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#84
Primi risultati positivi da cura con l'eparina. L'intuizione
La sperimentazione è partita dall'ospedale di Castel San Giovanni (Piacenza), il primo ospedale Covid in Italia dal 29 febbraio

Una nuova speranza di cura per i pazienti colpiti da sindrome Covid-19 arriva dal Piacentino: come riferisce l’Ansa ci sono i primi riscontri positivi dall’utilizzo di eparina nei casi di polmonite interstiziale. La sperimentazione è partita dall’ospedale di Castel San Giovanni (Piacenza), il primo ospedale Covid in Italia dal 29 febbraio.

L’idea, spiega la Ausl di Piacenza, nasce dall’intuizione del primario di chirurgia plastica, Marco Stabile, che aveva già utilizzato l’eparina nella cura dei grandi ustionati. La terapia sfrutta il potere antiinfiammatorio dell’eparina e la sua capacità anticoagulante. Quest’ultimo è un elemento che previene una delle maggiori complicanze osservate nei pazienti Covid positivi: la trombosi diffusa. Il trend positivo osservato sugli indici di infiammazione, spiega la Ausl, “conferma l’utilità dell’impiego in questa patologia“.

Il protocollo della sperimentazione è stato condiviso con l’equipe multidisciplinare dell’ospedale di Castel San Giovanni costituita da cardiologi, internisti, infettivologi, medici di Pronto soccorso, pneumologi, fisiatri, ortopedici, rianimatori, chirurghi generali e plastici ed è applicato dal 17 marzo su più di 150 pazienti ricoverati per polmonite interstiziale.


I risultati, spiega la Ausl, sono “promettenti in termini di miglioramento clinico”. Per questo il protocollo sarà esteso a livello di tutta l’Azienda Usl di Piacenza. L’esperienza in corso, secondo i ricercatori, apre la strada a nuovi protocolli nella cura dei pazienti affetti da coronavirus e potrà essere condivisa con altri ospedali.

virgilio.it
 
#85
il COVID-19 a MILANO

per la CREMAZIONE occorrerà attendere almeno 20 GIORNI

il principale crematorio di Milano ha dovuto gestire "un costante e graduale aumento dei cadaveri in attesa di cremazione". Se il tempo di attesa dovesse aumentare ulteriormente, potrebbe causare "seri problemi igienici e sanitari".

Per agevolare le famiglie - avverte il Comune - sarà possibile inumare i propri cari senza costi o procedere alla loro tumulazione in colombaro con il solo pagamento delle tariffe di concessione del manufatto. I familiari dei defunti venuti a mancare in ospedale o nelle strutture socio-assistenziali dovranno dare disposizioni per la salma entro tre giorni dalla data del decesso, in caso contrario l'Amministrazione procederà d'ufficio all'inumazione.
 
#86
La Commissione Ue annuncia il «Dopoguerra» e parla di un «piano Marshall»
Reazioni a catena. La presidente Ue Ursula Von Der Leyen usa una metafora post-bellica per un sostegno alla cassa integrazione. In vista dell’Eurogruppo di martedì la Commissione Ue ha presentato «Sure»: 100 miliardi di euro contro la disoccupazione. E parla di una risposta alla crisi da «2.770 miliardi». Martedì l’Eurogruppo: il rebus tra «Fondo Salva Stati», Covidbond, Bei e un «regalo» degli olandesi

