• Ciao! perché non prendi parte alle discussioni e non ci dici la tua? Registrati ora!

Succede anche questo

#4
Ne avevo sentito parlare, ma non immaginavo si fosse arrivati fino a questo punto.
Se non trovano un modo per reinventarsi finiranno tutti a fondo. Il web non fa sconti. Uccide, non fa prigionieri.

Penso a ciò che è successo nel mondo della carta stampata: molte testate sono morte, altre stanno per esalare l'ultimo respiro.

Ma le edicole resistono. Si sono reinventate: oggi di giornali ne vendono pochissimi, in compenso in quei "bazar" trovi di tutto. soprattutto tanti giochini per bambini. Ne vendono a quintali.
 
#5
Un buco enorme, che la compagine cinese, dopo aver versato 450 milioni di sterline qualche tempo fa, si è rifiutata di tamponare (la richiesta era di almeno altri 200...). Circa 600mila clienti in braghe di tela: a quelli che ancora devono partire compagnie aeree e alberghi chiedono di ripagare il conto. E' in corso un ponte aereo per rimpatriare i circa 155mila cittadini britannici, un esodo al contrario di dimensioni bibliche.
In Italia Federalberghi ha già iniziato l'iter per la richiesta di risarcimento alle autorità inglesi competenti per gli alberghi iscritti, alcuni dei quali vantano crediti per centinaia di migliaia di Euri. Per fortuna, si fa per dire, il Tour Operator pagava ogni mese, per cui lo scoperto riguarda solo il mese di agosto e quello si settembre... I vertici dell'azienda sono indagati dalla magistratura.
 
#6
Uno scenario apocalittico, direi. Insomma: toccato il fondo, si comincia a scavare :-(
Ti pongo una domanda, visto che sembra che tu conosca a fondo la questione: non è che di mezzo c'è anche la famosa finanza creativa?
 
#7
Guarda Martino, nessuna ipotesi è peregrina.
Noi dobbiamo limitarci ai fatti e trarre qualche conclusione plausibile. Le considerazioni avanzate qui sono solo la logica conseguenza di queste osservazioni rapportate a quello che vediamo o che ci viene rivelato.
Però io ripenso agli anni 80/90 quando imperava lo "yuppismo": persino le casalinghe, consigliate da brockers senza scrupoli, si cimentavano in Borsa, ignorando che questa fosse tutt'altra cosa della borsa della spesa.... Le agenzie di viaggi, anche quelle in franchising, allora, incoraggiate dall'euforico clima di facili guadagni, investivano il denaro delle loro casseforti (caparre, anticipi, saldi, che solo in misura delle loro commissioni apparteneva a loro) per investire in titoli a breve e brevissimo termine che promettevano guadagni stratosferici. Sappiamo tutti come è andata a finire. Dopo un tempo, breve, di riscontri positivi (a mio parere per ingrassare il maiale prima di macellarlo) i titoli farlocchi divennero carta straccia e molte agenzie dovettero chiudere i battenti.
Ancora, il management; chi ricorda wired-destination il tour operator asiatico? Il CEO è ancora esule ad Hong Kong, su di lui pende un mandato di cattura da parte della Thailandia.
Il bel tomo ebbe la "geniale" idea di pagare gli hotel solo quando il fatturato superava i 500 dollari americani. Se un hotel vantava un credito di 499 dollari, per esempio, nisba, doveva aspettare la prossima prenotazione (che non avrebbe ricevuto mai) per arrivare alla fatidica somma per ricevere il bonifico, adducendo il pretesto di limitare le spese bancarie.
Immagina quindi la miriade di alberghi creditori per somme inferiori in tutto il mondo e il malloppo che si è intascato.
Lastminute.com? Un gigante del web. L'anno scorso Ryanair gli ha cancellato tutti i voli per insolvenza.
Fallito definitivamente, a parte Lastminute.com.au e Lastminute.com.nz, eppure si parla di un colosso dell'era digitale che si è servito del digitale.
Posso solo dirti per certo che nè io nè Lo Psillo abboccheremmo a questa esca....:D:D:D
 
