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Stabilimento Balneare 2.0: l’esperienza vincente di Filippo Borioni

Ci sono persone che operano nel turismo e che credono fermamente in quello che fanno. Con il loro entusiasmo, con una buona dose di consapevolezza dei propri mezzi, con una formazione professionale ed accademica in costante aggiornamento e con un’innata capacità comunicativa che non può che coinvolgere. Non da meno, trasmettono la speranza e l’auspicio che, in fondo, nonostante il periodo storico molto difficile, qualcosa possa davvero cambiare.

Una di queste persone l’abbiamo incontrata per un’intervista a Fano. Filippo Borioni da nove anni gestisce uno stabilimento balneare; la sua è una vera e propria passione che si è sviluppata nel tempo, prima come dipendente in una spiaggia a Fano e poi come titolare di Bagni 77 di Senigallia. Laureato in Marketing e Comunicazione, da circa un anno ha ricevuto l’incarico di Presidente della Regione Marche per l’associazione OASI, il ramo di Confartigianato che rappresenta gli operatori e gli stabilimenti balneari.

Quanto è stato importante, per la gestione della sua attività, il percorso di studi che ha intrapreso? E quanto è importante tenersi aggiornati?  

Sicuramente molto importante. Quelle affrontate nel corso della mia carriera universitaria sono state tematiche fondamentali per una corretta gestione di un’attività commerciale; ovviamente non è tanto la formazione accademica la cosa indispensabile, quanto un costante aggiornamento che continuo a fare, come la recente partecipazione ad un corso in Marketing del Turismo di 600 ore promosso dall’Unione Europea, patrocinato dalla Regione Marche.

È chiaro che l’università mi ha permesso di avere una visione più ampia su come poter sfruttare determinati aspetti per implementare la mia azienda. Il turismo però, come molti altri settori, è un campo di lavoro in continua evoluzione e l’attenzione e la cura nel “tenersi informati” riguardo i nuovi strumenti di gestione e di comunicazione credo sia imprescindibile. Il come comunicare, il cosa far percepire alla gente, il livello e la qualità dei contenuti sono risorse fondamentali che troppo spesso vengono lasciate da parte o non opportunamente ottimizzate.

Recentemente lei ha vinto un “Oscar alla Comunicazione Social” promosso dalla rivista di settore Spiagge e ottenuto quindi una certa visibilità a livello nazionale.

Esattamente. Grazie a questa costante attenzione verso le nuove tecnologie il nostro è stato il primo stabilimento a mettere a disposizione dei clienti un’applicazione per smartphone. L’abbiamo realizzata in collaborazione con alcuni ingegneri informatici di Fano e Bologna: è la prima App che fornisce la possibilità di booking per i servizi offerti. La nostra, che si chiama appunto Bagni77 (scaricabile gratuitamente), offre un servizio di prenotazione sia di lettini e ombrelloni ma anche dei campi da gioco e delle canoe.

E’ inoltre fornita di un sistema di notifiche push per la promozione di eventi o per eventuali comunicazioni del titolare ai propri clienti. Lanciata in agosto, ha registrato oltre 300 iscrizioni in un solo mese. Puoi dunque immaginare le ottime ripercussioni sulla “brand image” dello stabilimento, anche grazie ai molteplici articoli sulla stampa locale e nazionale. Non nascondo un certo orgoglio.

Uno strumento che quindi rafforza ancora di più la presenza della tua attività online. Che rapporto ha con i più comuni social network?

Molto buono. La nostra pagina Facebook raccoglie più di 2400 like. Così come con altri network ancora non molto usati in Italia come Pinterest, Instagram, Foursquare e Google+. Naturalmente abbiamo anche un sito internet, prevalentemente usato come vetrina e come sistema di booking online. Per quanto riguarda Twitter e Linkedin, invece, li utilizzo in chiave personale per le comunicazioni legate al mio incarico di Presidente di Oasi Confartigianato.

Rimanendo sul tema dell’innovazione tecnologica volevo menzionare questi dati: 180 ombrelloni in 37 secondi. Di cosa si tratta?

(ride) Si tratta del numero degli ombrelloni presenti a Bagni 77 e della velocità con cui, grazie ad un sistema radiocomandato ad energia solare, riusciamo ad aprirli. Nel 2008 siamo stati il primo stabilimento delle Marche ad introdurre questa novità. Grantiamo un servizio migliore ai clienti e diamo un’immagine di una spiaggia che investe e che si evolve; è anche uno spettacolo di forte impatto visivo. Anche questo ci ha dato una certa visibilità sulla stampa.  Purtroppo, in questi ultimi tempi, la possibilità di fare nuovi investimenti è messa a dura prova dall’Unione Europea.

