Turismi

Quando il territorio si apre al mercato: caso di successo nel Cilento

Un’area rurale per poter sopravvivere ed essere competitiva con le aree costiere (che propongono attività di svago quali il turismo, il sole e il mare) deve cercare di promuovere in modo innovativo quelle che sono le peculiarità di cui si compone: natura, cultura ma anche gastronomia.

Per fare ciò si deve evitare di chiudersi in se stessi, anzi si deve sfruttare la vicinanza delle aree a vocazione turistica marina e far veicolare una parte dei turisti verso le destinazioni più delocalizzate.
Affinché si possa parlare di sviluppo endogeno dei servizi territoriali, in particolari aree interne, è necessario, quindi, operare delle efficienti politiche che siano tese alla valorizzazione dei prodotti tipici locali, naturalistici oltre che dell’artigianato.

È solo attraverso una corretta strategia di tutela promozione e valorizzazione che si potranno raggiungere delle importanti ricadute economiche, sociali e turistico/ambientali su un territorio. Nelle strategie di valorizzazione delle tipicità locali (sia agroalimentari che artigianali) la funzione meramente produttiva delle attività agricole deve essere integrata da nuove e diverse funzioni, tra cui la tutela dell’ambiente e del territorio, la conservazione della cultura e delle tradizioni rurali, creando spazi e luoghi interessati da nuove dinamiche di tipo economico e sociale.

Questo è possibile solo se si pongono in essere iniziative che non si svincolano dalla identità dei luoghi e dalle variabili materiali ed immateriali che le hanno caratterizzate nei secoli. La cultura materiale e immateriale rappresenta, infatti, la leva che consente di rendere unico un luogo.

L’esempio vincente del Gal Cilento ReGeneratio

Un politica vincente di attrazione territoriale tesa alla decompressione della fascia costiera a vantaggio delle economie delle aree intere è quella posta in essere dal Gal Cilento Regeneratio. L’area di azione del Gal è quella del Cilento, subregione a sud della Città di Salerno.

Un’area ad elevato pregio naturalistico, oltre che culturale e turistico. Il Cilento è conosciuto ai più per essere stata la Patria della Dieta Mediterranea e luogo dove i maggiori poeti hanno trovato ispirazione per scrivere le proprie opere. Da Goethe, che ha descritto le bufale, a Vico, che ha tratto l’ispirazione per scrivere la scienza nuova, senza dimenticare Ungaretti, che ha descritto dei paesaggi e degli ulivi quale simbolo di un popolo.

Simboli e storie ancora oggi rinvenibili come cicatrici indelebili di un popolo. I comuni appartenenti al Gal sono tra loro omogenei ma con delle particolarità che li rende unici. Dove la cultura si lega alle tradizioni marittime e rurali, alla gastronomia. Paesaggi incontaminati, dove è possibile leggere il passare degli anni, dove l’agricoltura ha permesso di conservarne la pregevolezza. Tutto questo è il Cilento, un unicum di eccellenze sia agronomiche sia culturali che, se messe a sistema, possono consentire la rinascita economica di un luogo, che ha in sè tutte le caratteristiche.

Quando l’unione fa la forza

Il Gruppo d’Azione Locale Cilento ReGeneratio nato quattro anni fa, è costituito oltre che da associazioni, fondazioni, comunità montane (Comunità Montane dell’Alento Monte Stella e del Calore Salernitano, l’Unione dei Comuni Alto Calore), aziende private (114 operatori economici locali) anche da 38 comuni ( suddivisi in 3 macroaree ricadenti sia nelle aree interne che sulla fascia costiera). Dei 38 Comuni ben 35 (di cui qualcuno solo parzialmente) rientrano nel territorio del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, il che giustifica la valenza paesaggistica e ambientale che li caratterizza.

Il Gal ha ottenuto una dotazione finanziaria notevole, circa 8,6 milioni di euro, che attraverso la messa a sistema dei finanziamenti europei, sta creando una rete sia materiale che immateriale fra le istituzioni pubbliche e private che vi aderiscono.

Nella programmazione 2007–2013, molteplici i progetti finanziati. I diversi soggetti aggiudicanti dei finanziamenti (imprese, comuni, enti di ricerca) hanno avuto la possibilità, grazie anche all’efficiente lavoro svolto dal gruppo che coordina le attività, di porre in essere interessanti iniziative.

Turismo sostenibile e agricoltura le chiavi del successo

Gli assi su cui si è operato, così come descritto nel PSL (Piano di Sviluppo Locale), sono quelli che consentono di implementare un modello di turismo sostenibile e rigenerativo che, intrecciato con le azioni di filiera dell’agricoltura locale e con la forte connotazione territoriale delle attività agro–industriali, consente di proiettarsi verso un turismo sostenibile e innovativo in grado di attrarre turisti nel rispetto delle peculiarità ambientali e sociali del territorio in cui opera.

La strategia di sviluppo locale intrapresa è stata quella che ha favorito la costruzione – in maniera concreta – delle opportunità che dai tre Sistemi territoriali di riferimento sono emerse, riflettendo le peculiari vocazioni territoriali, per uno sviluppo economico integrato.

Anche l’innovazione gioca un ruolo da protagonista

Per realizzare le azioni della strategia, sono state scelte diverse misure: opere materiali e molte di tipo immateriale, quali attività di promozione delle bellezze naturali (cicloturismo, ippoturismo, trekking) e di quelle storico-culturali (valorizzazione dei reperti archeologici dei musei  tradizionali ed etnografici), senza dimenticare quella agroalimentare e biodiversità agronomica (studio e valorizzazione di culture tradizionali e tipiche del luogo quali FICIVAL (Fichi cilentani: innovazione e valorizzazione finanziato per 98.500 euro).

Altri progetti volti ad aumentare la competitività attraverso l’introduzione di nuove tecnologie, innovazioni di prodotto e di processo, al fine di aumentare la dinamicità delle filiere produttive caratterizzate da una bassa innovazione: cece di Cicerale, VALCIVA (finanziato per 100mila euro); valorizzazione della Cipolla di Vatolla (progetto volto ad aumentare la competitività attraverso l’introduzione di nuove tecnologie e innovazioni di prodotto e di processo).

E ancora: valorizzazione delle eccellenze agroalimentari (100mila euro), il piano di comunicazione e promozione territoriale (250mila euro). Ma anche progetti tesi alla creazioni di percorsi tematici, come ad esempio “Dalla capanna italica al borgo nuovo” (65mila euro). Il progetto ha previsto la creazione di un percorso che unisce e valorizza le chiese del comune e le altre risorse del territorio, quali i resti dei mulini, i ruderi di Sacco Vecchia e le feste popolari.

Merito al Gal e al consiglio di amministrazione di aver fatto rete e coinvolto tutti gli attori sociali. I dati sulle presenze – in particolare nei borghi – evidenziano una crescita del 6%, grazie anche a particolari iniziative, come la festa della cipolla di Vatolla (Perdifumo), quella sulle eccellenze cilentane (Torchiara) e la festa del Pane (in diversi comuni).