• Ciao! perché non prendi parte alle discussioni e non ci dici la tua? Registrati ora!

Del viaggiare, e del viaggiatore

#81
Da un po' di tempo a questa parte in Inghilterra va di moda il champing.
La "Churches Conservation Trust", organizzazione che mira alla conservazione e mantenimento delle chiese inglesi, ha ideato un nuovo modo di fare ospitalità: il champing, neologismo sincratico di church + camping.
In alcune chiese sconsacrate è possibile pernottare a patto che si provveda a portarsi tutto il necessario per il campeggio, dal sacco a pelo al cibo, in cambio di una modica somma.
In alcune chiese le panche sono state sostituite da delle brande.
Il pernottamento, dicitur, è molto suggestivo.
Si può prenotare il soggiorno da qui:
https://www.champing.co.uk/
 
#86
Viaggiare con la fantasia: la Giamaica regala ore di musica reggae online
Chi non ha ancora avuto l’occasione di andare su quest'isola caraibica può studiare l’itinerario del prossimo viaggio da sogno

24 marzo 2020

Pensi alla Giamaica e immediatamente nel tuo cervello scatta la musica di “Jamming”, uno dei brani più celebri di Bob Marley. La musica, quella reggae, dichiarata Patrimonio immateriale dell’umanità dall’Unesco nel 2018, ma non solo, anche ska, dub, rocksteady, ragga o dancehall, è sinonimo di questa esotica isola dei Caraibi dove la vita scorre lenta e a ritmo di musica.

A chi ha avuto la fortuna di trascorrere una vacanza in Giamaica le prime note di questa canzone faranno spuntare un sorriso sul volto. Chi, invece, non ha ancora avuto l’occasione di andarci potrà iniziare a studiare l’itinerario del suo prossimo viaggio da sogno.

L’Ente del turismo giamaicano ha creato una b con la migliore musica dell’isola caraibica, di ieri e di oggi, per ispirare i viaggiatori e far loro sognare la Giamaica. Da Jimmy Cliff a Konshens, passando per Beres Hammond e, naturalmente, Bob Marley, contiene oltre 200 canzoni e più di 15 ore di musica giamaicana, classica e moderna. L’album si intitola “Every little thing is gonna be alright”: ascoltatelo mentre sfogliate le immagini delle spiagge candide di Montego Bay e di Ocho Rios, mentre vi immaginate sotto le cascate del fiume Dunn o se vi teletrasportate seduti a un tavolino del mitico Rick’s Cafè di Negril.


Luoghi che fanno sognare, insomma. Del resto, come non innamorarsi di spiagge immense, acque limpide e un mare ricco di pesci tropicali? Quest’isola è ricca di litorali che sono dei veri e propri paradisi tropicali, molti dei quali ancora vergini. Per chi è alla ricerca di una vacanza fatta di spiagge, sole e di vita notturna, la Giamaica è la meta ideale.


I lidi giamaicani sono indubbiamente la meta preferita dei turisti perché hanno tanto da offrire dal punto di vista del relax, delle attività e del divertimento. Lungo tutta la costa ci sono anche molti locali dove ballare e ascoltare concerti sulla spiaggia. Se poi cercate anche un po’ di avventura potete aggiungerci un’escursione sul Black River, dove si possono avvistare i coccodrilli.

E se dovete scegliere un resort dove soggiornare, puntate il dito sul GoldenEye di Oracabessa Bay. È qui che, dalla mente di Ian Fleming, nacque il personaggio di 007, ed è qui sono state ambientate che molte delle avventure di James Bond. A cominciare da “007 – Licenza di uccidere”, il primo episodio della saga uscito nel 1962, per concludersi con l’ultimo film, “No time to die” che uscirà alla fine del 2020.

Fonte: siviaggia.it
 
#87
Il turismo post coronavirus potrebbe segnare la rivincita degli alberghi su Airbnb
Ci vorrà del tempo prima che gli spostamenti, per lavoro o per turismo, tornino a essere disinvolti come lo erano fino a qualche settimana fa. Perché accada dovremo aspettare almeno il 2021. Ma anche allora, anche quando sarà tornato a sembrarci concepibile prendere un aereo o un treno, molte cose non saranno più come le ricordiamo.

CNN ha chiesto Adam Blake, professore di economia presso il Dipartimento del Turismo della Bournemouth University nel Regno Unito, come sarà il tursimo post v: cosa pretenderanno i viaggiatori e cosa dovranno offrire loro compagnie aeree, treni e alberghi.

