraverso un’azione che riguarda certamente lo spostamento nel caso del viaggio. Ma coinvolge un’attività diretta.

In questo senso quando si dice esperienza locale si intende un’attività che culturalmente ci immerge in modo attivo nelle abitudini degli abitanti del posto.

L’esperienza del viaggio

“la città per chi passa senza entrarci è una, un’altra per chi è preso e non ne esce; una è la città in cui si arriva per la prima volta, un’altra quella che si lascia per non tornare; ognuna merita un nome diverso”
(Calvino, Le città invisibili, 1996, Mondadori)

Un’esperienza è inevitabilmente legata al soggetto che la compie.

E se è vero che in fondo la verità è triviale, il punto di partenza di una proposta turistica esperienziale è il turista stesso.

Quali sono i suoi gusti, le sue aspettative?

Qual è la sua comfort zone e quanto è disposto a mettersi in gioco?

In altre parole: nell’esperienza locale quanto è del locale e quanto è personale?

La relazione dell’accoglienza è non solo proporre la propria autenticità, ma anche la capacità di accogliere la diversità del visitatore che definisce il prodotto turistico.

Andare incontro alla diversità dell’altro

Senza entrare nel merito di target specifici di viaggiatori – che per definizione lasciano alle spalle il proprio mondo per affrontare avventure ed esperienze radicali di altre civiltà – in linea di massima l’ospitalità è un reciproco andare incontro alla diversità dell’altro.

Chi opera nell’accoglienza turistica ne ha sicuramente consapevolezza.

Di sicuro potrebbe raccontare una lunga casistica di aneddoti.

Basta chiedere a un albergatore cosa piace ai suoi ospiti stranieri e avremo di sicuro un lungo elenco di must.

Dal bollitore in camera per il tè agli inglesi, alla colazione salata con prosciutto e formaggio per i tedeschi.

O, ancora, il letto king size per gli americani e così via.

Come andare incontro alle esigenze del turista stranieri? (Qui alcuni spunti offerti dal mondo del cinema).

Come evitare l’omologazione, mantenendo la propria autenticità?

Il punto di vista degli operatori stranieri

Quali sono le principali richieste dei viaggiatori stranieri quando vengono nei nostro Paese che riguardano sia l’ambito d’interesse turistico sia la propria comfort zone?

L’operatore dell’ospitalità deve tenere presenti questi aspetti.

Di seguito alcune opinioni da parte di operatori e viaggiatori stranieri in base alla loro personale esperienza.

Un semplice scambio colloquiale di vedute, come tra passeggeri seduti accanto su un treno.

Un modo per allargare lo sguardo. Che magari può essere un punto di partenza di riflessione personale. Ponendosi un paio di quesiti.

Nella tua esperienza:

1) cosa chiedono/ricercano di più i turisti quando sono in Italia
2) qual è la loro “zona di comfort”, una cosa a cui non sono disposti a rinunciare tra le loro abitudini/ritmi quotidiani.

Ma ecco cosa ci hanno risposto alcuni operatori stranieri.

Il viaggiatore mid-centrico britannico

Ivonne, Creativity Travel, UK

Penso che dipenda davvero da chi è in visita. Portavo spesso giovani studenti di turismo inglese in Italia.

Sfortunatamente, molti di loro portavano con sé le loro ‘norme di gruppo’ e i loro gusti.

Sceglievano il fast food, ignorando le specialità regionali!

D’altra parte, ho organizzato lezioni di cucina/tour e i visitatori volevano provare tutti i sapori e i prodotti locali.

Ho anche organizzato matrimoni (qui il punto sul Wedding Tourism in Italia).

Ho scoperto che molte coppie volevano un mix delle loro tradizioni, mentre abbracciavano il favoloso scenario, il cibo, il calore e lo stile dell’Italia.

Ecco, io amo stare con il tipo allocentrico/midocentrico che ama scoprire i ritmi locali e imparare mentre si gode la cultura.

Wi-Fi e colazione abbondante per il turista russo

Olga, Be Happy Russia Travel

Parlando dei russi in Italia, direi che cerchiamo 2 cose nel Bel Paese: ottimo cibo (pasta, pizza, vino) e attrazioni culturali.

Dall’altro lato, non possiamo vivere senza il Wi-Fi gratuito mentre viaggiamo.

Tutti vogliono sentirsi come a casa. La maggior parte dei russi non può vivere senza la colazione.

Per esempio, nella mia famiglia e tra i miei amici prenotiamo solo hotel con colazione.