Roberto Ciccarelli
EDIZIONE DEL03.04.2020
PUBBLICATO2.4.2020, 23:59
Dopo l’abuso del concetto di «guerra» per descrivere un fenomeno di natura diversa come una «pandemia» è arrivato il momento delle metafore del Dopoguerra: il «piano Marshall». A questa espressione ha fatto ricorso ieri la presidente della Commissione Ue Ursula Von Der Leyen che ha presentato il programma di sostegno alla cassa integrazione per i lavoratori dipendenti. Il piano permetterà anche di lavorare «a orario ridotto», mantenendo così «i dipendenti al lavoro», «mitigare gli effetti della recessione» permettendo «alle imprese di tornare sul mercato con rinnovato vigore». Lo strumento si chiama «Sure, acronimo di «Support to mitigate unemployment risks in emergency». In italiano significa: «Supporto per mitigare i rischi di disoccupazione causati dall’emergenza Covid 19». La traduzione dell’acronimo vuole essere rassicurante: «Sicuro». Saranno raccolti 100 miliardi per i 19 paesi dell’Eurozona in un fondo costituito da prestiti coperti con 25 miliardi di euro in garanzie fornite volontariamente dagli Stati e versati nel bilancio comunitario ancora da approvare. Non è ancora del tutto chiaro se in questo schema selettivo ci sarà spazio anche per i lavoratori autonomi. Al momento non si parla di fondi contro la povertà e l’esclusione sociale.
IL FINANZIAMENTO è inteso come una leva sui capitali già stanziati dai singoli stati per assicurare una continuità occupazionale ai lavoratori messi in cassa integrazione che perdono comunque una parte del salario. Solo il governo italiano ha stanziato nel «decreto Cura Italia» di marzo 5 miliardi di euro per gli ammortizzatori sociali, estesi alle imprese di tutti i settori per la durata di 9 settimane. Altri 3,3 miliardi servono per l’estensione della cassa in deroga ai settori attualmente non coperti, compresi alberghiero, agricoltura e pesca, anche per le aziende con un dipendente. Se il blocco delle attività durasse tra tre e sei mesi i fondi saranno ancora più necessari. E, probabilmente, non saranno sufficienti.
NEL PACCHETTO della Commissione Ue ci sono anche misure come la flessibilità dei fondi comunitari dello sviluppo regionale, il fondo sociale e di coesione al fine di sostenere gli sforzi finanziari causati dall’emergenza sanitaria. Ciò permetterà di spostare fondi rilevanti da una regione meno colpita dall’emergenza a un’altra, limitatamente ai fondi previsti per il 2020. Altre eccezioni sono state riconosciute alla politica agricola, pilastro del bilancio europeo.
QUESTO «PIANO MARSHALL» sarebbe la «più ampia risposta finanziaria ad una crisi europea mai data nella storia», Von Der Leyen ieri ha fatto la cifra di 2.770 miliardi di euro, sommando i fondi annunciati dagli stati membri al triliardo della Bce. È in atto una competizione simbolica con gli Stati Uniti di Trump che, tutto sommato, ha stanziato di più insieme alla Banca centrale Fed. Tutto questo serve ad orientare i mercati più oscillanti che mai. La cifra serve anche a rafforzare il ruolo di equilibrio, e prossimità, della Commissione rispetto ai veti incrociati dell’Europa intergovernativa che ha fatto crollare la residua fiducia in questo ectoplasma politico. Von Der Leyen intende farsi perdonare il pasticcio diplomatico combinato in un’intervista con l’agenzia stampa Dpa dove ha bocciato i «coronabond» sostenuti dal governo italiano, ma avversati da quello tedesco.
LA METAFORA del «Piano Marshall» è ambigua: il «piano» fu l’inizio dell’egemonia degli Stati Uniti, e della Nato, nella guerra fredda in Europa. Oggi, in tempi di nazional-populismo, l’allusione può essere ribaltata in una nuova campagna contro l’Ue «tiranna». Visto che in una politica dell’identità come quella postmoderna i simboli e le metafore sono tutto, il più scafato commissario all’economia Paolo Gentiloni ieri ha corretto il tiro precisando che il «piano Marshall sia pagato da noi europei, in parte dagli Stati membri e in parte insieme, e poi serve che parta non dopo la guerra ma adesso, si gioca il futuro della rinascita». Gentiloni ha ricordato che il «patto di stabilità» è stato «sospeso». In queste condizioni sarà difficile tornare ad applicarlo. Il progetto di revisione ipotizzato dalla Commissione Ue dovrà essere probabilmente ripensato. In questa discussione resta sullo sfondo il problema politico di chi dovrà pagare i costi sociali della «rinascita». Più presto, che tardi, diventerà chiaro che non siamo tutti uguali in una società capitalista travolta da una pandemia, non da una guerra.
GLI ANNUNCI di Bruxelles è stata fatta in vista di martedì 7 aprile quando tornerà a riunirsi l’Eurogruppo e dovrà trovare l’ago di una proposta economica nel pagliaio dei pochi governi influenti del Nord Europa che guardano in cagnesco la maggioranza degli altri. Sul tavola c’è una lista di soluzioni, variamente combinabili, che vanno da un «Fondo Salva Stati» con o senza condizionalità, il rifinanziamento della Banca Europea degli Investimenti (che registra un consenso crescente), la proposta francese di un fondo di simil-coronabond per finanziare le spese legate all’emergenza sanitaria. La prospettiva è il ricorso a strumenti diversi e in tempi diversi: Bei, Fondo Salva Stati, Commissione Ue e Bce. C’è poi la proposta caritatevole olandese di un dono da un miliardo. A questo governo, noto per il dumping fiscale a favore delle multinazionali, è sembrata eccessiva l’uscita del ministro delle finanze Hoekstra che voleva aprire un’inchiesta sull’Italia, paese con un alto debito pubblico e travolto dalla crisi sanitaria.