Nella visione di Blake cambieranno soprattutto le richieste dei viaggiatori in termini di pulizia. Questo, potrebbe portare le compagnie aeree e ferroviarie a dover spendere più denaro e tempo per i servizi di pulizia approfondita delle cabine e dei vagoni e potrebbe allungare i prezzi e il tempi del viaggiare. Anche lo spazio richiesto dai viaggiatori sarà una voce importante, visto che nel mondo post Covid, ora che ci è stato ampiamente spiegato cosa succede alla saliva nell’aria, difficilmente accetteremo di viaggiare ammassati o, anche solo vicini.
Infine molto cambierà per gli alberghi che come, aerei e treni, dovranno rispondere a uno standard altissimo, quasi maniacale, di pulizia e igiene. Ma questo, per gli albergatori, potrebbe non essere poi un male e, a sorpresa, potrebbe ribaltare le sorti della sfida (che sino ad ora gli alberghi stavano rovinosamente perdendo) con AirBnB, in grado di garantire con meno efficacia gli standard di pulizia richiesti.
Vuoi vedere che arriva il colpo di coda e alla fine, la spuntano i (dati per morti) cari vecchi hotel?

https://it.businessinsider.com/il-t...egnare-la-rivincita-degli-alberghi-su-airbnb/
 
#88
Ho ritrovato, nel disordine delle mie cartelle, queste considerazioni scritte circa tre anni fa da una liceale probabilmente allora ancora minorenne, che hanno l'effetto di aprire il cuore, almeno il mio.
Riflessioni, ripeto, di una liceale.
Godetevele.

La metafisica del viaggio
Inserito da Angela di Gregorio Categoria: La voce dello studente Pubblicato: 14 Febbraio 2017 Visite: 359

Tutto è viaggio. La realtà della nostra esistenza è permeata da continui spostamenti, da perenni mutamenti. Lo diceva Eraclito: tutto è mutamento, tutto si trasforma e, quindi, tutto cambia, tutto si muove.
La vita stessa è viaggio, come dice Todorov. Cos'è la vita umana se non una continua tensione verso qualcosa? L'uomo, dagli albori della sua esistenza, ha sempre teso verso ciò che era lontano, nuovo. Si può pensare che questa tendenza dell'uomo ad uscire fuori da sé stesso e andare incontro al mistero, forse, sia stato il motore scatenante del progresso.
Nell'uomo, infatti, a differenza delle altre specie, c'è sempre stata una forte inquietudine che l'ha portato a viaggiare, a spingersi al di là del limite e, quindi, a migliorarsi , a non limitarsi ad ottenere qualcosa ma a desiderare di andare sempre più lontano.
Il viaggio, infatti, è raramente da intendersi come un atto prettamente fisico: spostarsi materialmente da un punto all'altro della terra.
Sì, è vero, il viaggio è anche questo, ma uno spostamento fisico comporta sempre uno 'spostamento interiore': quando l'uomo si distacca dall'ambiente in cui è vissuto e va verso un ambiente nuovo, deve necessariamente adattarsi al nuovo ambiente cambiando il proprio modo d'essere, le proprie abitudini, cercando interiormente di andare oltre ciò che era un tempo per trasformarsi in una persona diversa.
Si può pensare, quindi, ad una dimensione più profonda del viaggio che consiste nella formazione interiore , nella trasformazione di sé, nell'incamminarsi verso ciò che è metafisico.
Questa dimensione più profonda del viaggio è forse una delle cose che ci distingue dagli animali, che si spostano solo fisicamente, per necessità e per istinto, senza che in loro il viaggio fisico comporti un viaggio interiore.
Lo diceva anche Dante nella 'Divina Commedia' dove nel canto ventiseiesimo dell'Inferno, Ulisse afferma: “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguire virtute e canoscenza”. Ed è proprio l'eroe omerico, Ulisse, che ci fa riflettere riguardo questa dimensione interiore del viaggio mosso dal desiderio di conoscenza.
Tuttavia, come dice Magris: “L'Ulisse odierno non assomiglia a quello omerico o Joyciano, che alla fine ritorna a casa, bensì piuttosto a quello dantesco che si perde nell'illimitato”.
E forse è proprio questo il fine del viaggio umano: perdersi nell'illimitato. Forse è questo il senso dell'inquietudine che fin da piccoli ci accompagna e ci spinge ad andare oltre, verso una meta ignota, consapevoli solo della necessità interiore di incamminarci, di andare avanti, forse fiduciosi di trovare il senso della nostra esistenza, la verità su noi stessi, e, magari, un luogo, quello che cercava l'Ulisse, questa volta omerico, in cui sentirci a casa.
Tuttavia, non sempre l'uomo si sofferma a riflettere su questa dimensione del viaggio. Questo tipo di viaggio, come dice Todorov, richiede tempo, e l'uomo moderno tempo non ne ha. Per questo motivo l'uomo di oggi, di solito, quando per esempio viaggia fisicamente, preferisce soffermarsi sui soggetti inanimati e non su quelli animati. Se il viaggio, infatti, è sopratutto uscire fuori da sé stessi, il primo passo da fare, probabilmente, è rapportarsi agli altri esseri umani, cercare di conoscere gli universi inesplorati delle anime dei nostri simili e, quindi, viaggiare attraverso diverse culture, diverse usanze, diversi modi di pensare.
Tuttavia, l'uomo moderno, per il suo stile di vita frettoloso e la sua superficialità non si sofferma più nemmeno per conoscere l'altro.
Si può pensare che una necessità dell'uomo di oggi sia soprattutto quella di riscoprire la bellezza del viaggio, di dare nuovamente ascolto a quella voce interiore che lo incita da millenni a spingersi oltre, senza soffocarla con tante, piccole, inutili cose e distrazioni che gli fanno perdere il senso della sua identità.

