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Chiarimento riguardo l'inquadramento normativo di una società

#1
Salve,
mi scuso se questa domanda è già stata posta in passato ma sono nuovo di questo forum.
La mia domanda è molto semplice. Ho intenzione di aprire una società che si occuperà di organizzare due tipologie di eventi ben definiti:

- tour gastronomici in giro per la città (es. colazione in un caffè storico, giro con spiegazione dei monumenti, pranzo in un ristorante tipico, ecc.)
- classi di cucina all'interno di ristoranti sempre localizzati nella città

La mia area di interesse è il Veneto.

Il mio dubbio nasce dal fatto che il mio cliente tipo sarà il turista straniero e quindi vorrei capire se questa società sarà inquadrata come Agenzia di Viaggi di Tipo A o B.

Vi ringrazio per la disponibilità,
Saluti
 

Francesco Mongiello

Consulente Web Marketing Turistico & Social Media
Staff Forum
#2
Ciao Alberto mi sembra di capire che il tuo caso un pò richiama quello già affrontato in questa discussione <a href="https://www.formazioneturismo.com/discussione/organizzatore-di-eventi-e-turismo/">organizzatore di eventi e turismo</a>
ma @saverio10 sicuramente potrà essere ancor più preciso.
Operare in certi ambiti come l'organizzazione di attività che molto si avvicinano a quelle in cui c'è dell'intermediazione o ad alcune funzioni svolte dalle figure professionali abilitate... è sempre un guaio. Mi auguro però vi sia qualche modalità per voi di lavorare stando nel lecito di ciò che si può fare.
 
#3
Preg.mo Alberto, le perplessità di Francesco sono più che legittime. L'attività ipotizzata é, a tutti gli effetti di legge, intermediazione turistica riservata, eslusivamente alle agenzie di viaggi in regola con le norme regionali (art. 117 Costituzione comma IV).
 
#4
Salve Saverio,
grazie per la risposta.
Ho già letto diversi tuoi interventi e anche il Codice del Turismo e sto cercando di chiarire queste situazioni proprio per non avere problematiche future di nessun tipo.
Forse nella mia domanda iniziale sono stato un pò confuso e l'esempio del "tour gastronomico" è stato espresso in modo approssimativo, cerco di essere più chiaro per andare sul punto della questione.

Che caratteristiche fanno ricadere una evento nella casistica di "intermediazione turistica"? Ovviamente non tutte le società che organizzano eventi sono AdV (dettaglianti o tour operator). Una società che propone lezioni di cucina (e solo quello) ovviamente non è una AdV, o sbaglio? Considera che io non farei intermediazione ma proprio organizzo l'evento presso una locazione (il ristorante) che pago al proprietario con una persona a sua volta pagata per fare la lezione. Sono io a fare l'evento, a essere pagato dai partecipanti e a pagare direttamente le parti in carica per i loro servizi, non il ristorante.
L'esempio nella discussione che ha riportato Francesco si differenzia sostanzialmente dal mio perchè si propone di occuparsi di diversi servizi verso il partecipante (evento, spostamenti, pernottamento, ristorazione) mentre noi organizzeremo un evento dove si farà una sola cosa, cucinare.
Questa sarebbe l'offerta principale della mia futura attività. Il fatto che queste lezioni siano disponibili sia in lingua italiana sia in lingua inglese sarebbe un dettaglio rilevante?
Questa è la prima domanda riguardo la quale mi piacerebbe sentire il tuo parere.

Ora, dalle fonti che ho studiato si capisce che quello che rende un evento/attività una "attività turistica" è la presenza nello stesso pacchetto di tipologie diverse di servizi offerti all'utente (pernottamente, trasferimenti, pasti, servizio di guida).
Portare un gruppo di persone a fare colazione in un locale, il pranzo in un altro, il dolce in un altro e non fare nient'altro, è una attività riservata alle AdV? Anche in questo caso ti faccio presente che sono sempre io che organizza l'evento, quindi vengo pagato dai partecipanti, pago io in modo forfettario (non a commissione o simili) il ristorante.

