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Miscellanea

Fiumi dove fare il bagno in Toscana
Cinque fiumi dove fare il bagno in Toscana
Stanchi del solito mare? Ai lidi sabbiosi preferite la natura verde e incontaminata? Ecco 5 fiumi balneabili della Toscana dove mettersi a mollo


Pozzo della Madonna - Cascate di Malbacco
In Alta Versilia, sotto il Monte Altissimo, sgorgano dalle Alpi Apuane le acque che generano il torrente Serra. E' qui che nascono le splendide cascate del Malbacco ed il celebre Pozzo della Madonna.

La forza erosiva dell’acqua del torrente ha scavato nella roccia una sorta di scivolo naturale alto una decina di metri, da cui è possibile tuffarsi o scivolare nella piscina sottostante.

Pozze della Desiata - Seravezza
Sempre a due passi dalla Versilia, si incontrano le splendide acque verdi della Desiata. Pozze gelide e bellissime, ideali per una piccola vacanza fluviale: in particolare troverete una splendida cascata immersa nel verde, presa d’assalto durante i mesi estivi per bagni rinfrescanti e tuffi da altezze mozzafiato.

Stretti di Giaredo - Pontremoli
Piccoli canyon della Lunigiana: sono i celebri stretti di Giaredo (nella foto in evidenza, tratta dal sito ufficiale), situati nei pressi di Pontremoli (Massa e Carrara). L'acqua cristallina scorre in mezzo a due pareti rocciose che superano i 50 metri d'altezza, scavati dal corso del torrente Gordana.


Da percorrere con la massima cautela e non facilissimi da raggiungere, si consiglia di visitarli con una escursione guidata. Gli stretti offrono un panorama incredibilmente suggestivo, fatto di piccole cascate e una serie di piscine naturali: l'acqua è molto fredda e, oltre a sapere nuotare, è consigliabile indossare la muta.


Bocca di Lupo - Fiume Corsalone
Nella località di Bocca di Lupo, nel comune di Chiusi della Verna, si trova un suggestivo angolo casentinese fatto di acque trasparenti e natura incontaminata.

Sul posto troverete delle piccole pozze scavate nella roccia, una serie di piscinette naturali dove rinfrescarsi dal solleone estivo.

Masso delle Fanciulle - Fiume Cecina
Uno spettacolare corso d'acqua della splendida Riserva del Berignone, tra Volterra e Pomarance. Un vero angolo di Paradiso, che deve il suo nome ad un'antica leggenda: si racconta che tre fanciulle, per fuggire dalle grinfie di un lupo mannaro (secondo alcune versioni, un signorotto locale che voleva far loro violenza), finirono annegate nel fiume.

Poco lontano si trova l'altrettanto celebre masso degli specchi, così ribattezzato per via degli incredibili giochi di luce che il sole genera riflettendo sulle acque.

http://www.firenzetoday.it/green/mobilita/fiumi-dove-fare-bagno-toscana.html/pag/2
 
Coronavirus, pronto il primo vaccino: è cinese e verrà dato ai militari
L'azienda biotech CanSino ha lavorato fin da subito con l'esercito. Ha iniziato sulle forze armate le somministrazioni, che dureranno un anno. I risultati delle sperimentazioni erano state pubblicate su Lancet. Il prodotto è sicuro ed efficace, anche se non ancora al 100%

di ELENA DUSI

29 giugno 2020



Il primo a ottenere il vaccino è l’esercito cinese. Mentre nei paesi occidentali si discute su come distribuire in maniera equa l’antidoto contro il coronavirus, Pechino dimostra di avere le idee chiare. A ricevere da subito le iniezioni sono oggi i soldati. L’azienda biotech CanSino ha ricevuto luce verde dalla Commissione Militare Centrale per la prima somministrazione su larga scala a partire dal 25 giugno. Durerà un anno e per il momento sarà riservata agli uomini in divisa, anche se il loro numero non è stato rivelato per “ragioni di privacy commerciale”. Il vaccino ha concluso in tutta fretta le fasi uno e due delle sperimentazioni. I risultati pubblicati su The Lancet parlano di un prodotto sicuro e capace di attivare il sistema immunitario, almeno in modo parziale.

Dei quindici candidati vaccini in sperimentazione al mondo, otto sono cinesi. La CanSino ha fin da subito collaborato con l’Accademia Militare delle Scienze e ha avviato una sperimentazione sull’uomo anche in Canada. “Gli scienziati militari hanno ricevuto l’ordine di vincere la guerra globale per mettere a punto il vaccino” titolava il 19 marzo il South China Morning Post. La generalessa Chen Wei, che è anche epidemiologa, se lo è iniettata da sola prima ancora che i test sugli animali rassicurassero sulla mancanza di effetti collaterali.
Il vaccino di CanSino usa il metodo del cosiddetto “vettore virale”. Contiene cioè un virus benigno (un adenovirus come quello del raffreddore), capace di diffondersi nell’organismo senza farlo ammalare. Nel genoma di questo virus vettore i ricercatori hanno aggiunto un frammento di Dna artificiale. Vi sono scritte le istruzioni che permetteranno alle nostre cellule di fabbricare la cosiddetta proteina spike. La spike è la punta della corona del coronavirus: quella parte che viene riconosciuta dal nostro sistema immunitario ed è in grado di suscitare una reazione delle nostre difese.

In tempi normali, dopo la fase uno e due delle sperimentazioni dovrebbe seguire la fase tre: un’ulteriore prova condotta su migliaia di persone che permette di affinare i dosaggi, di valutare meglio gli effetti e di essere ancora più certi dell’assenza degli effetti collaterali. Molte aziende, di fronte alla pandemia, stanno saltando la fase tre, o la accorpano alla due. La decisione di usare il vaccino di CanSino su una coorte di migliaia di persone generalmente sane, come appunto i militari, può essere vista dal punto di vista medico come un’alternativa alla fase tre. Ma dal punto di vista geopolitico, il messaggio è ribaltato: i cinesi sono i primi nella gara, e la loro priorità non sono le fasce deboli della popolazione. Al contrario, sono le più forti.

repubblica.it
 
10 giorni in villa in Toscana per 10 amici: il concorso Decameron

Dieci amici per dieci giorni in una villa immersa nella campagna toscana: Airbnb lancia un concorso inedito ispirato al celebre Decameron di Boccaccio

Dieci amici per dieci giorni in una villa nella campagna toscana. Nell’estate del distanziamento sociale imposto dall’emergenza Coronavirus, Airbnb lancia un concorso ispirato al celebre Decameron di Boccaccio.

Un gruppo di dieci amici avrà la possibilità di trascorrere una vacanza lontano dalla città, a contatto con la natura, nell’antica dimora “La Selva Giardino del Belvedere”, situata a Cavriglia, in provincia di Arezzo. Un’occasione per rivedersi e recuperare i mesi di lontananza forzata del lockdown.

Costruita nel Settecento al centro di un parco privato di 18 ettari, con ulivi e boschi di querce secolari, la villa scelta per il progetto del noto portale dispone di sette camere e sei bagni, per offrire ad ognuno il proprio spazio, una piscina con acqua salata, un anfiteatro romano e un forno a legna all’aperto.

Se i dieci protagonisti del capolavoro di Boccaccio, rifugiatisi nella campagna fuori Firenze per sfuggire alla peste nera, trascorrevano il tempo raccontando a turno delle novelle, gli ospiti del Decameron di Airbnb ai tempi del Covid avranno la possibilità di scegliere e provare durante il loro soggiorno dieci esperienze online.

Si va dalla lezione virtuale di yoga con un’atleta olimpica degli Stati Uniti ai corsi di cucina per scoprire nuove ricette dal mondo, come una tipica colazione turca o una cena indiana, fino a spettacoli ed esibizioni in live streaming, tra cui un concerto privato in diretta dall’Islanda.

Ciascuna esperienza darà agli ospiti la possibilità di entrare in contatto con culture diverse, senza bisogno di lasciare la villa, proprio come è accaduto con i tour virtuali nati durante la quarantena.

Per candidarsi all’inedito progetto di Airbnb, basta inviare entro il 15 luglio un breve racconto di 300 parole sulla storia di amicizia che lega il gruppo e spiegare cosa significherebbe per loro vivere un Decameron nel 2020.

Una giuria valuterà le storie inviate sulla base di criteri quali stile letterario, originalità e valori del racconto. Il vincitore si aggiudicherà il pernottamento esclusivo nella villa immersa nella campagna toscana insieme ai propri amici, con i quali potrà condividere le originali esperienze online. Il soggiorno gratuito messo in palio da Airbnb va dal 22 al 31 agosto 2020.

La Toscana, con i suoi castelli e paesaggi da sogno, è da sempre una delle mete più ambite dai visitatori di tutto il mondo.

Tra questi, c’è anche Mick Jagger che ha dichiarato di volersi trasferire in Italia insieme alla sua famiglia. Il desiderio del frontman dei Rolling Stones è quello di trovare una villa isolata vicino Firenze.

initalia.it
 
Truffa casa vacanze: che fare e come tutelarsi

Truffa casa vacanze: ecco alcune precauzioni per evitare fregature.

Le case vacanze in affitto si caratterizzano per dar vita ad un settore in sicuro fermento, a causa delle molteplici opportunità che si aprono agli occhi di chi ambisce ad una vacanza da sogno, contenendo i costi. Qualcuno parla anche di multiproprietà, anche se il questo caso il concetto è leggermente differente. Il rischio è però dietro l’angolo: truffe e inganni sono quasi all’ordine del giorno e devi stare molto attento nel momento in cui scegli da chi prendere in affitto la tua casa vacanza. Internet rappresenta un mondo pieno di opportunità e le truffe in rete sono più semplici da architettare, motivo per il quale è più facile cadere nella trappola.

La truffa appartamento casa vacanze: se la conosci la eviti
Prima di addentrarci nella tematica, è opportuno capire il tipo di raggiro. Sono diversi quelli più conosciuti e diffusi.

Il primo è un grande classico: la casa che tu affitti non esiste. Un rendering messo su un annuncio elaborato in forma accattivante, un acconto richiesto per “bloccare” la prenotazione e quando arrivi a destinazione non trovi nè la casa, nè chi te l’ha virtualmente affittata (che ha incassato il tuo denaro).
Di altro tipo è il gioco al rialzo: prenoti la tua casa per un determinato periodo dell’anno, ma ti viene detto che non c’è disponibilità e ti viene proposta una soluzione alternativa (che in realtà potrebbe essere sempre la stessa, ma tu non lo puoi sapere), ad un prezzo molto più alto.

Un ultimo metodo di raggiro molto diffuso fa leva sulla foto: oggi con programmi di elaborazione grafica è possibile rendere magnifica un’abitazione degna di un pollaio. Quello che tu vedi nell’annuncio è in realtà un’immagine ingannevole della realtà. Pensi di aver affittato una casa vicino al mare, con tutti i comfort del caso, mentre invece ha affittato un bilocale poco più che accettabile. Un testo steso in modo furbo, completa poi l’annuncio.

Come evitare truffe casa vacanze
Evitare le truffe case vacanze è possibile, ma devi prestare più attenzione agli annunci e ai metodi di pagamento richiesti. A volte chiedere qualche informazione in più può significare risparmiare denaro ed evitare di cadere nella trappola del raggiro.

Innanzitutto accertati che il proponente abbia un indirizzo di posta elettronica “serio”. Diffida da nickname particolari dietro i quali non sai chi potrebbe celarsi. Meglio preferire quelli con un nome e un cognome.

In secondo luogo leggi bene gli annunci e sforzati di dare una tua interpretazione a ciò che vedi scritto. Non avere timore a porre domande all’interlocutore. E’ un buon metodo per valutare le risposte e capire se queste restano nel vago oppure sanno essere esaustive. Leggi attentamente le condizioni che ti vengono proposte, al fine di comprendere cosa è compreso e cosa no. Il rischio è quello di un prezzo civetta in grado di attirare l’attenzione, che poi lievita sensibilmente con gli extra (pulizie, servizi in loco, penali, ecc.).