Letizia Fornelli IV B, Liceo “F. De Sanctis” - Trani

http://www.lesnews-puglia.net/index.php/la-voce-dello-studente/452-la-metafisica-del-viaggio
 
Mi Piace: Mod
#89
È la Sardegna la meta dove vorranno andare tutti quest’estate
Secondo una recente indagine, si evince che la maggior parte degli italiani ha voglia di viaggiare

9 aprile 2020

La maggior parte degli italiani che in questo periodo è chiusa in casa non vede l’ora di uscire. Una delle cose che più mancano sono i viaggi. Tanto che la maggior parte sta già pensando alle vacanze estive. Almeno quelle riusciremo a farle?

Secondo una recente indagine condotta da Portale Sardegna su un campione di viaggiatori italiani, si evince che la maggior parte dei nostri connazionali abbia la voglia e il desiderio di viaggiare, nonostante la situazione attuale.

Il sondaggio sottolinea che soltanto il 7% degli intervistati prevede di non partire affatto per le vacanze estive, di cui la maggior parte (l’83%) per motivi collegati all’emergenza Coronavirus. Il 59% di queste persone che hanno già deciso di rinunciare alle ferie estive crede, infatti, che saranno ancora in vigore delle limitazioni agli spostamenti.


Tra gli ottimisti sulla situazione futura, però, che prevedono – con più o meno certezza – di fare le vacanze quest’estate, il 96% punta di restare in Italia, e tra questi, l’82% indica la Sardegna tra le destinazioni più probabili per la propria vacanza estiva.

È la Sardegna, dunque, la meta dove vorranno andare tutti quest’estate. Almeno coloro che partiranno.

In previsione di tutti questi arrivi estivi, le più grandi realtà imprenditoriali dell’intera filiera del turismo sardo stanno già pensando a un piano d’azione efficace, al fine di garantire che la Sardegna sia un’isola sicura, riducendo al contempo al minimo le fonti di preoccupazione anche per la popolazione locale.

Tra gli interventi previsti sono inclusi la riorganizzazione del servizio di ristorazione, il distanziamento obbligatorio, la sanificazione costante di tutti gli ambienti e l’uso di dispositivi di protezione individuale da parte del personale. Queste garanzie di sicurezza igienico-sanitaria renderebbero ancora più propensi gli italiani a scegliere la Sardegna come meta delle proprie vacanze estive. Una meta dove per poter trascorrere una vacanza immersa in un territorio mozzafiato ma, soprattutto, in una costante condizione di sicurezza e quindi di tranquillità.

