Email Marketing

Email marketing: perché le email transazionali sono un’arma da non sottovalutare

Quando un cliente entra, fisicamente, in un negozio sono mille i gesti che lo accolgono come un’ideale stretta di mano. Il primo contatto è così un contatto più definito, un contatto più intimo per certi versi. Quando però le relazioni tra chi vende e chi compra, o ha quantomeno intenzione di comprare, avvengono del tutto o per lo più online come fare a stringere legami?

La difficoltà nella gestione di clienti online non sta infatti soltanto nell’attirare i clienti, nel riuscire a convincerli a varcare la soglia del nostro negozio virtuale dove, in realtà, la realtà è più presente che mai, ma sta anche nel fare in modo che quei primi timidi contatti non vengano dimenticati. L’impresa è ardua ma tra gli assi nella manica ci sono per fortuna le email e, in particolare, le email transazionali, quei messaggi email con contenuto personalizzato inviati in modo automatico a singoli destinatari [come ad esempio quelle che comunicano l’attivazione di un servizio, la conferma di una registrazione, l’invio di una fattura o gli auguri di compleanno].

Per convertire le visite in vendite è necessario convertire anche i rapporti con la propria clientela. Non bisogna essere solo “conoscenti” ma fare in modo che i contatti siano sempre mantenuti, che non ci si perda mai di vista e, anche quando il cliente o potenziale cliente sembra ormai andato perduto, occorre sempre tentate di riallacciare i rapporti. Come mantenere o recuperare i contatti con un cliente? Le email sono ottimi alleati della comunicazione.

Email transazionali: ecco perché piacciono al cliente

Alla fine è successo. Tutti i vostri sforzi promozionali, il vostro impegno su più fronti, il vostro attento studio del mercato e del vostro target di riferimento hanno dato i loro frutti e il cliente ha fatto il suo primo acquisto. Avete raggiunto il vostro obiettivo e ora potete finalmente rilassarvi, giusto? No, sbagliato! Proprio quando pare che la partita sia stata vinta i giochi sono infatti ancora aperti ed è il momento perfetto per scendere in campo con le email transazionali.

Dopo aver effettuato un acquisto il cliente rischia infatti di sprofondare nell’incertezza: come potreste lasciarvi sfuggire l’occasione di lanciargli una ciambella e guadagnare così ancora di più la sua fiducia? Gestendo al meglio questa fase potreste ritrovarvi presto a essere considerati dal vostro cliente affidabili come l’amico con cui si ferma sempre al bar a fare colazione con caffè e ciambelle. Le email transazionali sono gradite ai clienti soprattutto per questo: sono un’ottima guida, permettono, dopo essere diventati a tutti gli effetti clienti, di seguire le tracce dei propri ordini e di avere utili informazioni sull’andamento dei propri acquisti.

Tre buone ragioni per puntare anche sulle email transazionali in una strategia di email marketing

1) Email transazionale = email letta. Un grande punto di forza delle email transazionali è che sono email che raramente vengono lasciate a lungo a marcire nella casella di posta elettronica senza essere lette. Il motivo è facilmente intuibile: un cliente ha tutto l’interesse a leggere email che riguardano direttamente i suoi acquisti e che promettono di tenerlo informato sullo stato dei suoi ordini.

2) Un’email transazionale ha grandi potenzialità dal punto di vista dell’email marketing. Dato che un’email transazionale è un treno che arriva praticamente sempre a destinazione perché non approfittarne per fargli veicolare anche messaggi commerciali?

3) Le email transazionali sono un mezzo versatile. Il modello delle email transazionali è uno scheletro di base che può adattarsi di volta in volta alle esigenze del corpo del nostro testo. Che si tratti di invitare il cliente a tornare a trovarvi per effettuare un altro acquisto correlato a quello che ha fatto da poco o che si tratti di ricordargli di quel carrello che ha abbandonato senza comprare poco importa: un’email transazionale può contenere gli spunti più disparati.

 Fonte: Osservatorio Email Marketing Statistics 2013 
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