Per evitare le truffe quando si affitta una casa per le vacanze in genere è sufficiente adottare alcune precauzioni e accorgimenti. Innanzitutto è bene fare affidamento alle agenzie immobiliari rispetto ai siti online, soprattutto quelli che non hanno una reputazione consolidata e operano nel settore da molto tempo. Proprio per questo motivo bisogna verificare le recensioni degli utenti e se in passato si sono verificate truffe online (almeno documentate da qualche utente proprio per il tramite di un commento o di una recensione).

Cogliere la truffa è più semplice di quel che sembra. Dopo aver letto tutto con la massima attenzione, prova a fare qualche verifica. Segui questi nostri consigli per evitare che si perpetui una truffa casa vacanze:

  • optare per contratti di affitto che prevedano l’invio di una caparra e del saldo all’arrivo. Inoltre il versamento della somma non deve avvenire tramite carta prepagata;
  • verificare che le prime due righe dell’inserzione e la foto della casa vacanze non compaiano in un altro sito sotto il nome di un differente inserzionista. In questo caso uno degli annunci è falso o almeno è molto probabile che lo sia;
  • chiedere all’inserzionista di inviare tutti i suoi dati (nome e cognome, indirizzo, casella di posta elettronica, numero di telefono), così da poterli controllare;
  • dare un’occhiata a Google Street View: tramite Google Maps hai la possibilità di andare sul posto virtualmente e vedere la casa in questione. Leggi con attenzione l’indirizzo e fattelo confermare da chi ti propone l’immobile in affitto;
  • guarda le Recensioni: cerca le recensioni sul luogo di vacanza ed eventualmente sul sito da cui stai trattando l’affare. Esistono portali che misurano l’attendibilità dei siti internet;
  • verificare il metodo di Pagamento richiesto. Diffida da chi ti richiede un pagamento di denaro tramite le agenzie di trasferimento. Scegli una forma tracciabile come bonifico o paypal. Nel primo caso, verifica la banca di appoggio che ti compare una volta che inserisci il codice Iban;
  • Osservare con attenzione le fotografie della casa. Prova a vedere se sono scaricabili premendo il tasto destro del mouse. Nel caso, leggi i dettagli o le proprietà delle foto. Se l’immagine è scattata realmente dovresti trovare nei dettagli e nelle informazioni i dati relativi alla risoluzione, alla fotocamera con cui è stata acquisita l’immagine, alla data di scatto. Se non trovi nulla di ciò è possibile che la foto sia stata presa da internet;
  • Attenzione al Prezzo: un prezzo troppo basso potrebbe insospettire, così come anche uno troppo alto. Prima di scegliere la casa, prova a fare una ricerca su internet del valore medio di affitto delle case vacanze nella stessa località e confrontalo con quello proposto.
Nello specifico, inoltre, è bene verificare l’indirizzo IP dell’e-mail usata dall’inserzionista e il numero telefonico. In quest’ultimo caso, per la verifica dell’utenza è sufficiente fare riferimento a siti collaborativi, ad esempio Tellows oppure ChiChiama, per risalire dal numero di cellulare al nome.

Se invece si vuole controllare l’indirizzo di posta elettronica del presunto locatore, le strategie possono cambiare a seconda del tipo di browser che si sta utilizzando:

  • in Outlook Express bisogna aprire il menù File e selezionate la voce Proprietà. A questo punto si apre una nuova finestra dalla quale si preme il pulsante Messaggio originale;
  • in Gmail, si clicca all’interno del riquadro del messaggio il pulsante con la freccia collocato in alto a destra. Quindi si apre un menù a tendina dal quale selezionare l’opzione Mostra originale;
  • in Mozilla Tunderbird, si apre il menù Visualizza e quindi si seleziona la voce Sorgente del messaggio.
A questo punto, effettuate queste operazioni, apparirà sullo schermo l’indirizzo IP della e-mail e lo si dovrà incollare sul sito www.whereisip.net. In questo modo diventa possibile confrontare la località dell’IP con quella che l’inserzionista ha indicato ed annusare se vi sono possibilità di truffe o raggiri.

Infine è necessario tenere a mente che l’invio di un contratto non mette completamente al riparo dalle truffe perché può essere redatto per supportare l’inganno.

Nel caso in cui si decida di optare per un servizio online è fondamentale conservare tutta la documentazione e la corrispondenza digitale. Inoltre è preferibile salvare le pagine di interesse. In questo modo si hanno le prove dell’intera operazione, fatto di primaria importanza nell’eventualità di una truffa. Anche per questo motivo si consiglia di specificare il numero dell’annuncio, il periodo del soggiorno e il proprio nome e cognome nella causale di pagamento del bonifico bancario oppure postale utilizzato per la caparra. Si tratta di una soluzione utile per avere un versamento tracciabile con tutti i dati necessari per identificare la transazione.

Cosa fare in caso di truffa casa vacanze
La truffa casa vacanze può avvenire in due circostanze, cioè quando l’abitazione promessa in realtà non esiste affatto oppure quando la stessa, pur esistendo, non risponde alla descrizione allegata all’annuncio. Nel primo caso, ossia quando la casa promessa non esiste e si è quindi verificata una vera e propria truffa, la soluzione migliore consiste nel denunciare il fatto il più presto possibile alla polizia postale, la sezione delle forze dell’ordine che si occupa di crimini informatici.

È possibile anche effettuare una denuncia preliminare sul sito ufficiale della polizia postale e quindi completarla entro 48 ore di persona presso la sede locale prescelta durante la fase online. In questo caso risulta essere fondamentale annotarsi il numero di protocollo assegnato alla denuncia preliminare digitale e presentarlo allo sportello perché gli agenti possano reperire i dati relativi. In alternativa, la denuncia può essere presentata presso un commissariato di polizia giudiziaria oppure presso i Carabinieri. Saranno questi uffici a inoltrare la denuncia alla polizia postale, cioè l’organo preposto a queste operazioni.

Quando invece l’abitazione promessa non corrisponde alla casa realmente affittata, pur non configurandosi alcuna truffa (e quindi alcun reato), sarà sufficiente rivolgersi ad un professionista che tutelerà i tuoi interessi ed agirà per ottenere il risarcimento dei danni subito.

Tanto detto, sappi che nel caso avessi bisogno di supporto nella gestione della tua pratica, non esitare a contattare SosViaggiatore, che ti fornirà tutto l’assistenza Gratuita di cui hai bisogno

Le truffe casa vacanze: le fasi successive
Quando si effettua la denuncia presso la polizia postale oppure i Carabinieri è possibile richiedere il contestuale sequestro del sito oppure della pagina oppure del sito dove ha avuto luogo la truffa. Si tratta di un accorgimento necessario per fare in modo che la truffa online non si diffonda e non faccia altre vittime.

Sono le indagini della polizia postale a permettere l’individuazione del truffatore e al suo arresto. Successivamente, all’esito delle indagini ed identificato il truffatore, avrà luogo il processo penale che può portare alla condanna del responsabile. Questa può riguardare sia la pena del carcere che sanzioni per il risarcimento degli individui vittima della truffa. Comunque si ricorda che è necessario farsi seguire da un professionista nel corso dei procedimenti giurisdizionali.

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Richiedere il risarcimento da truffa casa vacanze
Per richiedere un risarcimento è necessario effettuare una comunicazione ufficiale alla persona che si ritiene abbia causato un danno economico vendendo un servizio inesistente (in questo caso il soggiorno nella casa vacanza) oppure non corrispondente alla descrizione fatta (più propriamente, si tratta di un caso di vacanza rovinata). Perché la richiesta abbia valore legale non bisogna limitarsi a semplici e-mail e telefonate, ma occorre eseguire l’invio tramite PEC (posta elettronica certificata) oppure con una raccomandata con ricevuta di ritorno. In aggiunta a queste soluzioni è possibile anche inviare un fax all’inserzionista.

Al tempo stesso è opportuno inoltrare la cosiddetta messa in mora, cioè intimare alla controparte il rimborso della somma versata proprio perché non ha rispettato il contratto. Le modalità di questa procedura si svolgono secondo quanto previsto dall’articolo 1219 del Codice Civile. Deve essere inviata in forma scritta via PEC oppure con raccomandata con avviso di ricevimento e descrivere in maniera sintetica:

  • le discrepanze tra la realtà e gli obblighi contrattuali;
  • la richiesta a cui si chiede adempiere;
  • il termine entro cui procedere al versamento;
  • la minaccia di adire a vie legali in caso di mancato rimborso.
https://sosviaggiatore.it/truffa-casa-vacanze/
 
Coronavirus, "ondata da voli internazionali": l'ipotesi di Vella
L'infettivologo Stefano Vella, con la ripartenza dei voli internazionali, ha lanciato un avvertimento sul rischio di seconda ondata
La seconda ondata di coronavirus potrebbe avere origine dalla ripartenza dei voli internazionali: ne è convinto l’infettivologo Stefano Vella, secondo il quale al virus “non serve di certo la carta di imbarco”. L’ipotesi del docente di Salute Globale alla Cattolica è che l’infezione possa arrivare “con qualche passeggero asintomatico“. È esclusa, tuttavia, “una seconda ondata catastrofica”.

In un’intervista al Corriere della Sera, Vella ha parlato così del coronavirus: “Dobbiamo comportarci come se lo aspettassimo al varco. Non facciamoci fregare una seconda volta – ha sottolineato -. Pensavamo che non sarebbe uscito da Wuhan invece un giorno è entrato senza bussare”.

Sulle temperature estive, inoltre, Vella ha messo in guardia: “Non illudiamoci che il caldo gli faccia poi tanto male. In alcuni Stati americani, ora colpiti, ci sono 42 gradi. Senza lockdown adesso saremmo come negli Usa”.

Dopo i casi di Fiumicino originati da cittadini rientrati dal Bangladesh, i casi di importazione preoccupano l’infettivologo: “È un’epidemia globale, non pensiamo in chiave locale – ha avvertito -. Il virus ci mette un attimo a ripresentarsi ora che si riaprono voli internazionali”.

Per quanto riguarda l’Italia, l’emergenza Covid-19 “non è finita“: “Da noi il virus sembra meno pericoloso soltanto perché circola poco, meno persone si infettano e quindi diminuiscono i malati che sviluppano sintomi gravi. Non è vero però che abbia perduto aggressività, togliamoci dalla testa per favore che sia diventato più clemente”.

virgilio.it
 
Premier olandese: "L'Italia impari a farcela da sola". Conte: è quello che faremo
Premier olandese: "L'Italia impari a farcela da sola". Conte: è quello che faremo
Botta e risposta tra Rutte e il presidente del Consiglio. Per il leader dei Paesi bassi sì alla solidarietà al Belpaese, ma solo con prestiti e non con contributi a fondo perduto: "La prossima volta, però, deve essere in grado di rispondere alla crisi" con i propri mezzi

Dario Prestigiacomo / Agenzie
02 luglio 2020 16:36

Premier olandese: "L'Italia impari a farcela da sola". Conte: è quello che faremo

Solidarietà sì, ma a patto che siano solo prestiti e non contributi a fondo perduto. E la prossima volta che l'Italia si troverà ad affrontare una crisi grave come quella della pandemia Covid-19, dovrà essere in grado di rispondere "da sola". Il premier olandese Mark Rutte torna a parlare del nostro Paese e del Recovery fund, il piano Ue contro la crisi del coronavirus. E lo fa rialzando il livello di scontro e tenendo la barra dritta sui diktat intorno a cui si sono coalizzati, oltre ai Paesi bassi, anche Austria, Svezia e Danimarca, contrari a qualsiasi concessione verso gli Stati membri più colpiti dalla pandemia, Italia, Spagna e Francia in primis.

