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Miscellanea

Caso 2
Volo cancellato, la compagnia non mi offre né voucher né rimborso

Buonasera,
avevo un volo Alitalia Londra/Roma del 9 maggio 2020 che pur non essendo stato cancellato non ho potuto prenderlo in quanto mi era stato cancellato il volo di andata.

Per questo inadempimento ho inviato una PEC alla compagnia aerea il 21 maggio scorso. Ancora sto aspettando una risposta. Cosa dovrei fare per avere almeno un voucher? O secondo lei non mi spetta neanche quello?
Grazie per l’eventuale risposta

Ha pacificamente diritto a ottenere il rimborso che le compagnie spesso non effettuano confidando nella tradizionale disaffezione dei consumatori nei confronti del servizio giustizia. La Commissione europea a tal riguardo ha già avviato una procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia, che nella conversione in legge del Dl Rilancio ha previsto che, a scadenza dei 12 mesi di validità del voucher, se non è stato utilizzato debba essere convertito in denaro. Ma resta il problema di fondo: le compagnie aeree sono ancora libere di negare il rimborso immediato, che invece le normative europee prevedono.

Risponde Domenico Romito di Avvocati dei Consumator

repubblica.it
 
Ali-taglia. cercano di tenerla in vita, ma al compagnia di bandiera è clinicamente morta. solo un pozzo senza fondo in cui si perdono fiumi di denaro pubblico. il nostro. vabbè di soldi miei ce ne sono pochi, essere poveri ha i suoi vantaggi
 
Bonus bancomat, fino a 300 euro per chi lo usa: quanto spendere per ottenerlo
Il governo vuole combattere l'evasione fiscale e incentivare i microconsumi: chi pagherà con le carte potrà quindi ricevere un vero e proprio cashback

8 Settembre 2020

Il governo ha confermato la volontà di avviare, dal 1° dicembre 2020, il suo piano cashback. Si tratta del punto di forza di un suo progetto più ampio che prevede la diminuzione consistente dell’uso del contante a beneficio dei pagamenti con bancomat e carta di credito, così da limitare sensibilmente l’evasione fiscale. Lo stesso premier, Giuseppe Conte, ha incontrato i principali soggetti dell’universo dei servizi di pagamento in Italia: da Intesa Sanpaolo a Postepay, da American Express a Unicredit, fino a Satispay.

Bonus cashless, i passi già compiuti
A parlare del piano cashless anche Roberto Gualtieri, ministro dell’Economia. Il titolare del Mef ha sottolineato come sia una grande leva per combattere l’evasione fiscale. In effetti è una priorità di questo governo, il presidente del Consiglio lo aveva già anticipato a metà giugno, al termine degli Stati generali. Da allora sono stati compiuti passi importanti:

  • dal 1° luglio è previsto il credito d’imposta del 30% delle commissioni addebitate ai commercianti e professionisti per le transazioni fatte con carte di credito, di debito o prepagate e altri strumenti tracciabili;
  • dalla fine di luglio, dopo un accordo stretto con Bancomat, Mastercard e Visa, è stato stabilito che a partire dal 2021 si alzerà la soglia per i pagamenti contactless senza pin in Italia: dagli attuali 25 euro si salirà a 50 euro.
Slittati, invece, sia la lotteria degli scontrini sia i premi (bonus Befana) per i consumatori che pagano con carta: i 3 miliardi stanziati con l’ultima manovra sono stati utilizzati infatti per le coperture del decreto Rilancio.

Bonus cashless dal 1° dicembre, i dettagli
Adesso il governo sembra stia accelerando e il piano cashless potrebbe partire a dicembre. Le operazioni dovranno essere rendicontate attraverso PagoPa, la piattaforma della pubblica amministrazione, ma non solo.

Le informazioni dovranno passare per l’Agenzia delle entrate visto che la posizione di Conte è puntare sugli incentivi, quindi sul cashback: secondo gli operatori che hanno incontrato il premier, si ipotizza che per spese sostenute attraverso carte di credito o pagamenti elettronici da 3 mila euro complessivi in su possa scattare un credito a favore del consumatore pari al 10%.

Da decidere, ancora la forma che avrà il credito erogato (se cash o altro). Ci sarà anche un numero minimo di operazioni da effettuare, questo per incentivare i microconsumi.

Inoltre dal 1° gennaio potrebbe affiancare la lotteria degli scontrini un’estrazione aggiuntiva, dedicata a chi usa la moneta elettronica.

quifinanza.it
 
Bonus bancomat, fino a 300 euro per chi lo usa: quanto spendere per ottenerlo
Il governo vuole combattere l'evasione fiscale e incentivare i microconsumi: chi pagherà con le carte potrà quindi ricevere un vero e proprio cashback

8 Settembre 2020

Il governo ha confermato la volontà di avviare, dal 1° dicembre 2020, il suo piano cashback. Si tratta del punto di forza di un suo progetto più ampio che prevede la diminuzione consistente dell’uso del contante a beneficio dei pagamenti con bancomat e carta di credito, così da limitare sensibilmente l’evasione fiscale. Lo stesso premier, Giuseppe Conte, ha incontrato i principali soggetti dell’universo dei servizi di pagamento in Italia: da Intesa Sanpaolo a Postepay, da American Express a Unicredit, fino a Satispay.

Bonus cashless, i passi già compiuti
A parlare del piano cashless anche Roberto Gualtieri, ministro dell’Economia. Il titolare del Mef ha sottolineato come sia una grande leva per combattere l’evasione fiscale. In effetti è una priorità di questo governo, il presidente del Consiglio lo aveva già anticipato a metà giugno, al termine degli Stati generali. Da allora sono stati compiuti passi importanti:

  • dal 1° luglio è previsto il credito d’imposta del 30% delle commissioni addebitate ai commercianti e professionisti per le transazioni fatte con carte di credito, di debito o prepagate e altri strumenti tracciabili;
  • dalla fine di luglio, dopo un accordo stretto con Bancomat, Mastercard e Visa, è stato stabilito che a partire dal 2021 si alzerà la soglia per i pagamenti contactless senza pin in Italia: dagli attuali 25 euro si salirà a 50 euro.
Slittati, invece, sia la lotteria degli scontrini sia i premi (bonus Befana) per i consumatori che pagano con carta: i 3 miliardi stanziati con l’ultima manovra sono stati utilizzati infatti per le coperture del decreto Rilancio.

Bonus cashless dal 1° dicembre, i dettagli
Adesso il governo sembra stia accelerando e il piano cashless potrebbe partire a dicembre. Le operazioni dovranno essere rendicontate attraverso PagoPa, la piattaforma della pubblica amministrazione, ma non solo.

Le informazioni dovranno passare per l’Agenzia delle entrate visto che la posizione di Conte è puntare sugli incentivi, quindi sul cashback: secondo gli operatori che hanno incontrato il premier, si ipotizza che per spese sostenute attraverso carte di credito o pagamenti elettronici da 3 mila euro complessivi in su possa scattare un credito a favore del consumatore pari al 10%.

Da decidere, ancora la forma che avrà il credito erogato (se cash o altro). Ci sarà anche un numero minimo di operazioni da effettuare, questo per incentivare i microconsumi.

