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Turismo Brasile: dati e tendenze per l’incoming in Italia

Il mercato turistico brasiliano ha dato negli ultimi anni ottimi segnali di crescita: la percentuale di brasiliani che partono verso mete estere è infatti aumentata esponenzialmente. Se nel 2010 le spese di viaggio dei turisti brasiliani sono state pari a 16,4 miliardi di dollari statunitensi, nel 2011 le cose sono andate decisamente meglio: l’aumento di flusso turistico si è attestato su un +29,2%, con una spesa pari a 21,2 miliardi. Quello che lascia piacevolmente sorpresi è che si tratta di un trend in costante crescita. Farmacia online sicuro senza recetta

I primi segnali del miglioramento del mercato turistico outgoing brasiliano si sono intravisti durante il 2005 in corrispondenza con il potenziamento della valuta locale rispetto al dollaro e all’euro; si stima inoltre che durante i prossimi anni la situazione migliorerà ancora. Gli elementi che hanno favorito il turismo brasiliano sono molteplici: potenziamento della valuta brasiliana, il Real; fase positiva dell’economia locale; incremento dei redditi della popolazione; maggiore offerta di voli che mettono in connessione Europa e Brasile; maggiore concorrenza fra compagnie aeree e offerta di prezzi più abbordabili in relazione alle tariffe aeree.
Tutte queste condizioni macroeconomiche positive lavorano a favore della futura crescita del turismo outgoing. D’altronde il trend registrato dall’Anac (Agenzia Nazionale Aviazione Civile) fra il 1999 e il 2009 parla chiaro: il numero di passeggeri brasiliani trasportati all’estero è aumentato in dieci anni del 67% circa. Ordina online Doxycycline economici

Mete di riferimento

La meta di viaggio extra europea più gettonata è sicuramente rappresentata dagli Stati Uniti. Si stima che nel 2010 ben 3 milioni e 240 mila brasiliani si siano messi in viaggio verso gli USA. In seconda posizione nella classifica delle mete più apprezzate dal turismo brasiliano si posiziona l’Argentina, che nel 2010 ha contato 700 mila passeggeri circa in più rispetto al 2009. In terza posizione si trova il Portogallo raggiunto nel 2010 da 1 milione 440 mila brasiliani.

Oltre al Portogallo fra le mete europee più apprezzate dai turisti brasiliani c’è la Francia, la Spagna, la Germania e in ultimo posto l’Italia con 404 mila visitatori per il 2010. Nello specifico il turista che raggiunge l’Italia è particolarmente attratto da alcune città e interessato a visitare alcune regioni: Roma, Firenze, Venezia o Milano sono le più amate insieme con la Regione Sicilia, Sardegna e Campania (con una particolare attenzione per la Costiera Amalfitana).

Identikit del turista

Tracciare un identikit del turista brasiliano che viaggia alla scoperta dell’Italia non è per niente semplice.
Raccogliendo i dati forniti dai principali tour operator risulta chiaro che il viaggiatore brasiliano tipo si divide principalmente in 7 categorie:
– uomini d’affari e professionisti (22 per cento);
– seniors (20 per cento);
– coppie senza figli (18 per cento);
– singles (15 per cento);
– giovani e studenti (12 per cento);
– famiglie con bambini (10 per cento);
– altro (3 per cento).

In linea di massima a viaggiare sono le classi medie con un aumento percentuale annuo proporzionale all’incremento del reddito. L’età del viaggiatore tipo è compresa fra i 25 e i 50 anni e ad attrarre dell’Italia sono soprattutto le sue meraviglie artistiche e culturali.

