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Viaggi e ospitalità

#2
Mentre curiosavo sulla ricetta delle mozzarelle in carrozza (con o senza alici), rammentavo a me stesso dell'esistenza di un film del 1987 intriso di sana ospitalità: è il Pranzo di Babette!


Ispirato a un romanzo della Blixen, due sorelle zitelle danesi gradiscono ospitare una donna francese ricercata dalla polizia a seguito dei disordini scoppiati durante la comune di Parigi sul finire dell'Ottocento. In paese v'è molto dissidio tra i popolani e la neo-governante utilizza i 10mila franchi di una vincita alla Lotteria per rinsaldare i rapporti nella comunità organizzando un pranzo che coinvolgerà 12 commensali che finiranno estasiati e inebriati dalle pietanze portate di volta in volta in tavola.

Il cibo funge da trait d'union al punto che alla domanda di un partecipante al banchetto sul perché la donna avesse rinunciato di tornarsene a Parigi con tutta quella somma di danaro, la protagonista pronuncia la celebre frase "ogni artista non è mai povero ".
E qui l’arte non è quella che ti fa cercare la notorietà ad ogni costo, bensì quella che regala piacere al corpo e allo spirito.

Buon appetito a Liside e a tutti gli sfoglia-pagine del forum
 

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#3
Egregio Liside, giorni fa scrissi una mail al Min delle politiche Agricole chiedendo delucidazioni sulla normativa riguardante l'imbottigliamento di vini Docg DOC e Igp da parte di aziende fuori zona di produzione (tra queste credo compaia anche La Cacciatora che di sicuro non è un'azienda abruzzese) ottenendo una sacrosanta risposta: si può fare.
Ahimè, aggiungo.
Tu bevilo anche se sarebbe meglio aderire al motto: Vini e buoi dei paesi tuoi ;)
 
#4
Vernaccia assai distinta quella acquistata da te, egregio Liside, appena ieri.

In fondo già Sosia nell'Anfitrione, tragicommedia ripresa dall'altrettale fenomeno del teatro francese, Jean-Baptiste Poquelin (in arte Molière), mostra di appartenere alla schiera di quei personaggi ricolmi di sana ospitalità. Egli condivide con i presenti al banchetto l’amore per il vino e il gusto del bere, come risulta fin dalla prima scena (vv. 429 ss.: difatti mentre gli altri pugnabant maxime egli si scolava una bottiglia di vino). Sosia inoltre aggiunge due fette succulente di prosciutto (vv. 498 e ss.) e le esigenze della pancia sono più volte da lui richiamate nel corso dell’azione.

Oggi è domenica e andrò a prendere della chitarrina da cuocere con la rucola e abbellire con i pomodorini dell'orto...
 

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#5
Per questa sera, in alternativa alla chitarrina già acquistata in un curioso negozietto della frazione di Tornimparte (AQ) e ri-filatami davanti nella misura di 4 etti a € 2.45 , la mia compagna vorrebbe preparare un risotto funghi porcini e zafferano, quello nostro (a decametro zero per intenderci) dal momento che tra i commensali appariranno 2 amici lombardi. Domani volgeranno le vele in terra insubria.

Sul piatto thailandese non esprimerò giudizi poiché non conosco affatto la cucina indocinese e me ne dolgo. Prometto di farlo al più presto. Evviva il Mekong!

Ho desiderio di richiamare, altresì, la figura di Alceo, poeta pre- sofocleo di Mitilene.
Egli, esaltando le peculiarità terapeutiche del cespo di vite, coinvolge arditamente il lettore ospitandolo nella càvea...dell'ebbrezza!


Ebbrezza di Noè.jpg

dai Frammenti:

[...]Gònfiati di vino: già l’astro
che segna l’estate dal giro
celeste ritorna,
tutto è arso di sete,
e l’aria fumiga per la calura.[...]
 
