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Turismo cinese: la nuova frontiera del mercato turistico

Il report annuale redatto da Hotels.com – “The Chinese International Travel Monitor 2013” – oltre ad approfondire, attraverso la somministrazione di un sondaggio a turisti e strutture ricettive, questioni tecniche legate agli aspetti logistici ed economici del rilancio del turismo internazionale cinese, si concentra anche su aspetti maggiormente legati alle preferenze ed agli orientamenti dei turisti nonché al livello di preparazione delle realtà alberghiere ad accogliere un target turistico così particolare per cultura ed esigenze.

Il monitoraggio si effettua attraverso un sondaggio mirato a stimare l’impatto della crescita economica sul turismo estero dei viaggiatori cinesi [vedi Report 2012 – I nuovi viaggiatori internazionali cinesi] e, per converso, sulla risposta che le strutture ricettive internazionali danno a questo incremento del trend dei cinesi a viaggiare fuori dai propri confini nazionali. I numeri rilevati da questa analisi parlano chiaro: negli anni il turismo cinese è letteralmente esploso.

Alcuni numeri: triplicati i viaggi in Australia; il Regno Unito è registrato come la seconda meta in assoluto del 2012; i cinesi risultano i maggior i fruitori di “viaggi di lusso” alle Maldive; nel 2012 l’Ambasciata americana in Cina ha stampato più di 1,34 milioni domande per visti turistici.

I cinesi risultano essere anche coloro che maggiormente hanno speso, nel 2012, per effettuare viaggi all’estero (102 miliardi di dollari, i 40% in più rispetto al 2011).

Le motivazioni per un così ampio respiro internazionale risiedono soprattutto nelle minori restrizioni poste dal Governo cinese sui viaggi internazionali e su un aumento sensibile della fascia media della popolazione con maggiori disponibilità economiche.

Ospiti cinesi: un mercato da 200 milioni di viaggi oltremare

Con un volume di viaggi oltremare pari a 83 milioni (stimati ad aumentare, entro il 2020, fino a raggiungere i 200 milioni), i cinesi hanno surclassato nella classifica Germania e Stati Uniti.

La strategia politica dietro questi numeri così importanti ha un suo sviluppo ben preciso: il governo cinese sta iniziando ad incoraggiare gli impiegati ad utilizzare i loro giorni di riposo ed a permettere maggiore flessibilità ai lavoratori sulla scelta di quando e dove viaggiare.

Accanto a queste iniziative, esistono poi i risvolti maggiormente pratici ed infrastrutturali che supportano e agevolano il turismo internazionale, vale a dire la costruzione di nuovi aeroporti e rotte.

Entro il 2015 la Cina conta di pianificare la costruzione di 70 nuovi aeroporti che si aggiungeranno ai 100 già esistenti oltre ad ampliare l’orizzonte delle rotte low-cost, in particolare verso l’Asia, grazie anche al supporto delle compagnie aeree straniere. Inoltre, moltissimi governi stranieri stanno mettendo a punto misure meno rigide per la concessione dei visti di viaggio.

Dal canto loro, anche gli albergatori hanno evidenziato un sensibile aumento di ospiti cinesi nelle proprie strutture, soprattutto quelli dei Paesi di Asia e Pacifico (61%), seguiti dal Nord America (47%), dall’Europa (36%) e dall’America Latina (27%).

Con queste percentuali, gli albergatori iniziano ad intravedere nella Cina la nuova frontiera del mercato del turismo: il 75% di essi, afferma che i viaggiatori cinesi contribuiscono a circa il 5% del loro fatturato; il 12% stima una percentuale che oscilla tra il 6% e il 10% mentre l’1% dichiara una percentuale che supera il 50%.

Il Turista cinese: identikit e preferenze

Il mercato del turismo cinese cambia perché a cambiare sono i cinesi stessi ed il prototipo stesso del turista cinese medio.

Resta il fatto che viaggia chi può permetterselo, vivendo in una condizione economica favorevole e tra questi le statistiche stimano che il 96% di essi abbia viaggiato per piacere mentre il 52% per affari.

A cambiare, quindi, è la tipologia e la durata del viaggio, ma anche il metodo di viaggio: i viaggi più lunghi sono quelli di studio o fatti per incontrare amici e parenti i quali sono anche i compagni di viaggio preferiti quando si va all’estero. Una tendenza, confermata dagli albergatori, è infine quella che vede i cinesi preferire i viaggi indipendenti (70%) contro i viaggi di gruppo (30%).

