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Viaggiare nelle storie e con le storie: 5 passi nel mondo del Travel Storytelling

Pubblicato su IN EVIDENZA,Social Media,Web Marketing Turistico Alberghiero

8 ottobre 2013

Vi ricordate quando da bambini, mentre i vostri genitori erano già pronti a rimboccarvi le coperte e spegnere la luce, voi vi ostinavate a chiedere una storia? Le storie sono il motore di ciò che siamo e di ciò che potremmo essere. Le chiamiamo ricordi quando parlano del nostro passato, le chiamiamo desideri quando parlano del nostro futuro ma il succo non cambia: viviamo circondati da storie che non aspettano altro che essere raccontate su un blog o sui social e quando partiamo per un viaggio queste storie sembrano moltiplicarsi ammantate come sono della nostra curiosità verso un luogo che ci è estraneo.

1) Non esiste ricordo senza esperienza, non esiste racconto senza vissuto

Fare storytelling significa riuscire a scovare, tra le tante storie che sonnecchiano dappertutto, i racconti più interessanti, quelli che, più di altri, sono candidati a colpire i lettori. Ciò che facciamo e come lo facciamo parla di noi indipendentemente dalla nostra volontà: perché allora non offrire alle molteplici esperienze che viviamo continuamente di diventare parte integrante di una narrazione? Il primo passo per raccontare una storia, però, è sempre uno: viverla. Il travel storytelling non potrebbe esistere se non esistesse il materiale di partenza: se il travel storytelling è un progetto di costruzione dove i palazzi sono tutti fatti di parole, i mattoni di ogni racconto sono sempre le esperienze di viaggio.

2) Non limitarti a raccontare cosa vedi. Racconta come lo vedi.

Uno sterile resoconto del luogo visitato non è storytelling. Un freddo elenco dei posti che si sono visti, dei musei in cui si è entrati, del cibo che si è mangiato e delle vie che ci si è messi a esplorare non è storytelling. Lo storytelling, quando applicato al mondo dei viaggi e non solo, deve essere un viaggio dentro ciò che si è sperimentato. Il tessuto narrativo deve offrire una trama in cui i lettori possono rivivere ciò che chi racconta ha vissuto: ecco perché quando si racconta un’esperienza non è importante soltanto il contenuto dell’evento che si vuole condividere ma anche il modo in cui si decide di offrirlo ai lettori. Un contenuto condiviso genera vera condivisione solo quando è vivido e vibrante.

3) Presta a chi ti legge… i tuoi occhi

Forse tutto il dicibile è già stato detto. Sì, sei intento a visitare un luogo davvero affascinante ma c’è qualcosa che ti frena dal diventare tu per primo narratore di tutte le storie che stai più o meno consapevolmente ammirando: la paura che ciò che dici possa suonare come già sentito. In realtà, però, perché la tua versione del travel storytelling sia unica non serve parli di un luogo inesplorato: basta che a essere unico sia il tuo stile. I lettori vogliono contenuti condivisi da persone vere che con occhi veri sanno guardare a ciò che le circonda. È vero quindi che un’immagine può superare qualsiasi barriera linguistica ma prima di postarla sui social networks pensa: quell’immagine è stata focalizzata solo dall’obiettivo del tuo smartphone o anche dal tuo personalissimo punto di vista?

4) L’insieme non ti conquista? Lasciati sedurre dai dettagli

La molteplicità dei social networks offre a chi vuole impegnarsi nello storytelling l’interessante opportunità di guardare alle storie come a un puzzle: ogni piccola parte di una storia può essere reinventata e rimaneggiata per diventare un messaggio veicolato dal social network più adatto al caso.  Un viaggio è come un caleidoscopio e ogni colore è un dettaglio che a occhi disattenti potrebbe apparire insignificante: chi fa storytelling farebbe quindi bene a indossare lenti speciali capaci di leggere anche tra le righe per poi offrire agli utenti righe (e non solo) tutte da condividere.

5) Condividere significa anche saper dividere bene le proprie forze e i propri mezzi espressivi

Dare è importante. La saggezza popolare ce lo insegna: la vera ricchezza sta nel donare. Eppure è anche importante riuscire a dare nel modo migliore se si vuole che i propri doni siano apprezzati appieno. Il termometro del successo di ciò che viene narrato sta nel coinvolgimento che riesce a generare in chi guarda quella fotografia, si ferma a leggere quel racconto, decide di vedere quel video. Se ciò che offrite ha un valore, se i contenuti che condividete sono densi di significati state pur certi che i vostri esperimenti di travel storytelling non tarderanno a fare il giro del mondo. Virtuale e non solo.

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