Le due attività sono separate. Sicuramente ci occuperemo della prima ed il mio interesse riguardo la seconda è solo curiosità orientata verso un possibile sviluppo futuro.

Sono d'accordo con voi che vi sto illustrando dei casi "limite" ma c'è una bella differenza tra essere al limite delle regole rispettandole e non rispettare le regole. D'altronde una innovazione crea sempre delle difficoltà ad essere inquadrata formalmente.

Grazie anticipatamente,
Saluti
 
#5
Preg. Alberto,
il tema, capisco, é estremamente interessante e coinvolgente, in special modo per chi ha passione, intuito e voglia di creare lavoro. Ma, come ho già scritto, diverse volte, quando si affronta una questione, nello specifico, l'erogazione di servizi, comunque turistici, é importante conoscere le principali fonti di: legislazione, marketing e qualità. Successivamente si potrà passare alla vera e propria fase attuativa. Procediamo con ordine e con metodo.
Il concetto normativo di "Servizio turistico" va ricercato e "scovato" nell'art. 34 del decreto legislativo n. 79/2011 "Codice del turismo"
(Pacchetti turistici)
1. I pacchetti turistici hanno ad oggetto i viaggi, le vacanze, i circuiti tutto compreso, le crociere turistiche, risultanti dalla combinazione, da chiunque ed in qualunque modo realizzata, di almeno due degli elementi di seguito indicati, venduti od offerti in vendita ad un prezzo forfetario:
a) trasporto;
b) alloggio;
c) servizi turistici non accessori al trasporto o all’alloggio di cui all’articolo 36, che costituiscano, per la soddisfazione delle esigenze ricreative del turista, parte significativa del pacchetto turistico.
2. La fatturazione separata degli elementi di uno stesso pacchetto turistico non sottrae l’organizzatore o il venditore agli obblighi del presente capo.
La disciplina dei "pacchetti turistici" era presente, prima della pubblicazione del codice del turismo, nel "Codice del consumo". In particolare l'artico 34 del codice del turismo "novellato", rispetto a quello presente nel codice del consumo, ha eliminato l'obbligo del soggiorno. Questa novità non é da poco, infatti estende il concetto dei pacchetti turistici, anche ed in particolare, alle escursioni.
Nel caso del “tour gastronomico” siamo, chiaramente, in presenza di servizi turistici, in escursione: accompagnamento, ristorazione (pasti e/o bevande).
Giusto asserire che non tutte le società che organizzano eventi sono AdV (dettaglianti o tour operator). Però, una società che propone lezioni di cucina (e solo quello) ovviamente non è una AdV, ma deve comunque, essere abilitata, a norma di legge, a svolgere l'attività di formazione. Purtroppo, il declino della legalità ha portato, chiunque a svolgere le attività, per quanto innovative, che gli passano per la testa, senza considerare il rispetto della legalità e della libera concorrenza, nei confronti di quei poveri cristi che pagano: tasse e personale. Ritengo attuabile la proposta che il ristorante eroghi il servizio di ristorazione e fatturi la prestazione. Ma la sua figura, in questo caso, non sarebbe di intermediario turistico ma, bensì, di lavoratore occasionale che dovrebbe operare in una delle seguenti ipotesi: prestazione occasionale (co.co.pro. sino a 5.000,00 euro per anno, ritenuta al 20%); titolare partita IVA (regime ordinario, o regime forfettario - con specifico codice ATECO). Comunque, il soggetto erogatore di servizi resta il ristorante, escludendo, categoricamente, la prestazione di accompagnamento, che può essere svolta con due opzioni: 1) da una guida/accompagnatore con patentino ufficiale; 2) da agenzia di viaggi/tour operator.
Il fatto che queste lezioni siano disponibili sia in lingua italiana sia in lingua inglese sarebbe un dettaglio rilevante? Certo che si, solo una scuola di lingue autorizzata (specifico codice ATECO), o un ente di formazione autorizzato possono erogare lezioni di lingue.

