Turismi

Turismo LGBT un trend in crescita fra innovatività e consapevolezza

Turismo LGBT

La letteratura oggi tende a parlare di turismi poiché ci si è resi conto di nuove esigenze e di nuovi target, per cui il turismo è mutato, ampliando il suo raggio d’azione.

Vista la rilevanza che ha assunto in termini di presenze e soprattutto di domanda – in Italia così come nel resto del mondo – del turismo LGBT (lesbianas, gais, bisexuales y transexuales) sono state create agenzie di viaggio, tour operator, linee di crociera e aeree, enti del turismo nazionali o regionali dedicati al Turismo LGBT, in maniera esclusiva o inclusiva, al fine di creare un’offerta specifica.

In Italia, ad esempio, è nato Quiiky, il primo tour operator gay friendly. Altra iniziativa interessante da segnalare è Expo Turismo Gay, il primo appuntamento fieristico b2b. La significatività di tale comparto è stata confermata anche da Alessio Virgili ambasciatore italiano dell’IGLTA, Internatonal Gay & Lesbian Travel Association (associazione delle imprese turistiche gay presenti nel mondo, l’unica accreditata presso l’ONU).

Leggendo i dati forniti da Virgili (durante un incontro tenutosi a Napoli qualche mese fa), emerge la forza di tale comparto. Negli Stati Uniti e in Canada (secondo le ricerche dell’IGLTA) l’American Marketing Association conta circa 25 milioni di persone, con un potere d’acquisto pari a 835 miliardi di dollari di cui 65 miliardi spesi per viaggi e turismo.

In Europa, invece, secondo un’indagine della GETA (Gay European Tourism Association) i gay sono circa 22,6 milioni con una capacità di spesa turistica che varia tra i 48 e i 52 miliardi di euro.

In Italia, in base ai dati della ricerca GFK – Eurisko, il volume di affari generato dal turismo LGBT si aggira tra i 2,5 e i 2,7 miliardi di euro. Il fatturato annuo generato rappresenta circa il 7% di quello complessivo.

Nel resto del  mondo, invece, il fatturato è pari a circa il 10% di quello complessivo.
La disponibilità di tempo risulta essere più diluita nell’arco dell’anno – parliamo di DINK (Double Income No Kids) – mentre la propensione alla spesa è più elevata.

Profilo del turista LGBT

  • Il Turista LGBT fa 2 – 5 vacanze l’anno (70%)
  • Il rapporto qualità-prezzo è una delle principali variabili nella scelta della struttura in cui soggiornare
  • Il 28% visita una località già frequentata per lavoro
  • È maschio ed ha una età fra 18 e i 35 anni
  • Abita in città medio-grandi e in aree metropolitane del centro-nord
  • È diplomato o laureato
  • Svolge un lavoro come imprenditore, quadro o libero professionista
  • I mesi preferiti per le vacanze sono quelli di spalla: ottobre, settembre e febbraio
  • Spende il 40% in più di un turista etero (fra i 4000 e i 6000 euro)

Le destinazioni del turismo LGBT devono avere un ottimo sistema di infrastrutture e, nonostante la loro importanza all’interno dell’immaginario collettivo gay, sono a volte spazi periferici, seppur all’interno di grandi città che possono rappresentare attrazioni turistiche anche per eterosessuali. Il turista LGBT preferisce soggiornare in strutture di design o dal particolare valore artistico-architettonico.

Il luoghi gay friendly sono segnalati con la Bandiera Arcobaleno (Rainbow flag).

Cosa vuole un turista LGBT? Quali sono le variabili più significative che determinano la scelta?

Il turista LGBT sceglie dove andare in base al clima, alla cucina e al benessere. Nel dettaglio – sempre secondo i dati forniti da Virgili – nel caso di vacanze lunghe, clima, cucina e benessere sono determinanti per le vacanze lunghe per il 28%, mentre per i week end il 22% . Al secondo posto segue la natura (il 18% nel caso di vacanze lunghe e il 13% per i week end), l’arte e la cultura (17% vacanze e 21% week end).

Le mete preferite sono secondo i dati dell’Osservatorio europeo di AIGO e Pangaea Network sono:
• Mykonos 32%
• Barcellona 15%
• Ibiza 13%
• Sitges 10%
• Grecia 9%
• Gran Canaria 8%
• San Francisco, Torre del Lago (tutte al 7%)
• Canarie, Tel Aviv, Gallipoli  4%
• Miami e Roma al 3%

Da notare come il dato costante di queste mete è rappresentato dal mare.

Tra le nuove mete: Israele, oltre a Madrid,  Mallorca, Londra, Parigi, Stoccolma, Helsinki, Vienna, Praga, Amsterdam, Atene, Lesvos. E troviamo anche: Istanbul e Bodrum, Tel Aviv, New York, Boston, Philadelphia, Los Angeles, Las Vegas, Palms Spring,  Fort Lauderdale, Key West, Toronto, Vancouver, Puerto Vallarta, Puerto Rico, Isole Vergini Americane, Curacao, Cuba, St. Martin e St. Maarten, Bangkok, Bali.

Il mercato in Italia e le mete preferite?

In Italia i punti di maggiore attrazione sono Torre del Lago e la Versilia che rientrano nel progetto Friendly Versilia; la quasi totalità dei locali presenti nella marina è apertamente gay o gay-friendly.

La Toscana è l’unica regione Italiana che sul sito di attrazione turistica internazionale – Toscana Promozione – ha una sezione interamente dedicata al turismo LGBT. La capitale Roma ha una spiaggia gay friendly a Capocotta oltre a una gaystreet nei pressi del Colosseo. È inoltre famoso il Gay Village estivo.

In Sicilia troviamo strutture ed iniziative gay friendly a Taormina, Palermo e Catania . A Noto nella località Eloro, sono presenti le spiagge gay più amate della Sicilia.

In Puglia, Gallipoli è diventata negli anni una meta gay grazie soprattutto all’accoglienza nei locali gay friendly e alle serate a tema.

Ascoltando Virgili è stato interessante constatare come i turisti LGBT non si sentano ghettizzati se partecipano a eventi a tema o usufruiscono di servizi specifici. Non a caso infatti, esistono oggi strutture e servizi per le diverse forme di turismo: dal quello enogastronomico a quello rurale, senza dimenticarsi di quello religioso e termale.

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