Lo schiaffo di Rutte
In una intervista al magazine "7" del Corriere della Sera, Rutte premette che "l'Olanda capisce e appoggia l'appello alla solidarietà", per poi specificare: "Dobbiamo solidarietà ai Paesi più colpiti dalla pandemia, sapendo però che anche noi siamo stati colpiti gravemente. Ciò significa che gli Stati i quali necessitano e meritano aiuto devono anche far sì che in futuro siano capaci di affrontare da soli crisi del genere in modo resiliente". Rutte ha poi espresso apprezzamento per gli sforzi del presidente del Consiglio Giuseppe Conte volti a "varare un pacchetto di riforme mirate ad aumentare la produttività e la competitività dell'Italia, incluse misure impopolari". Ciononostante, "è cruciale che la prossima volta l'Italia sia in grado di rispondere a una crisi da sola".

Per quanto riguarda la forma nella quale i fondi dovrebbero giungere all'Italia, Rutte insiste che si deve trattare di prestiti e non contributi. "Un sistema di prestiti - sostiene il capo del governo olandese - è molto più logio. Anche quelli sono aiuti. E dalle analisi della Commissione, sappiamo che la sostenibilità del debito di Italia e Spagna non sarà diminuita da nuovi prestiti".

Le parole di Rutte hanno suscitato le proteste di una buona parte dei partiti italiani. "L'Italia ce la farà da sola, per questo dobbiamo trovare tutto il nostro coraggio e la nostra forza", si è limitato a rispondere Conte. "Abbiamo grandissime potenzialità - ha aggiunto - solo che dobbiamo mettere il Paese in condizione di recuperare un deficit strutturale che ci ha fatto negli ultimi anni muovere al di sotto della media europea per quanto riguarda Pil, produttività. Ecco perché la semplificazione è la madre di tutte le riforme".


Bruxelles spinge per una rapida impresa
Le parole di Rutte confermano che il negoziato tra i leader Ue sul Recovery fund è ancora in alto mare. Per l'Italia oltre all'entità dei contributi (a fondo perduto, si intende) è importante anche la rapidità con cui il nuovo fondo sarà operativo. Un aiuto in tal senso sembra arrivare dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che ha invitato i Paesi membri a un pre-summit in vista di quello già in programma a metà luglio: "Raggiungere rapidamente un accordo è cruciale ", ha dichiarato von der Leyen. Da qui l'invito a una riunione il prossimo 8 luglio, giorno in cui la cancelliera Angela Merkel, in quanto presidente di turno del Consiglio dell'Ue, sarà a Bruxelles per parlare dinanzi ai deputati del Parlamento europeo.

http://europa.today.it/attualita/ru...404.748073974.1593686861-544217269.1581975369
 
Lo chef diventato un senzatetto: bloccato in Italia per il coronavirus, ha finito i soldi e perso il lavoro
"Ho sempre lavorato, non avrei mai pensato di ritrovarmi in questa situazione". Fino a quattro mesi fa Gregorio Perfetti, 44 anni, romano, lavorava come cuoco in Germania e aveva una casa. Oggi ha perso il suo impiego e vive in macchina, dopo che è rimasto bloccato in Italia per colpa del coronavirus. "Non pensavo che sarebbe durata così tanto. Alla fine non ce l'ho più fatta con i soldi". Gran parte dei risparmi sono finiti per l'affitto di una stanza. Il resto l'ha speso per non far mancare nulla alla figlia, che vive a Parigi insieme alla sua ex moglie. Così ogni giorno si mette seduto davanti alla sua macchina, a Roma o nel parcheggio di un'area commerciale ad Ariccia. Sguardo fisso a terra, non chiede mai nulla, attende che qualcuno si avvicini anche solo per scambiare due chiacchiere "perché la solitudine è brutta". "Ho provato a cercare lavoro e anche a chiedere aiuto a una parrocchia di Roma – racconta – Ma niente. Mi è stato detto che i fondi erano solo per la gente del quartiere. Da quel momento mi sono chiuso, per me è già una vergogna ritrovarmi così". Ora è in cerca di un lavoro, non necessariamente nel campo della ristorazione ed è partita una raccolta fondi organizzata da privati per aiutarlo.

di Valentina Ruggiu

https://video.repubblica.it/cronaca...63911?ref=RHPPTP-BS-I257387636-C12-P3-S2.3-T1
 
Fase 3. tornano i turisti a Roma: «Tassa di soggiorno, fa tutto Airbnb»
di webdesigner

4 Luglio 2020

I flussi da Germania, Francia e Gran Bretagna. Le prenotazioni da parte di italiani sono aumentate del 29%. La sindaca Virginia Raggi: portiamo alla luce il sommerso
A sorpresa qualche turista comincia a tornare a Roma. Anche se i numeri sono ancora lontanissimi da quelli degli anni scorsi, «vi è stato un piccolo recupero, dal meno 91 al meno 64%. I flussi principali arrivano da Germania, Francia, Gran Bretagna. E le prenotazioni da parte di italiani sono aumentate del 29%»: a dare la notizia il Country manager di Airbnb Italia, Giacomo Trovato, ieri mattina in Campidoglio, dove è stato presentato l’accordo tra il Comune di Roma e il portale degli affitti brevi per il pagamento della tassa di soggiorno: dal 1 luglio la piattaforma insieme alla prenotazioni ha, infatti, iniziato a riscuotere il contributo di soggiorno dagli utenti, 3,5 euro a persona a notte, per versarlo direttamente nelle casse della Capitale. «Questo permette di riportare a Roma il dovuto che prima, per “disallineamenti”, era difficile riscuotere – ha spiegato la sindaca, Virginia Raggi -. In altri termini, si porta alla luce il sommerso, che qui ha volumi milionari. Quindi la convenzione per il versamento della tassa di soggiorno siglata con Airbnb è uno step importantissimo per garantire una parità di condizioni a tutti gli operatori del turismo. Si tratta di uno strumento che va nella direzione della legalità, della sicurezza e della lotta all’abusivismo.
Ma significa soprattutto maggiori risorse e introiti da reinvestire per la città». Con lei, l’assessore al Turismo, Carlo Cafarotti, che ha fatto notare come «nella Capitale si contano, in generale su tutte le piattaforme, 13 milioni di presenze l’anno “in nero” che si traducono in ben 20 milioni mancanti dai nostri bilanci. Nel 2019, se l’accordo ci fosse già stato, il gettito sarebbe stato di 25 milioni, tutti in chiaro». Solo l’anno scorso, infatti, erano arrivate con Airbnb 2 milioni di persone che avevano speso un miliardo nella nostra città. E non solo un nuovo accordo. Per riportare i turisti a Roma si punta su un piano di comunicazione, la creazione di un «Destination manager organization», che strutturi le strategie di promozione e commercializzazione di Roma come meta turistica, e soprattutto su un bollino «Covid-free» per le strutture ricettive che rispettano le norme anti contagio. «È fondamentale, soprattutto in questo periodo, che il mercato dell’offerta turistica sia sicuro e trasparente, sia per la tutela dell’incolumità pubblica che per la concorrenza leale fra operatori», ha aggiunto Cafarotti.
È inoltre attivo il nuovo «Servizio di assistenza di quartiere» di Airbnb, uno strumento per consentire ai residenti di segnalare eventuali problemi di vicinato, come ad esempio l’eccessiva rumorosità degli ospiti in una casa. Le segnalazioni possono essere inviate a www.airbnb.it/vicini. «Noi vogliamo proporre esperienze – ha concluso Giacomo Trovato – . Infatti abbiamo stretto un accordo con degli archeologi per valorizzare l’Appia Antica».

https://www.sordionline.com/settima...ti-a-roma-tassa-di-soggiorno-fa-tutto-airbnb/
 
Una "fuga letteraria" dal Covid per rievocare quella dalla peste: Airbnb cerca 10 amici scrittori per ricreare il Decameron
L'idea del portale delle vacanze in casa, che mette in palio un soggiorno in gruppo, dieci giorni in una villa toscana. Per vincere, bisognerà dimostrare di saper scrivere una breve novella

di MICOL PASSARIELLO

07 luglio 2020

Filari a perdita d’occhio, dolci colline e sentieri puntellati dai cipressi. La vacanza in campagna ha il sapore della vita d’altri tempi, con il ritmo delle giornate che score lento e i lunghi silenzi interrotti solo dal canto delle cicale. Tra borghi medievali, casali defilati, cantine nelle vigne e vecchi manieri, la Toscana è la meta ideale per vivere tutta la pace della natura, senza rinunciare a degustazioni nelle innumerevoli cantine, visite a siti storici e passeggiate alla scoperta di paesi incantevoli. È la Toscana infatti la scenografia del Decameron di Airbnb.

Di cosa si tratta? Gli ingredienti sono: dieci amici, dieci giornate in una villa da sogno nascosta in piena campagna, in cui staccare la spina da tutto e tutti, e vivere dieci esperienze ispirate al capolavoro di Boccaccio.


Per allontanare l’incubo claustrofobico del lockdown e recuperare energie e buonumore, il portale offre l’occasione di trascorrere una vacanza in una storica villa in pietra immersa nella campagna toscana, tra ettari di ulivi e querce secolari. Qui un gruppo di dieci fortunati amici, finalmente riuniti dopo il lungo periodo di distanziamento, avranno la possibilità di trascorrere un soggiorno di dieci giorni, immersi nella quiete del luogo e nel verde generoso. Così, 700 anni dopo le novelle di Boccaccio, la storia prende nuova vita e diventa un modo non più per fuggire, ma per ritrovarsi: al posto dei racconti del poeta, Airbnb offrirà una selezione delle sue
Esperienze Online per viaggiare, virtualmente, in tutto il mondo e arricchire così la vacanza. Ci saranno attività sportive, dalla lezione virtuale di yoga alla sessione di allenamento in compagnia di un atleta olimpico. Gli ospiti impareranno a preparare cocktails e a cucinare gustosi piatti ispirati alle cucine più diverse, come un brunch turco, una cena marocchina o un banchetto indiano. Potranno assistere a concerti privati dall’Islanda e a esperimenti sonori da Singapore. Rilassarsi con la meditazione cullati dalle note di un violoncello, oppure assistere a un eclettico spettacolo di drag queen. Ogni giorno, tante esperienze, per una festa continua.

Il periodo di vacanza è dal 22 al 31 agosto e la location è strepitosa: una dimora storica chiamata La Selva Giardino del Belvedere, un grande casale in pietra del XVII secolo adagiato sulle colline del Chianti, vicino a Firenze e Siena, nel bel mezzo di un parco secolare incontaminato di diciotto ettari, ricco di uliveti, praterie e boschi di querce. Elegante e defilata, ma nell’autentico stile toscano, la villa ha ben sette camere da letto e sei bagni, con ogni comfort, dalla piscina d'acqua salata al magnifico dehor al fresco per pranzi e serate sotto le stelle, un forno a legna, opere d’arte contemporanea disseminate in giro per la tenuta e persino un anfiteatro romano. In questo quadretto perfetto, un ospite e i suoi nove amici potranno recuperare i mesi passati separati, godendosi l’estate italiana all’insegna del distanziamento sociale, in totale sicurezza, lontano dai ritmi e il caos della città.

Partecipare è semplice. Per vivere il Decameron di Airbnb basta scrivere un racconto breve sulla storia di amicizia che spieghi il legame con il proprio gruppo di amici, sottolineando cosa significa rivivere il Decameron ai giorni nostri. A decretare il vincitore sarà una giuria. Meglio sbrigarsi però: le candidature dovranno essere inviate attraverso il sito www.airbnb.com/decameron entro le ore 23:59 di mercoledì 15 luglio 2020

repubblica.it
 
Covid-19, quando si può richiedere un risarcimento per responsabilità medica
Quando e come perseguire un giusto risarcimento danni, spiegato dall’Avvocato Erdis Doraci

2 Luglio 2020

Le dannose ed impreviste conseguenze (con le migliaia di vittime in tutto il continente) provocate dal virus “Covid-19”, che di fatto hanno cambiato le nostre abitudini quotidiane, obbligandoci a indossare mascherine protettive e guanti, e a osservare tutta una serie di comportamenti per la prevenzione di eventuali contagi, potevano in qualche modo essere contenute con maggior efficacia se ci fosse stata più attenzione da parte dei Responsabili delle principali Organizzazioni Sanitarie Mondiali ? E soprattutto è possibile ravvisare gli estremi di una “Responsabilità medico professionale”?

