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Vecchie catene per nuovi clienti

Pubblicato su Articoli e Comunicati,Hotel Management

31 gennaio 2009

Ogni giorno si inaugurano alberghi di nuova concezione e hotel di catena con insegne modificate. Le catene internazionali per sopravvivere ed espandersi hanno bisogno di offrire ai vecchi gestori formule di ospitalità innovative, mantenendo vive quelle rigenerate e consolidate. Ma per sviluppare un brand, ovvero un modello di ospitalità alternativo, ci vogliono tempi lunghi, esperienze, intuizioni, studi di marketing e tante ricerche. Per creare un nuovo brand che non cannibalizzi gli altri brand del medesimo gruppo possono volerci anche 10 anni.
Il momento è cruciale, storico: l’offerta alberghiera esistente è cresciuta seguendo prima i modelli di ospitalità degli anni ‘50 (K. Wilson, Henderson) che successivamente (Marriott, Hilton, Hyatt, Accor, etc.) si adattarono inseguendo gli stili di vita degli anni ‘70. Gli alberghi venivano pensati e costruiti per viaggiatori di quel tempo, crescevano parallelamente alla qualità del trasporto e dell’industria automobilistica, cercavano di riprodurre i comfort delle case dei frequent travellers o delle famiglie che viaggiavano per motivi turistici. Quasi il 90% degli alberghi esistenti è stato progettato per servire un solo tipo di ospiti: la generazione dei baby boomers. Oggi sono presenti sul mercato almeno due nuove generazioni di viaggiatori che hanno una vision del comfort, del servizio e dell’ospitalità molto diversa da quella dei nati tra il 1946 e il 1962. E lentamente le catene stanno cambiando.

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