Che si scelga il Nord della Costa Smeralda, il Sud di Teulada o della Costa Rei, il selvaggio Sulcis o le isole dell’arcipelago della Maddalena, poco importa: la Sardegna è un’isola che racchiude alcuni degli ambienti che si ritrovano viaggiano per il mondo. Ci sono alcune spiagge caraibiche e altre simili a quelle che si incontrano nell’Oceano indiano, c’è un entroterra selvaggio come quello del Costa Rica e siti archeologici come se ne trovano in Africa, ci sono le torri spagnole lungo l’intera costa e città il cui centro è un intreccio di vicoli stretti come si vedono nelle medine nordafricane. Che bisogno c’è di andare altrove quando una sola isola include tutto ciò?

siviaggia.it
 
Mi Piace: Mod
#91
La Pasqua Gourmet dei ristoranti reggiani con consegna a domicilio

il ristorante Da Geremia in pieno Appennino Reggiano ha scelto un menù della tradizione da consegnare a Castelnovo ne’ Monti e zone limitrofe:​

ANTIPASTO

(culaccia, pancetta, salame, un tortino di cipolla di Tropea)

scelta tra due PRIMI PIATTI

tris di tortelli (verdi, cipolla di Tropea e radicchio rosso) oppure

cappelletti da cuocere con il brodo del ristorante

un SECONDO a scelta

tra arrosto di cinta senese, agnello e coniglio (tutti con patate al forno)

Dolci e bevande su richiesta



e chi non conosce la pietra di Bismantova nel comune di CASTELNOVO NE' MONTI?

bismantova.jpg
 
#94
Si torna a volare: quando potremo prendere di nuovo l’aereo
Le compagnie hanno riaperto le prenotazioni consentendo, a chi sta pensando alle vacanze, di scegliere la meta

30 aprile 2020

Le compagnie aeree, in realtà, non si sono mai fermate durante la pandemia di Coronavirus, ma i voli si sono ridotti di circa il 90%. Hanno continuato a operare sulle tratte business, portando, chi doveva viaggiare per lavoro, nelle principali destinazioni europee; trasportando materiale sanitario e riportando in patria chi si trovava all’estero per i motivi più disparati (studio, vacanza, lavoro).

Ora che si inizia a intravedere la luce in fondo al tunnel, molte compagnie hanno riaperto le prenotazioni consentendo a chi sta pensando alle vacanze di scegliere la destinazione.

Tra le destinazini più prenotate sembrano esserci le nostre isole maggiori, Sicilia e Sardegna, e i voli sono già pieni. Ma per l’estate c’è ancora posto. Entrambe le regioni hanno messo in campo iniziative per attirare turisti regalando soggiorni, prevedendo voucher riutilizzabili o garantendo la cancellazione del soggiorno pochi giorni prima dell’arrivo in caso di necessità.



Abbiamo fatto delle simulazioni con le principali compagnie in partenza dall’Italiai ed ecco cosa abbiamo scoperto.

Alitalia consente di prenotare un volo per una destinazione italiana a partire da maggio. A seconda della destinazione cambia la data: un Milano – Palermo già dall’1 maggio mentre un Milano – Cagliari solo a partire dal 21/05. Per le mete in Europa e nel resto del mondo, invece, come Barcellona o le Maldive, per esempio, bisogna attendere l’1 giugno prima di poter partire. I posti disponibili a bordo non saranno moltissimi perché la compagnia fa sedere un solo passeggero per fila.

easyJet accetta prenotazioni sia per l’Italia sia per l’Europa a partire dall’8 maggio. Nella nostra simulazione (sempre Milano – Palermo, Milano – Cagliari e Milano – Barcellona) abbiamo scoperto che fino a fine maggio i posti disponibili sono già esauriti. Ed è un buon segno perché significa che la gente non vede l’ora di ripartire.

Gli aerei di Ryanair (e delle compagnie del gruppo, Laudamotion, Buzz Air, Malta Air) – che sostiene di non voler volare con aerei mezzi vuoti e non mantenere le distanze tra i passeggeri a bordo – decolleranno di nuovo per le destinazioni italiane a partire dal 15 maggio (il volo Milano Malpensa – Cagliari non si potrà prenotare prima del 25 ottobre, così come i voli per le mete europee.

Naturalmente cambierà il modo di volare, dall’aeroporto alla cabina dell’aereo ci saranno nuove procedure e regole da rispettare. Le mascherine saranno obbligatorie sempre, sia a terra sia a bordo degli aerei. Negli scali saranno obbligatori i termoscanner e bisognerà rispettare una segnaletica di distanziamento in modo da stare lontani almeno un metro dagli altri passeggeri, al desk, al controllo passaporto, al controllo bagagli e ai gate d’imbarco.

