Gentile Sig. Matarese,
la ringraziamo per averci scritto e per aver richiamato il suo intervento pubblicato sul nostro forum nel 2017.
Ci dispiace che all’epoca la sua domanda non abbia ricevuto un riscontro diretto. Comprendiamo bene che il tema sia ancora oggi attuale, soprattutto quando si parla di associazioni culturali, attività rivolte ai soci, valorizzazione della storia locale, rievocazioni e visite sui luoghi della memoria cittadina.
Rispetto al 2017, però, il quadro normativo sulla professione di guida turistica è cambiato. Oggi la materia è disciplinata a livello nazionale dalla Legge 13 dicembre 2023, n. 190 e dai relativi provvedimenti attuativi, che regolano l’esercizio della professione di guida turistica e l’iscrizione nell’Elenco Nazionale delle Guide Turistiche.
In linea generale, il punto da chiarire è la distinzione tra:
- attività culturale, formativa o associativa interna, rivolta esclusivamente ai soci e coerente con le finalità statutarie dell’associazione;
- attività di visita guidata svolta verso il pubblico, con carattere turistico/professionale, promozione esterna, corrispettivi specifici o modalità assimilabili a un servizio turistico organizzato.
Nel primo caso, se l’attività è realmente interna all’associazione, non commerciale, riservata ai soci, coerente con lo statuto e configurata come momento culturale/formativo, può esserci uno spazio di operatività da valutare con attenzione. Nel secondo caso, invece, il rischio è che l’attività venga considerata esercizio della professione di guida turistica, con tutte le conseguenze previste dalla normativa.
Proprio per evitare equivoci o possibili contestazioni, il nostro suggerimento è di procedere con una verifica puntuale su alcuni aspetti:
- statuto dell’associazione e finalità culturali/formative previste;
- modalità di partecipazione alle visite, specificando che siano riservate ai soli soci;
- eventuali quote richieste e loro natura;
- assenza di promozione al pubblico come “visite guidate turistiche”;
- eventuale coinvolgimento di una guida turistica abilitata quando l’attività assume carattere più propriamente turistico, divulgativo verso terzi o aperto all’esterno.
Va inoltre tenuto distinto il tema della tutela delle sue ricerche storiche, dei suoi articoli e dei suoi libri. Su questo piano, se ritiene che contenuti originali frutto del suo lavoro vengano utilizzati da altri senza autorizzazione, la questione non riguarda tanto la professione di guida turistica, quanto eventualmente il diritto d’autore e la corretta citazione delle fonti. Anche questo aspetto meriterebbe una valutazione specifica.
Non potendo fornire una consulenza legale, le consigliamo di rivolgersi a un professionista esperto in diritto del turismo, associazionismo e proprietà intellettuale, portando con sé statuto, regolamento interno, materiali promozionali, modalità di svolgimento delle attività e documentazione sulle sue pubblicazioni.
Da parte nostra, possiamo suggerirle un approccio prudente: evitare di presentare le attività associative come visite guidate turistiche aperte al pubblico e qualificarle invece, se ne ricorrono effettivamente i presupposti, come incontri culturali, percorsi formativi interni o attività di valorizzazione storica riservate ai soci.
Cordiali saluti
Il Team di FormazioneTurismo.com