Inoltre dal 1° gennaio potrebbe affiancare la lotteria degli scontrini un’estrazione aggiuntiva, dedicata a chi usa la moneta elettronica.

quifinanza.it
questa cosa mi era sfuggita. mi riservo di approfondire. Certo che con il popolo italico, amante del nero (in tutti i sensi, ahimè) sarà dura. Tracciare tutti i pagamenti non rientra nel nostro dna, si rischia di diventare onesti
 
Versamenti fiscali sospesi per Covid-19: le nuove modalità di pagamento
I vari decreti fiscali d’emergenza Covid-19, e precisamente l’art. 18 del DL 18/2020 “Cura Italia”, gli artt. 18 e 19 del DL 23/2020 “Decreto Liquidità” e infine gli artt. 126 e 127 del DL 34/2020 “Decreto Rilancio”, hanno sospeso per il periodo marzo-maggio 2020 alcuni versamenti scadenti in tale periodo. Si tratta generalmente di:

  • ritenute ex (art. 23 e 24, D.P.R. n. 600/1973) sui redditi di lavoro dipendente e assimilati;
  • addizionali regionali e comunali IRPEF;
  • contributi previdenziali e assistenziali;
  • IVA;
  • INAIL;
  • ritenute ex art. 25 e 25 bis DPR 600 non subite su richiesta dai professionisti e agenti di commercio.
Le novità introdotte dal “Decreto Agosto”
Il DL 104/2020 (Decreto Agosto) ha introdotto un’ulteriore modalità di rateizzazione dei versamenti sospesi, che si va ad aggiungere a quella già esistente. In particolare, tale modalità prevede che i suddetti versamenti sospesi possano essere effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in due tranches:

  • il 50% delle somme dovute in un’unica soluzione entro il 16 settembre 2020 o in 4 rate di pari importo sempre a partire da tale data;
  • il restante 50% delle somme dovute in un’unica soluzione entro il 16 gennaio 2021 o in 24 rate di pari importo sempre a partire da tale data.
Facendo un esempio numerico, se il debito dovuto è pari a 48.000 euro, è possibile versare:

  • 000 euro (il 50% del debito) entro il 16 settembre in una unica soluzione o in 4 rate mensili da 6.000 euro l’una dal 16 settembre fino al 16 dicembre 2020;
  • 000 euro (il restante 50% del debito) entro il 16 gennaio 2021 in una unica soluzione o in 24 rate mensili da 1.000 euro l’una sempre a partire dal 16 gennaio 2021.
Somme dovute a seguito di atti di adesione, conciliazione, rettifica e liquidazione
Sempre a partire dal 16 settembre 2020 riprendono i versamenti, in scadenza tra il 9 marzo e il 31 maggio 2020, delle somme dovute a seguito di atti di accertamento con adesione, conciliazione, rettifica e liquidazione (art. 149, D.L. n. 34/2020).

Per approfondire l’argomento clicca e ascolta il podcast di QuiFinanza a cura del Dottor Davide Giampietri, Dottore Rag. Commercialista, Revisore Legale, in collaborazione con Fisco7.

https://www.spreaker.com/user/quifi...m_source=user:11952778&utm_term=episode_title

quifinanza.it
 
Booking.com to close at least five of its global offices

14th September 2020 Paul Stevens


Worldwide: Online travel agency Booking.com is closing at least five of its offices around the world, in Bellevue, Washington [US], London and Cambridge [England], Toronto [Canada], and Split [Croatia].

The company announced the redundancies and economic cutbacks on a live call with more than 800 employees on Thursday [10 September]. The layoffs are effective with immediate effect.

It comes just a month after Booking.com, which is a subsidiary and flagship company of Booking Holdings, announced it would make up to 25 per cent of its global workforce redundant [around 4,000 employees] due to the impact of the Covid-19 pandemic. In the last financial quarter, the brand reported a 91 per cent drop in gross travel bookings.

Booking Holdings also owns brands such as Kayak, Priceline, and OpenTable, employing more than 17,000 people across its offices around the world.

According to a Worker Adjustment and Retraining Notification sent by the Washington Employment Security Department, 235 employees are being let go by Booking.com at its Bellevue office.

In the UK, both of Booking.com’s offices in London and Cambridge will also shut their doors, affecting around 400 workers in the latter case. Its customer service centre at the city’s Westbook Centre has also been touted to shut as part of the company’s latest global restructuring plans.

A spokesperson for Booking.com told Cambridgeshire Live: “Seven months since Covid-19 was declared a pandemic, we continue to feel the immense impact of this unprecedented social and economic crisis.

“The UK remains a very important market for us. The changes being made in the UK are part of our global restructure, announced in August, when we indicated that up to 25 per cent of Booking.com’s global workforce is intended to be impacted due to the devastating impact the Covid-19 crisis has had on the travel industry and the Booking.com business.

“While we have done much to save as many jobs as possible, with travel volumes significantly reduced and unlikely to recover to pre-Covid levels for years to come, we unfortunately, like so many other companies in the travel sector, must restructure our organisation to match our expectation of the future of travel and succeed in a new travel environment,” it added.

Meanwhile on Friday, it was announced by Booking’s Croatian headquarters in the capital city of Zagreb that the company’s office in Split would permanently shut. According to news website Slobodna Dalmacija, the closure had been anticipated for several days prior to the decision, which comes as a heavy blow to a country which relies on travel and tourism for an estimated 20 per cent of its GDP.

A statement to the publication read: ”In August, we announced that due to the devastating impact of the Covid-19 crisis, we will be forced to reduce the number of our employees globally. Unfortunately, we can confirm that the employees in our Split office are also affected by the announced changes in business.”

A similar situation has also unfolded in Toronto, Canada, where the permanent closure of Booking.com’s offices have led to a reported 500 people losing their job. Furthermore, its offices in Amsterdam will be partially closed.

Sites in France and Spain are believed to have been spared closure for the foreseeable future.

OTA rivals such as Expedia and Airbnb have also been forced into significant cutbacks this year. The former laid off around 3,000 employees even before the height of the pandemic in February, while the latter trimmed its workforce by 25 per cent back in May.


https://shorttermrentalz.com/news/booking-com-offices-closures/
 
L'azienda di Pomezia: "Se i test saranno positivi, le prime dosi del vaccino all'Italia a novembre"
Di Lorenzo, presidente della Irbm: "Fiale pronte se non ci saranno criticità nella sperimentazione". E il ministro degli Esteri Di Maio: "Stiamo lavorando ad un accordo europeo"

16 settembre 2020

ROMA - "I primi 2-3 milioni di dosi del vaccino anti Covid Oxford-Irbm-AstraZeneca dovrebbero arrivare all'Italia entro la fine di novembre se la sperimentazione in corso procederà positivamente, dopo la sospensione temporanea a causa di una reazione sospetta su un volontario poi dimostratasi non legata al candidato vaccino". Lo afferma all'Ansa Piero di Lorenzo, presidente della Irbm di Pomezia, che ha collaborato con lo Jenner Institute della Oxord Universiìty alla messa a punto del prototipo di vaccino. Se non si verificheranno criticità e la sperimentazione proseguirà come previsto, dunque, "sarà rispettata - ha aggiunto - la tempistica già annunciata dallo stesso ministro della Salute, Roberto Speranza".

"Stiamo lavorando a un grande accordo europeo per il vaccino anti Covid, la cui sperimentazione sta andando avanti". Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio intervenendo a Benevento ad un incontro con gli elettori insieme con la candidata alla presidenza alle regionali Valeria Ciarambino. "Faccio il tifo - ha aggiunto il responsabile della Farnesina - per gli altri Paesi che sono in lockdown, perché sono i Paesi dei turisti che vengono qui in Italia"
La sperimentazione del vaccino è ripresa dopo la temporanea sospensione dovuta ad una reazione avvera su uno dei 50mila volontari che stanno prendendo parte ai test. Il volontario era stato colpito da un'infiammazione spinale, la mielite acuta trasversa, che consiste in un'infiammazione in uno o più segmenti adiacenti del midollo spinale. Il comitato di esperti indipendenti che ha esaminato la questione ha però stabilito in pochi giorni che tale reazione non era collegata all'inoculazione del candidato vaccino.
Questa sperimentazione, spiega di Lorenzo, "è infatti condotta in doppio cieco: ciò vuol dire che nè i medici nè i pazienti sanno a quali dei volontari è somministrato il candidato vaccino ed a quali solo placebo. Dunque - conclude - la reazione sospetta potrebbe anche essersi verificata su un volontario che aveva assunto il placebo e non il farmaco".

repubblica.it
 
Global Blue: turismo internazionale, per ragioni fiscali l’Italia rischia di perdere attrattività
di Marco Sabella17 set 2020