Una volta a bordo, sarà occupata una poltrona su due e in certi casi anche una per fila. Durante il viaggio dovremo dire addio ai pasti e alle bevande fuori dagli orari prestabiliti, ma sarà consegnato solo un pasto preconfezionato su quelle tratte in cui è previsto. Non saranno più disponibili neppure auricolari, cuscini, coperte e kit di benvenuto: chi vorrà potrà portarseli da casa.

Infine, la pratica di rimborsare un cliente o di prevedere un voucher o di consentire di riprogrammare la partenza sarà valida ancora per lungo tempo. Almeno finché non si tornerà alla normalità.

siviaggia.it
 
#95
Si ricomincia a viaggiare...

Come viaggiatori di un tempo distopico
Immaginari. Chi in tuta, chi in bicicletta: tutti fuori a godere delle piccole cose. Prima uscita della famiglia intera. Ritrovarsi a camminare come zombie nelle vie della città eterna

Fabiana Sargentini
EDIZIONE DEL01.05.2020
PUBBLICATO1.5.2020, 0:20
AGGIORNATO30.4.2020, 18:40
Sabato. Esterno giorno. Camminata tra i vicoli verso un’edicola, verso una piazza, in chiacchiera con nonno e amichetto e madre dell’amichetto. La gente è in giro. C’è il sole, è una grande giornata, come si fa a stare a casa? Chi in tuta (ormai calzoncini di spugna sportivi), chi in bici, chi in monopattino, chi a piedi con presunte buste della spesa, chi con guinzaglio e cane annesso, chi a spingere il doppio passeggino: vitamina D ai pargoletti. Tutti fuori. Tutti all’aria, dopo la tortura della claustrofobia obbligata. Tutti a godere delle piccole cose. Anche noi facciamo parte dei tutti. Per la prima volta usciamo in tre, la famiglia intera. Mio figlio è felice di rivedere il nonno dopo più di un mese, il compagno di classe dal 3 marzo. Siamo bardati per bene, la mascherina non ce la toglie nessuno, i guanti qualcuno si e qualcuno no ma dai, siamo all’aperto, non tocchiamo nulla di virulento. Ci si sorride coi passanti, solidali in questa breve oasi di pace come se nulla fosse.
CI SI CONFRONTA, ci si racconta i momenti peggiori, le difficoltà di convivenza, la didattica a distanza, il distanziamento sociale, le mancanze che paghiamo di più in termini emotivi. Poi si fa l’ora di pranzo, tocca tornare tra le quattro mura, vabbè, però rifacciamolo. 4.038 passi.
Domenica. Esterno giorno. Ore undici. La mamma sta da sola, dopo mesi, perché la ragazza ha chiesto di uscire e non era proprio possibile dirle di no. La strada da casa mia a casa sua corrisponde a un chilometro e duecento metri dice googlemaps. Nel primo tratto incontro qualcuno, sul ponte tre quattro persone mascherinate. Sul lungotevere nessuno.
Mia madre nega di essere preoccupata ma i fatti dimostrano il contrario perché, dopo poco che sono arrivata, sta male. Dopo un paio d’ore riesco ad andare via che si è tutto risolto con un appuntamento dal cardiologo il primo giorno della fase 2. Torno a casa piangendo. Che palle, sta quarantena che mi ha veramente tramortito le risorse. 3.538 passi.
Lunedì. Esterno giorno. Mezzogiorno. Fare la fila pure dal tabaccaio. Ahimè, ho dimenticato le cuffie. Lo dico al signore che aspetta prima di me, in una smania di condivisione da socialità azzerata. Vado al supermercato biologico dietro casa. Passo davanti alla piccola vetrina dell’antiquario amico con cui ci si fermava a ridere e scherzare ogni volta: gli scrivo un messaggio: «mi manchi». Subito risponde: «anche tu». La seconda fila che mi aspetta è assai dinoccolata lungo la strada. Una telefonata mi accompagna al mio turno. Entro, compro con mascherina e guanti, vado alla cassa in fretta perché mi sto sentendo strana, evanescente, sudo sulla fronte e intorno alla bocca ricoperta dal tessuto. Provo a chiamare mio marito ma non risponde. Chiamo mio figlio che mi risponde sottovoce: «mamma, sto facendo lezione» e mette giù. Finalmente al fisso becco il marito e gli chiedo di venirmi incontro. A cento metri dal negozio mi siedo su una panca di un ristorante chiuso. Bevo qualche sorso di thè freddo comprato apposta. Arriva il salvatore.
L’astenia è un verme che si è insinuato in me. Voglio uscire ma non lo sostengo. Bisognerà riabituarsi a camminare, a coordinare i movimenti di corpo e anima. Ho la voce roca, il fiato rotto, le ossa stanche. Mi paio anziana, mi sento anziana. 1.857 passi.