Per quanto riguarda le due attività, diciamo, separate, credo che la questione vada affrontata alla luce di un inciso del predetto art. 34 "La fatturazione separata degli elementi di uno stesso pacchetto turistico non sottrae l’organizzatore o il venditore agli obblighi del presente capo".
 
#6
Salve Saverio,
grazie per la risposta ricca di spunti.

Riguardo l'attività denominata da me "tour gastronomico" è chiaro che ricade nell'ambito del servizio turistico, per cui possiamo toglierla dalla discussione.
Riguardo la seconda attività invece, non ho ben capito il tuo ragionamento. Assolutamente la società deve essere abilitata all'erogazione di questo tipo di servizio e su questo ci siamo già attrezzati ma non capisco queste tue due frasi:
"Ritengo attuabile la proposta che il ristorante eroghi il servizio di ristorazione e fatturi la prestazione"
"Comunque, il soggetto erogatore di servizi resta il ristorante"
Il ristorante non eroga nessun servizio, è la mia società che paga il ristorante per l'utilizzo della locazione (esattamente come se organizzassi un evento in una villa e pagassi la proprietà della struttura) e paga una persona (non necessariamente interna allo staff del ristorante) per lo svolgimento della lezione. Forse inizialmente non sono stato chiaro su questa dinamica.

Inoltre apprezzerei un chiarimento sulla tua ultima frase.
"solo una scuola di lingue autorizzata (specifico codice ATECO), o un ente di formazione autorizzato possono erogare lezioni DI LINGUE"
Il punto è che queste non sono lezioni DI lingua (finalizzate a imparare l'inglese) ma IN lingua, cioè fatte in inglese per riuscire a comunicare con i partecipanti senza alcuna finalità didattica.

Spero di essermi spiegato in modo chiaro.

Grazie ancora per la stimolante discussione,
buona serata
 
#7
Preg.mo Alberto, purtroppo la mia impostazione giuridico amministrativa é distante dalla tua che, a mio parere, non tiene conto del contesto turistico da inquadrare nell'attività dei "pacchetti turistici" o dell'attività di ristorazione. Ti ringrazio per lo stimolo all'argomento ma, in qualità di moderatore/esperto del FORUM, non ho altro da aggiungere.
 
#9

Salve, scusate se mi intrometto, ma pure io sto affrontando in questi giorni un problema simile. Ho iniziato a lavorare presso una scuola di lingue che fa corsi nella sua struttura, nelle aziende, nelle scuole. Sempre dentro il territorio della provincia dove risiede (Verona).

Ora mi hanno chiesto di sviluppare dei week end culturali dove io devo organizzare un pacchetto con un tema ben preciso (sport in questo caso).
Mi è sorto però un dubbio: può una scuola di lingue organizzare viaggi culturali? C’è una legge che spiega questo? Come dovrei muovermi in tal senso?
Ho cercato nelle leggi, ma c’è un marasma e io chiedo se qualcuno saprebbe già indirizzarmi..oggi vorrei anche andare a parlare con un’associazione del settore..

Grazie mille per l’attenzione. Cinzia
 
#10
Gent.ma Cinzia, non c'é nessun marasma normativo. Le imprese che possono organizzare qualunque tipo di viaggi sono le agenzie di viaggi, ai sensi del "Codice del turismo - D.Lgs. n. 79/2011 dall'art. 32 all'art. 51). Pertanto, si rivolga ad un'agenzia di viaggi in regola con la disciplina vigente.
 
#11
La ringrazio per la sua risposta e mi informerò in tal senso.
Quindi per organizzare anche soggiorni studio all'estero, ossia mi affido ad un fornitore estero che mi vende un pacchetto con corso in lingua e alloggio ed acquistare un volo aereo a parte, è necessario essere un'agenzia viaggi?

Grazie
Cinzia
 

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