#6
all'egregio Liside e a tutti gli sfoglia-pagine del forum

Invero, di qualcosa d'orientale ne seguo le tracce: il caglio del fagiolo conosciuto col nome Tofu, il Seitan e il Tempeh.
Tutti 'sti prodotti appartengono al mio menu già da una decina d'anni, tuttavia sono favorevole al mantenimento delle ricette originali della terra d'Abruzzo, di tradizione ormai millenaria.
Qui, ad esempio, l'uso della chitarra tiene testa alle orribili statunitensi macchine per fare la pasta.

Per rimando, eccovi una chicca del Vate per un tipo di vino sardo, il Cannonau...


***Non conoscete il Nepente d’Oliena neppure per fama?
Ahi, lasso! Io son certo che, se ne beveste un sorso, non vorreste mai più partirvi dall’ombra delle candide rupi, e scegliereste per vostro eremo una di quelle cellette scarpellate nel macigno che i Sardi chiamano Domos de Janas, per quivi spugnosamente vivere in estasi fra caratello e quarteruolo.***

link: http://gostolai.net/storia-e-tradizioni/il-cannonau-e-dannunzio/
 

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#7
Anche in Europa non sfiguriamo.
Uno degli alberghi più antichi è lo Zum Roten Baeren a Friburgo, edificato addirittura prima che Friburgo nascesse, verso il 1120 mi pare da dei francesi, e sopravvissuto fino ad oggi a tutte le calamità immaginabili umane e naturali.
https://roter-baeren.de/
La Verna - alta Valle dell'Arno (zona aretina)

A partire dall’anno Mille sono numerosi i pellegrini diretti all'Urbe che percorrono i sentieri della Via Major, ma anche quelli che dall’Eremo di Camaldoli seguono il Cammino francescano di Assisi.
Tutti amano fermarsi a Chiusi della Verna, ospitale località che conserva inalterati nel tempo servizi e modalità di permanenza conformi alla natura spirituale del luogo.

ora pro nobis
 
#8
http://gostolai.net/en/storia-e-tradizioni/il-nepente-in-letteratura/

P.S.) Il fagiolo cui accenna Lo Psillo altro non è che la soia, ma sappiamo che ha l'animo del poeta....
Ospitalità per Necessità!

sotterranea.jpg

Siamo nella provincia di Nevşehir, a due passi da un’antica regione montuosa dell’Anatolia Centrale conosciuta col nome di Cappadocia (Katpatuka), tappa fondamentale della via del commercio del sale. Qui vissero gli Hittiti, un ìnclito popolo di cavalieri. La gente del posto è abituata a vivere nel tufo vulcanico che da sempre ha caratterizzato la morfologia dei luoghi.

Pinnacoli conici sormontati da cappucci di roccia detti Camini (Peribacalar) modellati dal vento da milioni di anni e crateri naturali arricchiscono un paesaggio insolito di forte attrazione turistica. A Derinkuyu negli anni Sessanta venne scoperta un’antica e misteriosa città sotterranea: un luogo scavato nella pietra e costruito fino a 60 metri di profondità dal livello stradale. Essa comprendeva abitazioni con camere che oggi si presentano per lo più prive di orpelli e decorazioni. In alcune sono ancora visibili degli utensili della vita quotidiana come macine, forni d’officina, otri di pietra per la conservazione degli alimenti. Altri locali furono utilizzati per lo stoccaggio alimentare, cantine vinicole e persino una scuola. La città fu progettata per ospitare circa 20.000 persone e un numero di animali sufficienti a rendere la popolazione completamente indipendente dalle forniture per almeno 100 giorni…
 
#9
Ospitalità per Necessità

Nel quadro italiano dell’ospitalità “sotterranea” mi sento in dovere, per prossimità geografica, di sottolineare l’esempio di Narnia. L’antica località romana, sorta quasi a dominare il tracciato della via Flaminia, ebbe una vita fiorente e, come tutte le colonie dell’epoca, era fornita di un acquedotto.