Le mete preferite dai cinesi sono divise tra una lista di “desiderata” ed una di destinazioni effettive. Al primo posto della “wish list” si pone l’Australia, seguita da Francia, Nuova Zelanda, Stati Uniti, Svizzera. Nella lista delle mete effettive, invece, primeggiano gli Stati Uniti, seguiti da Hong Kong, Thailandia, Giappone, Singapore, Malesia, Corea del Sud, Italia, Francia, Australia.

Quando viaggiano all’estero i cinesi amano molto i tour turistici (75%). Non distante, una nutrita percentuale del 65%, invece, durante i viaggi di piacere ama soprattutto mangiare anche se non meno importante per il 51% degli intervistati è lo shopping. Le percentuali variano poi a seconda delle fasce di età di riferimento.

Il viaggiatore cinese sta cambiando, non soltanto perché accetta di confrontarsi con usi e costumi diversi dai propri, ma anche perché dispone di mezzi nuovi per concepire il proprio viaggio.

L’attenzione si focalizza soprattutto sull’uso considerevole di internet con tutte le sue possibili appendici: si cercano informazioni, ci si confronta sulle esperienze di viaggio (27%) e poi la maggior parte delle prenotazioni avviene utilizzando dispositivi mobili, apps, o sistemi di prenotazione online.

Sono soprattutto i più giovani a fare tutto da sé, mentre fasce di età più alte si rivolgono alle agenzie: una tendenza che fa il paio con la tipologia di viaggio preferita laddove i giovani optano per viaggi indipendenti, mentre le fasce più alte di età prediligono i viaggi di gruppo organizzati.

Secondo i dati forniti da Hotels.com, poi, i cinesi risultano essere al quinto posto tra coloro che spendono di più per le camere d’albergo: il 52% prenota alberghi a 3 o 4 stelle e solo il 27% in una fascia di età superiore ai 55 anni preferisce strutture in stile cinese, il 52% si rivolge ad alberghi autoctoni (tra cui i più giovani), mentre il 27% si affida a catene internazionali.

Accoglienza dei turisti cinesi: i servizi richiesti in hotel

I servizi offerti dagli hotel e maggiormente apprezzati dai cinesi costituiscono un elemento di analisi interessante nel report. Il sondaggio ha rilevato che in vacanza i cinesi spendono la maggior parte dei propri soldi in cibo e bevande.

Un dato suffragato dal fatto che il 66% dei cinesi che hanno partecipato al sondaggio, hanno affermato di amare consumare i pasti presso i ristoranti degli alberghi nei quali soggiornano. Il 21% ama frequentare il centro affari; il 18% i negozi; il 16% le piscine; il 14% le palestre. Molto basse sono, invece le percentuali relative a bar, centri benessere e casinò.

Esistono però dei punti per i quali è necessario che la domanda cinese di servizi e l’offerta degli stessi da parte degli albergatori deve convergere.

Circa 6 turisti cinesi su 10 affermano che la possibilità di accettare valuta straniera sia il servizio più importante che le catene alberghiere internazionali possano offrire, sebbene il 26% di essi sostiene che comunque è un servizio che andrebbe migliorato. Il 54% di essi sottolinea l’importanza di staff che parli il Mandarino; il 54% ritiene molto importante la presenza di reti Wi-Fi; il 49% considera necessarie guide e materiali turistici tradotti in cinese; nel raggio tra il 30% ed il 40% si assestano servizi come i ristoranti che offrano cibi cinesi, canali tv cinesi, il sito dell’albergo tradotto in Mandarino, la colazione cinese.

Dal canto loro gli albergatori rispondono che la presenza di aree Wi-Fi sia la richiesta maggiormente fatta dai turisti cinesi (73%), seguita dalla richiesta di un bollitore (43%), ciabatte da camera (33%), aree dedicate ai fumatori (29%). In generale, anche le strutture ricettive internazionali si stanno attrezzando alfine di offrire ai turisti cinesi maggiori comfort soprattutto per quanto riguarda le preferenze gastronomiche e l’agevolazione derivante dalle traduzioni e dall’interpretariato.

Per scaricare il documento integrale: The Chinese International Travel Monitor 2013

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