Semplificando il concetto, i parenti di una persona deceduta a causa del Covid-19 o che ha contratto il virus nel periodo in cui è stato ricoverato presso una struttura ospedaliera riportando invalidità gravissime, possono sperare di ottenere giustizia nei Tribunali con la liquidazione di un risarcimento?
Lo abbiamo chiesto all’avvocato Erdis Doraci, titolare di tre prestigiosi studi legali, uno a Roma, gli altri due in Albania ed in Romania, specializzato nel risarcimento del danno per le lesioni subite a seguito di sinistri automobilistici (in gran parte mortali) o in caso di gravi responsabilità medico professionali.

“Il Coronavirus non è stato mai identificato in precedenza prima di essere segnalato a Wuhan (Cina) a dicembre 2019. Si è diffuso a macchia d’olio in tutto il mondo a causa della mancata conoscenza e dei rimedi per prevenirlo (allo stato, infatti, ancora non si conosce l’esistenza di un vaccino capace di arginarlo) a tal punto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) l’ha definito come il nuovo virus che si diffonde in tutto il mondo e contro il quale la maggioranza degli uomini non ha le difese immunitarie’’.


Covid-19, come richiedere il risarcimento se si è rimasti infettati in un ospedale
Avvocato se un cittadino ricoverato presso un Ospedale e/o una casa di cura ha contratto infezione durante la sua degenza, può sperare in un risarcimento?
“Il caso rientra nel cosiddetto “genere delle infezioni nosocomiali”, esplose particolarmente in questo periodo a causa di migliaia di ricoveri dovuti a presunti sintomi del “Covid 19”. Con questo termine si identificano quelle infezioni contratte da un paziente nel corso della sua degenza ospedaliera, non presenti al momento del ricovero e che si manifestano, in genere a distanza di due o tre giorni dalle dimissioni del soggetto. Gestire al meglio tali situazioni non è semplice. Occorre procedere con la massima precisione esaminando con attenzione il caso e valutare, con un pool di esperti, la fattibilità o meno della richiesta del risarcimento”.

E i medici ed esercenti professioni sanitarie deceduti o che hanno riportato danni permanenti nell’ambito del lavoro svolto in strutture sanitarie?
Spetterà anche loro un risarcimento danni se venisse dimostrata la colpa per il contagio. In questo caso, per ridurre al minimo le richieste giudiziali degli eredi o dei professionisti danneggiati, si potrebbe prevedere un indennizzo a carico dello stato.
Allo stesso modo potrebbero essere previste de risarcimenti per i familiari di pazienti deceduti, previo accertamento giudiziario della colpa non grave dei sanitari. Per la colpa grave invece viene prospettata la responsabilità civile e penale per cui il meccanismo indennitario non trova fondamento.

Che cosa deve provare, chi ha contratto l’infezione, per poter promuovere un’azione legale? “Il primo aspetto fondamentale da prendere in considerazione prima di intentare un giudizio è verificare se l’infezione contratta dall’utente possa essere ricondotta al suo ricovero nella struttura ospedaliera. Nel caso delle infezioni da “Coronavirus” la prova potrebbe essere rappresentata dalla degenza nell’Ospedale del paziente, poi risultato infetto”.

Come si potranno difendere gli Enti Ospedalieri per evitare la loro responsabilità?
“La struttura sanitaria dovrà dimostrare di aver seguito tutte le norme del caso nella gestione del paziente, dimostrando che quanto denunciato dal cittadino non è dipeso da una causa ad essa imputabile. In questo caso specifico è molto complesso dimostrare quale sia stata la causa che ha dato origine all’infezione”.

Cosa prevede la legge in materia di responsabilità sanitaria
Proprio in tema di responsabilità della struttura ospedaliera la Sentenza della Cassazione Civile III Sez. del 26.2.2019 n. 5487 ha stabilito che “Il nesso causale in materia di responsabilità sanitaria va accertato senza scomporre in singoli elementi la complessiva condotta della struttura, occorrendo considerare e valutare il singolo episodio all’interno di una sequenza più ampia e coerente”.

In parole povere cosa significa?
Che bisogna concentrarsi su due punti cruciali:
• determinare il momento del contagio, e già questo non è sempre facilissimo
• dimostrare che tale contagio si è verificato per un mancato rispetto delle norme contenitive del virus o per mancata diligenza nell’operato.
A quel punto, dopo uno studio di fattibilità sulla responsabilità, si dovrà redigere una relazione medico legale da parte dei parenti più vicini o del danneggiato se ancora in vita, per poter sostenere l’azione giudiziale e quantificare il danno.

E ciò basterà poi ad arrivare ad un congruo risarcimento?
Non è detto, serve poi la competenza giusta per trattare una posizione così complessa, e considerate le strenue difese delle strutture Ospedaliere, bisogna avere anche la capacità economica per affrontare il processo e le spese per i migliori esperti di parte.

E quale risarcimento spetterà in caso di responsabilità medica accertata per la contrazione del Coronavirus?
“Per questo aspetto bisogna distinguere tra persone che hanno contratto il Coronavirus con conseguenze mortali oppure con postumi invalidanti permanenti gravi.
Nel primo caso spetterà un danno morale ai congiunti per la perdita del rapporto parentale, un danno patrimoniale ed un eventuale danno biologico per il danno psichiatrico da lutto. Il danno morale viene liquidato in base alle tabelle di Roma o Milano secondo un ragionamento complesso incentrato sull’intensità del rapporto affettivo (età, convivenza etc.).
In caso di sopravvivenza con lesioni invalidanti gravi vanno fatte diverse relazioni medico legali specialistiche (spesso più di una) per poter stabilire la percentuale di invalidità. Su quest’ultima si calcola e si tratta il danno biologico proprio, il danno patrimoniale (lucro cessante, danno emergente e perdita di chance), danno morale proprio e danno morale riflesso, eventuale danno assistenziale e cosi via.”
Proprio per la complessità degli aspetti legati a queste situazioni (e non è stato toccato ogni variante possibile), è fondamentale affidarsi a professionisti specializzati e con esperienza sul campo per evitare sorprese negative nel perseguimento del proprio diritto risarcitorio.
Ciò a maggior ragione considerando due aspetti dove presumibilmente si giocherà la partita della responsabilità medica da contagio Covid19,
• La situazione logistica/organizzativa delle strutture sanitarie.
• Il contesto eccezionale di emergenza.
Valutando questi due aspetti, i Giudici dovranno valutare caso per caso se riconoscere responsabile o meno la struttura, in attesa di linee guida o normative più delineate.

Anche nelle aule di giustizia, quindi, come su un campo di calcio, le partite, si vincono a tavolino.

In collaborazione con Avv. Erdis Doraci

quifinanza.it
 
Bonus maggio, nuove istruzioni INPS
Indennità Covid per somministrati, liberi professionisti, collaboratori coordinati e continuativi, stagionali: cosa fare.

8 Luglio 2020

L’INPS ha pubblicato una circolare (6 luglio) con alcune novità e note riepilogative riguardo la misura straordinaria di sostegno introdotta dal decreto Rilancio per supportare i lavoratori in condizioni di difficoltà economica causata dall’emergenza epidemiologica da Covid-19.

La circolare ricapitola in pratica chi deve fare specifica domanda anche per l’indennità Covid-19 corrispondente alla mensilità di maggio (anche alla luce di “nuovi requisiti“) e ricorda come inviare l’istanza per le prestazioni.

Chi deve fare domanda
L’istituto ricapitola chi ha diritto al bonus per il mese di maggio 2020, ossia:

  • liberi professionisti,
  • lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa,
  • lavoratori stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali che alla data del 19 maggio 2020 non fossero titolari di trattamento pensionistico diretto o NASpI, oppure che non avessero in essere un rapporto di lavoro dipendente.
Vengono inotre fornite fornite indicazioni sul bonus per il mese di aprile e maggio, destinato ai lavoratori in somministrazione (rimasti senza lavoro nel periodo 1° gennaio 2019 – 17 marzo 2020), impiegati presso imprese utilizzatrici dei settori del turismo e degli stabilimenti termali, in riferimento alle quali si riportano anche le attività economiche riconducibili ai settori interessati, con relativo codice ATECO (sono quelli che possono ottenere l’indennità).

Se per altre categorie di lavoratori il bonus viene erogato in automatico, le seguenti categorie sono invece chiamate a presdentare la domanda:

  • liberi professionisti (che devono auto-dichiarare la perdita di fatturato);
  • i co.co.co. con i “nuovi requisiti” che non hanno avessero presentato istanza per marzo e aprile 2020;
  • gli stagionali “con i “nuovi requisiti” che non hanno fatto domanda per marzo e aprile;
  • i lavoratori in somministrazione con le caratteristiche sopra descritte.
La domanda
Sono infine riportate le consuete opzioni (sito web e contact center), specificando che i soggetti senza il PIN INPS dispositivo completo, possono fare domanda anche tramite la procedura semplificata (prima parte del PIN).

quifinanza.it
 
Quando parlo "male" di Donald Trump, sostenuto solo da Martino Bella, in generale, non solo su questo forum, la maggior parte dei lettori, nei casi più benevoli, "storcono il naso".:D:D:D:D
Gli ho dato anche del "criminale"....:p
Bene, ai benpensanti con gli occhi foderati di prosciutto, per essere benevolo a mia volta, propino quanto segue:cool::cool::cool::cool::cool::cool::cool::cool::cool::cool::

"Mostro", "debole", "inetto viziato": Donald Trump secondo la nipote Mary
(afp)

Prime anticipazioni del libro in uscita il 14 luglio della figlia del fratello maggiore del presidente Usa. "La notte della sua vittoria - scrive - è stata la peggiore della mia vita"

di ANNA LOMBARD

Cinquanta sfumature di narcisismo. E forse anche di più: "Donald Trump è un debole. Il suo ego fragile va rinvigorito continuamente, perché sa perfettamente di non essere nulla di ciò che afferma di essere". A mettere nero su bianco lo spietato giudizio sull'uomo più potente del mondo è Mary Trump, la nipote del presidente degli Stati Uniti, autrice della memoria-bomba Too Much and Never Enough. How My Family Created the World's Most Dangerous Man, ovvero "Troppo e mai abbastanza. come la mia famiglia ha creato l'uomo più pericoloso del mondo". Dopo essere stato bloccato dalla Corte Suprema dello Stato di New York, il libro dedicato al celebre zio ha ottenuto il nulla osta dalla Corte d'Appello e, per timore di nuove sorprese, approderà nelle librerie con due settimane d'anticipo, il prossimo 14 luglio.

Nell'attesa, sulle pagine dei maggiori giornali americani fioccano le anticipazioni sulle verità scomoda svelate dalla psicologa di 55 anni. La figlia di quel Fred Jr, fratello maggiore di The Donald, morto nel 1981, quando lei aveva 16 anni, a causa di un infarto causato dall'abuso di alcol. Abuso, secondo la donna, iniziato proprio per colpa delle pressioni subite all'interno della "famiglia disfunzionale", che gli impedì di diventare pilota di aeroplani e vide sempre di mal occhio il matrimonio con Linda, un'assistente di volo.

A creare colui che la nipote non esita a definire "un mostro" - capace di andarsene al cinema la notte in cui il fratello morì - fu però il padre dei cinque rampolli Trump, Fred Senior. Estremamente duro col primogenito chiamato come lui, Fred Jr., appunto, papà di Mary, perché questi rifiutava di mettersi a capo dell'azienda immobiliare di famiglia, finì per scegliere Donald come erede predestinato.
"Ma il secondo genito era un inetto viziato. La scelta era però ormai fatta e Fred non ebbe altra scelta di continuare a sostenerla foraggiandolo con ogni mezzo". Compreso salvarlo più volte dalla bancarotta e dalle tasse, passandogli la bellezza di 413 milioni di dollari attraverso finti acquisti di materiali per la manutenzione dei palazzi. Un episodio venuto alla luce nel 2018 sul New York Times. L'inchiesta poi premiata col Pulitzer, aveva proprio lei come fonte, rivela ancora Mary nel libro.