Il percorso turistico inizia sotto il convento dei Domenicani a Narni (TR), laddove, appena 40 anni fa, un gruppo di appassionati speleologi ri-portò alla luce un complesso ipogeo dimenticato. Attraverso un varco nella muratura vennero trovati diversi locali tra i quali uno adibito a cisterna, probabilmente resto di una domus che faceva parte del disegno dell’Acquedotto della Formina.
Alimentato da 6 sorgenti l'Acquedotto oggi si estende per 13 Km a partire da Sant’Urbano.

In merito all’argomento:

L'acqua come oggetto di culto e come servizio pubblico in età romana scritto dall'archeologa Daniela Monacchi.


Narnia.jpg
 
#10
L'area dei TUFI tra Sorano e Pitigliano (GR) è ricca di insediamenti rupestri e fortificazioni medievali sorti in prossimità di siti etrusco-romani. Il territorio assai discontinuo è caratterizzato dalla presenza di enormi speroni di tufo scolpiti da vani rupestri un tempo abitati e oggi utilizzati anche come magazzini o rimesse attrezzi agricoli. In questo territorio collinare (max 400 mt) ma di roccia tufacea, l'Uomo nel tempo ha edificato necropoli e costruito vie di comunicazione dette Cave. Tali impervi percorsi viari scavati a cielo aperto, non trovano raffronti presso altre civiltà del mondo antico. Svariate ipotesi sono state formulate nel corso dei secoli sulla loro funzione, ma nessuna di esse ha preso il sopravvento sulle altre, pertanto si rimane sul dubbio se rappresentassero canali per convogliare le acque piovane o normalissime vie di comunicazione o passaggi per contrastare l'invasione di nemici o se avessero a che fare con suggestivi cerimoniali...

una via Cava.jpg
 
#11
Secondo quanto riportato dal quotidiano Kommersant, Vladimir Putin, ha firmato il provvedimento che dal 1° gennaio 2021 renderà possibile a cittadini stranieri di ottenere online il visto d’ingresso nella Federazione Russa, evitando code e lungaggini burocratiche presso i centri consolari.
Anche se l’agevolazione è prevista soltanto per soggiorni brevi (non più di 16 giorni), e per un solo ingresso, trattasi di un passo in avanti…

Attualmente, però, la documentazione richiesta per ottenere il visto turistico è la seguente: conferma di prenotazione alberghiera ricevuta dalla Russia in originale o tramite telex o fax che deve contenere il numero di registrazione dell’agenzia turistica presso il Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa; voucher dell’agenzia di viaggio italiana o della rappresentanza dell’agenzia russa in Italia che dovrà esprimere i dati del passaporto del turista, la durata del soggiorno in Russia, il nome della società turistica russa, i servizi pagati (trasporto, albergo prenotato, escursioni ecc.); passaporto in originale; modulo consolare; questionario compilato e firmato dall'interessato; una foto formato tessera; e il modulo compilato.

Il visto turistico viene concesso per una durata massima di tre mesi, un tempo appena sufficiente per intraprendere il viaggio di Michele Strogoff.

strog.jpg
 
#12
Inarijärvi

Un viaggio all'insegna del turismo Sky-watching: l’aurora boreale osservata da un comodo vano di una casetta mobile trasportata da una motoslitta sul lago ghiacciato Inari...

Mobile_camp_on_Lake_Inari_23784.jpg
 
#13
Il 5 settembre del 1946 nasceva a Zanzibar Farrokh Bulsara (soltanto nel 1970 il suo nome tramutò in Freddie Mercury).

Ma non è del mitico frontman dei Queen che desidero postare, bensì di Zanzibar e di un’ospitalità davvero singolare: un hotel che permette al turista di poter vivere l’esperienza di trascorrere la vacanza direttamente nell’Oceano Indiano.

Mi spiego: nell’UNDERWATER ROOM di un resort nell’isola di Pemba si giace sotto la superficie marina…

samarc.JPG
 

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