#8
Molto chiaro, come sempre. E la citazione delle casalinghe in borsa è da oscar! Un settore che conosco poco, ma da quello che leggo c'è da mettersi le mani nei capelli. Fermo restando che certi giochetti non riguardano solo il turismo. Dove girano soldi inevitabilmente si aggirano anche squali pronti a sbranare la preda con i loro giochetti.
Una domanda, visto che conosci bene il mondo del travel: cosa pensi dei network dei consulenti viaggi online? Ho notato che ce sono diversi e alcuni sono sulla cresta dell'onda da molti anni ormai
 
#9
E' un sistema che si sta affermando sempre più, e viene scelto da chi non sa o non vuole barcamenarsi nella miriade di offerte turistiche. Il viaggio può essere addirittura pianificato come il sarto cuce il vestito sul corpo del cliente.
Come professione è molto interessante, potenzialmente molto redditizia se la "reputazione" del sarto è buona, e permette di lavorare dovunque ci sia una postazione internet.
E' indicato per i turisti o le persone che non vogliono stare a penare per pianificare un viaggio. Uno shop assistant turistico insomma, adatto ai vacanzieri da crociera, tanto per intenderci. Il turista sceglie la meta ma non i tempi e i luoghi. Un po' come i libri condensati del Reader's Digest. I prezzi praticati sono molto competitivi.
Il viaggiatore invece non si serve di questa figura.
Il viaggiatore è un esploratore, e non delega l'emozione della scoperta ad un finale rassicurante stabilito in anticipo.
Mi fermo qui, sento odore di offtopic....:D
 
#15
E' un sistema che si sta affermando sempre più, e viene scelto da chi non sa o non vuole barcamenarsi nella miriade di offerte turistiche. Il viaggio può essere addirittura pianificato come il sarto cuce il vestito sul corpo del cliente.
Come professione è molto interessante, potenzialmente molto redditizia se la "reputazione" del sarto è buona, e permette di lavorare dovunque ci sia una postazione internet.
E' indicato per i turisti o le persone che non vogliono stare a penare per pianificare un viaggio. Uno shop assistant turistico insomma, adatto ai vacanzieri da crociera, tanto per intenderci. Il turista sceglie la meta ma non i tempi e i luoghi. Un po' come i libri condensati del Reader's Digest. I prezzi praticati sono molto competitivi.
Il viaggiatore invece non si serve di questa figura.
Il viaggiatore è un esploratore, e non delega l'emozione della scoperta ad un finale rassicurante stabilito in anticipo.
Mi fermo qui, sento odore di offtopic....:D
Risposta molto interessante, grazie.
Quindi tanti giovani che cercano lavoro - con un'adeguata formazione - potrebbe crearsi qualche opportunità, visto che la cosa è potenzialmente redditizia, come giustamente fai notare. Certo, poi c'è la brand reputation del "sarto", ma questa è un'altra storia.
Certamente interessante, anche se il fascino del viaggio esperienziale, fai da te, ha tutto un altro sapore. Altro potenziale punto debole: i costi del viaggio. se vuoi risparmiare, mi sembra di capire, tocca adeguarsi ai loro tempi. insomma, non lo vedo come prodotto di massa
 
#17
Risposta molto interessante, grazie.
Quindi tanti giovani che cercano lavoro - con un'adeguata formazione - potrebbe crearsi qualche opportunità, visto che la cosa è potenzialmente redditizia, come giustamente fai notare. Certo, poi c'è la brand reputation del "sarto", ma questa è un'altra storia.
Certamente interessante, anche se il fascino del viaggio esperienziale, fai da te, ha tutto un altro sapore. Altro potenziale punto debole: i costi del viaggio. se vuoi risparmiare, mi sembra di capire, tocca adeguarsi ai loro tempi. insomma, non lo vedo come prodotto di massa
Non è ancora appannaggio delle masse, ed io spero che non lo diventi. Come minimo toglierebbe la curiosità, anima del turismo. Il viaggiatore, prima del viaggio, si informa. Pensa che oggi arriva gente nel mio hotel, veicolata proprio da questi mezzi, che chiede (siamo a Firenze) quanto dista a piedi la Torre di Pisa, come fosse il Campanile di Giotto, e magari intendono "Pisa" come il suo architetto....
I corsi per diventare consulente sono tutti a pagamento, ed il lavoro abbastanza difficile.
Personalmente, solo per quanto riguarda i voli, mi servo da circa 30 anni di un'agenzia dove ci si può recarsi accedendo dal suo ingresso, vecchio stile, ma una delle prime on line, di un'altra regione.
Sono così professionali e seri che, in più di una occasione, al ribasso della tariffa aerea acquistata e senza alcuna mia sollecitazione, mi hanno restituito la differenza di prezzo.
Buona vita.
 
