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Hotels leggendari nel mondo

#31
Ancora sull'ex casino Saffo, oggi Hotel De La Ville, Firenze

Lorenzo Sarra

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E così ecco«via delle Belle Donne», via Vergognosa (oggi via Borgognona), via delle Serve Smarrite (a causa delle contadine che arrivavano a Firenze in cerca di un futuro migliore, trovandosi invece costrette al lavoro nelle case chiuse della zona; oggi via del Parlascio o del Parlagio), via dell’Amorino (le cui storie pruriginose ispirarono La Mandragola di Machiavelli; qui attualmente un trilocale costa 300mila euro): un tempo tutte sedi di vecchi bordelli che in città – fino al 1958, anno della fatidica legge Merlin – arrivarono a venti unità tra centro e periferia.


Tra centro e periferia i bordelli arrivarono a 20 unità

Già, perché anche al di fuori delle mura esistevano case chiuse, come ad esempio la Rina di via Lungo l’Affrico, che diventò location di «movida orizzontale» per gli ufficiali militari del vicino campo d’addestramento. Le ragazze – secondo il metodo delle «quindicine» – avevano l’abitudine di spostarsi di casino in casino ogni due settimane, in modo da evitare che i clienti si affezionassero troppo. Il costo? Naturalmente dipendeva dall’appeal delle signore e dai tempi. La famosa Madame Saffo – maitresse dell’omonima casa chiusa di piazza Antinori bazzicata pure da Indro Montanelli; quasi un salotto per il suo lusso – riceveva al secondo piano dell’edificio ed era tra le più costose nelle prime decadi del XX secolo.

Nel merito, durante gli anni ’50, il prezzo per una cosiddetta «semplice» – una performance da dieci minuti – era di 500 lire per le proposte più economiche, mentre negli indirizzi «premium» come la prima citata maison fiorentina si arrivava a 1500 lire: un operaio, per rendere l’idea, ne guadagnava 30mila al mese. L’attività del lupanare di piazza Antinori, d’altronde, era riservata all’élite: negli anni ’30 Carlo Bo, Eugenio Montale e Carlo Emilio Gadda frequentavano assiduamente Madame Saffo («Era come stare al caffè», ebbero spesso a dire), intrattenendosi per mezzore decisamente «poco poetiche».


Anche Carlo Bo, Eugenio Montale e Carlo Emilio Gadda frequentavano le case chiuse di Firenze

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L'articolo completo qui
https://www.ilcartello.eu/on-the-road/society/durex-firenze-legge-merlin/
 
#32
New York, fine di un’icona: chiude lo storico Roosevelt Hotel di Manhattan

12 ottobre 2020

Addio ad uno degli alberghi più iconici di New York: è il Roosevelt Hotel di Manhattan, che ha annunciato la chiusura definitiva dal prossimo 31 ottobre, a causa del protrarsi della crisi da Covid-19.
Inaugurato il 22 settembre 1924 in onore del presidente Theodore Roosevelt, l’hotel icona del lusso – prossimo a festeggiare i suoi cento anni di attività – può vantare una dotazione di 1.015 camere e 54 suite, tutte finemente arredate. I cinquecento dipendenti, a casa da marzo, verranno licenziati.
La chiusura del Roosevelt Hotel è solo l’ultima in ordine di temoo, dopo l’Hilton di Times Square, il Courtyard by Marriott di Herald Square e il W Hotel. “L’iconico hotel, come la città di New York, ha registrato una domanda molto bassa: di conseguenza l’hotel cesserà le operazioni prima della fine dell’anno. Al momento non ci sono piani di conversione dell’edificio”, affermano i proprietari in una nota. Come altri luogo iconici di Nyc, The Roosevelt Hotel è stato teatro di una serie di successi di Hollywood: qui sono state girate scene di blockbuster del calibro di “Mad Men”, “Wall Street”, “Presunto innocente” e “Malcom X” .

hoteldomani.it
 

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