Quel nonno "abusivo", racconta ancora la donna, pretendeva obbedienza e fedeltà assoluta dai figli che voleva fossero dei "killer". E almeno con The Donald riuscì nell'intento, trasformandolo nella persona priva di empatia che tutti conoscono. E pure in un bugiardo patentato, che basa il suo successo su una certa dose di carisma, sì. Ma soprattutto sul costante imbroglio: come quando pagò qualcuno per sostenere al posto suo il Sat, l'esame di ammissione all'università.

E pensare che per un breve periodo, zio e nipote, furono perfino vicini: lui l'assunse come ghost writer per uno dei suoi libri. Salvo licenziarla senza pagarla mai, accusandola "di consumare droghe", fatto da lei sempre smentito. Fu in occasione di quella collaborazione, ricorda, che lo sentì per la prima volta dire cose orribili sulle donne che rifiutavano di uscire con lui: "Se prima le desiderava, dopo il rifiuto le descriveva immediatamente come grasse, brutte, antipatiche".

L'approdo alla presidenza, conclude Mary, è stata un mero "colpo di fortuna": la campagna doveva essere solo un modo per rilanciare il suo brand: "La notte della sua vittoria è stata la peggiore della mia vita".

https://www.repubblica.it/esteri/20...458/?ref=RHPPTP-BH-I261270076-C12-P12-S5.4-T1
 
Quattordicesima non pagata o in ritardo, cosa fare
Quali sono le procedure da seguire in caso di mancato pagamento della quattordicesima

9 Luglio 2020

Nel mese di luglio l’Inps eroga la quattordicesima mensilità in favore di coloro che hanno maturato i requisiti di legge. La quattordicesima è un importo erogato ai lavoratori dipendenti in aggiunta alle dodici mensilità ordinarie e alla tredicesima. Spetta ai soli lavoratori dipendenti con esclusione di stagisti, collaboratori coordinati e continuativi, lavoratori autonomi.

L’obbligo di corrispondere la somma è previsto dai singoli contratti collettivi applicati dalle aziende che ne disciplinano importo e scadenza di pagamento. Viene pagata solitamente a luglio, in concomitanza con le ferie estive.Cosa fare dunque se non si riceve il pagamento della quattordicesima pur avendo diritto?
In questi casi il lavoratore deve attivarsi per chiedere il pagamento di quanto a lui spettante. Come riporta laleggepertutti.it occorre, tuttavia, prestare attenzione ai termini di prescrizione nell’esercizio del proprio diritto in quanto, se superati, il lavoratore potrebbe perdere il diritto a ricevere la quattordicesima.

Come si calcola la quattordicesima
La somma erogata al dipendente a titolo di quattordicesima, nei casi in cui tale diritto sia previsto dal Ccnl applicato, viene pagata direttamente in busta paga assumendo come parametro di riferimento la retribuzione del lavoratore nel mese di erogazione. Ciò vuol dire che se un lavoratore a tempo pieno riceve la quattordicesima con la busta paga di luglio 2020 e, a giugno 2020, la sua retribuzione mensile è aumentata a causa di un avanzamento di livello di inquadramento, la quattordicesima sarà pari al nuovo reddito incrementato e non al vecchio reddito precedente all’aumento di livello.
Se, invece, nel corso del periodo di maturazione della quattordicesima, il dipendente subisce una modifica dell’orario di lavoro, che incide inevitabilmente anche sulla sua retribuzione, la quattordicesima dovrà essere calcolata pro-rata, ossia, si dovrà calcolare il rateo maturato durante i mesi ad orario di lavoro ridotto e sommarlo al rateo maturato durante i mesi di lavoro full-time.
Per quanto concerne il calcolo, al pari della tredicesima, la quattordicesima è un istituto retributivo a maturazione progressiva. Ciò significa che per ogni mese di servizio si matura un rateo di quattordicesima e una volta raggiunta la data prevista per l’erogazione viene corrisposto al lavoratore il totale dei ratei maturati nel periodo di maturazione.
Il rateo di quattordicesima viene calcolato dividendo l’importo della retribuzione lorda del mese di riferimento per dodici.
Per quanto concerne il trattamento fiscale e contributivo, gli importi erogati al lavoratore a titolo di quattordicesima sono assoggettati a tassazione piena ed a contribuzione previdenziale piena. Nella busta paga del mese in cui riceve la quattordicesima, il lavoratore avrà evidenza delle trattenute operate e del netto erogato.
Cosa fare se la quattordicesima non viene pagata
Può accadere che, nel mese di pagamento della quattordicesima previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro applicato al rapporto di lavooro, il lavoratore non riceva l’importo a lui spettante. In questi casi, ci sono varie possibilità, che dipendono dalle circostanze concrete del singolo contesto aziendale.
Può accadere che il datore di lavoro si trovi in un momento di temporanea difficoltà economica e chieda ai lavoratori di pazientare qualche mese per avere la quattordicesima. Se, invece, senza alcuna informazione preliminare, il datore di lavoro omette di pagare la quattordicesima la situazione è diversa.
In questo caso, i passaggi da seguire sono i seguenti:
  • il lavoratore dovrebbe contattare l’ufficio del personale e chiedere informazioni a riguardo;
  • se la risposta è evasiva il lavoratore deve inviare al datore di lavoro un sollecito di pagamento quattordicesima. Il sollecito può essere scritto direttamente dal lavoratore oppure da un patronato o da un avvocato;
  • se non viene data nessuna risposta nemmeno al sollecito, occorre agire per il recupero coattivo del credito, attivando la procedura di esecuzione forzata.
Occorre tenere in considerazione il fatto che la quattordicesima non è un diritto del lavoratore previsto dalla legge ma introdotto solo dai Ccnl. È dunque nel Ccnl che si trova la disciplina specifica della quattordicesima, anche con riferimento al mese in cui deve essere pagata e ai termini per il suo pagamento.
Quattordicesima, quando si prescrive
In linea generale, i crediti del lavoratore si prescrivono in cinque anni. Tale principio, tuttavia, non si applica al credito da quattordicesima. Con riferimento alla tredicesima e alla quattordicesima, secondo l’interpretazione della Cassazione opera la prescrizione presuntiva triennale. La legge prevede, infatti, che si prescrive in tre anni il diritto dei prestatori di lavoro, per le retribuzioni corrisposte a periodi superiori al mese. Lo stipendio mensile, dunque, si prescrive in cinque anni ma le mensilità aggiuntive in tre anni.
Tuttavia, la prescrizione triennale non costituisce prescrizione in senso proprio, ma una prescrizione presuntiva. Ciò in quanto non comporta l’estinzione del diritto tout court, ma si limita a prevedere che, di fronte al passaggio di un certo periodo di tempo (in questo caso tre anni), scatti una presunzione legale del soddisfacimento del diritto.
In altre parole: dopo tre anni si presume che la quattordicesima sia stata pagata ma tale presunzione può essere superata fornendo in giudizio la prova contraria (ossia, attraverso la confessione giudiziale del datore di lavoro o il deferimento del giuramento decisorio).
Quando inizia a decorrere la prescrizione
Quando inizia a decorrere la prescrizione

Un altro problema da affrontare, oltre al termine di prescrizione, è l’individuazione del momento in cui il termine di prescrizione inizia a decorrere. La regola generale in materia di prescrizione prevede che la stessa inizi a decorrere da quando il credito è divenuto liquido ed esigibile. Nel caso della quattordicesima, ad esempio, se il Ccnl prevede che tale mensilità aggiuntiva debba essere pagata il 27 luglio, la prescrizione inizia a decorrere il 27 luglio, ossia nel momento in cui il pagamento era esigibile.
Nell’ambito dei rapporti di lavoro, tuttavia, la giurisprudenza della Corte Costituzionale ha introdotto il principio secondo cui, nei rapporti di lavoro privi della cosiddetta stabilità reale, ossia di una forte protezione in caso di licenziamento illegittimo, la prescrizione non può decorrere in costanza di rapporto ma solo al momento in cui il rapporto di lavoro cessa. Ciò in quanto, secondo i giudici costituzionali, il lavoratore, durante il rapporto, a causa della sua posizione subalterna rispetto al datore di lavoro (il cosiddetto metus) non sarebbe in condizione di attivare i propri diritti e, dunque, sarebbe indotto a rinunciare a far valere quanto a lui spetta.
Fino al 2012, la situazione era abbastanza semplice: nelle aziende con più di quindici dipendenti, per le quali era prevista, in caso di licenziamento illegittimo del lavoratore, l’applicazione dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori (reintegrazione nel posto di lavoro) e nel pubblico impiego la prescrizione iniziava a decorrere anche durante il rapporto di lavoro; al contrario, nelle altre aziende la prescrizione iniziava a decorrere solo alla fine del rapporto.
Dal 2012, tuttavia, varie riforme hanno modificato la tutela del lavoratore in caso di licenziamento e il problema appare oggi quantomai aperto. Secondo alcuni, oggi, solo nel pubblico impiego la prescrizione può decorrere in costanza di rapporto.

quifinanza.it
 
Vaccino coronavirus e disponibilità in Italia: Manfredi chiarisce
Il ministro dell'Università e della Ricerca Gaetano Manfredi ha fatto chiarezza sulla disponibilità del futuro vaccino anti coronavirus in Italia
Nuovo aggiornamento sul vaccino anti coronavirus: il ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi, parlando a ‘Centocittà’ su Rai Radio 1, ha garantito agli italiani “che avremo disponibilità come primi del vaccino efficace“. Manfredi ha anche detto: “Ci auguriamo che il risultato di AstraZeneca, già in fase 3, venga validato in tempi rapidi”.
Il ministro ha poi aggiunto: “Sulle attività di ricerca c’è sempre l’alea ma ci auguriamo che vada tutto bene”.
Manfredi ha poi assicurato: “Siamo in prima linea come governo italiano sia sul vaccino contro il Sars-CoV2 che sui farmaci sperimentali“.
Alcuni giorni fa, anche il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano ha parlato del vaccino anti Covid. Queste erano state le sue parole: “L’Italia è tra i paesi europei che ha investito di più sul vaccino. A ottobre avremo alcune dosi. Io credo che il vaccino debba essere gratuito e per tutti. Se sarà obbligatorio? Vediamo, io credo proprio di sì, certo. Io sono per l’obbligo vaccinale, laddove sia provato che serva”.

virgilio.it
 
Astoi dura con il governo: "Inaccettabile l'indifferenza verso il turismo"
Il monito dell'associazione di Confindustria: rischio tracollo per un comparto che dà lavoro a 80 mila famiglie. Tra le richieste: bonus vacanze esteso ai tour operator, verso i quali andrebbe anche incremento il fondo previsto dal Dl rilancio, prolungamento della cassa integrazione in deroga


10 luglio 2020

"Da cinque mesi Astoi Confindustria Viaggi, in rappresentanza del comparto del tour operating, chiede al Mibact e al Governo interventi urgenti e concreti per la sopravvivenza di queste imprese. Giunti quasi al termine dell'iter di conversione in legge del Dl Rilancio si può dire senza tema di smentita, che ogni aspettativa è stata disattesa e l'impressione è che non vi sia l'intenzione di salvaguardare un comparto e buona parte delle 80.000 famiglie che vi lavorano. Il più completo disinteresse per il turismo organizzato è ormai evidente e tangibile. Il settore non è fatto solo di alberghi e stabilimenti balneari, si tratta di una filiera complessa i cui attori sono tutti ugualmente indispensabili e contribuiscono nello stesso modo a muovere gli ingranaggi di una macchina che rappresenta il 13% del Pil nazionale, equivale a 232,2 miliardi di euro ed è uno dei principali motori della nostra economia".