L’Italia rischia di rimanere il Paese europeo con la normativa fiscale meno attraente per i turisti internazionali che, non appena sarà possibile, decideranno di tornare a viaggiare nel Vecchio Continente. L’Italia rimane immobile mentre gli altri “vicini-competitor” mettono in atto politiche fiscali sempre più attrattive.
(continua su https://www.corriere.it/economia/co...ta-27dbdebc-f8db-11ea-b4b0-f49c5435d3f2.shtml)
 
per
Global Blue: turismo internazionale, per ragioni fiscali l’Italia rischia di perdere attrattività
di Marco Sabella17 set 2020

L’Italia rischia di rimanere il Paese europeo con la normativa fiscale meno attraente per i turisti internazionali che, non appena sarà possibile, decideranno di tornare a viaggiare nel Vecchio Continente. L’Italia rimane immobile mentre gli altri “vicini-competitor” mettono in atto politiche fiscali sempre più attrattive.
(continua su https://www.corriere.it/economia/co...ta-27dbdebc-f8db-11ea-b4b0-f49c5435d3f2.shtml)
ragioni fiscali l'italia rischia di perdere tutto. vedi le aziende che se ne vanno in olanda, tipo FCA
 
Pensioni, scattano i tagli: assegni più bassi dal 2021
Chi si pensionerà nel 2021 vedrà un calo della quota dell’assegno calcolata col sistema contributivo, rispetto ai pensionati 2019-2020. I motivi

18 Settembre 2020

Chi andrà in pensione nel 2021 perderà una piccola quota di assegno perché il calcolo col sistema contributivo sarà fatto con i nuovi coefficienti di trasformazione che saranno più bassi rispetto ai pensionati 2019-2020.


Cos’è il coefficiente di trasformazione
Il coefficiente di trasformazione è un valore, espresso in percentuale, che si applica alla somma dei contributi accantonati dal lavoratore per trasformarli in assegno di pensione.
Il valore cresce con l’età pensionabile, ma è diminuito periodicamente, se si riscontrano aumenti della speranza di vita media.
Gli ultimi incrementi rilevati dall’Istat hanno determinato un calo dei coefficienti sino allo 0,04%: in pratica su un montante contributivo pari a 300mila euro l’applicazione dei nuovi coefficienti comporta una perdita di 120 euro l’anno, che diventano 500 euro se confrontati coi coefficienti utilizzati sino al 2018 e ben mille euro al confronto dei valori utilizzati sino al 2015. Un impoverimento notevole dei nuovi pensionati che sembra non avere fine, così come pare aumentare all’infinito la speranza di vita media.




Assegni pensionistici più bassi, le cause
I principali colpevoli della diminuzione delle pensioni risultano dunque il Pil, l’indice dei prezzi al consumo e gli adeguamenti alla speranza di vita media.
Il problema delle pensioni più basse dal 2021 riguarda anche chi si è già pensionato da tempo, scrive Laleggepertutti riportata da Adnkronos. Ogni anno, difatti, l’importo di tutte le prestazioni erogate dall’Inps viene adeguato all’inflazione (o meglio all’indice Istat Foi, l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati), attraverso il cosiddetto meccanismo della perequazione. (leggasi: persecuzione, nota di liside).
Considerando il pessimo andamento del 2020, emerge non solo il rischio che le pensioni non aumentino, ma addirittura che diminuiscano.

Al termine di ogni anno, è infatti emanato dal ministero dell’Economia e delle Finanze un decreto che fissa in via previsionale la variazione percentuale da applicare alle pensioni erogate nell’anno successivo. Proprio perché provvisorio, il valore viene poi sostituito, al termine dell’anno considerato, da un indice di variazione definitiva, sulla cui base è effettuato un conguaglio tra la stima iniziale e il valore effettivo riscontrato.

Il conguaglio può essere negativo, nell’ipotesi in cui la variazione definitiva si riveli inferiore a quella prevista: se il conguaglio è negativo, la differenza viene sottratta dalla pensione. Sarebbero comunque allo studio specifici interventi per evitare il decremento dei trattamenti liquidati dall’Inps.

Per quanto riguarda infine il crollo del Pil, che dovrebbe riflettersi sul tasso di capitalizzazione dei contributi per la pensione, indicato annualmente dall’Istat, le conseguenze si vedranno a partire dal 2023. Solo il tasso di capitalizzazione del 2022, che riguarda i pensionamenti tra il 1° gennaio 2023 ed il 31 dicembre 2023, sarà difatti influenzato dalla crisi del 2020, in quanto calcolato sulla base della variazione media del Pil del quinquennio 2015-2020.

In collaborazione con Adnkronos

quifinanza.it

Nota di liside: la legge sarebbe più completa se prevedesse, ai fini del mantenimento dell'obolo senza ulteriori tagli insiti nella siffatta riforma, che sono "fisiologigi", la stipula, alla maggiore età, di un impegno da parte del futuro pensionato a cessare di vivere all'età del primo taglio della pensione previsto dall'INPS.
Le modalità dell'eutanasia sono ancora tutte da scrivere.
Buona vita!:p:p:p:p
 
C'entra poco (anzi, niente) con questo forum, ma la notizia voglio comunque darla.
Se cancellate il post capisco, non mi offenderò...

Morta Rossana Rossanda, fondatrice del Manifesto, giornalista e intellettuale

20 settembre 2020



E' morta nella notte Rossana Rossanda, giornalista, intellettuale, scrittrice, fondatrice del Manifesto. Aveva 96 anni e si è spenta nella notte nella sua casa di Roma. La notizia è stata data dal sito del Manifesto che ha annunciato un'edizione speciale del giornale per martedì per ricordare la giornalista.

repubblica.it
 
C'entra anche poco, ma è stato uno dei miei miti, insieme a pintor. le loro prime pagine erano memorabili. ps. facciamo turismo: il fratello di luigi pintor, giaime, era un partigiano. Morì su un mina dei tedeschi a ridosso della linea gustav, tra castelnuovo a volturno (molise) e monte marrone. sono bei posti, praticamente siamo nel parco nazionale d'abruzzo, lazio e molise. a pochi chilometri, c'è l'area archeologica di san vincenzo al volturno. ciò che resta di un'abbazia che fu punto di riferimento per mezza europa nel medioevo, carlo magno compreso
 
Uno spray nasale anti Covid: potremo sradicare il virus con una semplice inalazione?
I ricercatori dell'Università della California stanno lavorando a uno spray nasale che potrebbe non curare il Coronavirus, ma addirittura prevenirlo

30 Settembre 2020

Mentre anche in Italia le Regioni si preparano a rafforzare le terapie intensive con piano di emergenza ad hoc, a stroncare il Covid potrebbe essere un “semplicissimo” spray nasale.
Come funziona lo spray nasale anti-Covid

I ricercatori della Porton Down della Public Health England stanno lavorando a uno spray nasale che potrebbe non curare il Coronavirus, ma addirittura prevenirlo. Gli specialisti hanno creato una molecola che ritengono essere uno dei più potenti composti anti-Covid testati finora.

Utilizzato settimanalmente, questo spray potrebbe ridurre considerevolmente la replicazione del virus nell’organismo, riducendo le possibilità di trasmissione dell’infezione.

Mentre l’evidenza scientifica dimostra che chi è stato sottoposto a più vaccini, in particolare i bambini, ha meno probabilità di contrarre il Covid o di ammalarsi in forma grave, questa ricerca, pubblicata sul sito open access bioRxiv, dimostra che le molecole possono innescare una risposta immunitaria che rilascia una sostanza chiamata INNA-051. Questa a sua volta attiva una serie di processi tra cui il rilascio di citochine, tipo di proteina in grado di impedire al virus di replicarsi e attaccarsi alle cellule sane.

I ricercatori hanno sviluppato il tutto in una formula aerosol e ritengono che possa essere utilizzata come spray nasale o inalatore che le persone potrebbero auto-somministrarsi.
L’esperimento sui furetti

Più recentemente un gruppo di scienziati dell‘Imperial College di Londra e della società biotecnologica australiana Ena Respiratory ha testato la formula nei furetti che erano stati esposti al Covid-19. I furetti sono diventati l’animale standard per i test Covid-19 perché più suscettibili al virus rispetto ad altri animali.