Martedì. Esterno giorno. Esco per non uccidere nessuno a casa. Cammino a caso, i nervi mi portano in giro, mi prendono in giro, faccio il giro del quartiere, faccio il giro della fontana come in un cortometraggio di mille anni fa in cui poi, alla fine, dentro la fontana ci caddi vestita nel mese di febbraio. È aprile e stiamo male tutti, alla sesta o settima settimana di reclusione. Come si fa a stare bene obbligati a non uscire, a non abbracciare, a non partire, a non amare. Come si fa.
LA GENTE IN GIRO cammina con la mascherina, come ci è stato detto: la mamma e la figlia, anziane ambedue, vanno per la strada tenendosi per mano; il figlio del pollarolo davanti al negozio battibecca con la moglie (senza mascherina); le signore in fila al bancomat parlottano come se si conoscessero. Potrei credere di stare vivendo un giorno normale, un giorno qualunque ma non è così. Siamo bardati come guerriglieri destinati al fallimento. Siamo patetici viaggiatori di un tempo distopico che è arrivato a bomba e ci ha schiaffeggiati con violenza.
Ci ritroviamo a camminare come zombie nelle vie della città il cui impero ha governato per secoli sul mondo intero. Siamo zombie perché ci consideriamo già estinti, oggi, domani, tra un mese se siamo fortunati. 2.118 passi.
Mercoledì. Esterno giorno. Si va da mamma e ci si procura prescrizioni mediche. Sono sempre meno propensa a uscire ora che, piano piano, nella fase 2, sarà più possibile. Mi affatico inutilmente. Mi mancano gli amici. Faccio la solita strada con le cuffie. Nel rettilineo del supermercato vedo venirmi incontro mia cugina: è una cugina di terzo o quarto grado, tipo che le nonne erano sorelle, la madre porta il cognome di mia nonna, io e lei ci siamo conosciute al liceo (com’è successo con altri tre cugini così lontani di parentela ma abitanti nella stessa città e tutti più o meno coetanei). Lei è bella, ha due belle figlie, un buon marito (intelligente e di successo), ha aperto un negozio di vestiti qui dietro, in una via parallela, qualche mese fa… È bionda, magra, alta, elegante. La chiamo per nome e lei si gira. Nella testa risuonano le notte psichedeliche di Shine on you crazy diamond dei Pink Floyd ed è bellissimo vedere – senz’audio – questa estranea che mi fa cenno di non essere colei che intendo: devo crederci, perché non dovrei. Al bancomat vedo uscire il papà del bambino a cui feci la baby sitter quando io avevo 18 anni e lui 8 (ora siamo amici) e, nel dubbio fresca dell’esperienza con la sosia della cugina, non lo saluto col rischio di sembrare maleducata. 4.102 passi.
Giovedì. Esterno giorno. Torno al supermercato (quello normale, non biologico). Fila relativa. Ormai detesto portare la mascherina, mi opprime, pensare che sarà il mio kit di socialità chissà fino a quando mi butterei nel fiume (che poi, un bagnetto mica male). Il supermercato sotto casa è davvero una fregatura: uno stretto cunicolo in cui hanno piazzato due grossi separé per dividere frutta da surgelati, pasta da casalinghi. Limoni, kiwi, burro per il marito che lo mette sul pane a colazione, spinaci: voglio fare la spanakopita greca, quei fagottini di pasta fillo con dentro spinaci e feta.
ALLA CASSA chiacchiero col commesso che non ho mai visto. Dice che non è nuovo ma che si alterna tra questa filiale e una nuova. Gli chiedo come faccia a sopportare la mascherina tutto il giorno. Confessa di detestarla e mi racconta che ha assistito a parecchi attacchi di panico dovuti alla sensazione di soffocamento che causa l’essere imbavagliati naso e bocca: sequestrati da una malattia che vola negli aliti delle persone. Mi sento così affine, empatica nei suoi confronti che mi sporgo oltre il bancone, gli tolgo la mascherina dopo aver, con gesto sensuale, spostato la mia sotto il mento, gli prendo il viso tra le mani guantate di lattice e lo bacio in bocca sotto gli occhi increduli dei restanti in fila. Tiè, beccati questo, coronavirus! Io bacio, io limono, io uso lingua saliva e labbra per trasferire sentimento a un’altra persona e me ne sbatto se nel frattempo l’ho contagiato: moriremo insieme, ma soddisfatti. Il ragazzo mi sveglia dalla mia fantasia ridandomi carta e scontrino. Lo fisso negli occhi e lo ringrazio. È stato bello lo stesso. 1.554 passi.

