Turismi

Piccoli musei, grandi patrimoni: l’Italia e le sue piccole grandi gemme

Chi l’ha detto che possono giocare una partita entusiasmante nel campo del turismo soltanto le grandi realtà? L’Italia è ricca di gioielli piccoli nelle dimensioni ma grandi nella capacità di custodire tesori artistici. I piccoli musei hanno una loro ragion d’essere: chi pensa che l’arte viaggi solo in autostrada si sbaglia di grosso perché, in realtà, queste stradine della cultura possono rivelarsi, a un occhio attento, come crocevia di vera eccellenza. Ma perché un turista dovrebbe scegliere un piccolo museo?

• Per scoprire l’arte a portata di tempo

Spesso visitare un grande museo richiede un grande investimento in termini di tempo: quante volte avete provato e visitare quel museo tanto famoso ma dei vostri tre giorni di vacanza avete finito col passarne almeno due fermi, in piedi, incastrati in file interminabili? Per visitare i musei più famosi occorre pagare il prezzo della loro notorietà: le code di cui spesso si fatica a vedere la fine. Le lunghe attese alla lunga possono però essere sfiancanti e mal coniugarsi con il poco tempo a disposizione: un piccolo museo, invece, è più accessibile e permette ai viaggiatori di assaporare l’arte senza dover perdere un’infinità di tempo in coda.

• Per la voglia di uscire dagli schemi

Quando si ritorna da un viaggio a volte si ha la sensazione di aver battuto strade già tracciate da altri. Hai visitato quella certa città? Allora sarai di certo andato in quel certo museo. Del resto è il più grande, il più famoso: come avresti potuto non visitarlo? Al rientro, così, ci si ritrova a parlare a chi quella città l’ha già visitata senza avere nulla di davvero nuovo da raccontare. Come parlare di un film già visto. Il film lo si racconta dal proprio punto di vista, certo, eppure è difficile scacciare quell’odore di prevedibilità. Visitare un piccolo museo può invece voler dire scoprire un grande patrimonio in tutti i sensi: sia per quanto riguarda le opere che in quei pochi metri quadrati sono contenute sia per quanto riguarda le tracce che quella visita lascerà nei nostri ricordi.

• Perché “nella botte piccola c’è il vino buono”

Viaggiare significa anche misurarsi con la propria capacità di guardare al mondo con occhi nuovi: bando quindi ai pregiudizi di ogni sorta e benvenuta la voglia di scoprire realmente il territorio che si sta visitando e la comunità locale. L’arte dei piccoli musei è infatti un’arte che ha molto da dire: è un’arte spesso meno altisonante ma non per questo meno coinvolgente.

• Perché forse non serviva il Telegraph per farci scoprire certi musei ma, comunque, lo ringraziamo per averli citati

Anche gli inglesi lo sanno: in Italia l’arte è di casa. Ecco così che un quotidiano, il Telegraph per la precisione, non ha mancato di stilare tempo fa una lista dei piccoli musei che costellano il panorama artistico del nostro Bel Paese. Le città italiane sono ben rappresentate: c’è il Museo d’arte sacra di Asciano e anche il Museo diocesano del Capitolo di Cortona e, dato che parlando d’arte in Italia non si può non citare Firenze, c’è anche il Museo Stefano Bardini e il Museo di San Marco. Andando un po’ più il nord varrebbe la pena fermarsi a Milano, fosse anche solo per visitare una villa affascinante come Villa Necchi Campiglio di Milano per poi rimettersi in viaggio fino alla capitale e dedicarsi a un trittico artistico: Galleria Doria Pamphilj, Villa Farnesina e la Casa Museo De Chirico.
Una fonte per tutti: l’Associazione Nazionale Piccoli Musei

 

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