Molti operatori e molti stabilimenti, infatti, hanno delle difficoltà ad investire nelle proprie attività proprio perchè c’è un problema di cui attualmente si sta discutendo molto e che riguarda la Direttiva Bolkestein. Com’è la situazione?

Qualche tempo fa il Commissario Europeo per la pesca e gli affari marittimi, Maria Demanaki, ha confermato quanto i parametri della Normativa siano troppi estesi per includere anche gli stabilimenti balneari. Credo che ci siano tantissimi spazi per aprire nuove attività senza andare a penalizzare le persone che già ce le hanno e che hanno investito tempo e denaro per portarle avanti. Parliamo di trentamila imprese e un indotto di due milioni di lavoratori che non hanno mai usufruito di benefici particolari, ma che anzi hanno sempre investito senza aver neanche la possibilità di poter chiedere finanziamenti sulla propria attività perché questa è parte del Demanio.

Attualmente sembra che, dopo quattro anni di riunioni, ci sia il sostegno della politica: quattro anni, che è un periodo già troppo lungo per un settore normalmente florido, durante il quale nessun concessionario ha investito sull’incertezza normativa. Forti di questi dati, quindi, e della convinzione che non si possa togliere lavoro alle aziende, fortunatamente si sta procedendo con un ragionamento più assennato e con delle misure a sostegno delle imprese balneari.

Abbiamo già intuito di quanto per lei sia importante la promozione e la valorizzazione del territorio. Quanto si ripercuote nella sua attività e come si adopera per portare avanti iniziative in tal senso?

Penso che la promozione del territorio sia una delle cose fondamentali.  Il turismo è una fonte di ricchezza per tutto il territorio, non solo per le attività ma anche per gli abitanti, ed è quindi un settore dove il guadagno viene diviso fra tutti. Mi piace citare una frase molto significativa di Carlin Petrini, presidente di Slow Food: “Il turismo del futuro? Parte dai cittadini residenti, dalla loro qualità della vita, dalla capacità di essere felici, dalla loro cura verso la terra che abitano. I turisti verranno di conseguenza”.

Sono convinto che in un sistema così competitivo l’ottica da portare avanti sia quella del lavoro in network, non solo delle attività che lavorano ma anche e soprattutto del territorio. Nelle Marche negli rio di pochi chilometri passiamo del mare alle montagne, attraversando le colline. Ci sono prodotti eno-gastronomici di qualità, ci sono città d’arte patrimonio dell’Unesco come Urbino. Sono tutti comparti che vanno poi a costruire un prodotto finale eccezionale. Un piccolo esempio di quello che faccio a sostegno della cooperazione fra costa ed entroterra sono le degustazioni che organizzo nel mio stabilimento.

Come associazione di categoria, invece, in collaborazione con Esitur e Autolinee Crognaletti, abbiamo organizzato un autobus che parte con cadenza settimanale da Senigallia e arriva a Loreto, Jesi, Urbino, Corinaldo. Un mini viaggio organizzato all’interno della vacanza, che stiamo cercando di allargare con altri itinerari e con percorsi guidati in varie cantine della zona, destinato a quelle persone che non vogliono solo il mare ma anche conoscere le altre realtà delle Marche. Ecco è il concetto di “lavorare in squadra” per la promozione del territorio.

Uno dei personaggi di Sergio Leone disse “le domande non sono mai indiscrete; le risposte lo sono, a volte”. Non vogliamo che sveli nel dettaglio le principali iniziative per la stagione alle porte, ma può darci qualche anticipazione?

Continueremo una collaborazione con Raval e HotViruz di Ancona: con loro organizzeremo un festival di musica elettronica, che prevede cinque tappe, di cui una in collaborazione anche con il Robot, un festival di Bologna. Ho in progetto anche un nuovo evento che sarà quello del cinema in spiaggia, sviluppato in collaborazione con il cinema Gabbiano di Senigallia, in cui riadatteremo il concetto di “drive-in” al contesto balnerare.

Faremo feste a tema, porteremo avanti le degustazioni con le cantine del territorio e soprattutto stiamo cercando di organizzare un importante concerto con un gruppo di fama internazionale. Su questo, per il momento, non posso sbilanciarmi ma vi invito a rimanere aggiornati attraverso le nostre pagine social. Buona estate a tutti!

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