Lo scrive Astoi Confindustria Viaggi in un duro comunicato in cui chiede al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al ministro Dario Franceschini "di agire subito mettendo in campo misure atte ad evitare il tracollo del sistema". "Siamo in presenza del cosiddetto "delitto perfetto". Da un lato nessun aiuto reale alle imprese del comparto in termini economici, dall'altro si impedisce di fatto che queste imprese si salvino da sole riprendendo la propria attività, visto che, Italia a parte, i corridoi turistici rimangono chiusi e, per quelli aperti, viene disposta la quarantena al rientro, escludendo ogni reale possibilità di fruizione della vacanza in quei paesi" spiega ancora l'Astoi.
1) incremento del Fondo dedicato a tour operator e agenzie di viaggio ex articolo 182 Dl Rilancio: su 20 miliardi di fatturato generati dal comparto, ad oggi, la perdita si attesta a 17 miliardi. Si ritiene che lo stanziamento di 25 milioni sia un inutile palliativo, soprattutto se si considera che su 13.000 imprese, circa 3.000 sono sopra la soglia di fatturato di 5 milioni di euro e non potranno nemmeno accedere al contributo a fondo perduto di cui all'articolo 25 del medesimo decreto. Le aziende sopra i 5 milioni di fatturato, peraltro, sono quelle che generano l'80% dei ricavi totali e garantiscono altrettanta percentuale di occupazione;

2) prolungamento della cassa integrazione in deroga fino a dicembre 2020: con l'allungamento di ulteriori 9 settimane si prolunga la scadenza dei termini a metà agosto ma, molte imprese continueranno a non poter vendere nulla, visto che le mete estere sono di fatto interdette (si veda anche la recente scelta dell'Italia di mantenere l'isolamento fiduciario per i viaggiatori che rientreranno da quelle pochissime destinazioni nei confronti delle quali l'Europa ha riaperto le frontiere). Si parla di sgravi contributivi per chi riaprirà le aziende togliendo i dipendenti dalla cassa integrazione, ma in che modo imprese il cui modello di business si fonda sulla vendita di viaggi all'estero potranno richiamare in azienda i lavoratori sostenendo i relativi costi? E, soprattutto, per vendere cosa? Lo scenario che si aprirà dopo lo stop ai licenziamenti a metà agosto - secondo Astoi - sarà apocalittico.

3) Bonus vacanze: il comparto del turismo organizzato aveva chiesto che lo strumento fosse esteso sin da subito anche ai pacchetti turistici Italia e, quindi reso utilizzabile direttamente da agenzie di viaggio e tour operator, ma questa proposta non è stata presa in considerazione, con evidenti risultati discriminatori. Lo strumento, che identifica tour operator e agenzie di viaggi solo come intermediari, è dedicato di fatto esclusivamente al comparto alberghiero e, per come è strutturato, crea non pochi problemi applicativi non solo agli operatori, ma anche agli stessi alberghi, molti dei quali non sono disposti ad accettarlo. Lo stanziamento di 2,4 miliardi solo per questa misura - secondo Astoi - appare come un'ulteriore prova della mancanza di una doverosa visione di insieme.

(continua su https://www.repubblica.it/viaggi/20...30888/?ref=RHPPBT-VV-I255524735-C6-P7-S1.6-T1 )
 
Ryanair contro le agenzie online: "Ostacolano i rimborsi per i voli cancellati"
La compagnia irlandese ha inaugurato una procedura per consentire, a chi ha prenotato tramite intermediari, di fornire i propri dati personali e della carta

di FEDERICO FORMICA


11 Luglio 2020

Ryanair sgancia un missile contro diverse agenzie di viaggio online. L'accusa è pesante: impedire ai clienti di ricevere il rimborso per il viaggio cancellato a causa dell'emergenza Covid-19. Non solo: questi siti, secondo il ceo della low-cost irlandese Eddie Wilson, "chiedono rimborsi da parte dei clienti attraverso identità fittizie e, in alcuni casi, rifiutano di trasferire questi soldi ai clienti".

Per questo motivo Ryanair ha fatto sapere di aver creato una procedura ad hoc con tanto di istruzioni video per ottenere il rimborso dovuto. La procedura prevede una "verifica cliente" che, dice Ryanair, "aiuterà le migliaia di clienti che non sono stati in grado di ottenere un rimborso a causa di intermediari non autorizzati, che occultano i dettagli dei contatti e dei pagamenti, e quindi rifiutano di rispondere alle richieste di rimborso avanzate dai clienti". Che diverse Ota (l'acronimo inglese per online travel agency) stiano complicando la vita ai viaggiatori che vorrebbero ricevere il rimborso, risulta anche dalle diverse email che arrivano all'esperto trasporti di Repubblica.



Ryanair parla di società come Last Minute.com, Kiwi.com, Last Minute.com, On The Beach e Love Holidays come "intermediari non autorizzati" e invita i clienti a "richiedere il rimborso direttamente a Ryanair". La Corte di Cassazione, però, sul tema si è già espressa nel novembre 2019, sostenendo che Lastminute.com - una delle Ota più note sul web - abbia il diritto di pubblicare le tariffe di RyanAir sul proprio sito e di vendere, in abbinata, anche i cosiddetti "prodotti ancillari" (hotel, auto a noleggio e altri servizi accessori) senza ledere la proprietà intellettuale del database della compagnia aerea.
Per la prenotazione e il pagamento del volo Ryanair, questi siti sono dei semplici intermediari. La compagnia aerea sostiene che le Ota trasmettano "dati di contatto non validi associando nomi di clienti a carte di credito 'virtuali'" impedendo che i rimborsi vengano erogati ai diretti interessati.

Nel frattempo, è un fatto che Ryanair, come moltissime altre compagnie aeree, sia molto in ritardo con i rimborsi dei voli cancellati. Secondo un'indagine del sito consumeristico Moneysavingexpert.com, solo il 4% dei clienti Ryanair ha ricevuto un rimborso a oggi. E come documentato con un'esperienza personale la procedura può essere lunga e sfiancante. E non è detto che porti a qualcosa.

repubblica.it

 
Coronavirus, tornano i lockdown: India e Catalogna chiudono di nuovo
La situazione resta critica anche nel Sud degli Stati Uniti e in Brasile

15 luglio 2020

I casi globali si avvicinano a 13,3 milioni, continuando a salire di circa 200.000 ogni 24 ore. Finora ci sono stati 577.954 decessi, secondo i dati forniti della Johns Hopkins University. Milioni di persone sono di nuovo in lockdownin tutto il mondo. E il virologo Usa Anthony Fauci lancia l'allarme: "Il coronavirus è potenzialmente devastante come la Spagnola, "la madre di tutte le pandemie" che ha ucciso 50 milioni di persone. Negli Usa la situazione non migliora con oltre 3,4 milioni di casi, 136.000 morti e la curva dei contagi in salita in 37 Stati con record in Florida, Texas e Arizona. In Brasile sono stati registrati altri 41.857 casi nelle ultime 24 ore, 1.300 i morti.
Contagi in India vicino al milione
Il Paese ha superato 936mila infetti, con un aumento di 29.429 nelle ultime 24 ore. Le autorità tornano quindi a imporre blocchi nelle aree ad alto rischio in quasi una dozzina di Stati. I nuovi decessi sono stati 582. Un lockdown di due settimane è stato imposto nello Stato orientale del Bihar, dove circa 2,5 milioni di lavoratori migranti sono tornati a casa dopo aver perso il lavoro in altre parti del Paese e hanno diffuso ulteriormente il virus.
Anche il principale centro tecnologico meridionale dell'India, Bangalore, dove si trovano gli uffici di Microsoft, Apple e Amazon, è stato messo in isolamento per una settimana
Terzo lockdown in Messico
Il Messico ha deciso di prorogare per altri 30 giorni, per la terza volta, le restrizioni al confine con gli Stati Uniti: lo ha reso noto il ministero degli Esteri, secondo quanto riporta la Cnn. Le misure saranno valide fino al 21 agosto

repubblica.it
 
Dedicato a Martino e a tutti quelli che come noi hanno vissuto una vita dalla parte del torto....

Keynes mette a nudo i limiti degli economisti moderni: “Misure straordinarie siano produttive, non prebende”
“Alla fine di una pandemia nessuno è liberista. Questo è un vero momento keynesiano, ma per promuovere misure eccezionali, ci vogliono intelligenza e preparazione”. Luciano Canova, economista e docente alla Scuola Enrico Mattei, autore del saggio Egea Quando l’oceano di arrabbia. Keynes per chi non l’ha mai letto, non ha dubbi sul fatto che oggi Keynes non sposerebbe mai l’idea dell’uno vale uno: “Aveva una spigolosità arrogante che però sapeva conciliare in modo sorprendente con il fascino che, innegabilmente, esercitava su tutti. Non smise mai nella vita di fare l’influencer e il guru, diremmo oggi, ma solo nella misura in cui quanto diceva e scriveva traeva origine e forza da competenze specchiate, dallo studio rigoroso e da una cultura economica senza paragoni”.

Una competenza che oggi si fatica a trovare, a qualunque livello. “Molti – dice Canova – dimenticano che Keynes fosse un liberale, un liberale che ha cambiato il modo di pensare e progettare l’intervento pubblico a prescindere dall’ideologia politica. Ma questo non vuole dire che si curasse della disciplina di bilancio pubblico, anzi fu per tutta la vita un fautore del pareggio di bilancio. Spesso si confondono politiche keynesiane l’idea di far lievitare all’infinito la spesa pubblica. Un’ipotesi di cui Keynes non ha mai parlato in tutta la sua vita. La verità è che i pochi ha davvero letto e capito l’economista inglese. A cominciare dal suo trattato sull’occupazione”.
D’altra parte anche il lavoro di Keynes deve essere contestualizzato nel giusto periodo storico: l’economista inglese vive a cavallo tra le due guerre mondiali e si trova di fronte milioni di persone senza lavoro. “Una situazione che si poteva risolvere con strumenti tradizionali, ma – spiega Canova – solo con interventi eccezionali. E tali devono restare. Keynes ha costruito la macroeconomia e con essa nuovi strumenti per situazione straordinarie, ma non ha mai pensato che dovessero essere la normalità”.

Nel libro, Canova racconta la vita, le cariche ricoperte, le relazioni con il potere, la lunga carriera dello studioso britannico, oltre alle sue teorie economiche, presentate in modo non tecnico e offrendo spunti e collegamenti con la realtà attuale. Una lettura che permette di scoprire molti aspetti poco noti di Keynes, ma anche di comprendere la sua libertà intellettuale: “Fare l’economista – prosegue l’autore – non significa esercitare un potere intellettuale solo in funzione dello sponsor governativo di turno e senza un confronto ad armi pari con interlocutori preparati. Qual è la differenza tra Keynes e i mille consulenti ed “economisti” che affollano la vita politica italiana invocando il ruolo di miglioratori del mondo? Molte di queste figure affacciate sulla nostra vita pubblica splendono di luce riflessa, non hanno alle spalle riconoscibili trascorsi accademici, né una produzione scientifica degna di questo nome. Oggi, l’errore dei nostri economisti e consulenti è quello di confondere la spesa produttiva che le prebende della politica”.

Per Canova, raccontare la storia di Keynes vuol dire anche esplicitare un impietoso confronto tra passato e presente: “Da un lato un intellettuale coraggioso, studioso instancabile che dopo un percorso universitario impeccabile passa una vita intera a scrivere, studiare, sfidare chi la pensa in modo opposto con armi spesso affilate ma guadagnandosi sempre il rispetto e la stima dell’avversario, e accompagnando alle opinioni un’attività di ricerca densissima. Dall’altro una selva di imbonitori che sfruttano la liquidità del mezzo per diluire proposte quasi mai supportate da evidenza. Privi di quella cultura empirica che porta a sperimentare le misure per capire e calibrare gli interventi”.

John Maynard Keynes

repubblica.it
 
Turismo. La ripresa comincia da mare e montagna. Ma manca ancora un turista su due
I dati incrociati di Federalberghi, Assoturismo-Confesercenti e Enit. "Le località balneari, lacuali e montane tengono, città d'arte in grande sofferenza". Nei weekend di stazioni balneari e alpine fino al 70 per cento di camere occupate

18 luglio 2020


Primi segni di ripresa a mare e in montagna, ma città d'arte ancora semivuote e centri storici avvolti in un silenzio spettrale. Nelle prime due settimane di luglio risale la curva delle presenze nel borsino delle attività turistiche travolto dall'emergenza Covid: dal -80% di giugno si passa a un -50%, grazie al mercato italiano. Ma a Roma, Firenze, Venezia, città scrigno drammaticamente penalizzate dalla pandemia, il calo è ancora tra il 70 e l'80% rispetto a un anno fa: pesa l'assenza dei viaggiatori stranieri (che d'estate sfiorano in media il 70% del totale), in particolare dagli Usa.