La formula INNA-051 è stata somministrata nel naso di un gruppo di furetti, mentre a un altro gruppo è stato somministrato un placebo. Cinque giorni dopo i furetti trattati con la formula avevano il 96% in meno di carica virale rispetto a quelli a cui era stato somministrato il placebo.

Il prossimo passo è scoprire se è sicuro somministrarlo agli esseri umani. In caso di successo, si spera che lo spray possa essere utilizzato quotidianamente come protezione contro il virus fino a quando non sarà disponibile un vaccino.
Le conseguenza attese

“Siamo rimasti sbalorditi dall’efficacia del nostro trattamento”, ha commentato il dott. Christophe Demaison, amministratore delegato di Ena Respiratory. “Aumentando la risposta immunitaria naturale dei furetti con il nostro trattamento, abbiamo assistito a una rapida eradicazione del virus”.

Il composto artificiale INNA-051, sviluppato inizialmente come presidio per contrastare raffreddore e influenza comune, inizierà la sperimentazione umana entro i prossimi quattro mesi.

Se gli esseri umani risponderanno in modo simile, i benefici del trattamento saranno duplici. Gli individui esposti al virus molto probabilmente lo elimineranno rapidamente, garantendo che la malattia non progredisca oltre i sintomi lievi.

Lo spray contiene molecole progettate per attivare i recettori TLR2 e TLR6 sulle cellule epiteliali della mucosa che rivestono la gola e il naso, in modo da aumentare la presenza di globuli bianchi e potenziare la risposta immunitaria dell’organismo. Aspetto particolarmente rilevante per i soggetti considerati più a rischio.

Inoltre, la rapidità di questa risposta significa che è improbabile che gli individui infetti lo trasmettano, il che significa un rapido arresto della trasmissione del virus all’interno della comunità.

quifinanza.it
 
Amazon jumps into virtual tourism, offering live one-on-one experiences around the world
BY TODD BISHOP on September 29, 2020 at 6:00 am

One morning last week, I went on a walking tour of Quebec City with an experienced local tour guide, from the majestic Parliament of Quebec to the picturesque Saint Lawrence River. I asked questions, took pictures, learned about the multinational history of the Canadian neighborhood, and even visited a local shop to pick out a maple leaf ornament as a souvenir.
Later that afternoon, I visited a kitchen in Buenos Aires for a one-on-one lesson in making traditional Argentinian empanadas from an expert tour guide and cook. I soaked up the culinary and cultural history of the country, quizzed my host about the recipe, and left confident in my ability to make the savory pastries on my own.
All of this happened without leaving my desk in blustery Seattle. No, the experience wasn’t the same as actually traveling to a faraway destination, but it was close, or as close as many of us can get right now.
This is the evolution of tourism, at least in Amazon’s world.
After months of secretive testing, the company is unveiling “Amazon Explore,” a new tech platform and marketplace that offers access to live virtual experiences with tour guides, store owners and other local experts in countries around the world.
A public beta of the service is launching Tuesday for Amazon’s US customers, who can request an invite for access to buy the virtual experiences.
While it might seem like the perfect tourism play for the pandemic, Amazon Explore has actually been in the works since long before global travel restrictions took effect. Of course, the big difference now is the increase in demand from would-be tourists, and the interest from tour guides and others who have seen their business plummet this year. A new report from Comscore says 2020 “will likely go down as the worst year in the history of online travel due to the pandemic.”
My tour guide in Quebec City, Hongying Tang, owner of HQ Tourism Services, said she was originally approached by Amazon in November of last year. She was intrigued, but didn’t see as much need for the service back then, with a busy schedule of in-person tours at the time.
But she got serious about participating in the Amazon Explore private beta earlier this year, when the impact of the pandemic on her business became clear.
“I’m like, OK, let’s get started, because this is the future,” she recalled. She has been able to keep her team working while other tour operators have gone dormant.
Amazon isn’t the first to try virtual experiences. Most notably, Amazon Explore pits the company against Airbnb, which launched its own marketplace for live virtual experiences in April as a distraction for quarantined would-be travelers and a lifeline for its business in the early days of the COVID-19 pandemic.
While Airbnb Online Experiences are available to small groups of people from different locations, Amazon is following its own path by focusing on one-on-one experiences for purchase, primarily by individuals and families. Amazon’s platform also lets its customers visit shops and purchase items of local interest to be shipped to their homes.
Other key details of Amazon Explore:
  • Hosts set the price of the experiences, and current prices range from US$10 to US$200, although the price range could expand as more experiences are added. Sessions generally range from 35 minutes to an hour.
  • Most of the experiences are international, but some are in the US, such as shopping in a Mississippi boutique, and smartphone photo lessons from a photographer in New York.
  • Amazon uses its own tech platform, with features such as the ability for customers to click on the screen to show the host which building they want to see on a walking tour, or which item they want to purchase when visiting a shop. Customers can also click on a camera icon to snap a picture virtually, with images available for download afterward.
  • On their end, hosts can overlay images such as historic photographs of the street they’re walking down, or the ingredients for a recipe.
  • For cooking experiences, the recipe is also shared in advance so that customers can cook at the same time. My host in Argentina, Daniela Elias of Signature Tours, said about 80% of customers in the private beta have cooked along with her.
  • The video is two-dimensional, streamed through the host’s phone or other device, not available in virtual reality, although Amazon included VR among a long list of features that it asked participants in the private beta if they’d be interested in seeing added.
  • The video is one-way, and the audio is two-way. Customers and hosts can hear each other, but hosts can’t see customers. In both of my experiences, the connection was reliable and consistent, even during the walking tour.
  • Booking, payment and other logistics are handled directly through Amazon.com, showing up in a customer’s order history and launching from the Amazon.com interface just like any other product or service purchased through the e-commerce giant.
  • While payment processing for local goods is also handled through Amazon.com, purchased items are shipped directly to customers from the host or merchant, not through Amazon’s traditional third-party fulfillment system.
  • Amazon declined to say how much of each booking fee goes to tour guides and other hosts, and how much it keeps. There isn’t an option to tip, but that, too, was among the list of potential additions about which Amazon polled private beta participants. In general, hosts say individual bookings aren’t as lucrative as in-person tours would be, but they are able to operate at increased volume, due to the shorter time frame and efficiency of the online experiences.
Although the company isn’t talking about its long-term plans, it’s not hard to imagine where this could be headed. Through the Amazon Explore program, the company is establishing relationships with tour guides around the world, potentially positioning it to do the reverse of what Airbnb did, expanding into in-person tours and experiences when the global pandemic finally ends.
Amazon has long been seen as a potential competitive threat to online travel giants Expedia Group and Booking Holdings, but its forays into travel have brought mixed results. For example, the Amazon Destinations travel site, which focused largely on local getaways, was discontinued in 2015, six months after it launched.
In this meantime, these virtual tours might just have legs. Tang, my Quebec City guide, said she has been surprised by the strength of the personal connection that can be established virtually between host and customer, because it’s a one-on-one experience.
“Like right now, you and me, Todd. I’m just talking to you. I’m not talking to anyone else,” she said, flipping between the front-facing camera and selfie view on her phone before showing me the famous cannonball in a tree. “I’m talking about the things that you’re interested in, keeping you entertained. This is the connection.”

Todd Bishop is GeekWire's co-founder and editor, a longtime business and technology journalist who covers topics including Amazon, Microsoft, startups, AI, the cloud and health tech, and hosts GeekWire's weekly podcast. Follow him @toddbishop, email todd@geekwire.com, or call (206) 294-6255.

geekwire.com
 
China promotes 'revenge travel' to boost economy after Covid lockdowns
Pent-up demand on display at start of Golden Week after months of paralysis

Millions of Chinese people are travelling across the country in a bout of “revenge tourism” after almost a year of quarantines, lockdowns and restrictions on their movement.

China’s ministry of culture and tourism expects around 550 million people will make trips within the country during an eight-day public holiday marking the mid-autumn festival and China’s national day.

