Turismi

Enogastronomia tra Tradizione, Innovazione e Promozione turistica territoriale

Dopo tante richieste di informazioni e scambi di vedute sulle relazioni che possono nascere tra la presenza di cibi tipici, locali o tradizionali ed azioni di marketing territoriale, finalmente è giunto il momento di affrontare la tematica cercando di dare buoni consigli e piccoli trucchi al fine di tracciare una possibile “rotta” come è da sempre nel DNA di Landexplorer.

Avvisiamo fin da subito che il tema verrà diviso su due post, poiché risulta lungo e difficile da affrontare e, soprattutto, nel prossimo appuntamento avremo un gradito ospite, nonché grande collaboratore di Landexplorer: Luca Ciurleo, giornalista e giovane antropologo con all’attivo numerose collaborazioni con le principali università del Piemonte e del nord Italia.

Cibi Tipici tra Tradizione, Innovazione e Promozione del Territorio

Dal titolo proposto possiamo fin da subito discutere su che significato dare di “cibo della tradizione” o “cibo tipicodi un dato territorio. Questa domanda che vuole essere un vero e proprio dubbio da sciogliere, si pone perché molti studiosi e persone chiamate all’arduo compito di fare marketing di un territorio cercano sempre di utilizzare il prodotto tipico come primo – in alcuni casi unico – veicolo di promozione della zona, poiché diventa facile pensare al regalo da portare ad amici e parenti al ritorno dalle vacanze, oppure ad un modo veloce di portarsi a casa un “pezzo” (il più dolce) del territorio.

In realtà, questo pensiero crea due grossi problemi concatenati che alla fine portano alla caduta dei valori racchiusi nel cibo tipico e una “omologazione” del territorio in esame, perché alla fine del processo di promozione il territorio non è riuscito a crearsi una identità forte, ma utilizza le stesse identiche armi dei suoi concorrenti. Insomma il gioco non vale la candela!

Una caratteristica fondamentale che deve avere un cibo per essere tradizionale, o comunque riconosciuto come valore di un territorio, è quello di essere ricercato e voluto fortemente dalla comunità locale, cioè è chi risiede nella zona in esame che presenta il cibo come tipico di quella zona utilizzando frasi come queste: “c’è sempre stato”, “si sono sempre fatti!”.

Interessante scoprire come anche invenzioni di panettieri, pasticceri, aziende agricole sui cibi o loro produzioni, se assimilati dalla comunità attraverso particolari “meccanismi” di relazione possono trasformare l’invenzione del prodotto locale in prodotto tradizionale attuando quello che molti antropologi definiscono una “innovazione della tradizione”.

Nel prossimo post approfondiremo anche la tematica del folklore e del fakelore nel cibo: fin da subito diamo una definizione veloce per intuire il concetto: il fakelore o “falso folklore” prevede la nascita di una tradizione (in questo caso culinaria) che la comunità locale vede di buon occhio e che accetta creando nel suo interno una “leggenda di fondazione”, a ben vedere in tutta Italia possiamo trovare esempi di ciò che abbiamo appena esposto.

Un altro concetto importante da esporre subito proprio perché nel prossimo post si darà molto accento a questo fatto è questo: non c’è da demonizzare il fakelore, poiché una volta entrato all’interno della comunità e dopo un processo di assimilazione dello stesso, che può durare anche anni, il fakelore si trasforma in folklore percepito e a-storicizzato dai “nativi”.

Prima di dare appuntamento a tutti gli amici di FormazioneTurismo al prossimo post diamo un consiglio quanto mai ovvio, ma in questi casi importante e da non sottovalutare. Se vi trovate di fronte a situazioni di invenzioni di cibi tipici locali che puntano a diventare tradizionali, o lo sono già, fate delle ricerche approfondite per capire il meccanismo che ha portato la comunità a riconoscere quel prodotto come portatore di valori della comunità poiché permetterà di guadagnare molto tempo nelle fasi di preparazione delle strategie di marketing territoriale che, lo ricordiamo, prevedeno sempre più azioni in diversi campi e mai ad una sola via!

Siamo giunti alla fine di questo brevissimo post. Il prossimo sarà denso di concetti e presenterà un caso studio davvero particolare.

Come sempre vi invitiamo a condividere il post, a commentarlo se preferite nel Forum Turismo & Turismi e se vi trovate in questa tipologia di situazione non esitate a contattarci poiché troppe volte si banalizza questo aspetto di marketing al fine di avere risultati efficaci in breve tempo, ma, il più delle volte, la campagna marketing risulta meno brillante di quanto previsto poiché spesso si trascura un “moltiplicatore” di valori che nasce dal binomio tra comunità e prodotto locale. Alla prossima!

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