Sono le stime dei principali operatori del settore, che chiedono al governo "interventi urgenti a sostegno delle imprese". "Nei week end le località balneari, lacuali, montane stanno performando decentemente", dice Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi. "Gli italiani si stanno muovendo, ma anche il mercato europeo è in crisi: di inglesi non c'è traccia, lavoriamo con tedeschi, svizzeri, belgi, ma - Germania a parte - stiamo parlando di Paesi da piccoli numeri".
Drammatica invece "la situazione nelle città d'arte che negli ultimi anni hanno vissuto di turismo straniero, extra Schengen e soprattutto americano. Molti hotel qui non hanno neanche riaperto". Il bonus vacanze voluto dal governo "rappresenta sicuramente un aiuto per le famiglie, ma non basta: al ministro Franceschini chiediamo in primo luogo di prolungare in tempi rapidi la cassa integrazione, che per molte strutture è già scaduta il 15 luglio, e di tagliare i contributi sul costo del lavoro agli alberghi che riaprono. Solo con aiuti di questo tipo, anche in termini di tassazione e di slittamento delle scadenze fiscali, si possono stimolare le imprese a riaprire i battenti", conclude Bocca.

Anche dal monitoraggio di Assoturismo Confesercenti sulla disponibilità di camere sui portali delle principali agenzie di viaggio online per il week end 18-19 luglio emerge la sofferenza di Roma e Firenze, dove poco più di un terzo della disponibilità (36%) risulta prenotato. Male anche Napoli (38%) e Venezia (42%); un pò meglio fanno Palermo (45%), Milano (46%) e Bologna (49%), mentre registrano risultati superiori alla media Perugia (54%) e Matera (55%). Secondo le stime Assoturismo-CST, nel trimestre estivo 2020 (giugno-luglio-agosto) nelle sole Roma, Venezia, Firenze, Milano e Napoli si registreranno circa 8,5 milioni di presenze in meno rispetto allo stesso periodo del 2019. Va meglio nelle destinazioni balneari, che per il prossimo week end si avviano a un tasso di occupazione del 70%, a fronte del 68% della montagna e del 66% dei laghi.

"Serve un intervento di terapia intensiva - avverte il presidente di Assoturismo Vittorio Messina - per tamponare una crisi apparentemente infinita che sta gravemente compromettendo non solo le imprese della ricettività e dei servizi turistici, ma anche bar, ristoranti e negozi delle mete culturali e dei centri storici, rimasti ormai senza fiato. Imprese che devono essere sostenute più a lungo, con contributi a fondo perduto, ammortizzatori sociali e credito di imposta per gli affitti". Gli fa eco Luca Patanè, presidente di Confturismo: "Qualcosa si muove, ma aspettiamo i numeri di luglio per valutare. Nel decreto Rilancio c'è troppo poco per un settore che avrebbe richiesto interventi straordinari".

A cogliere spiragli positivi sulla seconda parte dell'estate è l'Enit: il 47,5% degli italiani che andrà in vacanza preferirà soggiorni di fine stagione. Le proiezioni per il 2020 vedono la montagna meno colpita dal trend negativo (-39% sul 2019), rispetto alle destinazioni costiere (-51%) e alle città d'arte (-49%). Migliorano le prenotazioni straniere dal 13 luglio al 23 agosto, con un calo del -90,1% (era -91,7% 15 giorni fa). Da alcuni mercati c'è una frenata alle disdette: in particolare, la Germania passa da -83,7% a -75,7%, e la Francia da -79,1% a -64,9, il Regno Unito da -90,6% a -86,5%. Scontato il calo dagli Usa, in considerazione della fase acuta della diffusione del virus (-94,3%) e per analoghi motivi la Russia (-93%)

repubblica.it
 
Vacanze, la sfida tricolore a Booking e Airbnb: 100 aziende si alleano per creare la prima Ota italiana degli affitti brevi
La battaglia della trasparenza fiscale torna protagonista delle vacanze estive italiane. Dopo la guerra del sostituto d’imposta – che Airbnb e Booking rifiutano di fare nei confronti dei propri clienti -, Italianway gioca la carta dell’aggregazione tra gli operatori professionali degli affitti brevi. La società fondata da Marco Celani e Davide Scarantino è riuscita ad aggregare oltre 100 aziende italiane dell’extra alberghiero “che – sottolinea Celani – operano in totale legalità e trasparenza, creando valore sui territori di appartenenza. Noi combattiamo l’evasione fiscale a ogni livello, non permettiamo ai nostri soci di sgarrare. E questo può spaventare qualcuno”.
D’altra parte, il mercato degli affitti temporanei è una giungla: le grandi Ota non agiscono come sostituto d’imposta e quando emettono fattura – essendo domiciliate all’estero – non calcolano l’Iva. Di fatto, devono occuparsene i singoli proprietari delle abitazioni: un’operazione non semplice, anche per chi è in buona fede. “Proprio per questo – spiega Celani – con italianway.house inviamo ai nostri associati un report dettagliato con tutte le imposte da pagare: dalla cedolare secca all’Iva fino all’imposta di soggiorno. Sbagliare è semplicemente impossibile”.
Una chiara frecciata alle multinazionali del settore che per l’imprenditore sono “partner commerciali”, uno strumento per aumentare la visibilità delle proprietà in affitto sulla piattaforma tricolore dove ci sono oltre 1000 case in affitto: “Sono tutte abitazioni certificare e sicure che hanno lo scopo di favorire il turismo di prossimità. I nostri sono gestori professionali, così come sono gestite in maniera professionale da società specializzate le pulizie. Ai nostri associati diamo anche la possibilità di indicare quali appartamenti siano stati correttamente sanificati”.

In Italia ci sono circa 7 milioni di case inutilizzate e poco più di mezzo milione di queste è stato riconvertito in alloggi per affitti brevi: “Noi – dice Celani – lavoriamo da anni alla creazione di questo portale che abbiamo deciso di varare in questa fase per dare il nostro contributo alla ripartenza del turismo italiano. Il progetto è basato su un modello di sviluppo che coniuga l’opportunità di far crescere i gestori di affitti brevi in tutto il territorio nazionale, limitando i loro investimenti in software e personale, con la necessità dei proprietari di seconde case da mettere a reddito in maniera legale e trasparente, tracciando tutti i flussi di denaro e rispettando tutte le normative vigenti. I partner possono beneficiare di un ufficio di prenotazioni centralizzato e del contatto diretto dell’ufficio revenue di Italianway con le Online Travel Agencies d’oltralpe, che rimangono una vetrina fondamentale per promuovere le case italiane nel modo più ampio possibile. Inoltre nel 2020 un grande valore aggiunto sta arrivando dal Protocollo di pulizia e di sanificazione studiato per garantire agli ospiti un livello di sicurezza assoluta, selezionabile già con un filtro in fase di prenotazione”.

Dopo il crollo delle prenotazioni tra marzo e aprile, con picchi negativi del 98,5% a maggio, giugno ha fatto registra un tasso di occupazione del 10% degli affitti a breve termine con gli italiani che hanno prenotato il 79% delle strutture (erano il 52% un anno fa, ndr). “I volumi delle prenotazioni nulla hanno a che vedere con quelli dello scorso anno – chiosa l’imprenditore –, il turismo nel suo complesso ripartirà solo nel 2021. Al tempo stesso abbiamo diversi elementi in mano in base ai quali riteniamo che la voglia di vacanza degli italiani, incontrando il trend che prevede vacanze in appartamento per il 26% di loro, alla fine prevarrà e porterà a prenotazioni sotto data per riuscire a vivere un periodo di relax accessibile rispetto agli ultimi mesi. Le tariffe flessibili e la possibilità di cancellazione fino all’ultimo certamente stanno aiutando molto a generare ottimismo e a rompere gli indugi”.

https://it.businessinsider.com/vaca...re-la-prima-ota-italiana-degli-affitti-brevi/
 
Cassa integrazione: cosa fare alla fine delle 18 settimane
La circolare INPS del 10 luglio fornisce le indicazioni su cosa fare per la cassa integrazione ordinaria una volta che tutte le 18 settimane sono state fruite.

20 Luglio 2020

Le diverse circolari INPS definiscono la gestione della cassa integrazione e degli ammortizzatori sociali in emergenza Covid. Alla luce delle novità normative apportate dal Dl Rilancio e dal decreto-legge 16 giugno 2020, n. 52, l’istituto ha adeguato i criteri di calcolo delle settimane fruite e di quelle ancora spettanti con causale Covid. Con quella del 10 luglio si danno le indicazioni su cosa fare al termine delle 18 settimane di fruizione.

La cassa integrazione per l’emergenza, anche in deroga, può essere richiesta per 9 settimane più ulteriori 5 entro il 31 agosto 2020. Ci sono poi 4 settimane che possono essere richieste tra il 1° settembre e il 31 ottobre 2020, ma anche per periodi antecedenti come stabilito dal decreto n.52/2020. Una volta terminate le 18 settimane di cassa integrazione con causale COVID-19 i datori di lavoro possono fare richiesta di cassa integrazione ulteriore secondo la normativa solitamente in vigore.

La domanda di cassa integrazione ordinaria deve rientrare nelle causali previste dal decreto n.95442/2016, come per esempio “mancanza di lavoro/commesse e crisi di mercato”. Le regole ordinarie definiscono anche la durata della CIGO come da decreto n.148/2015.

Le causali ordinarie sono utilizzabili al termine delle 18 settimane anche se l’azienda evidenzia il legame delle stesse con l’epidemia di COVID-19 e in questo caso nella valutazione istruttoria non si dovrà verificare la sussistenza dei requisiti della transitorietà dell’evento e della non imputabilità dello stesso al datore di lavoro e ai lavoratori.

Al termine delle 18 settimane con causale COVID-19 le aziende possono fare richiesta della cassa integrazione ordinaria anche se la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa deriva da un ordine della pubblica autorità o di un ente pubblico. Esiste a tal proposito un’apposita causale che rientra in quelli che sono definiti EONE, vale a dire eventi non evitabili, come ad esempio un sisma o un’alluvione. Per l’assegno ordinario dai Fondi di solidarietà bilaterali bisognerà ugualmente fare riferimento alle disposizioni previste dai singoli regolamenti.

quifinanza.it
 
Cassa integrazione: cosa fare alla fine delle 18 settimane
La circolare INPS del 10 luglio fornisce le indicazioni su cosa fare per la cassa integrazione ordinaria una volta che tutte le 18 settimane sono state fruite.

20 Luglio 2020

Le diverse circolari INPS definiscono la gestione della cassa integrazione e degli ammortizzatori sociali in emergenza Covid. Alla luce delle novità normative apportate dal Dl Rilancio e dal decreto-legge 16 giugno 2020, n. 52, l’istituto ha adeguato i criteri di calcolo delle settimane fruite e di quelle ancora spettanti con causale Covid. Con quella del 10 luglio si danno le indicazioni su cosa fare al termine delle 18 settimane di fruizione.

La cassa integrazione per l’emergenza, anche in deroga, può essere richiesta per 9 settimane più ulteriori 5 entro il 31 agosto 2020. Ci sono poi 4 settimane che possono essere richieste tra il 1° settembre e il 31 ottobre 2020, ma anche per periodi antecedenti come stabilito dal decreto n.52/2020. Una volta terminate le 18 settimane di cassa integrazione con causale COVID-19 i datori di lavoro possono fare richiesta di cassa integrazione ulteriore secondo la normativa solitamente in vigore.

La domanda di cassa integrazione ordinaria deve rientrare nelle causali previste dal decreto n.95442/2016, come per esempio “mancanza di lavoro/commesse e crisi di mercato”. Le regole ordinarie definiscono anche la durata della CIGO come da decreto n.148/2015.