#18
Wow, i fiorentini hanno scippato la torre di Pisa ai pisani! :) Grazie per le delucidazioni sul consulente viaggi. Condivisibile anche le questioni del turismo di massa e delle agenzie di viaggio old style.
Forse sono un po' retrò, ma credo che il contatto umano sia il vero valore aggiunto di un'attività lavorativa. faccio acquisti online, ma il contatto diretto con il venditore a mio avviso è un'altra storia. Da uno sguardo, da una parola, puoi capire se hai di fronte una persona che vuole fregarti o che vuole consigliarti, aiutarti a fare la scelta giusta. Con i consulenti viaggi, però, le cose cambiano. credo che dopo il contatto via web, seguano quelli telefonici o via skype. Non credo che pianifichino il viaggio in un paio di clic.
 
#19
D'altronde, il consulente di viaggi altro non è che la ovvia "evoluzione" di un percorso che mira alla semplificazione di chi usufruisce del prodotto finale, regnante internet. La vecchia agenzia di viaggi, dove quando entravi venivi accolto con un sorriso, fatto accomodare e dove un addetto attento ai tuoi bisogni, guardandoti negli occhi come tu dici, cercava le soluzioni più adeguate è equiparabile al negozio del lattaio, del pizzicagnolo o del fruttivendolo, sostituiti dai più anonimi (e deleteri) supermercati.
E' l'aria che tira.
Più in generale, viene da chiedersi quale corno del dilemma etico turismo sostenibile o turismo popolare privilegiare. Lo Psillo ne accenna in un'altra sezione.
Se da un lato vogliamo salvaguardare la bellezza e dei paesaggi e quella artistica, dall'altro non possiamo privare i più del godimento di questa. Per intenderci: chi, dei 7 miliardi e mezzo di abitanti del pianeta, escludere da una visita a Venezia, e chi accettare?
Quali i parametri?
Ad oggi la spunta la discriminante economica, cioè il turismo popolare inteso come un maggior introito di denaro.
Quella stessa discriminante che, negli anni 80-90, consentiva a grandi Tour Operators come Condor Vacaciones, Panavision, Gulliver e il mitico Miki Travel, ricordate?, ( che proponeva ai giapponesi le capitali d'Europa in 6 giorni 5 notti): orde di umani che attraversavano in un battibaleno il Ponte Vecchio, i Campi Elisi, la Piazza San Marco lasciandosi indietro le scorie del loro passaggio come uno sciame di cavallette un campo di grano.
Buona vita.
 
#20
lasciavano scorie tante e soldi zero? :D per il resto, sì, l'aria che tira è questa e serve a poco fare i luddisti. sul discorso del turismo sostenibile si potrebbe aprire un bel confronto. Io lo identifico con la valorizzazione della cosiddetta Italia minore, quella dei paesini sconosciuti. Sono la spina dorsale dell'Italia e il turismo potrebbe dare loro l'ossigeno necessario per sopravvivere allo spopolamento. Ma al di là di qualche eccezione, non si riesce a fare il salto di qualità. Mentalità a parte e scarse idee progettuali a parte, credo che siano i numeri a fare la differenza. Di turisti ce ne vorrebbero tanti. E se ne arrivano tanto addio (?) sostenibilità. Sembra comunque che il ministro dell'Ambiente Costa abbia intenzione di incentivare queste forme di turismo, (ri)partendo dai parchi
 

Utenti online

Statistiche forum

Discussioni
5,546
Messaggi
32,832
Utenti registrati
14,804
Ultimo utente registrato
Ugo Tedeschi
Top