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quanto peserà la Brexit sull'Industria del Turismo?

#1
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Il trattato "Withdrawal Agreement & Political Declaration" sulla futura relazione tra il Regno Unito e l'Unione Europea fu approvato dai leader dell'UE durante una riunione speciale del Consiglio Europeo il 25 novembre 2018. Una Brexit senza accordo (no-deal Brexit) è al momento l'esito più probabile, a meno che non venga approvata una soluzione alternativa. Ciò significherebbe che non vi sarà alcun periodo di transizione e le leggi dell'UE cesserebbero immediatamente di valere per l’UK che in tal caso non avrà diritto alle 4 libertà stabilite dall’UE: la libertà di circolazione di beni, servizi e dati, della forza lavoro e dei capitali oltre i confini nazionali.

Un disastro socio-economico di lunga durata?

E quali gli effetti tout court per l’industria del Turismo?

Grazie in anticipo delle eventuali risposte al riguardo. Buone cose!
 
#2
Belle domande! beh per ora ci stanno rimettendo tutti: Gran Bretagna e diversi Paesi europei. Ne sta risentendo in particolare la Spagna, meta molto apprezzata dai turisti inglesi.
Non sono un analista economico, quindi previsioni di lunga durata non me la sento di fare. Ma ho l'impressione che non ci vorrà tantissimo tempo per trovare nuovi equilibri.
Una sterlina più debole potrebbe comunque favorire i viaggi verso il Regno Unito. Mentre potrebbe scoraggiare le vacanze nei paesi area Euro dove il costo della vita è già di per sé elevato.
Personalmente ho la sensazione (non supportata da dati) che la Brexit non sarà hard. Anzi, gira e rigira, potrebbe accadere che finisca tutto in brodo di ceci. In fondo gli inglesi non la volevano, ma hanno preso sottogamba il referendum. Che dire: hanno voluto la bicicletta, ora pedalino
 
#3
Se dovesse finire tutto in brodo di ceci, vorrà dire che la scienza inglese non perderà quel miliardo di fondi UE (dall’Erasmus ai network fino ai consorzi di ricerca internazionali) stabilito da precedenti accordi. Infatti è sulle tematiche della ricerca scientifica che covano le maggiori preoccupazioni per un distacco hard. Stando ai dati forniti dalla Russell Group (per intenderci quel gruppo di Università inglesi che annovera tra le altre le famosissime Oxford e Cambridge), si è registrato un calo di iscrizione di studenti europei riguardo i corsi di ricerca post-laurea.

P.S. quel brodo di ceci mi sa di Trinacria…
 
#4
Se dovesse finire tutto in brodo di ceci, vorrà dire che la scienza inglese non perderà quel miliardo di fondi UE (dall’Erasmus ai network fino ai consorzi di ricerca internazionali) stabilito da precedenti accordi. Infatti è sulle tematiche della ricerca scientifica che covano le maggiori preoccupazioni per un distacco hard. Stando ai dati forniti dalla Russell Group (per intenderci quel gruppo di Università inglesi che annovera tra le altre le famosissime Oxford e Cambridge), si è registrato un calo di iscrizione di studenti europei riguardo i corsi di ricerca post-laurea.

P.S. quel brodo di ceci mi sa di Trinacria…
Questo aspetto legato alla scienza e alla ricerca onestamente lo ignoravo. Possibile che sono così fessi gli inglesi? O il virus dei leoni da tastiera e dei capipopolo sta infestando tutto il mondo? In questo caso alzo le mani: se una notizia sta su Fake-book è vangelo :-(
 
#5
Parole sante di Johnson all'avversario Corbyn a poche ore dal risultato elettorale

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"Non puoi porre fine all'incertezza sulla Brexit se non sai qual è l'accordo che vuoi fare"
 
#6
e aggiungo:
con una vittoria di Bo-Jo si andrebbe a formare un governo di maggioranza che con molta probabilità porterà a casa l’accordo stipulato con l’Ue; al contrario, un successo di Corbyn, partirebbe con un esecutivo di minoranza (anatra zoppa) con il quale a fatica si potrà svolgere un ulteriore referendum sulla Brexit.
 

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