https://ilmanifesto.it/la-commissione-ue-annuncia-il-dopoguerra-e-parla-di-un-piano-marshall/
 
#88
Boschi propone il “bonus vacanze”: cos’è e come funziona
Il capogruppo di Italia Viva punta al rilancio del settore turistico istituendo un buono da 500 euro per tutte le famiglie

4 aprile 2020

Il settore turistico è stato inevitabilmente uno dei più colpiti dal lockdown mondiale. Il blocco agli spostamenti tra nazioni (e, in molti casi, anche all’interno delle stesse nazioni) ha di fatto reso impossibile ogni viaggio, mentre le attività alberghiere e ricettive sono state costrette a chiudere e sospendere la loro attività nel corso della quarantena.

Una situazione che incide pesantemente sull’economia del nostro Paese. Nel 2018, il turismo ha rappresentato il 13,2% del PIL nazionale (232 miliardi di euro) e impiega circa 3,5 milioni di persone, equivalenti al 15% della forza lavoro nazionale. La ripresa post-quarantena, dunque, passa anche attraverso il rilancio del settore turistico che, gioco forza, dovrà appoggiarsi inizialmente sulla “domanda interna”. E, proprio per stimolare questa domanda, l’ex ministro e Parlamentare di Italia Viva ha lanciato la proposta di quello che potremmo definire “Bonus vacanza“.

Cosa è il “Bonus vacanza”
Tra le varie misure che dovrebbero essere inserite nel decreto di aprile (dato in uscita per la metà della prossima settimana) potrebbe trovare spazio anche un bonus concesso a tutte le famiglie italiane per viaggiare all’interno della nostra nazione. Ribattezzato “Bonus vacanza“, si tratta di un buono che le famiglie italiane possono spendere all’interno delle strutture alberghiere e ricettive italiane.

Come funziona il “Bonus vacanza”
Al momento non si hanno dettagli su come potrebbe essere praticamente erogato il bonus ideato dalla Boschi. La capogruppo alla Camera dei Deputati di Italia Viva, infatti, ha solo “abbozzato” quello che potrebbe essere il funzionamento dell’agevolazione. Nei piani della Boschi si tratterebbe di un buono da 500 euro che le famiglie potranno spendere in qualunque struttura presente nel nostro territorio nazionale. Gli italiani potrebbero così tornare a scoprire le bellezze storico, naturalistiche e artistiche del nostro Paese, mentre le attività turistiche potrebbero contare su un’entrata certa e immediata.

Il bonus potrà essere utilizzato solamente nel momento in cui l’emergenza sanitaria sarà terminata: impossibile dire, al momento, se verrà erogato già nei prossimi mesi (ipotesi complessa, visto l’andamento dei contagi) o se, presumibilmente, si dovrà attendere la stagione invernale o addirittura la primavera 2021.