Le causali ordinarie sono utilizzabili al termine delle 18 settimane anche se l’azienda evidenzia il legame delle stesse con l’epidemia di COVID-19 e in questo caso nella valutazione istruttoria non si dovrà verificare la sussistenza dei requisiti della transitorietà dell’evento e della non imputabilità dello stesso al datore di lavoro e ai lavoratori.

Al termine delle 18 settimane con causale COVID-19 le aziende possono fare richiesta della cassa integrazione ordinaria anche se la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa deriva da un ordine della pubblica autorità o di un ente pubblico. Esiste a tal proposito un’apposita causale che rientra in quelli che sono definiti EONE, vale a dire eventi non evitabili, come ad esempio un sisma o un’alluvione. Per l’assegno ordinario dai Fondi di solidarietà bilaterali bisognerà ugualmente fare riferimento alle disposizioni previste dai singoli regolamenti.

quifinanza.it
@liside, @Umberto Di Giacomo, cosa ne pensate della missione di Conte in Europa (il premier, non il piangina dell'Inter che in Europa non ci sa stare)? Dal mio punto di vista un male necessario. Solo l'Europa può salvarci. Il problema è che far gestire i soldi a questi incompetenti significa ritrovarsi punto e a capo e con tanti debiti in più. Un po' come quando i miei mi davano i soldi per andare in gita scolastica: "mi raccomando, ti diamo qualcosa di più in caso di imprevisti, ma spendili solo se ne necessario". Tornavo a casa sempre senza soldi. Tutti spesi in scemenze di dubbia utilità (a parte l'alcol, quelli sono sempre ben spesi)
 
Inps, addio al codice Pin per accedere ai servizi
Dal 1° ottobre per accedere ai servizi il cittadino dovrà dotarsi di Spid, il sistema pubblico di identità digitale. Le istruzioni Inps

20 Luglio 2020

L’Inps comunica che, a partire dall’1 ottobre 2020, non saranno più rilasciati agli utenti i codici Pin per l’accesso ai servizi telematici del proprio portale istituzionale. Dovrà essere il cittadino a dotarsi di Spid, il sistema pubblico di identità digitale.


L’annuncio arriva con la circolare 87 del 17 luglio in cui l’Istituto comunica il prossimo switch off dal Pin Inps in favore del Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) per la fruizione dei servizi web e fornisce le istruzioni relative alla fase transitoria che porterà al 1 ottobre 2020.

Inps, cosa cambia dal 1 ottobre
Dall’inizio di ottobre non sarà più possibile chiedere il codice identificativo personale, ovvero il Pin dispositivo, finora utilizzato per avere accesso ai servizi che l’Istituto mette a disposizione sul proprio sito come, ad esempio, la richiesta di un sostegno al reddito, la verifica della propria pensione, degli assegni familiari, dei bonus e così via.
Tuttavia, il Pin dispositivo sarà mantenuto per gli utenti che non possono avere accesso alle credenziali Spid, come ad esempio i minori di diciotto anni o i soggetti extracomunitari, e per i soli servizi loro dedicati.
Può essere consigliabile già da subito per chi deve richiedere le credenziali di accesso ai servizi Inps non perdere tempo a richiedere il Pin ma indirizzarsi direttamente verso lo Spid.


Modalità di passaggio dal Pin allo Spid: la fase transitoria
Al fine di consentire il passaggio graduale dell’utenza verso le credenziali Spid, garantendo la continuità della possibilità di accesso ai servizi dell’Istituto, lo switch-off dal Pin allo Spid sarà preceduto da una fase transitoria, che avrà inizio il 1° ottobre 2020 e nel corso della quale:

  • non saranno rilasciati nuovi Pin agli utenti, salvo quelli richiesti da utenti che non possono avere accesso alle credenziali Spid e per i soli servizi loro dedicati;
  • i Pin già in possesso degli utenti conserveranno la loro validità e potranno essere rinnovati alla naturale scadenza fino alla conclusione della fase transitoria.
quifinanza.it
 
@liside, @Umberto Di Giacomo, cosa ne pensate della missione di Conte in Europa (il premier, non il piangina dell'Inter che in Europa non ci sa stare)? Dal mio punto di vista un male necessario. Solo l'Europa può salvarci. Il problema è che far gestire i soldi a questi incompetenti significa ritrovarsi punto e a capo e con tanti debiti in più. Un po' come quando i miei mi davano i soldi per andare in gita scolastica: "mi raccomando, ti diamo qualcosa di più in caso di imprevisti, ma spendili solo se ne necessario". Tornavo a casa sempre senza soldi. Tutti spesi in scemenze di dubbia utilità (a parte l'alcol, quelli sono sempre ben spesi)
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D'accordo con te.
Pur non amando quelli alla Rutte, devo convenire che non ha tutti i torti, salvo appuntare "da quale pulpito viene la predica...". I "sovranisti" mi hanno sempre procurato allergia, ed anche qualcosa di più, ma se Conte, non l'interista, si fosse presentato al cospetto europeo dicendo magari: riduco le pensioni d'oro, elimino gli enti inutili, tolgo le accise obsolete, mi riduco personalmente lo stipendio sapendo che non si risparmierà granchè, ma mando un segnale forte a voi e agli italiani tutti, e via dicendo, (scusate, ma devo ripetermi) magari la pillola sarebbe stata più facile da ingoiare per gli olandesi, austriaci e compagnia bella...
 
Bonus per salvare i ristoranti, la proposta della Bellanova
La ministra dell'Agricoltura vorrebbe distribuire 1 miliardo di euro da dividere tra 180 mila esercizi: 5 mila euro a testa a fondo perduto

23 Luglio 2020

Un fondo ad hoc di 1 miliardo di euro da destinare a 180 mila ristoranti: 5 mila euro a testa, da destinare a fondo perduto per l’acquisto di prodotti agroalimentari nazionali. Questa la proposta della ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, per evitare un crack da 34 miliardi di euro nel 2020 a causa del coronavirus. La stima della perdita è di Coldiretti, che definisce il bonus pensato dalla ministra non solo importante, ma necessario per garantire un’immediata iniezione di liquidità nel sistema, favorire i pagamenti delle prime settimane di riapertura e sostenere l’acquisto di prodotti italiani.

Coldiretti, i numeri dei ristoranti: calo del 40%
Il lockdown prima e le condizioni di riapertura poi hanno frenato gli italiani: a causa della pandemia i consumi extradomestici per colazioni, pranzi e cene sono stimati in calo del 40%. Un colpo durissimo per la ristorazione, dato che la situazione pre-Covid vedeva il 35% degli italiani mangiare abitualmente fuori casa: valore generato, 86 miliardi di euro.

Il crollo vertiginoso mette a rischio il lavoro di 1,3 milioni di addetti e il futuro di 180 mila ristoranti. Crollo che pesa poi anche sulla vendita di prodotti agroalimentari: carne e pesce, ma anche salumi e formaggi, passando poi per il vino e la birra. Non poter mangiare fuori causa infatti una domanda minore di cibi e bevande, dunque uno stallo nella filiera produttiva in più parti.

Il problema dell’assenza dei turisti
L’altro grande problema per la ristorazione è l’assenza totale, o quasi, dei turisti dall’estero. Nel 2019, infatti, gli stranieri in vacanza d’estate erano stati 16 milioni. Ne stanno facendo le spese soprattutto le città d’arte: chi sceglie di venire in Italia, infatti, lo fa quasi esclusivamente per raggiungere il Sud, le Isole. Più indietro il Centro, in grave difficoltà il Nord-Ovest.

Per sostenere la filiera agroalimentare dal campo alla tavola, Coldiretti è impegnata nella mobilitazione #MangiaItaliano. La campagna punta a favorire il consumo di cibo 100% tricolore nei mercati, nei ristoranti, negli agriturismi con il coinvolgimento di numerosi volti noti della televisione, del cinema, dello spettacolo, della musica, del giornalismo, della ricerca e della cultura, ma anche di industrie alimentari e distribuzione commerciale rappresentate in Filiera Italia.

quifinanza.it
 
Mascherina in auto: le regole per viaggiare in sicurezza
Tutte le regole di distanziamento sociale da rispettare a bordo di un'automobile tra conviventi e non

23 Luglio 2020

La situazione legata all’emergenza Coronavirus sta lentamente migliorando in Italia. Dopo il lockdown è iniziata la ripartenza di tutto il Paese, anche se il livello di guardia deve restare sempre alto per limitare i nuovi contagi. Le regole sul distanziamento sociale restano in vigore anche per i viaggi in auto, con differenze tra conviventi e non.

Per i conviventi non c’è alcun problema: è consentito viaggiare insieme nella stessa auto senza nessun tipo di vincolo. Una famiglia con due adulti e tre figli, per esempio, può viaggiare tranquillamente senza problemi, a patto che la vettura sia omologata per cinque posti.

È possibile l’utilizzo di auto e altri mezzi di locomozione tra persone non conviventi. In questo caso vanno rispettate le stesse misure di precauzione del trasporto non di linea: la presenza del solo guidatore nella parte anteriore della vettura, due passeggeri al massimo per ciascuna ulteriore fila di sedili posteriori e l’obbligo per tutti i passeggeri di indossare la mascherina. Per chi viaggia da solo, invece, non c’è alcun obbligo di indossare la mascherina.

Per i non conviventi, l’obbligo di indossare la mascherina può essere derogato nella sola ipotesi in cui la vettura risulti dotata di un separatore fisico come un vetro di plexiglas fra la fila anteriore e posteriore della macchina. In questo caso è ammessa la presenza del guidatore nella fila anteriore e di un solo passeggero dietro.

Contravvenire a queste regole porta a multe salate: cinque ragazzi non conviventi, nei pressi di Reggio Emilia, sono stati multati di 533 euro a testa per aver viaggiato su un’auto di grossa cilindrata senza alcun dispositivo di protezione.

Le regole di distanziamento sociale tra i non conviventi consentono a sole tre persone di occupare una vettura di cinque posti, mentre in caso di auto da sette posti il numero degli occupanti sale a cinque, con l’obbligo per tutti di indossare la mascherina. In presenza di un separatore fisico come un vetro in plexiglas tra la fila anteriore e posteriore della vettura, con un solo passeggero seduto dietro, non è obbligatorio indossare la mascherina all’interno della vettura.

Rispetto alla prima fase dell’emergenza Coronavirus è consentito spostarsi tra regioni diverse per qualsiasi motivo. Gli spostamenti possono comunque essere limitati da provvedimenti statali. I soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre superiore ai 37,5° C, hanno l’obbligo di restare presso il proprio domicilio. Non uscire da casa se si è sottoposti alla misura della quarantena dopo la positività.

virgilio motori
 
Una tristezza infinita...

Milano, un robot al posto del barista: "In tempo di Covid rassicura i clienti. E prepara cocktail all'infinito"
Toni è il primo barman robotico d’Italia, è composto da due braccia meccaniche in grado di creare ogni tipo di cocktail lavorando con le 158 bottiglie posizionate sul soffitto della propria struttura. Per interagire con il robot della Makr Shakr è necessario ordinare con un tablet o il proprio cellulare attraverso una app, accedendo alla lista delle bevande o creando da zero il proprio drink, limitando al minimo i contatti con camerieri e bartender del locale affacciato su piazza Duomo. Come affermato da uno dei dipendenti, "post lockdown i visitatori sono notevolmente diminuiti, ma grazie a Toni i clienti si sentono più sicuri e sereni" di fronte al rischio di contagio. E a coloro che temono che di questo passo, un giorno, le macchine sostituiranno la manodopera umana, i gestori rassicurano: "Con il robot viene a mancare la figura dell'uomo dietro al bancone del bar, ma aggiunge posti lavoro per tecnici che si occupino di manutenzione, pulizia e rifornimento del barista robotico".
di Edoardo Bianchi

https://video.repubblica.it/edizion...65023?ref=RHPPTP-BS-I253430426-C12-P9-S5.3-T1
 

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