Marketing

Il triciclo di Luciano e le leve del marketing mix

Con il mio primo contributo su FormazioneTurismo ho voluto lanciare una riflessione, nonchè provocazione, sull’innovazione di prodotto e sul riposizionamento dei servizi in albergo, prendendo spunto dal servizio minibar (per chi l’avesse perso è qui Mettete dei fiori nei vostri minibar).

In questo post prendiamo dei rottami di vecchie biciclette, un po’ di tempo, una cittadina che vive all’ombra del turismo, molta creatività e ridisegniamo il modo di fare ospitalità.

La storia di Luciano e la sua strategia

Questa è la storia di Luciano: laurea in economia del turismo, esperienze nelle più disparate realtà turistiche, ecologista e gestore di un negozio di generi alimentari.

Generi alimentari??? Mi sembra di sentire le vostre campanelline…

Vi svelo un segreto. Non è necessario fare il manager se si va alla Bocconi, non è obbligatorio fare il politico se si studia sociologia, non è automatico fare il direttore/consulente/formatore se si studia al CST di Assisi.

Luciano doveva ogni anno affrontare lo stesso problema: d’estate si faceva fatica a raggiungere la fine del mese. Cattiva destagionalizzazione, pessimo piano turistico, disastrosa classe imprenditoriale: microcosmo di caratteristiche comuni alla maggioranza dei territori presenti nel Bel Paese.

Quella estate in particolare si preannunciava particolarmente dura. Se non fosse andato in positivo avrebbe rischiato la chiusura.

Aggiungiamo che la struttura (avete in mente quelle piccole botteghe di generi alimentari che la grande distribuzione sta spazzando via?) è sita sulla piazza del paese che non si presta ad essere un buon aggregatore senza ombra durante il solleone, a confronto dei giardini comunali o dei vicoli cittadini.

Dal punto di vista della comunicazione il nostro amico non poteva nemmeno lontanamente confrontarsi con la grande distribuzione il cui messaggio è: “vieni a comprare il pane perché ti faccio il 50% di sconto sul televisore LCD.”

Anche la leva prezzo non giocava certo a suo vantaggio: le economie di scala sono sempre vincenti.

Inoltre il pane che vendeva lui era lo stesso pane che vendeva la grande distribuzione, la pasta che vendeva lui era la stessa pasta che vendeva la grande distribuzione.

Insomma, un bel problema!

Fu nelle notti insonni, vegliate al lume del rancore, che preparai gli esami e diventai procuratore. Diceva il bravo De Andrè.

Luciano, nelle notti insonni, vegliate al lume della sopravvivenza preparò gli strumenti che gli permisero di affrontare l’estate e di vincere la sua piccola sfida.

Iniziò a saldare i pezzi uno per uno e si costruì un triciclo (quello che vedete nella foto). Lo riempì di generi alimentari primari (pasta, pane, zucchero, ecc…) e beni alimentari secondari (bibite fresche, panini con la porchetta, ecc…).

Percorse non si sa bene quante centinaia di chilometri in giro per il paesino.

Una volta si fermava per dare il pane alla vecchietta, una volta si fermava per dare qualche panino ai ragazzini che giocavano.

Ebbene quella strategia gli permise di passare indenne l’estate e di salvare la sua bottega.

La storia è verissima e Luciano è un mio ex compagno di facoltà ma non è la storia in se il fulcro della questione.

Le 4 leve del marketing mix

Il fulcro della questione è che il guerrilla marketing (così come qualsiasi appendice del marketing, dal travel 2.0 al social networking) si inserisce sempre in un contesto ben delineato costituito da 4 leve: prodotto, prezzo, promozione e distribuzione.

Spero non vi giungano nuove queste voci. Vero?

Le 4 leve del marketing mix (introdotte da Jerome McCarthy nel 1960), bistrattate, abbandonate, derise e molte volte dimenticate continuano a delineare le strategie del vostro prodotto che lo vogliate o no.

Non c’è guerrilla marketing che tenga, non c’è social media strategy che tenga se non si sono definite chiaramente le leve del marketing mix.

Nella storia di Luciano abbiamo visto come una nuova distribuzione del prodotto unita ad una nuova forma di promozione abbiano inciso nell’asset di tutta la struttura.

Quali sono gli spunti che possiamo ricavare da quanto riportato sopra?

Eccone 3 per voi:

1. Il vostro prodotto può essere sempre veicolato da nuovi canali di distribuzione. Cercarli non è mai perdere tempo.

2. La promozione del vostro prodotto può essere autoalimentata e virale. Il triciclo di Luciano ne è un pratico esempio.

3. Il marketing mix viene prima di ogni cosa. Se nel vostro cammino incontrate un consulente che vi parla di strategie mirabolanti senza che vi abbia chiesto del vostro marketing mix, state pur certi che vi trovate di fronte ad un baro!

Buon lavoro!

p.s.: Ho volutamente tralasciato i vantaggi all’ambiente ed alla salute che il triciclo di Luciano ci ha regalato!

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