Agevolazioni fiscali per chi ristruttura
Il capogruppo di Italia Viva ha anche avanzato una proposta per favorire la ristrutturazione e il rinnovamento delle strutture alberghiere e ricettive del nostro Paese. “In più – afferma la Boschi – chiediamo che venga riconosciuta una agevolazione fiscale a coloro che decidono di ristrutturare, modernizzare la propria attività turistico-ricettiva”. Anche in questo caso dettagli pratici non sono stati resi noti ma, se dovesse essere accettate, è probabile che verranno forniti già nel corso dei prossimi giorni.

quifinanza.it
 
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#93
Il virus non si ferma ma frena la corsa alle terapie intensive
Non si ferma. La Protezione civile: 681 vittime e 4805 positivi nelle ultime 24 ore. Per la prima volta diminuiscono i ricoveri dei casi gravi

Andrea Capocci
EDIZIONE DEL05.04.2020
PUBBLICATO4.4.2020, 23:59
Meno decessi ma più contagiati, ma si tratta di piccole variazioni. I morti registrati in 24 ore sono 681 rispetto ai 766 del giorno precedente, e i nuovi casi positivi sono 4805, 220 più di venerdì sera. In totale, l’epidemia ha contagiato più di 12 mila persone e causato oltre 15 mila vittime.
L’apparente stabilità dei dati (il «plateau» di cui parlano gli esperti) non deve illudere che l’emergenza sia conclusa. Il virus continua a provocare nuove morti e infezioni. Ma si allarga a un ritmo costante e non più esponenziale.
PER LA VERITÀ, NEI DATI comunicati dalla Protezione Civile compare per la prima volta anche un piccolo segno «meno». Si tratta del numero di persone ricoverate in terapia intensiva, che per la prima volta diminuisce di 74 unità. Fortunatamente ben 55 dei posti letto liberati sono nella regione più sotto pressione, la Lombardia. Scende il fabbisogno di terapia intensiva anche in Friuli e in Veneto.
Aumenta invece in Puglia, dove ieri i malati gravi erano trenta in più del giorno precedente. Il commissario Domenico Arcuri ha rassicurato sulla disponibilità dei posti letto nelle terapie intensive: «sono diventati 9.284, cioè il 79% in più» rispetto ai 5300 di soli due mesi fa. Quelli nei reparti di pneumologia e malattie infettive sono addirittura quadruplicati.
Le foto delle vie di Milano di nuovo frequentate come in un normale weekend di bel tempo – sempre accuratamente selezionate in modo da massimizzare l’indignazione a comando – hanno fatto arrabbiare Beppe Sala, il sindaco di Milano: «Ho convocato il capo della polizia locale alle 9, chiedendogli più controlli, e la stessa richiesta l’ho fatta al prefetto» ha detto nel videomessaggio quotidiano.
L’IMPRESSIONE DEL SINDACO è confermata dal vicepresidente della Lombardia Fabrizio Sala (nessuna parentela) in un’intervista a SkyTg24, che ha fornito dati quantitativi sul livello della mobilità rispetto alla norma. «A ieri siamo al 38%, non avevamo un dato così alto dal 20 marzo», ha detto. «La mobilità questa settimana è salita più di due punti percentuali» che equivalgono a «decine di migliaia di persone». Il sindaco però era stato il primo a lanciare lo slogan #milanononsiferma.
I quotidiani dietrofront di sindaci e governatori non aiutano alla comunicazione nei confronti della cittadinanza. Alla chiarezza dei messaggi non aiuta l’accavallarsi tra direttive centrali che vanno in una direzione e ordinanze regionali nel senso opposto. Se si chiede al capo della Protezione Civile Borrelli come mai non porti la mascherina, la risposta è: «non la uso perchè rispetto le distanze», come ha detto durante la comunicazione del bollettino quotidiano.
Anche il presidente del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli al suo fianco è sembrato dubbioso. «Sulle mascherine c’è grande dibattito nella comunità scientifica, non esistono grandi evidenze scientifiche», dice ai giornalisti.
E ALLORA LA LOMBARDIA va per conto suo come altre volte. Una nuova ordinanza regionale prevede l’obbligo di utilizzare «la mascherina o, in subordine, qualunque altro indumento a copertura di naso e bocca» quando si esce di casa. Va bene anche una sciarpa, visto che le mascherine non si trovano. L’ordinanza lombarda precisa che «in prossimità dell’abitazione» – la formula utilizzata dai decreti del governo per limitare gli spostamenti – deve essere inteso come «a distanza non superiore a 200 metri». Inoltre, alle attività permesse aggiunge quella dei fiorai. A quelle vietate, ma solo nel weekend, i negozi di elettronica, informatica e ferramenta.
IERI LA FEDERAZIONE Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche ha reso noto le cifre drammatiche dell’infezione tra gli infermieri. Quelli morti durante l’epidemia sono 25 e i contagiati sono arrivati a 5500, 1500 in più rispetto a sei giorni fa. Secondo il portavoce della federazione Tonino Aceti, corrisponde al 52% di tutti gli infermieri: «sono i professionisti che restano di più accanto al paziente, con turni anche di 12 ore ciascuno, che rendono molto più elevate le possibilità di contagio», dice il portavoce. «Nonostante la forte, cronica carenza di mascherine non solo legata alla pandemia, gli infermieri non hanno mai lasciato e non lasciano nessuno da solo».

