Travel Trend

I Poshtel ridefiniscono il vocabolario dei viaggi

Glamping. Bleisure. Poshtel. Queste parole recentemente coniate sono un riflesso dei tempi che cambiano nel nostro settore e ci ricordano che antiche tradizioni stanno cedendo il passo a nuovi mashups che fanno appello all’evoluzione dei nuovi desideri di come la gente vuole viaggiare e vedere il mondo.

Fino a poco tempo fa, Poshtel non era parte del vocabolario dei viaggi. Il termine deriva dalla fusione di “posh hotel”  (hotel di lusso, chic, elegante) e li si apprezza non solo come un nuovo emergente stile di alloggio che fonde elementi di boutique hotel ed ostelli, ma anche perché rappresentano un esempio di come le varie tendenze di consumo e stile di vita si sono manifestate in un nuovo tipo di esperienza di viaggio. In altre parole, i Poshtel sono dei boutique hotel che abbinano lo stile ricercato ad un carattere hi-tech.

Per qualsiasi discussione che utilizza la parola ostello, è importante andare oltre l’idea che si tratti di vacanze per ragazzini con lo zaino, che viaggino per il mondo con soli $10 in tasca al giorno, o che si incontrano fuori per la strada e ascoltano musica ad alto volume tutta la notte. Questo nuovo prodotto, chiaramente si rivolge ad un pubblico giovane, ma la realtà è che i “poshtels” vengono sempre più spesso richiesti da persone di tutte le età.

Energia dei luoghi per nuovi viaggiatori

Il marchio di tendenza europea di poshtel, Generator, ha dichiarato che il 15-20% dei loro ospiti sono over 30 e la St Christopher Inns, un’altra catena di ostelli europei, segnala che i viaggiatori con più di 30 anni rappresentano il 35-40% del loro business. Il sito web poshpacker.co, specializzato in prenotazioni per questo stile di alloggio, ha trovato che questa nuova formula di ostelli sta attirando un numero significativo di viaggiatori più anziani, compresi quelli nel range tra i 40 e i 50.

Hosteling International USA, altra nota catena di ostelli, ha abbandonato già molto tempo fa la parola “Gioventù” dal suo nome, e ad oggi la metà dei loro 46.000 membri provenienti dagli Stati Uniti hanno più di 25 anni, compreso il 10% di essi che va dai 55 anni in su.

I Poshtel stanno attirando questo pubblico sempre più eterogeneo abbracciando un concetto che è fortemente incentrato sul fascino universale di arte e design, presentato in un’estetica altamente distinta, autentica ed accessibile e che fa trasparire tutta l’energia del luogo in cui è inserito.

Non c’è niente del look prodotto in serie e dell’artificialità dei marchi emergenti proposto da molte delle principali catene di hotel.

Il viaggio diventa esperienza di condivisione

Non è una sorpresa ritrovare anche un grande senso di comunità all’interno di un poshtel, insieme al desiderio di mostrare agli ospiti nuovi luoghi, nuove culture e nuove persone coltivando in modo proattivo le attività e le esperienze degli ospiti che collegano i viaggiatori con la scena locale.

Per ognuna delle strutture della catena Generator, è stato designato un coordinatore di eventi, incaricato di portare nel poshtel, musica, arte, moda, design e oggetti dalla città che contribuiscono a creare un’atmosfera vibrante e sociale.

In questi e altri poshtels non è raro trovare intrattenimenti, come le lezioni di yoga sul tetto, le notti di commedia, lezioni di flamenco e salsa, escursioni a piedi della città, gare di poesia e discussioni con artisti locali e taste-makers, tutto progettato per coinvolgere gli ospiti, per favorire l’interazione e per ispirare e creare momenti memorabili e condivisibili.

I Poshtels sono inoltre progettati per sfruttare un’economia condivisa — che offre sia camere private (con bagno) e sistemazioni condivise sotto lo stesso tetto. Se Airbnb può vendere con successo una camera separata per gli ospiti o un divano del salotto, perché non dovremmo pensare ad un poshtel moderno e ben progettato che possa avere un successo simile, per esempio, con tre letti a castello in una camera?

Questo tipo di condivisione dell’alloggio è passata dagli spazi esterni a quelli interiori, e fare ciò, poi, in un ambiente trendy, costruito appositamente, completato con ulteriori elementi freschi, aiuta a elevare ulteriormente l’esperienza e a renderla attrattiva.

La cosa più importante, i poshtel rappresentano un grande valore. La catena di ostelli Freehand ha costruito un poshtel con 236 posti letto a Miami che vende camere per oltre il 50% in meno rispetto agli alberghi limitrofi, offrendo un ristorante nominato da James Beard ed un’atmosfera cool ed attiva in ogni punto, alla pari dei suoi concorrenti più costosi a pochi isolati di distanza.

Un nuovo concetto di ospitalità

Facendo affidamento su un accattivante e assortito punto vendita di cibo e bevande e di merce e altri oggetti (dalle t-shirt agli articoli da toeletta, fino ai lucchetti per garantire la tua roba in una camera condivisa), i poshtels stanno cercando di combinare bassi costi, alto livello di occupazione e più flussi di reddito per rendere praticabile il nuovo concetto di ospitalità.

Proprio questa premessa di valore, in combinazione con l’atmosfera locale dei dintorni alla moda, ed unita anche ad un profilo di viaggiatori che la pensano allo stesso modo ed in cerca di un senso di comunità condivisa è ciò che veramente contraddistingue il concetto di poshtel, non solo dalla loro fratellanza con gli ostelli, ma anche da altri prodotti alberghieri.

Come ha detto il Presidente Generator:

non devi essere ricco per avere il privilegio di sperimentare qualcosa di unico e speciale.

Se si desidera tenere d’occhio i punti caldi della rivoluzione turistica in crescita, è necessario acquisire familiarità con il nuovo lessico del viaggio, a cominciare dai “poshtel”.

Foto del profilo di Maria Antonietta