https://ilmanifesto.it/come-viaggiatori-di-un-tempo-distopico/
 
#97
Salpano di nuovo le navi da crociera: ecco quando
Sono aperte le prenotazioni per le prime navi da crociera che salperanno dopo lo stop forzato a causa della pandemia di Coronavirus

13 maggio 2020

Sono aperte le prenotazioni per le prime navi da crociera che salperanno dopo lo stop forzato a causa della pandemia di Coronavirus. Le prime crociere partiranno già a ottobre, la maggior parte delle compagnie crocieristiche, però, sarà completamente operativa a partire dal 2021. Ci saranno tante novità, nuove rotte, nuove destinazioni e naturalmente nuove norme igieniche a bordo.

Le piccole navi da crociera di Australis, Stella e Ventus, sospese dallo scorso 15 marzo, riprendono a viaggiare da ottobre 2020. Questa compagnia è specializzata nella navigazione tra i canali più australi della Patagonia e porta migliaia di crocieristi appassionati di natura da un quarto di secolo. Gli itinerari sono spettacolari: si attraversa la Terra del Fuoco, lo Stretto d Magellano, il Canale Beagle e Capo Horn.

Le navi sono già piuttosto piccole – per riuscire ad attraversare gli stretti – e hanno una capienza di poco più di 200 passeggeri, pertanto gestire il numero di ospiti con le nuove regole sanitare sarà più semplice: a tutti sarà fornito un kit contenente mascherine, gel e guanti; si faranno turni per il check-in, per le presentazioni a bordo e per accedere al ristorante. Il buffet sarà assistito. A bordo sarà sempre presente un medico, ma verrà fatto il controllo temperatura giornaliero e si sta pensando di adottare ulteriori misure di precauzione, tra cui il certificato medico per ogni passeggero, nel caso la situazione non dovesse essersi risolta entro ottobre.
Questa è decisamente una crociera di nicchia, per veri intenditori, ma per chi ha la passione per questo tipo di vacanza o per chi desidera davvero fare un’esperienza indimenticabile, qui arriverete alla fine del mondo.
La Norwegian Cruise Line ha aperto le prenotaziooni per le partenze delle proprie navi a partire dal 2021 (si può prenotare fino al 2023) con itinerari verso 20 nuove mete. Le crociere erano state interrotte il 13 marzo. La prima nave a salpare sarà la Norwegian Star alla volta dell’Antartide. Partirà da Buenos Aires, in Argentina, per un viaggio straordinario di 14 giorni, facendo tappa in cinque porti argentini, poi in Cile, Uruguay e alle Isole Falkland, navigando verso Deception Island, l’Isola dell’inganno che ha la forma di un anello, e nelle aree protette di Elephant Island e Cape Lookout.
A novembre 2021 la Norwegian Sun farà il suo debutto in Asia e sarà la prima della flotta a visitare Nagoya, Beppu e Himeji, in Giappone, Manila e Coron, nelle Filippine, Kota Kinabalu e Malacca, in Malesia e Muara, Brunei e Kampot, in Cambogia
Tra dicembre 2021 e gennaio 2022 la Norwegian Jade approderà per la prima volta a Cape Town, in Sudafrica. Gli itinerari in Africa comprendono tappe a Luderitz e Walvis Bay, in Namibia, a Durban, facendo scali notturni a Cape Town e Richard’s Bay.
Nel 2022, invece, la Star salperà verso il Sud America e sarà la prima nave della compagnia a fare tappa a Fortaleza e Salvador de Bahia, in Brasile, in un itinerario di 15 giorni con partenza da Rio de Janeiro. In estate la nave si sposterà nel Nord Europa e navigherà verso la Groenlandia, facendo scalo a Nuuk, Qaqortoq e Nanortalik partendo da Reykjavik, in Islanda.

