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Adv, produzione gite in barca

#1
Buongiorno, ho letto diverse discussioni sul tema senza però arrivare mai ad una conclusione per me chiara. Ho un’adv e vorrei organizzare delle gite in barca con aperitivo, sosta bagno, magari snorkeling, facendo accompagnare i gruppi da guida turistica autorizzata e da pilota, se fosse necessaria la patente nautica e la guida non l'avesse. Ma proprio qui mi risulta difficile capire la normativa applicabile.
Organizzando su strada la soluzione mi sembrerebbe abbastanza chiara. Acquisto il veicolo, lo registro ad uso commerciale, metto il pilota con patente adeguata al mezzo a libro paga e posso partire con la vendita del prodotto.
Nel caso di utilizzo di una imbarcazione al posto di un’auto, sono solo riuscito a farmi venire un sacco di dubbi.
1) dovrei procedere adottando la normativa sui charter?
Ovviamente i costi renderebbero l’esperimento proibitivo e, come già accade, il fiorire di attività per lo meno illegittime che aprono solo sfruttando pieghe normative o artifici giuridici discutibili. Questo perché data la stringente normativa che regola le caratteristiche del pilota di charter parliamo di contratti di lavoro dai costi proibitivi.
Oltretutto non mi sentirei di definire il prodotto coerente con il charter. La barca in questo caso non è il prodotto di interesse diretto del consumatore e non è neanche l’oggetto del business ma solo un mezzo per raggiungere l’obiettivo aziendale di organizzare gite turistiche. Un pò come accade per le società che svolgono attività di diving che mi sentirei di definire più vicina in termini di struttura del prodotto. Proprio su questo punto e sull’affinità dell’uso del mezzo propongo la seconda soluzione:
2) utilizzo ad uso commerciale del bene (imbarcazione). Anche io, come le società di diving, sfrutto il prodotto come strumento per la realizzazione dell’obiettivo aziendale. Anche io vendo qualcosa di diverso dal trasporto nudo e crudo. Anche io ho necessità dell’imbarcazione come mezzo di trasporto ma solo finalizzato alla vendita di un servizio più complesso. Anche io come loro non vengo “valutato per l’imbarcazione” ma per un prodotto che la comprende e che è sostanzialmente un qualcosa di differente. Purtroppo però una volta letta la normativa mi accorgo che nella casistica di iscrizione ad uso commerciale (art. 2 del d.lgs n. 171 del 2005, credo sia il riferimento normativo) c’è l’espressa indicazione solo di diving, scuola nautica, locazione e noleggio.
Ora, per riuscire a dare vita a questo progetto in tutta legalità, senza dover inventare soluzioni fantasiose, normativamente accettabili ma moralmente discutibili, secondo voi quale sarebbe la normativa più corretta da tenere in considerazione?
 

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