La colazione è la parte più importante del cibo della giornata.

Per quanto mi riguarda, sono ossessionata dal tè (non in bustine). Non è abituale trovare tè sfuso nei ristoranti italiani.

Così dopo 2 settimane in Italia senza tè, il mio corpo richiede un buon tè forte.

Precisione, organizzazione e l’ostacolo della lingua per il visitatore giapponese

Aki, Japan Chef, Instagram/Avionsamo food and travel

Cosa vogliono di più i turisti in Italia?

Il turista medio in Italia vuole visitare luoghi famosi, siti storici e mangiare cibi tipici.

C’è stato un boom italiano in Giappone negli anni ’90, durante la cosiddetta “bubble economy”.

Penso che quello sia stato l’inizio in cui il valore del cibo e della moda italiana sia diventato noto a molte persone.

I pacchetti turistici organizzati dalle maggiori agenzie di viaggio includono visite e pasti.

Quindi certe esperienze si sperimentano automaticamente, senza preoccuparsi della lingua.

Accanto a questo c’è poi lo shopping.

La pelletteria italiana è particolarmente popolare per la sua alta qualità.

Alcune persone interessate alla moda vanno regolarmente nei negozi di marche di lusso e nei centri commerciali durante i saldi.

Ho comprato due paia di guanti di pelle a Firenze. Per farlo sono andato all’outlet di Prada in periferia.

I corsi di cucina locale

Dato che i viaggi esperienziali sono così popolari in questi giorni, posso anche trovare opzioni per frequentare corsi di cucina locale.

Sono interessata all’agriturismo in Italia. Come sai, a volte cerco dei tour, soprattutto per fare il salame.

Ma purtroppo l’agriturismo non è ancora comune.

Penso che sia difficile per noi giapponesi trovare informazioni.

Dobbiamo organizzare il trasporto sul posto da soli e ci sono problemi di lingua!

L’ho sperimentato all’aeroporto di Milano.

Ho volato da Tokyo a Milano e mi sono trasferita su un volo interno a Milano per Roma.

Ma a causa del maltempo, la partenza del volo interno è stata ritardata di più di tre ore.

L’ostacolo della lingua

Non riuscivo a capire cosa stesse succedendo. Non parlavo italiano, così ho fatto domande in inglese al personale dell’aeroporto.

Erano però tutti molto occupati e non mi davano retta.

Ma quell’esperienza mi ha fatto venire voglia di imparare l’italiano. Quindi forse alla fine è stata una buona cosa!

In ogni caso nella maggior parte dei pacchetti turistici non ci si può sentire a disagio.

Dobbiamo solo stare attenti ai borseggiatori.

Rispetto al Giappone, la criminalità in Occidente sembra essere più estrema, anche il borseggio.

I treni sono in ritardo ed è difficile controllare il prezzo quando prendo un taxi.

In Giappone, le tariffe dei taxi sono quasi sempre fisse. Già sai quanto ti costa.

Tradizioni autentiche e spostamenti agevoli

Tania, In Italy Tours, US & AUSTRALIA

L’Italia ha il miglior cibo del mondo ed è il Paese più bello.

Gli ospiti hanno la possibilità di sperimentare la vecchia Italia, di adattarsi al modo di vivere.

Penso che sia un pericolo portare elementi stranieri in un altro Paese. Può perdere il suo fascino.

Le tradizioni, le vecchie usanze tramandate dalle nonne, sono la cultura autentica.

Se uno trova tutto uguale, non ha valore.

Se vuoi vedere la cultura autentica devi adattarti.

Tutto è una storia, anche se devi aspettare l’autobus!

Quando ti adatti c’è la sfida e impari a conoscerti, a scoprire te stesso.

Naturalmente fanno bene le facilities e le comodità. Meno l’omologazione che fa perdere l’unicità del posto.

Le connessioni dei trasporti inoltre sono importanti. È difficile spostarsi o reperire taxi nei paesini.

Gli elementi chiave di una buona accoglienza

In definitiva queste testimonianze confermano, qualora ve ne fosse ancora bisogno, che l’accoglienza non s’improvvisa.

Per quanto si possano offrire tante possibilità di esperienze turistiche, la “buona esperienza” dell’accoglienza percepita dal visitatore è data dalla combinazione di tanti elementi diversi.

Alcuni sono imprescindibili per tutti, come trasporti efficienti, sicurezza, multilingue, Wi-Fi, buon cibo.