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Turismo Montano di qualità

#1
Gran Sasso Abruzzo.jpg
nella foto il Gran Sasso d'Italia

Buongiorno a tutti,
In linea di massima mi ritengo un buon camminatore montanaro sebbene non esperto in arrampicate (credo sia il minimo consentito per porre una questione non da poco per i fruitori e per coloro che operano nel settore del turismo montano).
Metto in tavola alcune semplicissime e provocatorie considerazioni cominciando dall'asserzione che ogni nostra maxi-regione reca con sé note dissonanti riguardo il mountain walking:
  • al Nord la segnaletica è inimitabile, ma in alcuni comuni ti fan pagare un parcheggio 3,00 € anche a 1.000 mt di altitudine;
  • al Centro si spende poco per la ristorazione, ma trovare un rifugio con i controK…zi è credere agli asini volanti;
  • nel Meridione, nonostante la brulicante vivacità morfologica del territorio, diversi sentieri spesso finiscono laddove inizia una fantomatica proprietà privata.
Urge una ri-qualificazione dell’offerta turistica MONTANA. Occorre partire dal presupposto che la montagna è un bene culturale e paesaggistico appartenente ad ognuno di noi e che il gestore (lo Stato, la Regione…) non può sentirsi scevro da obblighi di natura sociale, pertanto deve promuoverne la gratuita fruizione come un diritto irrinunciabile!

passo dopo passo
 
#2
Fu Antonio Machado ad esprimere in una poesia della raccolta Campos de Castilla un concetto fondamentale per tutti coloro che intraprendono un viaggio totale, un cammino che avviluppa spirito e corpo. Tale componimento è Caminante

[...]caminante, no hay camino,
se hace camino al andar.


[...] “Caminante, non c’è un sentiero,
il sentiero si fa camminando…


Faccio mio il distico dello scrittore andaluso e per allungare il brodo riguardo la precedente nota sul turismo di Montagna, linko un interessante contributo di un'associazione marchigiana impegnata a riguadagnare il territorio sconvolto dai terremoti di agosto e ottobre 2016

https://www.montagna.tv/139892/ad-arquata-del-tronto-rinascono-i-sentieri-dopo-il-terremoto/

passo dopo passo
 

liside

Contributore
#3
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nella foto il Gran Sasso d'Italia

Buongiorno a tutti,
In linea di massima mi ritengo un buon camminatore montanaro sebbene non esperto in arrampicate (credo sia il minimo consentito per porre una questione non da poco per i fruitori e per coloro che operano nel settore del turismo montano).
Metto in tavola alcune semplicissime e provocatorie considerazioni cominciando dall'asserzione che ogni nostra maxi-regione reca con sé note dissonanti riguardo il mountain walking:
  • al Nord la segnaletica è inimitabile, ma in alcuni comuni ti fan pagare un parcheggio 3,00 € anche a 1.000 mt di altitudine;
  • al Centro si spende poco per la ristorazione, ma trovare un rifugio con i controK…zi è credere agli asini volanti;
  • nel Meridione, nonostante la brulicante vivacità morfologica del territorio, diversi sentieri spesso finiscono laddove inizia una fantomatica proprietà privata.
Urge una ri-qualificazione dell’offerta turistica MONTANA. Occorre partire dal presupposto che la montagna è un bene culturale e paesaggistico appartenente ad ognuno di noi e che il gestore (lo Stato, la Regione…) non può sentirsi scevro da obblighi di natura sociale, pertanto deve promuoverne la gratuita fruizione come un diritto irrinunciabile!

passo dopo passo
Quoto Lo Psillo al 100%.
Mi spingo addirittura oltre: le nostre coste, ad esempio, i nostri litorali. Prede di concessioni approssimative (ed a prezzi risibili), sono sottoposte a sfruttamento privato oltre ogni ragionevolezza e sottratte al godimento dei legittimi proprietari: gli italiani tutti.
Provate ad affittare un ombrellone e due sdraio in Versilia, per esempio. Che ne dice il vostro portafogli? Provate ad accedere al bagnasciuga: trovare un varco è quasi impossibile. Al Sud addirittura l'accesso ai bagnasciuga viene impedito dalle costruzioni abusive.
Quasi nessuno si rivolge alla Guardia Costiera.
 
#7
#10
Un contributo della guida del Cervino François Cazzanelli su una questione assai complessa: l’atteggiamento a dir poco biasimevole di molti amanti dell’escursione in montagna che abbandonano i rifiuti lungo il percorso.
Egli spesso pubblica foto della spazzatura che porta giù dalle montagne. Si tratta di corde e moschettoni malridotti, guanti, bottigliette di plastica, incarti della cioccolata, barrette energetiche e soprattutto lattine.
rifiuti.jpg
“Tutti parlano di ecologia, di pulizia delle montagne, poi però sono veramente pochi quelli che fanno qualcosa” afferma François. “Per questo all'inizio di questa estate mi sono detto: se io, ogni volta che faccio una salita in montagna, raccolgo quel che trovo e lo riporto a valle forse un piccolo contributo all'ambiente lo do e magari riesco a essere di esempio per gli altri”.
 
#12
Immersi nel cuore del territorio montano del gruppo dolomitico del Brenta, ci si può trovare facilmente a quota 2.500 d’altitudine: qui c’è il Rifugio Stoppani al Grosté, a poche miglia dalla Cima Tosa. Un luogo di sana villeggiatura che sa offrire anche un antico ricettario alimentare del Trentino a cominciare dagli spatzle e i canederli fino all’impronta casearia delle malghe di Vezzena. L’attività fisica poi è ben sostenuta da un elenco interminabile di sentieri, primo fra tutti quello che partendo dal passo di Campo Carlo Magno a 1.681 metri raggiunge il nostro rifugio attraversando quello del Graffer pochito più in basso (come nella foto). Un vero esempio di turismo montano di qualità!

il Graffer.jpg
 

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