Photos posted on social media on Tuesday, the first day of the national holiday, showed tourist spots crowded with visitors, and train stations busy with harried passengers.
People complained on online forums that hotels and tickets for tourist sites were sold out or that traffic had made it impossible to move. “Congestion is unavoidable,” one commentator said on Weibo. “It’s best to stay home.”
The travel booking site Qunar said hotel bookings had doubled for popular destinations such as Dali and Lijiang in Yunnan province or Sanya in Hainan, an island in the south.
Travel sites have fought for customers with discounts, while airlines have added new routes to meet demand. More than 500 scenic locations across the country are giving free admission or discounts to visitors.
Officials are keen to encourage this pent-up demand, described by state media as “revenge tourism” or “revenge travel” during the annual public holiday known as Golden Week, traditionally a prime time for travel and spending.
Spending during the next eight days will be a key indicator of China’s economic recovery from the Covid-19 pandemic.
The state-run newspaper Economic Information Daily described this year’s holiday as a “critical battle” for the tourism industry. Commentators say it marks the beginning of “revenge spending” by Chinese consumers.
“After more than half a year of prevention work and epidemic control, the holidays will see a truly ‘national movement’,” Xu Xiaolei, the marketing manager at a travel operator called CYTS Tours, told the state-run Global Times.
Officials have pinned their hopes of economic recovery on Chinese consumers, part of the “dual circulation” policy promoted by China’s leader, Xi Jinping, as a way to insulate the country from trade disputes and other external risks.
While China has largely contained the virus, with no new locally transmitted cases in almost two months, the effects of months of paralysis still linger, with many people out of work or short on cash.
The volume of domestic tourism that officials anticipate for this year’s Golden Week falls short of last year, when almost 800 million people travelled across the country.
Some people said they would not be going anywhere. On Weibo, one user said: “I also want to revenge [travel] but I have no money.”

theguardian.com
 
Uno spray nasale anti Covid: potremo sradicare il virus con una semplice inalazione?
I ricercatori dell'Università della California stanno lavorando a uno spray nasale che potrebbe non curare il Coronavirus, ma addirittura prevenirlo

30 Settembre 2020

Mentre anche in Italia le Regioni si preparano a rafforzare le terapie intensive con piano di emergenza ad hoc, a stroncare il Covid potrebbe essere un “semplicissimo” spray nasale.
Come funziona lo spray nasale anti-Covid

I ricercatori della Porton Down della Public Health England stanno lavorando a uno spray nasale che potrebbe non curare il Coronavirus, ma addirittura prevenirlo. Gli specialisti hanno creato una molecola che ritengono essere uno dei più potenti composti anti-Covid testati finora.

Utilizzato settimanalmente, questo spray potrebbe ridurre considerevolmente la replicazione del virus nell’organismo, riducendo le possibilità di trasmissione dell’infezione.

Mentre l’evidenza scientifica dimostra che chi è stato sottoposto a più vaccini, in particolare i bambini, ha meno probabilità di contrarre il Covid o di ammalarsi in forma grave, questa ricerca, pubblicata sul sito open access bioRxiv, dimostra che le molecole possono innescare una risposta immunitaria che rilascia una sostanza chiamata INNA-051. Questa a sua volta attiva una serie di processi tra cui il rilascio di citochine, tipo di proteina in grado di impedire al virus di replicarsi e attaccarsi alle cellule sane.

I ricercatori hanno sviluppato il tutto in una formula aerosol e ritengono che possa essere utilizzata come spray nasale o inalatore che le persone potrebbero auto-somministrarsi.
L’esperimento sui furetti

Più recentemente un gruppo di scienziati dell‘Imperial College di Londra e della società biotecnologica australiana Ena Respiratory ha testato la formula nei furetti che erano stati esposti al Covid-19. I furetti sono diventati l’animale standard per i test Covid-19 perché più suscettibili al virus rispetto ad altri animali.

La formula INNA-051 è stata somministrata nel naso di un gruppo di furetti, mentre a un altro gruppo è stato somministrato un placebo. Cinque giorni dopo i furetti trattati con la formula avevano il 96% in meno di carica virale rispetto a quelli a cui era stato somministrato il placebo.

Il prossimo passo è scoprire se è sicuro somministrarlo agli esseri umani. In caso di successo, si spera che lo spray possa essere utilizzato quotidianamente come protezione contro il virus fino a quando non sarà disponibile un vaccino.
Le conseguenza attese

“Siamo rimasti sbalorditi dall’efficacia del nostro trattamento”, ha commentato il dott. Christophe Demaison, amministratore delegato di Ena Respiratory. “Aumentando la risposta immunitaria naturale dei furetti con il nostro trattamento, abbiamo assistito a una rapida eradicazione del virus”.

Il composto artificiale INNA-051, sviluppato inizialmente come presidio per contrastare raffreddore e influenza comune, inizierà la sperimentazione umana entro i prossimi quattro mesi.

Se gli esseri umani risponderanno in modo simile, i benefici del trattamento saranno duplici. Gli individui esposti al virus molto probabilmente lo elimineranno rapidamente, garantendo che la malattia non progredisca oltre i sintomi lievi.

Lo spray contiene molecole progettate per attivare i recettori TLR2 e TLR6 sulle cellule epiteliali della mucosa che rivestono la gola e il naso, in modo da aumentare la presenza di globuli bianchi e potenziare la risposta immunitaria dell’organismo. Aspetto particolarmente rilevante per i soggetti considerati più a rischio.

Inoltre, la rapidità di questa risposta significa che è improbabile che gli individui infetti lo trasmettano, il che significa un rapido arresto della trasmissione del virus all’interno della comunità.

quifinanza.it
non se ne sta parlando molto di questo spray. chissà perché. eppure la fonte non è ai livelli del corriere del corsaro...
 
Addio Pin Inps: come fare lo Spid e cosa cambia
A partire dal 1° ottobre per accedere ai servizi dell'INPS non si potrà utilizzare il PIN, ma solo l'identità digitale SPID: ecco come averla e cosa cambia
29 Settembre 2020

NPS passa dal PIN a SPID: per accedere al portale dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, a partire dal 1° ottobre sarà necessario essere in possesso della propria identità digitale. Il cambiamento, in vigore ormai tra pochi giorni, era stato anticipato da una circolare, proprio dell’Istituto, datata 17 luglio 2020.

Cosa cambierà per i cittadini a partire dall’inizio del mese prossimo? Finora, per accedere ai differenti servizi, ai cittadini potevano essere richieste due tipologie di PIN (personal identification number): PIN ordinario o dispositivo. Evoluzione dell’ordinario, il PIN dispositivo si rendeva necessario per le prestazioni e i benefici di carattere economico accessibili o per le quali era possibile presentare domanda attraverso il portale. Diverso sarà il procedimento con l’adozione di SPID (con credenziali di livello 2 o 3), il quale permetterà di accedere ai servizi disponibili e ai nuovi che verranno introdotti in futuro grazie a un maggiore livello di affidabilità nella fase di riconoscimento dell’utente. Rimane invece invariato il PIN telefonico, con valore temporaneo, e il codice identificativo per minorenni, persone soggette a tutela, amministrazione di sostegno o privi di documenti d’identità rilasciati dalla Repubblica Italiana ma solo per i servizi ad essi dedicati.

Da PIN a SPID: la fase di transizione
Sebbene la data fissata sia quella del 1° ottobre, INPS ha previsto una fase di transizione per poter consentire agli utenti in possesso di PIN a SPID. Successivamente, la validità del vecchio codice di riconoscimento decadrà e non sarà più possibile effettuare l’accesso al portale ed effettuare alcun tipo di operazione.

Alcuni step della transizione sono però ancora in via di definizione, come ad esempio cosa accadrà per chi è in possesso del PIN e se sarà prevista in questo caso una procedura di adeguamento guidata. Su questo e altri punti sono già al lavoro i ministeri dell’Innovazione e del Lavoro insieme all’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) e, a conclusione dei lavori, sarà avviata una campagna informativa a beneficio dei cittadini. Nel frattempo, l’Istituto ha condiviso un video informativo con le prime importanti informazioni in merito.

