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Possibili costi aggiuntivi per il settore turismo & hospitality dopo la fine dell'emergenza Covid-19

#1
Come cambieranno le abitudini dei viaggiatori? Ma soprattutto cosa cambierà nelle strutture ricettive e alberghiere?

Comincio a chiedermelo. Non sono convinto pienamente del “nulla sarà più come prima”, ma sicuramente almeno all’inizio qualcosa cambierà. Inevitabilmente.

Come saranno regolati gli accessi nei luoghi d’arte o al mare? (Parlo dell’Italia, perché almeno per questo non credo che ci saranno tanti viaggi all’estero, né i turisti verranno in Italia, purtroppo).

E negli hotel, B&B, case vacanza, quali accorgimenti saranno adottati? Probabilmente le sanificazioni delle camere e degli spazi comuni saranno a cadenza quotidiana.

E con le colazioni, solo per fare un esempio, come ci si regola? Come andranno distanziate le persone? Spesso gli spazi sono stretti e il contatto è inevitabile, specie al buffet.

Già ce lo vedo il cameriere che distribuisce i bigliettini come quando si fa la fila al supermercato…

L’impressione è che i costi siano destinati ad aumentare. Anche il carico di lavoro per i dipendenti, temo: francamente i gestori in questo momento pensano più alla cassa integrazione che alle assunzioni.

Vanno capiti: gli operatori del settore hanno subito un vero e proprio colpo al cuore. Qui non si parla più di cali di presenze, ma di azzeramento delle stesse.

Anche nelle altre attività del comparto turistico sono previsti costi in aumento. Garantire sicurezza dal punto di vista igienico-sanitario diventa una priorità.

Più costi per un settore già in ginocchio (e con viaggiatori che dovranno fare i conti con risorse più esigue): come se ne esce? O, meglio: se ne esce?
 
#2
Io penso che la prossima stagione partirà in ritardo ma sarà tutto come sempre, non sarà presa alcuna misura restrittiva. Penso anche che senza la fetta - la più grossa- del mercato estero si tornerà indietro di decenni, ma chissà che non sia un'opportunità per ricominciare tutto da zero, magari migliorando quelle tante sfaccettature che nel corso del tempo di ci hanno reso, per certi versi, un paese non particolarmente ospitale.
 
#3
Io penso che la prossima stagione partirà in ritardo ma sarà tutto come sempre, non sarà presa alcuna misura restrittiva. Penso anche che senza la fetta - la più grossa- del mercato estero si tornerà indietro di decenni, ma chissà che non sia un'opportunità per ricominciare tutto da zero, magari migliorando quelle tante sfaccettature che nel corso del tempo di ci hanno reso, per certi versi, un paese non particolarmente ospitale.
tu dici che la stagione partirà in ritardo? non c'è il rischio che non parta proprio secondo te? oggi leggevo che gli esperti dicono che la fase 2 dovrebbe partire non prima del 31 maggio. Boh, speriamo bene... qua la gente in casa comincia a sclerare. Esco a fare due passi... sul balcone
 
#4
Sì secondo me ripartirà, non sarà la più brillante di sempre, ma la gente avrà voglia di spostarsi, pur con meno soldi. Magari sceglierà vacanze più corte, magari farà molti meno chilometri, magari prenoterà due 2 giorni prima. Ma l'hai detto tu stesso, la gente in casa comincia a sclerare, quandi la voglia di uscire, finita la fase acuta, sarà super amplificata.
 
#5
turismo di montagna oppure
turismo lacustre
turismo, sapete, di quelli stile inglese con cappelliere e tavoli tondi in ferro sui quali abbonderanno bibite dissetanti e dolcetti light
turismo di benessere ma non di affollamento

qualcosa di fugace, quasi etereo, tutto cromato di incantevole azzurro araldico...
 
#6
Sì, qualcosa lontano dalle masse, ma soprattutto qualcosa che possa rigenerare corpo e mente dopo questo momento di grande stress a cui siamo sottoposti. Secondo me le Spa avranno molto da fare tra qualche mese
 
#8
Potrebbe giovarne la cosiddetta Italia Minore. I piccoli borghi potrebbero diventare un po' meno spopolati. Nel turismo british ipotizzato da @Lo Psillo vorrei aggiungere una variante. Al posto delle bibite ci vedo bene una birra l'estate e vino rosso il resto dell'anno. In inverno aggiungerei una grappa. Prosit e Buona Pasqua, se possibile
 
#10
anche Cerasuolo d'Abruzzo, che ne direbbe @liside?
Il Cerasuolo d'Abruzzo, citato a proposito da lo Psillo (e da chi altri se no, trattandosi di vino della sua terra) ha la sua caratteristica principe, comune solo al Lambrusco di Sorbara, di conservare il tono rosato senza sbucciare l'acino.
Le uve usate fondamentalmente non differiscono di molto dal Montepulciano d'Abruzzo, da cui si dissocia mi sembra a partire dal 2010. E' nobilitato dalla Denominazione d'Origine Controllata.
Regna autorevolmente, ed esclusivamente, tra L'Aquila, Teramo, Chieti e Pescara.
Si sposa con piatti poco pesanti (ottimo con il brodetto) e può essere sorseggiato anche come aperitivo purchè bevuto con rispetto e a piccoli sorsi.
 
#11
Il Cerasuolo d'Abruzzo, citato a proposito da lo Psillo (e da chi altri se no, trattandosi di vino della sua terra) ha la sua caratteristica principe, comune solo al Lambrusco di Sorbara, di conservare il tono rosato senza sbucciare l'acino.
Le uve usate fondamentalmente non differiscono di molto dal Montepulciano d'Abruzzo, da cui si dissocia mi sembra a partire dal 2010. E' nobilitato dalla Denominazione d'Origine Controllata.
Regna autorevolmente, ed esclusivamente, tra L'Aquila, Teramo, Chieti e Pescara.
Si sposa con piatti poco pesanti (ottimo con il brodetto) e può essere sorseggiato anche come aperitivo purchè bevuto con rispetto e a piccoli sorsi.
ottimo anche con lo zampone di Capodanno ARCURDETEVELO (ricordatevelo) - bisdrucciola
 
#12
Purtroppo i vini così versatili, non so spiegarmi il perchè, non vengono apprezzati per il loro giusto valore.
Sorseggiare un cerasuolo, verso le undici di mattina, accompagnato da due fettine di soppressata meridionale (quella magra) tagliata sottilissima, seduti al tavolo davanti al bar...
 
#16
Non per stuzzicare, ma questa è la tavola tipica del mio paese.
Vi prego notare, Maria Antonietta compresa, partendo da sinistra, l'uva con due fette di pane tagliate da panetta da 4 kg. (si mantiene fresco e fragrante per minimo 15 giorni fuori dal frigo. Nessun conservante.) pomodori nostrani e caciocavallo, cui tiene botta dalle retrovie la "ventresca" a fette.
Continuando la visita verso destra, si spiegano il capocollo a fette e la nostra salsiccia, ottenuta con striscioline di carne tagliate dal prosciutto e a dadini, 3 parti di carne e 1 di lardo. Manca la soppressata.
Duroni pugliesi.
Infine fanno da sfondo il nostro prosciutto e il nostro vino.
Per carità di Dio taccio di altre leccornie.
 

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