Se tutto andrà bene, le navi di MSC riprenderanno a navigare a partire dall’11 luglio 2020. Chiarissime le regole a bordo delle sue navi, applicate già dal primo diffondersi del Covid-19, a partire dal fatto che i passeggeri con una temperatura corporea superiore ai 38°C non sono neppure ammessi a bordo.

Si possono prenotare crociere a partire dall’estate, quindi, e anche quelle che salperanno nel 2021, quando sarà pronta anche la nuova ammiraglia Seashore, una delle navi più “green” del mondo, che impiegherà tecnolgoie create ad hoc per salvaguardare l’ambiente e sarà una delle più lussuose mai costruite in Italia.

La prima partenza delle navi di Costa Crociere è prevista per il 2 luglio 2020, con la possibilità di cambiare la prenotazione fino a 48 ore prima della partenza, scegliendo una nuova crociera che parte entro i 12 mesi successivi. A salpare per prima sarà la nave Fortuna e farà rotta dal porto di Amsterdam verso il Nord Europa e i fiordi norvegesi.

siviaggia.it
 
#98
L’Italia riapre le frontiere: dal 3 giugno si può viaggiare in Europa
Nuova svolta per il turismo: tra poche settimane si potrà tornare a viaggiare verso l'Europa
Basta volare con la fantasia: è tempo, ora, di ricominciare a viaggiare davvero. L’Italia allenta le misure restrittive per attraversare i confini nazionali, cercando così di dare nuovo slancio al turismo del nostro Paese. Vediamo nel dettaglio le ultime novità, per capire quando #torneremoaviaggiare.

A partire dal 3 giugno 2020, l’Italia riapre le sue frontiere ai Paesi dell’area Schengen, inclusi la Svizzera e Monaco. Sarà dunque possibile, per i visitatori stranieri, entrare nel nostro territorio senza doversi sottoporre ai 14 giorni di quarantena attualmente previsti. L’iniziativa, volta a far ripartire il turismo, permetterà dunque ai viaggiatori di tornare a scoprire le meraviglie dell’Italia, senza tuttavia rinunciare alle principali misure di sicurezza. Come abbiamo visto, sta infatti per cambiare il nostro modo di viaggiare.

Mentre i principali aeroporti italiani tornano ad aprire i loro terminal, studiando contemporaneamente un protocollo idoneo a garantire ai passeggeri di volare senza rischi, le compagnie aeree avranno delle precise misure di sicurezza da rispettare: secondo quanto annunciato dall’UE, a bordo non sarà necessario lasciare posti vuoti tra i passeggeri, ma si dovrà utilizzare la mascherina e ogni altro dispositivo di protezione che verrà giudicato idoneo. Per quanto riguarda gli altri mezzi di trasporto pubblici, invece, si dovrà ridurre il numero di viaggiatori a bordo per garantire il distanziamento sociale.

Torniamo invece alle frontiere aperte: ciò significa che, dal 3 giugno, i turisti stranieri potranno venire in Italia e che gli italiani potranno spostarsi liberamente al di fuori dei confini del Belpaese. Ma quali sono gli Stati verso cui potremo fare rotta? In Europa, sono ancora molti i Paesi che hanno chiuso le frontiere o che chiedono il rispetto dei 14 giorni di quarantena per i viaggiatori – provvedimento che rende praticamente impossibile la ripresa del turismo.

Al momento, la Slovenia è il primo Paese ad aver riaperto i suoi confini: nessun isolamento per i turisti in arrivo, ma rimangono in vigore altre importanti misure di sicurezza come il distanziamento sociale. Anche la Svizzera permetterà ai viaggiatori italiani di varcare la frontiera, mentre gli altri Paesi sono ancora cauti sul tema della riapertura. La Germania, ad esempio, ha annunciato il via libera ai turisti provenienti dall’UE a partire dal 15 giugno, ma per il momento sono esclusi i viaggiatori che arrivano da Italia e Spagna. Anche la Grecia sta allentando le misure di sicurezza, così come la Francia e la Gran Bretagna.

Le novità sulla riapertura delle frontiere dei Paesi europei sono in continuo divenire, quindi dovremo aspettare ancora qualche giorno per fare il punto della situazione con maggiore chiarezza. Permane invece lo stop agli spostamenti verso il resto del mondo, almeno sino al 15 giugno.

siviaggia.it
 

Utenti online

Nessun utente è online al momento.

Ultimi messaggi

Statistiche forum

Discussioni
5,721
Messaggi
34,664
Utenti registrati
15,608
Ultimo utente registrato
Martina Franco
Top