SPID: cos’è e come richiederlo
Come già anticipato, il sistema SPID è un sistema di identificazione, con diversi livelli di autenticazione, che consente di accedere e interagire con i servizi online della Pubblica Amministrazione e soggetti privati aderenti attraverso un’unica identità digitale. Costituito da nome utente e password, SPID punta a contrastare in maniera efficace eventuali tentativi di furto di identità.

Per richiedere SPID è necessario essere maggiorenni e in possesso di alcuni documenti e informazioni personali come un documento di identità valida tra carta di identità, passaporto o patente, tessera sanitaria con codice fiscale, indirizzo email e numero di telefono cellulare. Anche gli italiani residenti all’estero possono richiederlo con l’ausilio della stessa documentazione ad eccezione della tessera sanitaria da sostituire con il codice fiscale.

A questo punto ci si può rivolgere a un Identity Provider, ovvero i Gestori di Identità Digitale che, rispettando le regole dell’AgID, possono fornire le identità digitali e gestire l’autenticazione degli utenti al servizio. La registrazione attraverso i Gestori di Identità Digitale (attualmente Poste Italiane, Aruba, Infocert, Tim, IntesaId, Register, Lepida, Namirial e Sielte) è solitamente suddivisa in tre fasi, inserimento dei dati anagrafici, creazione delle credenziali e infine riconoscimento. A fare la differenza tra le diverse proposte, invece, può essere la possibilità di una fase di registrazione semplificata (in caso di una pregressa comunicazione dei dati al gestore prescelto), registrazione gratuita o a pagamento e scelta tra i diversi livelli di sicurezza.

tecnologia.libero.it
 
Addio Pin Inps: come fare lo Spid e cosa cambia
A partire dal 1° ottobre per accedere ai servizi dell'INPS non si potrà utilizzare il PIN, ma solo l'identità digitale SPID: ecco come averla e cosa cambia
29 Settembre 2020

NPS passa dal PIN a SPID: per accedere al portale dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, a partire dal 1° ottobre sarà necessario essere in possesso della propria identità digitale. Il cambiamento, in vigore ormai tra pochi giorni, era stato anticipato da una circolare, proprio dell’Istituto, datata 17 luglio 2020.

Cosa cambierà per i cittadini a partire dall’inizio del mese prossimo? Finora, per accedere ai differenti servizi, ai cittadini potevano essere richieste due tipologie di PIN (personal identification number): PIN ordinario o dispositivo. Evoluzione dell’ordinario, il PIN dispositivo si rendeva necessario per le prestazioni e i benefici di carattere economico accessibili o per le quali era possibile presentare domanda attraverso il portale. Diverso sarà il procedimento con l’adozione di SPID (con credenziali di livello 2 o 3), il quale permetterà di accedere ai servizi disponibili e ai nuovi che verranno introdotti in futuro grazie a un maggiore livello di affidabilità nella fase di riconoscimento dell’utente. Rimane invece invariato il PIN telefonico, con valore temporaneo, e il codice identificativo per minorenni, persone soggette a tutela, amministrazione di sostegno o privi di documenti d’identità rilasciati dalla Repubblica Italiana ma solo per i servizi ad essi dedicati.

Da PIN a SPID: la fase di transizione
Sebbene la data fissata sia quella del 1° ottobre, INPS ha previsto una fase di transizione per poter consentire agli utenti in possesso di PIN a SPID. Successivamente, la validità del vecchio codice di riconoscimento decadrà e non sarà più possibile effettuare l’accesso al portale ed effettuare alcun tipo di operazione.

Alcuni step della transizione sono però ancora in via di definizione, come ad esempio cosa accadrà per chi è in possesso del PIN e se sarà prevista in questo caso una procedura di adeguamento guidata. Su questo e altri punti sono già al lavoro i ministeri dell’Innovazione e del Lavoro insieme all’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) e, a conclusione dei lavori, sarà avviata una campagna informativa a beneficio dei cittadini. Nel frattempo, l’Istituto ha condiviso un video informativo con le prime importanti informazioni in merito.

SPID: cos’è e come richiederlo
Come già anticipato, il sistema SPID è un sistema di identificazione, con diversi livelli di autenticazione, che consente di accedere e interagire con i servizi online della Pubblica Amministrazione e soggetti privati aderenti attraverso un’unica identità digitale. Costituito da nome utente e password, SPID punta a contrastare in maniera efficace eventuali tentativi di furto di identità.

Per richiedere SPID è necessario essere maggiorenni e in possesso di alcuni documenti e informazioni personali come un documento di identità valida tra carta di identità, passaporto o patente, tessera sanitaria con codice fiscale, indirizzo email e numero di telefono cellulare. Anche gli italiani residenti all’estero possono richiederlo con l’ausilio della stessa documentazione ad eccezione della tessera sanitaria da sostituire con il codice fiscale.

A questo punto ci si può rivolgere a un Identity Provider, ovvero i Gestori di Identità Digitale che, rispettando le regole dell’AgID, possono fornire le identità digitali e gestire l’autenticazione degli utenti al servizio. La registrazione attraverso i Gestori di Identità Digitale (attualmente Poste Italiane, Aruba, Infocert, Tim, IntesaId, Register, Lepida, Namirial e Sielte) è solitamente suddivisa in tre fasi, inserimento dei dati anagrafici, creazione delle credenziali e infine riconoscimento. A fare la differenza tra le diverse proposte, invece, può essere la possibilità di una fase di registrazione semplificata (in caso di una pregressa comunicazione dei dati al gestore prescelto), registrazione gratuita o a pagamento e scelta tra i diversi livelli di sicurezza.

tecnologia.libero.it
Che argomentone! ho lo spid ma non ci sto capendo niente. mi metto da solo dietro la lavagna. poi quando comincio a capire qualcosa mi rifaccio vivo. buon week end!
 
Mare d'Inverno: a Fiumicino stabilimenti aperti tutto l'anno

A Fiumicino è stata concessa l'autorizzazione a stabilimenti balneari e chioschi a rimanere aperti tutto l'anno, oltre il termine della stagione estiva
“Il mare d’inverno è un concetto che il pensiero non considera” canta Loredana Bertè in una nota canzone. Stavolta, però, il pensiero è stato preso in considerazione a Fiumicino, in provincia di Roma, dove sono state concesse le autorizzazioni a restare aperti tutto l’anno a 26 tra stabilimenti balneari e chioschi attrezzati. Altre autorizzazioni e istruttorie sono in attesa di perfezionamento.
Il comune di Fiumicino ha dato il via libera con una delibera alla destagionalizzazione delle attività turistico-ricreative legate alle Concessioni demaniali marittime. Si tratta del primo comune del Lazio ad aver approvato il Pua, con le nuove disposizioni regionali, inclusa la destagionalizzazione. Grazie a questo provvedimento gli operatori balneari possono prolungare la loro attività per tutto il corso dell’anno, ben oltre la classica stagione estiva.

In una nota si legge che “L”Economia del mare’ aperta tutto l’anno, negli obiettivi, vuole essere un’innovazione per dare un forte slancio e un impulso economico alle attività in un periodo di grosse difficoltà a causa dell’emergenza sanitaria ancora in corso; e ancora, nuove opportunità anche per il sistema alberghiero. della ristorazione e delle risorse umane”.

Lungo i 24 chilometri di costa di Fiumicino tra Isola Sacra, Focene, Fregene, Maccarese e Passoscuro sono presenti 113 attività balneari. Lo scorso febbraio il rapper Junior Cally aveva annunciato che avrebbe gestito un chiosco sulla spiaggia proprio nel litorale di Fiumicino. Sempre su questo tratto di costa, lo scorso inverno era spuntato un albero di Natale fatto con i rifiuti del mare.

Negli ultimi tempi, Fiumicino è invece salito alla ribalta delle cronache grazie all’aeroporto “Leonardo Da Vinci”, premiato con le 5 Stelle nell’ambito della lotta al Covid-19. Si è trattato del primo aeroporto al mondo a ottenere tale riconoscimento.

