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Camere gratis per combattere la crisi e la paura del terremoto

Il terremoto del 24 agosto e del 30 ottobre ha messo in crisi il flusso turistico in Umbria, facendo registrare una forte flessione che ha portato, in alcuni comuni, un crollo delle prenotazioni con punte del 40%.

I casi che vi proponiamo possono essere considerati degli esempi su come far ripartire e rivalorizzare il territorio; operatori turistici, associazioni e comuni hanno collaborato per ricostruire gli scenari per lo sviluppo e l’incremento del flusso turistico.

Duemila posti gratis per combattere la crisi

Il primo caso che vi riportiamo prende le mosse sulle rive del lago Trasimeno. Albergatori e ristoratori umbri non hanno chinato la testa dopo il calo turistico e si sono messi insieme per un’iniziativa senza precedenti, così dal 26 al 28 maggio hanno lanciato l’iniziativa Porte aperte al Trasimeno, con lo scopo di far riscoprire il fascino e l’interezza dell’Umbria.

Duemila posti letto gratis per un intero weekend, questa è stata la mossa attuata dai sindaci degli otto comuni coinvolti (tra cui Città della Pieve, Castiglione del Lago, Magione e Passignano sul Trasimeno) e sostenuta dall’Unione ristoratori albergatori del Trasimeno che l’ha supportata economicamente con un contributo di cinquanta mila euro.

Un’occasione unica per tornare a dare slancio al territorio, a cui hanno partecipato turisti provenienti da ogni angolo d’Italia, dalla Liguria alla Sicilia, passando per Marche, Lazio, Emilia, Romagna, Lombardia e Campania.

I duemila posti letto messi a disposizione per il weekend sono stati polverizzati in meno di diciotto ore dal lancio dell’iniziativa, stesso discorso per le manifestazioni connesse all’evento che hanno registrato un’ampia partecipazione.

Non solo soggiorno gratuito, ma anche attività itineranti da svolgere nei comuni, come tour enogastronomici, percorsi storico-culturali, attività sportive all’aria aperta e gite in barca. Un’offerta eclettica che ha permesso ai tantissimi visitatori presenti di scoprire e conoscere la splendida cornice del Lago Trasimeno.

La cartina di tornasole della manifestazione è stata data dal gradimento degli ospiti i turisti si sono detti entusiasti della manifestazione, rimanendo colpiti dall’organizzazione che ha offerto i posti letto gratuitamente e programmato una serie di eventi contingenti che gli hanno permesso di scoprire le tradizioni dell’Umbria.

I visitatori hanno partecipato ai percorsi promozionali che hanno permesso di diventare pescatori per un giorno, di remare lungo lago o di assistere al palio della barche dei rematori di Passignano.

Un investimento sul futuro

“Dobbiamo e siamo stati il volano per la ripartenza del turismo nella stagione estiva. L’iniziativa ha avuto così successo, che si sta prefissando una data per il 2018 e per il 2019, magari creando qualche pacchetto per l’estero – ha affermato Michele Benemio presidente dell’Urat (Unione ristorati del Trasimeno) – è stato fatto un grande lavoro di squadra insieme alle amministrazioni e alle realtà del territorio per dare slancio al Trasimeno, che tuttavia non ha subito danni diretti dal terremoto. Ci siamo riusciti, perché quando si fa sistema il successo è assicurato, c’è stato uno sforzo considerevole da parti di tutti che hanno permesso di curare aree verdi, giardini e centri storici rendendoli pronti per accogliere il turista”.

#Umbriainpiedi, anche i social danno il proprio contributo

Nelle settimane successive a Porte aperte al Trasimeno, anche i social si sono mobilitati per dimostrare come l’Umbria sia una regione pronta ad accogliere i turisti, cercando di rimediare ad isterismi e danni d’immagine prodotti dal terremoto, anche per zone non colpite dal sisma.

Tra le tante iniziative ha spiccato quella di due giovani realtà web-turistiche umbre che hanno bandito un concorso fotografico su Instagram dal titolo Umbria in piedi. Lo scopo era quello di dimostrare, attraverso scatti fotografici che l’Umbria è ancora in “piedi”, nonostante il sisma, ed è pronta ad accogliere turisti e visitatori.

Le foto dovevano ritrarre i luoghi dell’Umbria, insieme ai piedi di chi scattava, le 20 foto più meritevoli sono state poi esposte in una mostra che si è snodata, a partire dal 8 luglio in occasione di Umbria Jazz, per il centro storico di Perugia.