https://ilmanifesto.it/il-virus-non-si-ferma-ma-frena-la-corsa-alle-terapie-intensive/
 
#95
Lo "sciacallo" chiede il 55% di sconto per la villa in Toscana. L'agenzia risponde così

L'orgogliosa replica all'acquirente straniero che chiedeva il maxisconto per un casale a Pienza "visto che l'Italia è in bancarotta"


Siena, 5 aprile 2020 - E' stato il programma della Rai "ItaliaSì!", condotto da Marco Liorni, a portare alla luce uno scambio epistolare (digitale) tra una nota agenzia immobiliare toscana, che tratta immobili di lusso, e un potenziale acquirente straniero. Uno sciacallo che non ha esitato a chiedere uno sconto del 55% per l'acquisto del casolare di Pienza per il quale aveva un forte interesse: "Dato che le persone in Italia stanno andando in bancarotta per il virus...", era scritto nel messaggio inviato all'agenzia.

E va bene che gli affari sono affari, ma di fronte a una spudorata manifestazione di questo tipo la risposta è stata all'insegna dell'orgoglio e della dignità.

"La ringrazio per il suo interesse - si legge nella risposta - tuttavia non prevediamo la possibilità di offrire uno sconto del 55% come da lei desiderato. Vede, il nostro paese si è sempre rialzato dalle prove peggiori a cui la Storia lo ha sottoposto, ci rialzeremo anche questa volta. Fra le altre cose, deteniamo oltre il 70% del patrimonio storico, artistico e culturale globale. Nel Mediterraneo inoltre sono fiorite le maggiori civiltà dell'antichità. Civiltà che hanno condiviso cultura, progresso e conoscenza. Credo che anche lei si trovi nella sua abitazione, così avrà sicuramente il tempo di tradurre questa mail, quindi le scrivo in italiano e la invito anche a tradurre questo antico detto: Sui cadaveri dei leoni festeggiano i cani, ma i leoni rimangono leoni ed i cani rimangono cani. Cordialità".

https://www.lanazione.it/siena/cronaca/acquisto-villa-toscana-1.5095704
 
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#98
Una tigre in uno zoo di New York ha contratto il COVID-19

Ieri mattina l’attuale responsabile dello zoo del Bronx, ha dichiarato alla rivista National Geographic, che una tigre malese di 4 anni, Nadia, si è rivelata positiva al virus.

“Pare che - per quanto ne sappiamo - sia la prima volta che un animale selvatico rimane infettato da una persona con Covid-19" ha voluto aggiungere il capo veterinario dello zoo, Paul Calle.

Nadia ha sviluppato una tosse secca ed è stata quindi testata in modo precauzionale. Anche sua sorella Azul, 2 tigri siberiane e 3 leoni presentavano gli stessi sintomi, ma non sono stati testati: tutti loro mostravano di avere meno appetito…


tiger.jpg
 

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