Questo non è l’unico primato detenuto dall’aeroporto “Leonardo Da Vinci” di Fiumicino nell’ambito della lotta al Coronavirus. Lo scalo romano, infatti, è stato il primo a usare il dispositivo ultratecnologico Smart Helmet per la sorveglianza sanitaria durante l’emergenza Covid-19. Lo Smart Helmet, nello specifico, è un termoscanner portatile che consente agli addetti aeroportuali di controllare e misurare la temperatura corporea dei passeggeri semplicemente camminando all’interno dell’aeroporto e rimanendo così a distanza.

initalia.it
 
Comprare un sogno: l’ospitalità negli alberghi diffusi

Di Elsa Mazzolini

La Charming House Palazzo Viviani di Montegridolfo (RN) ha 8 stanze, ognuna con la propria personalità enfatizzata dagli arredi. Negli splendidi giardini di Palazzo Viviani, una residenza più discreta: la Casa del pittore che ospita altre 7 camere tutte dotate dei medesimi comfort. Intorno vive il borgo…
Di origine tutta italiana, il concetto di albergo diffuso – struttura aggregata che offre al mercato turistico un insieme di stanze e servizi dislocati in edifici storici diversi nell’ambito di uno stesso contesto urbano – si è sviluppato concretamente solo in anni recenti, malgrado la sua genesi risalga al 1982. Più precisamente la businness idea di una “ospitalità diffusa” nacque in Carnia allo scopo di utilizzare a fini turistici i borghi distrutti e poi ristrutturati dopo il terremoto del 1976, mentre la definizione “Albergo Diffuso” fu utilizzata per la prima volta nel 1982 per il “progetto pilota Comeglians”, modello di riconversione e valorizzazione delle risorse della montagna locale. Solo alla fine degli anni ‘80 l’Albergo Diffuso iniziò a configurarsi come un’impresa basata sulla domanda di un mercato evoluto che, per lavoro o vacanza, intende “comprare” un sogno o un’emozione, senza essere tradito nelle proprie aspettative dalla standardizzazione massificante normalmente offerta dalla strutture alberghiere tradizionali.
Ciò che un certo tipo di viaggiatore cerca è infatti la possibilità di usufruire non tanto di un servizio, quanto di “uno stile di vita”, con la promessa della sua autenticità. Ecco pertanto che condividere la dimensione reale di una comunità vera e quella del suo territorio, rappresenta il “plus” di un’offerta differenziata di ospitalità.
Occorre comunque aspettare gli anni ’90 perché sia messo a punto un modello coerente, siano superati i vuoti normativi, siano messe a fuoco le modalità gestionali e ci siano imprenditori interessati. Con il Progetto contenuto nel Piano di Sviluppo Turistico della Comunità Montana Marghine Planargia (Nuoro, 1995), avviato a Bosa e poi a Santulussurgiu, si puntualizzò il “Modello di Albergo Diffuso” e se ne dimostrò la fattibilità: edifici vicini tra loro, con l’obiettivo di creare una offerta a gestione imprenditoriale in grado di garantire tutti i servizi alberghieri agli ospiti, compresa l’offerta di spazi comuni.
Definito anche “albergo orizzontale”, l’idea ha in Giancarlo Dall’Ara – docente di marketing nel turismo presso l’Università di Perugia – il suo filosofo e il suo più motivato divulgatore.
Lo abbiamo incontrato nelle Marche nell’ultimo albergo diffuso, in ordine di tempo, creato nel borgo di Montemaggiore al Metauro da due imprenditori romani e sede ideale, nel settembre scorso, di un interessante convegno che – partendo proprio dal concetto fondante di AD come esempio acclarato di recupero qualitativo di strutture preesistenti – può confluire in un ulteriore progetto sistemico/imprenditoriale di “Alberghi di Marca”.
Dall’albergo diffuso all’albergo di Marca
“Va creato un front office comune in grado di fornire effettivamente indicazioni di ospitality cucite addosso alle richieste e alle aspettative del turista – sostiene lo chef Lucio Pompili del ristorante Symposium di Cartoceto –. E poiché la cucina è il collante necessario per far “mangiare” il territorio e quindi per renderlo familiare a chi viaggia per piacere e per lavoro, ben venga un disciplinare che difenda ogni nostra identità e specificità territoriale, ben venga un processo di standardizzazione ecosostenibile dei processi produttivi più importanti, dall’agricoltura all’artigianato, fino alla cucina.
Ciò significa – prosegue Pompili – riappropriarci di ogni nostra eccellenza e di renderla accessibile e visibile attraverso un sistema organizzato di comunicazione e, conseguentemente, di più facile fruizione”.
“Poiché l’albergo diffuso si pone proprio come anello di congiunzione tra il territorio, l’impresa e il turista in una prospettiva di coevoluzione intersistemica – puntualizza il professor Dall’Ara – una progettualità estesa a tutte le strutture di accoglienza già esistenti è un ideale perseguibile. Internazionalizzare il territorio per divulgarlo meglio si può, senza per questo passare per la sua industrializzazione”. Come farlo? “Standardizzando non tanto l’offerta, bensì la qualità dei servizi proposti, ciascuno nella propria specifica identità. – prosegue Dall’Ara – “Il villaggio vacanza ideale non è globalizzato, non copia modelli altrui, ma esalta concretamente il proprio vissuto storico ed antropologico. Proporre suggestioni è dunque il compito inderogabile attraverso il quale fare emergere valori ed identità uniche ed irripetibili.” conclude l’esperto.
“Oggi il vero lusso è rappresentato dal poter vivere in spazi non alienanti e di poter disporre del proprio tempo. – spiega Lucio Pompili – Le Marche, che nei piccoli come nei grandi centri hanno saputo mantenere ritmi e stili di vita sufficientemente rilassati, possono e devono insegnare che il tempo può essere speso in spazi ancora in grado di emozionare. I modelli turistici ad elevato tasso di omologazione tendono a livellare ogni nostra straordinaria specificità. Occorre invece – continua Pompili – puntare proprio sulle diverse dimensioni caratteriali dei nostri campanili. Pochi territori, come le Marche, riescono ad offrire tanto in così tante varietà di espressione. Questa è la regione di Leopardi, di Rossini e di Raffaello, ma anche di Valentino Rossi e della Vezzali, nonché di tutti quegli stilisti che hanno reso grande il Made in Italy. E’ necessario pertanto riuscire a vendere il proprio network ambientale con un sistema di “marketing delle relazioni” che costituisca una effettiva porta di accesso al territorio: non relazioni superficiali, bensì rapporti di scambio e di conoscenza con i propri ospiti, atti a fidelizzarli. In fondo si tratta di riproporre un marketing che affonda le radici nelle nostre tradizioni perché parte dalla storica propensione delle Marche a proporsi come regione ospitale. La facilità dell’approccio dei turisti con il territorio marchigiano – conclude Pompili – oltre che da un sistema di ospitalità e di ristorazione certificati, deve passare anche attraverso una serie di outlet dove trovare, all’ingrosso e al dettaglio, prodotti locali certificati, espressione autentica del territorio.
In definitiva, al di là dei propositi che le amministrazioni locali e gli istituti bancari intervenuti al convegno hanno già confermato di voler sostenere, è necessario ora, come ha suggerito il prof. Dall’Ara, uscire dalla rassegnazione che si ingenera confrontandosi con realtà già affermate e credere nelle proprie risorse per costruire in breve tempo una rete di collegamenti non basati sull’assemblaggio di ciò che già esiste, ma in uno standard di qualità comune, con requisiti di base certi.
Si tratterà di un criterio globale di “benessere diffuso”, dove la gastronomia e l’ospitalità avranno anima e personalità. Di Marca.
Sotto le Cummerse
Locorotondo (u Curdùnne in dialetto locale) è un comune di 13.905 abitanti della provincia di Bari, entrato a far parte dell’associazione “I borghi più belli d’Italia”. Il paese è un insieme di piccole case bianche con i tipici tetti a punta chiamati “Cummerse” disposte su anelli concentrici. In questa piccola cittadina, tra le bellezze del posto e in vicinanza della chiesa Madre, nasce l’albergo diffuso “Sotto le Cummerse”, una struttura dislocata in vari appartamenti tutti diversi e caratteristici, nella tranquilla atmosfera del centro storico, a garanzia di un soggiorno indimenticabile a stretto contatto con la cultura e la gente del posto, senza rinunciare alle comodità di casa e ai servizi di un albergo. L’idea di creare un albergo diffuso nel centro storico di Locorotondo nasce nel 2003, quando la proprietà decide di ristrutturare i 4 appartamentini di cui è in possesso e di affittarli ai turisti con la formula dell’albergo diffuso che aveva conosciuto da poco. Col passare del tempo la struttura è stata ampliata con l’acquisto di altri stabili, ristrutturati a regola d’arte in stile povero. www.sottolecummerse.it
Sardi i primi alberghi diffusi in Italia
La Sardegna fu la prima regione italiana ad adottare una normativa specifica per regolamentare il settore (L.R. 27/1998) e Sas Benas di Santulussurgiu (OR) è stato il primo Albergo Diffuso sull’isola, entrato ufficialmente in attività nel Gennaio 2001 con il restauro di alcuni piccoli immobili, tutti nel centro storico del paese, destinati alla ricettività, alla ristorazione ed anche ad attività culturali. Casa Muscas, antica residenza nobiliare ottocentesca, è diventata la Casa della Musica e vi si svolgono corsi e seminari di musica organizzati dal titolare del Sas Benas, il maestro Antonio Diego Are.
A Sas Benas dal 2005 è attivo anche un laboratorio per la lavorazione delle carni suine a servizio della ristorazione dell’albergo e con annesso spaccio di vendita. Nel 2006 si è aggiunto un nuovo edificio storico con un secondo ristorante ed altre stanze. L’iniziativa di Santulussurgiu è stata seguita da altri borghi sardi fra cui Bosa (OR) con le deliziose camere di Corte Fiorita.
Il modello ha avuto successo, sono oltre 50 gli Alberghi Diffusi in Italia e localizzati soprattutto al Sud dove sono serviti a rivitalizzare borghi addormentati della Basilicata e del Molise. La denominazione di Albergo Diffuso, nella pratica, ancora però non si riferisce ad un modello unitario ma ingloba tipologie differenti, dal borgo agricolo, composto solo da case coloniche, stalle, granai e magazzini, trasformato in Relais, alla Residenza Baronale con le case della mezzadria, al borgo interamente ricettivo e senza abitanti.
In Sicilia c’è un progetto che prevede un Consorzio di 23 Comuni nel territorio dei Nebrodi, la magnifica zona montana a ridosso della costa di Tindari, incentrato sull’ospitalità nelle seconde case per complessivi 4500 posti letto e solo in tempi successivi nei borghi rurali e storici recuperati.
Omoaxiu
Omuaxiu, a Orroli in provincia di Nuoro, è un vero e proprio museo vivente: abili mani preparano secondo le antiche usanze tutti i prodotti che vengono consumati dagli ospiti nel ristorante interno.
Il piano superiore della casa è adibito a museo del ricamo: nelle stanze da letto sono raccolti abiti, corredi e oggettistica appartenenti alla famiglia. La zona ristorante si sviluppa sia in una sala interna anticamente adibita alla macinazione dei cereali sia nel loggiato all’aperto (sa lolla) che guarda verso l’ampia corte sulla quale si affacciano tutti gli ambienti della casa. A pranzo e a cena vengono serviti antipasti a base di formaggi e salumi stagionati, pani (civraxiu, moddizzosu, coccoi, pani cun gerda, ecc…) e paste di semola di grano duro (spizzulus, malloreddus, culurgionis, maccarronis de busa); carni locali e selvaggina cucinate allo spiedo o in umido; dolci della tradizione contadina a base di ricotta, formaggi di pecora e mandorle. Accompagnano le varie portate corposi vini rossi (cannonau e monica) e passiti di produzione propria. Servono a tavola donne in costumi dell’800. www.omuaxiu.it
Alberghi Diffusi aderenti
Settelune – Montelanico (RM)
Borghi di Basilicata – Pietrapertosa (PZ)
La Dimora del Castello – Sepino (CB)
Omuaxiu – Orroli (NU)
Sotto le Cummerse – Locorotondo (BA)
Trullidea – Alberobello (BA)
Forgaria Monte Prat
Forgaria Nel Friuli (UD)
Villa Retrosi – Amatrice (RI)
Sextantio
Santo Stefano di Sessanio (AQ)
Val di Kam – Sant’Angelo Muxaro (AG)
Il Borgo dei Corsi
Ortignano Raggiolo (AR)
Borgo di Oria – Oria (BR)
Casa Oliva – Serrungarina (PU)
Casabarbieri – Altomonte (CS)
La casa di Costanza – Scanno (AQ)
Locanda Senio
Palazzuolo sul Senio – (FI)
Vecchia Mottola – Mottola (TA)
Al Vecchio Convento
Portico di Romagna (FC)
Palazzo Ducale Carafa – Jelsi (CB)
La Galatea – Galatone (LE)
Residenza Sveva – Termoli (CB)
Le Casette del Borgo – Semproniano (GR)
Due Campanili
Montemaggiore al Metauro (PU)
Castello di Montignano
Massa Martana (PG)
Trulli Holiday – Alberobello (BA)
Alberghi diffusi di campagna
La Casella – Ficulle (TR)
La Sorgente – Macchiagodena (IS)
Malvarina – Assisi (PG)
Santi Giacomo e Filippo Urbino Resort
Urbino (PU)
La Piana dei Mulini – Colle d’Anchise (CB)
Albergo Diffuso Smerillo – Smerillo (AP)

