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Responsabile piccolo hotel

liside

Membro Senior
#3
Ciao Gaetano,
grazie per l'accoglienza.
Sono il responsabile di un piccolo hotel a Firenze. Dopo anni di esperienze in strutture medio-grandi, omologate e standard, posso testimoniare che una nicchia di mercato per le strutture piccole e a gestione familiare è realtà sempre in crescita ed in continua evoluzione.
Una fetta sempre crescente delle clientela è stufa di essere considerata "il cliente della camera X", anzichè "il Signor X", e chiede maggior attenzione a livello personale. Le mega strutture, naturalmente, non possono garantire lo stesso trattamento.
Scusa la presentazione stringata e buona vita a tutti
 
#4
Ciao Gaetano,
grazie per l'accoglienza.
Sono il responsabile di un piccolo hotel a Firenze. Dopo anni di esperienze in strutture medio-grandi, omologate e standard, posso testimoniare che una nicchia di mercato per le strutture piccole e a gestione familiare è realtà sempre in crescita ed in continua evoluzione.
Una fetta sempre crescente delle clientela è stufa di essere considerata "il cliente della camera X", anzichè "il Signor X", e chiede maggior attenzione a livello personale. Le mega strutture, naturalmente, non possono garantire lo stesso trattamento.
Scusa la presentazione stringata e buona vita a tutti
Sì effettivamente è come dici tu. Però ti assicuro che anche in hotel più piccoli possono mancare determinate accortezze. Con questo voglio dire che secondo me certe attenzioni che vengono rivolte all'ospite fanno parte della professionalità del lavoratore. Non bisogna mai dare per scontate l' educazione, la cortesia ed l' efficienza. Sia che si operi in una mega struttura 5 stelle, sia che si lavori in un piccoli b&b.
In bocca al lupo per la tua nuova avventura e continua a lavorare con gentilezza e professionalità ;)
 

liside

Membro Senior
#5
Pienamente d'accordo. Dobbiamo ammettere però che essere gentili, premurosi e cortesi con gli ospiti è molto più facile in ambienti piccoli.
Immagina un hotel di 300-400 camere, molto comuni in Asia per esempio, in un periodo di alta occupazione con centinaia di clienti: se non colti da paresi facciale, risulterebbe impossibile a qualsiasi receptionist sorridere a tutti gli ospiti che si presentano al banco.
In Giappone e negli Stati Uniti, negli alberghi ad alta ricettività, si sta sperimentando il receptionist androide: un robot che risponde alle domande e quesiti più disparati dei clienti, sollevando da questo incarico gli umani. Personalmente, noi della vecchia guardia che siamo ancora in soggezione di fronte al comune telefono, parlare con una latta con circuiti stampati risulterebbe un'esperienza terrificante.
Nelle mie peregrinazioni, l'unica eccezione riguardo ai mega alberghi, è rappresentata dal Mandarin Oriental di Bangkok (ai tempi solo "Oriental"), regnante il mitico Kurt Wachtveitl, ma questa è un'altra storia....
Buona vita
 
#6
Pienamente d'accordo. Dobbiamo ammettere però che essere gentili, premurosi e cortesi con gli ospiti è molto più facile in ambienti piccoli.
Immagina un hotel di 300-400 camere, molto comuni in Asia per esempio, in un periodo di alta occupazione con centinaia di clienti: se non colti da paresi facciale, risulterebbe impossibile a qualsiasi receptionist sorridere a tutti gli ospiti che si presentano al banco.
In Giappone e negli Stati Uniti, negli alberghi ad alta ricettività, si sta sperimentando il receptionist androide: un robot che risponde alle domande e quesiti più disparati dei clienti, sollevando da questo incarico gli umani. Personalmente, noi della vecchia guardia che siamo ancora in soggezione di fronte al comune telefono, parlare con una latta con circuiti stampati risulterebbe un'esperienza terrificante.
Nelle mie peregrinazioni, l'unica eccezione riguardo ai mega alberghi, è rappresentata dal Mandarin Oriental di Bangkok (ai tempi solo "Oriental"), regnante il mitico Kurt Wachtveitl, ma questa è un'altra storia....
Buona vita
Sì è vero, adesso si sta sperimentando il receptionist androide, però al momento non ha fatto un'ottima figura :cool:
 
#7
Ciao Gaetano,
grazie per l'accoglienza.
Sono il responsabile di un piccolo hotel a Firenze. Dopo anni di esperienze in strutture medio-grandi, omologate e standard, posso testimoniare che una nicchia di mercato per le strutture piccole e a gestione familiare è realtà sempre in crescita ed in continua evoluzione.
Una fetta sempre crescente delle clientela è stufa di essere considerata "il cliente della camera X", anzichè "il Signor X", e chiede maggior attenzione a livello personale. Le mega strutture, naturalmente, non possono garantire lo stesso trattamento.
Scusa la presentazione stringata e buona vita a tutti
Assolutamente d'accordo. La personalizzazione è il must del prossimo futuro. Sul mio blog ne ho sviluppato un'idea che ho chiamato "Boutique Concept": è un nuovo approccio da cui l'hôtellerie non potrà prescindere
http://www.hoteldesign.org/boutique-concept/
 
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#9
Grazie mille! È un piacere se qualche post può fornire spunti interessanti. Credo molto nella condivisione delle idee e nel valore di una discussione comune sulla cultura dell'hôtellerie.

"Se tu hai una mela e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela ciascuno. Ma se tu hai un'idea ed io ho un'idea, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo entrambi due idee" G. B Shaw
 
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liside

Membro Senior
#10
Grazie mille! È un piacere se qualche post può fornire spunti interessanti. Credo molto nella condivisione delle idee e nel valore di una discussione comune sulla cultura dell'hôtellerie.

"Se tu hai una mela e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela ciascuno. Ma se tu hai un'idea ed io ho un'idea, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo entrambi due idee" G. B Show
Eheh, non fa una grinza, a patto che anche quest'ultime non siano le stesse
 

liside

Membro Senior
#11
Grazie mille! È un piacere se qualche post può fornire spunti interessanti. Credo molto nella condivisione delle idee e nel valore di una discussione comune sulla cultura dell'hôtellerie.

"Se tu hai una mela e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela ciascuno. Ma se tu hai un'idea ed io ho un'idea, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo entrambi due idee" G. B Show
Perdonerai la pignoleria, ma il cognome di George Bernard, linguista, scrittore e critico musicale irlandese, è Shaw, non Show. Lo show lo lasciamo ai guitti.
Ciao!!!
 

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