Il mercato turistico italiano: pro e contro

Il flusso turistico dal Brasile all’Italia, favorito anche dalla nutrita presenza di nostri connazionali nel Paese sudamericano, può senz’altro incrementare. Ma prima di ogni cosa bisogna lavorare sui fattori che rallentano la crescita della domanda: dalle analisi dell’Enit – l’Agenzia nazionale del turismo – emerge in primis l’alto costo dei servizi rispetto agli Usa e agli altri Paesi del Sud America: i ristoranti, gli alberghi e lo shopping costano di più. Anche i prezzi dei biglietti aerei, oltre alla carenza di voli charter, sono tutt’altro che concorrenziali rispetto agli altri Paesi che attirano l’attenzione dei brasiliani. Né il potenziale turista può essere invogliato sapendo che in Italia difficilmente troverà materiale promozionale redatto in lingua portoghese, soprattutto nelle regioni meridionali.

Ciò non vuol dire che bisogna alzare bandiera bianca. Il Bel Paese ha comunque un enorme potenziale da sfruttare, a partire dai 30 milioni di brasiliani di origini italiane. La comunità dei nostri connazionali presenti in Brasile potrebbe rivestire un ruolo di primaria importanza nella promozione dello scambio turistico. Al resto penserebbero il fascino del rilevante patrimonio artistico-culturale dell’Italia e l’enogastronomia.
L’ospitalità degli italiani e la rete dei trasporti sono altri elementi che suscitano attenzione da parte dei potenziali turisti.

L’importanza dell’attività promozionale

Una più incisiva penetrazione sul mercato turistico brasiliano è possibile: l’economia del Paese sudamericano, seppur abbia fatto registrare un rallentamento negli ultimi mesi, è comunque ancora in crescita, di pari passo con gli stipendi della popolazione locale.

Il valore della moneta brasiliana rispetto all’euro favorisce i viaggi internazionali, unitamente alle politiche di espansione del credito della popolazione brasiliana, che già sta dando benefici effetti sulla vendita di pacchetti turistici, in particolare quelli con destinazione all’estero.
Alcune iniziative promosse negli ultimi anni nelle principali città del Brasile (su tutte il progetto “Italia Comes to You”) hanno inoltre fatto aumentare la popolarità del Bel Paese. In ogni caso è fondamentale che si investa maggiormente in campagne pubblicitarie e promozionali. Paesi come gli Usa, la Spagna, la Francia, la Germania e il Portogallo lo stanno facendo, con ricadute positive.
Questa è un’occasione da non lasciarsi sfuggire: una ricerca dell’Enit di San Paolo, condotta in tandem con i principali tour operator del Brasile, ha posizionato l’Italia tra le prime tre destinazioni europee che i brasiliani desiderano visitare.
Altro fattore da tenere presente riguarda la promozione su Internet: anche se gli ultimi dati ufficiali risalgono al 2009, in Brasile il numero di utenti della rete fa registrare un incremento del 25% annuo. Di conseguenza cresce il numero di famiglie brasiliane che acquistano pacchetti turistici sul web, attirate dalle offerte per voli o strutture ricettive low cost.

Alcuni spunti per incrementare i flussi turistici

Il primo passo da compire, come già accennato, è quello di puntare sulle attività promozionali in Brasile. Ma limitarsi a pubblicizzare le mete tradizionali potrebbe non bastare: è auspicabile, infatti promuovere anche il cosiddetto turismo di nicchia, per intenderci quello che conduce in quelle regioni italiane meno conosciute oltreoceano: l’enogastronomia, i centri benessere, le escursioni in montagna possono senz’altro attirare l’attenzione del potenziale viaggiatore.
In particolare si potrebbero studiare strategie comuni con le Regioni del Sud: i brasiliani sembrano prediligere soprattutto la Campania e la Sicilia. In ogni caso il turismo di ritorno da parte degli italo-brasiliani potrebbe giocare un ruolo importante nel prossimo futuro, anche sul fronte delle vacanze studio: la richiesta di imparare la lingua italiana è in crescita.
Un’altra idea potrebbe essere quella di organizzare eventi anche nei periodi di bassa stagione: da un lato si abbassa il costo di un soggiorno in Italia, dall’altro si va incontro alle esigenze delle famiglie brasiliane: le vacanze scolastiche sono previste a dicembre, gennaio e luglio.

 

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