lamadia.com
 
Covid, prenotazioni per il vaccino cinese Sinopharm: in quali Paesi sarà distribuito prima
In Cina è possibile prenotare le fiale del primo vaccino che dovrebbe generare gli anticorpi per combattere il coronavirus


13 Ottobre 2020

La China National Pharmaceutical Group (Sinopharm), di proprietà statale, ha iniziato le prenotazioni online per il vaccino al Covid-19 a Pechino e Wuhan, capoluogo della provincia dell’Hubei e focolaio dove per primo è stato rilevato il coronavirus. La fascia prioritaria è formata dagli studenti con un visto di studio all’estero, quelli già scappati da Inghilterra e Stati Uniti lo scorso marzo, quando la situazione in Occidente diventava sempre più problematica, fino a pagare oltre 10 mila dollari un biglietto aereo per tornare in Cina. Tra i primi a riceverlo, ovviamente, anche il personale all’estero e gli operatori in prima linea.
Quanto costa il vaccino e in quanti l’hanno prenotato

Le due iniezioni del vaccino costeranno complessivamente 330 euro. Una soluzione poco economica in un Paese, la Cina, dove lo stipendio medio mensile è di 1.000 euro. A prenotare il vaccino della Sinopharm sono già state 100 mila persone. Le speranze sono notevoli, dato che il candidato ha terminato la Fase 3 con ben 31.000 volontari da 125 paesi, e tutti hanno mostrato la capacità di generare gli anticorpi al virus. Le previsioni del numero di dosi pronte entro la fine del 2020 sono 600 milioni, 1 miliardo nel 2021.

Oltre a quello della Sinopharm, in Cina si stanno conducendo studi clinici su ben 9 vaccini. Di questi, 5 sono già nella fase finale di sviluppo. CanSino Biologics e Sinovac stanno approntando massicce forniture annuali tra le 100 e le 200 milioni di dosi.
Vaccino cinese, quali Paesi lo riceveranno per primi

La Cina ha già proposto una distribuzione prioritaria a Russia, Brasile, Pakistan, Indonesia e Filippine. Intanto, il recente rapporto Oxfam ha sottolineato come siano le nazioni più ricche, il 13% della popolazione mondiale, ad aver già acquistato il 51% delle dosi. Nel 2009, con l’epidemia d’influenza suina, la medesima situazione: l’Oms dovette sollecitare un impegno dai grandi paesi (Usa, Australia, Canada) che avevano già acquistato grandi quantità di vaccini ad accantonarne un decimo per i Paesi in via di sviluppo.

quifinanza.it
 

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