Hospitality

Airbnb & C. come alternativa alla decadenza del capitalismo italiano

Luca Molinari nel suo piccolo ma ricco “Le case che siamo” con l’incoscienza degli architetti che insegnano ma non costruiscono, osa esprimere un concetto audace: abiteremo tutti in un grande AIRBNB! Del resto i numeri sembrano confermare che si stia andando in questa direzione.

Non credo i nostri cittadini trovino rassicurante questa affermazione ma la condivido pienamente, come sono profondamente convinto che l’unica soluzione possibile per la mobilità urbana e l’inquinamento da traffico siano i trasporti pubblici gratuiti e la circolazione libera solo per le automobili condivise a costi molto bassi.

Facile sorridere affermando che nemmeno a Paperopoli o nella Fattoria di Orwell hanno mai spinto la fantasia così avanti nell’utopia, eppure per quanto possa sembrare estrema ed un po’ “bolscevica” credo che questa sia la soluzione più realistica, economica ed efficace percorribile in tempi rapidi.

Terremoto e migranti, un’occasione per riflettere

Del resto trovare rassicuranti i nostri tempi non è facile: guardando in televisione gli sfollati del terremoto sarebbe il caso di spiegare con sottotitoli ai giovani che non si tratta di fiction ma di persone come loro che poche ore prima avevano la propria cucina col frigo pieno, la televisione, il divano dal quale whatsappare agli amici e la propria camera dove giocare con la play.

Ugualmente altre migliaia di persone sbarcano ogni giorno provenienti dall’altra parte del mare, persone inevitabilmente da accogliere ed ospitare, perché anche questa è condivisione, non proprio la sharing economy da rotocalco ma certamente sua sorella minore.

Capisco come i cambiamenti in atto possano non apparire rassicuranti a chi vorrebbe certezze piuttosto che forti emozioni, ma la realtà ha un solo canale che non si cambia con il telecomando o guardando altrove, come peraltro si è provato a fare per anni con risultati catastrofici.

Le nuove povertà e le colpe della politica

È proprio il caso di sottolineare che se Foodora trova giovani studenti disposti per pochissimi euro a portare cibo a domicilio non si tratta della bieca deriva capitalistica pluto-giudaico-massonica delle multinazionali, ma del fatto che essendo tutti più poveri questi giovani danno significato anche a pochi spiccioli per quadrare il proprio bilancio.

Se dovessero costare € 20 orari + contributi il modello non sarebbe più sostenibile, ma il medesimo regolamento avrebbe dovuto valere anche per il ragazzo egiziano o turco che da vent’anni consegna le pizze o il kebab a domicilio.

Dispiace andare contro i “benpensanti” ma davvero non esiste una colpa sociale o individuale in questo disegno se non della politica che non ha saputo prevedere o anche soltanto “vedere” l’avvicinarsi di una crisi economica che impoverisce l’Europa a macchia di leopardo proprio nei Paesi dove non si è capaci di progettare il futuro.

Un errore sottovalutare la sharing economy

Scrivevo di recente sui gruppi Facebook di Host AIRBNB che prima di sparare addosso alla sharing economy andrebbe almeno studiata, perché contrastarla con gli strumenti e i modelli economico/commerciali del secolo scorso serve solo a deviarla da una parte nell’illegalità e dall’altra verso grandi gruppi altrettanto poco cristallini che nasceranno apposta per sfruttarla.

E se la sharing economy fosse la prima forma di un nuovo equilibrio sociale portato dalla crisi del capitalismo, crisi di cui i primi a non accorgersene sono proprio i capitalisti ormai troppo storditi dentro e fuori per averne coscienza?

Marx aveva sbagliato quando prevedeva la crisi del capitalismo portata dal proletariato, la crisi nasce perché i ricchi sono diventati poveri anche se il loro denaro non si è spostato di un solo centimetro. I nuovi ricchi sono infatti quelli che fino a ieri gli custodivano il denaro consigliandoli sull’uso da farne in modo che lo perdessero il più rapidamente possibile.

In questo modo la finanza da serva è diventata padrona, da strumento è diventato il fine capovolgendo non solo le casse dei suoi clienti ma anche il Mondo stesso. Almeno i ricchi sapevano a loro modo lavorare, perdevano o guadagnavano facendo girare l’economia, questi non sanno fare nemmeno quello.

Locazione, regole da ripensare

Evasore.. abusivo, mah? In un mondo di nuovi poveri e vecchie regole è davvero difficile confrontarsi con esse se ancora non riusciamo a spiegarci l’un l’altro se inserire il proprio appartamento o la stanza sui portali specializzati faccia di noi davvero dei professionisti della locazione.

Come trovare ragionevole e cartesiano un limite temporale che non vale per il solo periodo dell’affitto quanto piuttosto della sua commercializzazione? Come riconoscere sensato che se promuovo l’appartamento anche un intero anno ma lo affitto due mesi debba rendere conto al fisco non di questi due mesi affittati quanto degli altri dieci in cui è rimasto vuoto?

Vallo a spiegare ai B&B ed agli affittacamere che è solo colpa dei cattivi consigli ricevuti a suo tempo se sono stati costretti a diventare a loro volta “commercianti” e per questo motivo vedono con rabbia ed invidia chi oggi riesce a fare esattamente ciò che a loro è stato impedito: affittare restando un privato cittadino, seguendo le regole del residenziale non quelle del turismo.

A questo proposito noi tutti siamo appunto specialisti nella “guerra tra poveri” perché c’è sempre qualcuno meno povero disposto ad avvelenare il pozzo piuttosto che dissetare chi viene dietro di lui, sebbene sia un modello operativo perdente in tutti i sensi: etico, organizzativo ed economico.

Con alcuni amici attivi dal 1995 nel turismo online, giusto un anno fa creavamo un’associazione di Host convinti di dover lottare contro le istituzioni per difendere i diritti dei cittadini che si avvicinavano al modello AIRBNB.

Un nuovo modello contro l’incompetenza

Oggi, però, sappiamo che il vero nemico è l’incompetenza che porta a guadagnare poco e male e spesso a non capirne nemmeno la ragione.

Per aiutare queste persone riteniamo che oggi non ci sia davvero altro modo che “scendere con gli stivali sul terreno” scommettendo sulla nostra competenza ed esperienza per insegnare loro a moltiplicare i guadagni, condividendone così davvero rischi e ricavi.

L’agenzia che non c’era a breve ci sarà: AIRBNBmodel.com

Foto del profilo di Maurizio