E-Destination

Smart Cities: le città italiane che innovano di più nel digitale per il turismo

Sono quattro le città metropolitane – Roma, Bologna, Torino e Firenze – che in Italia si stanno muovendo rapidamente e con strategie migliori nel campo dell’innovazione digitale nel turismo e nella cultura, binomio su cui poggia la stragrande maggioranza delle potenzialità di rilancio economico del nostro Paese.

I dati provengono dal report tematico Smart Culture & Travel, che anticipa lo Smart City Index realizzato dalla società di consulenza Between per misurare il livello di “smartness” (nella mobilità, e-government, istruzione, sanità, efficienza energetica) delle 117 città capoluogo di provincia italiane e per analizzarne gli elementi di innovazione legati al digitale già fruibile dai cittadini.

Destinazioni smart

Le smartcities, le “città intelligenti”, sono quei centri capaci di sviluppare processi di innovazione utilizzando in maniera diffusa le tecnologie digitali al fine di favorire le imprese, migliorare la qualità di vita dei cittadini e perseguire obiettivi di sostenibilità economica e ambientale.

L’innovazione verso il turismo e la cultura è solo un segmento dell’intero mosaico che forma il processo intrapreso dalle destinazioni per diventare “smart”. In primo luogo, il report ha raccolto dati per misurare il grado di innovazione sull’utilizzo del web e dei social network come canale di promozione, vendita turistica e al fine di segmentare i clienti legando i servizi turistici a community specifiche. In secondo luogo, ha monitorato anche il campo delle app per fornire servizi in mobilità sia ai cittadini che ai turisti.

Dai dati analizzati ne è risultato che la competizione fra le destinazioni si fonda su:
• capacità di intercettare le scelte del visitatore
• capacità di interessarlo attraverso il web all’esperienza che ha vissuto nella città
• capacità di agevolargli il ritorno con facilitazioni alla prenotazione delle strutture ricettive
• una più semplice fruizione dell’offerta turistica e culturale della città.

Altro elemento per raggiungere l’obiettivo di smart city è la valorizzazione del patrimonio culturale ed artistico attraverso il digitale – multimedialità, musei virtuali, realtà aumentata, community culturali sul web, e-commerce – conducendo il processo di innovazione, soprattutto in quest’area tematica, con un coordinamento sistematico fra le istituzioni.

Le città più “smart” d’Italia

Al primo posto nel report tra le città più “smart” d’Italia c’è Roma, grazie a un sistema di portali tematici che permette di informarsi e prenotare alberghi e visite ai monumenti, un sistema di biblioteche all’avanguardia sotto il profilo tecnologico e molti servizi forniti all’utenza via web e applicazioni mobile. Seguono Bologna, Torino e Firenze, anch’esse città metropolitane, ma è curioso constatare come dalla 5° posizione in poi emergono città di medie dimensioni come Rimini, Ferrara, Ravenna, Bolzano e Bergamo.

Chiude la classifica delle migliori dieci Siena, che figura nella categoria delle città piccole, con meno di 80mila abitanti. Tra le città del Sud primeggia Reggio Calabria, che si posiziona all’11° posto, ma sono soltanto 6 le città del Mezzogiorno in prima fascia (oltre a Reggio Calabria, anche Lecce, Cagliari, Olbia, Catania, Napoli e Potenza).

Sorprende l’assenza dai vertici della classifica della città di Milano che, benché sia al secondo posto in Italia per livello di “smartness” complessivo, in ambito turismo e cultura si posiziona invece al 49° posto, nonostante l’Expo 2015 sia ormai alle porte.

C’è ancora molto da fare

Secondo il report Smart Culture & Travel, tutti i comuni capoluogo d’Italia sono già dotati di un sito web, ma meno della metà dispone di un portale specifico dedicato al turismo e solo il 17% che sia connesso alla fruizione del patrimonio culturale. Si registra inoltre la scarsa propensione alla digitalizzazione dei servizi: solo il 14% dei comuni offre la possibilità di prenotare le strutture ricettive dai propri siti. E solo 4 consentono l’acquisto online di biglietti per musei, monumenti o attrazioni.

In troppi casi – sottolinea il report – l’informazione ha bisogno di integrazione perché sempre più spesso viene dispersa sui vari siti web territoriali: manca, infatti, un punto d’accesso unico e mancano link chiari tra i portali dei vari enti pubblici (Comune, Provincia, Regione, APT) di una stessa destinazione.

Infine, solo il 30% dei 117 comuni capoluogo di provincia prevede per cittadini e turisti una touristcard che integra e agevola la fruizione dei diversi servizi della città, fornendo ad esempio l’accesso ai punti di interesse, trasporto pubblico e parcheggi, accesso al wi-fi, sconti negli esercizi commerciali.

Per quanto riguarda le applicazioni per mobile, molti comuni si stanno dotando di app ufficiali, ma meno di uno su dieci ne ha progettata una specifica per il turismo ed il patrimonio culturale.

Ti potrebbero anche interessare:
L’immagine turistica, fattore di rilancio del turismo italiano
I rischi di un brand debole
Il marketing in valigia: consigli per chi opera nel turismo