Turismi

Il buon cibo e il buon vino in vacanza: i turisti enogastronomici

Qual è il profilo dei turisti enogastronomici, è possibile tracciarne un identikit? Nel nostro Paese, l’importanza strategica del comparto enogastronomico, quale segmento di turismo, è andata progressivamente crescendo nel corso degli anni, divenendo la motivazione principale dello spostamento di turisti alla ricerca non solo della conoscenza del prodotto ma anche del territorio di produzione.
Ciò vale per i turisti italiani e, soprattutto, per gli stranieri, in particolare olandesi, tedeschi e spagnoli.

Da sempre il cibo è stato oggetto di curiosità e di attrazione verso un luogo ma, ora più che mai, è diventato un fattore decisivo per la scelta della destinazione quale esperienza da imprimere nella memoria. Basti pensare che ben il 77% dei turisti leisure statunitensi ha interessi gastronomici, una cifra altissima.

Il turista del gusto è disposto a coprire distanze maggiori che in passato per raggiungere la destinazione, viaggia nei territori di produzione in stagioni diverse e opta per una ricettività sempre più varia.

Chi sono i turisti enogastronomici

Come per ogni tipo di mercato, anche quello turistico è composto da una miriade di consumatori potenziali, ciascuno con la propria identità e con i propri valori, attitudini, culture, aspettative che variano da soggetto a soggetto e ne caratterizzano l’individualità.  Per di più, uno stesso fruitore del turismo enogastronomico può assumere caratteristiche e “ruoli” differenti a seconda delle circostanze, per esempio a seconda delle occasioni di consumo, della predisposizione momentanea, delle persone con cui viaggia e dell’umore.

Tracciare un identikit ben definito del turista enogastronomico “tipo” è un obiettivo di difficile attuazione a causa delle molteplici variabili con cui è possibile interpretare questa specifica modalità di fruizione turistica.

Il turista alla ricerca del buon cibo e di tutta l’arte culinaria si declina in molti gruppi, a seconda del motivo della visita.

Come catalogare il ‘turista del cibo’

Proprio in virtù della recente riscoperta della cultura del cibo, è doveroso fare una differenziazione dei profili dei turisti del buon cibo e del vino, per mettere in evidenza alcuni degli aspetti peculiari.

Gourmet, foodie, lifestyle, turista enologico, turista con bisogni speciali sono espressioni utilizzate quando si parla di turisti del gusto.

  • Rientrano nella prima tipologia – gourmet – persone appassionate di cibo raffinato, che tengono conto della qualità degli ingredienti, della mis en place e del luogo in cui viene gustato il piatto;
  • Il turista foodie non è un gourmet professionista. è un intenditore che ama il cibo come hobby, lo studia, lo mangia ed è attento a tutte le novità culinarie;
  • Il viaggiatore del turismo lifestyle, si colloca invece a metà strada tra un turista foodie e uno gourmet: come un foodie condivide l’entusiasmo e l’emozione per il cibo come mezzo di coesione sociale e come un gourmet apprezza la qualità dei piatti, l’armonia di sapori e va alla ricerca dell’autenticità, alla ricerca dei luoghi in cui mangia la gente locale senza dover spendere una fortuna;
  • Troviamo poi i turisti che amano la cucina sana, quelli che sono attenti alla cucina responsabile;
  • Poi ci sono i turisti con bisogni speciali. L’attenzione agli ingredienti utilizzati in cucina va incontro ai turisti con bisogni speciali, ossia coloro che amano l’esperienza enogastronomica, ma devono fare i conti con alcuni problemi legati alla salute, con abitudini culturali o ancora con la possibilità o meno di consumare certe pietanze per via della propria religione.

Questo è solo un assaggio delle tante considerazioni che faremo sui turisti che animano il variegato microcosmo del turismo enogastronomico.

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