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LAUREA IN SCIENZE DEL TURISMO. Ci confrontiamo?

#1
<strong>Lauree turismo, stop all'anonimato</strong>

A riciao a tutti, vedo che la discussione sta prendendo una bella piega e direi che siamo almeno in due (e spero che se ne aggiungano altri) ad avere un atteggiamento positivo e non limitato a: ma le cose stanno così, quindi mi rassegno!
A tal proposito, una specifica come risposta al precedente msg di Dave: credo ti riferissi a me quando hai citato la non importanza del dibattito tra turista e viaggiatore o allocentrico e psicocentrico (trovi alcuni dei miei post firmati Lavy perchè non ricordo come mi sono registrata..) in realtà, oltre al fatto che ero in un momento di sconforto (ma è durato poco!!)il concetto che volevo esprimere è un altro, ossia che è chi sta fuori e deve decidere se prenderti o meno in considerazione come risorsa che non capisce l’importanza di queste nozioni, perchè manca la cultura del professionismo nel settore turistico.
A tal proposito non me ne voglia chi da anni lavora nel settore e che senz’altro, grazie all’esperienza acquisita, può considerarsi un professionista, ma siamo arrivati ad una svolta tale per cui il settore turistico si deve evolvere ed imparare ad avere una visione più complessa, insomma cominciare a lavorare come sistema.
Sono perfettamente d’accordo sul fatto che sia giunto il momento in cui si deve essere più customer oriented, si deve analizzare il mercato al di là delle dinamiche che finora hanno caratterizzato la gestione del turismo in Italia, spesso solo legate alla questione “vendere”…certo, cosa fondamentale, ma vendere cosa a chi?
Il settore turismo, soprattutto per quanto riguarda il prodotto Italia, è e sta cambiando, la sociologia del turismo (materia sconosciuta ai più!) può essere una buona base per capire le motivazioni del viaggio, che non sono più legate solo al fattore mare, sole ecc…Insomma, il consumatore oggi è molto più esigente ed informato, e pretende un prodotto diversificato.
E, nonostante la nostra formazione presenti certo delle lacune, da’ degli spunti grazie ai quali, poi, uno può approfondire i temi che maggiormente gli interessano.
Ma, ribadisco, se noi per primi non abbiamo capito il senso del nostro percorso accademico, come possiamo aspettarci che lo facciano gli altri? Se la pensiamo così rimarremo sempre “invisibili”.
Se invece, come già detto, cominciassimo a mettere in risalto i punti forti di quello che abbiamo imparato, sono certa che le cose cambierebbero.
Spero davvero che saremo in tanti ad impegnarci in tal senso, ma con azioni che non siano solo una pretesa ad un posto di lavoro (che, diciamolo, nessuno può garantirci) ma che servano a far capire l’importanza di risorse formate ad hoc.
Detto questo, e scusate se ci sono andata giù lunga, mi ri-unisco all’invito di Dave.
Chi ha delle idee si faccia avanti!
A presto Lavy (banshee)
 
F

fmongiello

Guest
#2
<strong>Lauree turismo, le nostre proposte</strong>

Ciao a tutti.
Respetto agli spazi che possiamo creare:
1. una pagina “manifesto” su questo canale (sito) linkata da un box laterale (da posizionare qui a sinistra) indicante “Laureati turismo in rete” o altro. A questa potranno aggiungersi altre pagine di approfondimento, documenti, avvisi, etc.;
2. un’area nell’ambito del Forum, denominata idem box precedente, aperta o chiusa (da valutare se nascosta e accessibile ai soli iscritti) moderata da uno di voi.
Fateci sapere
FormazioneTurismo.com
 
#3
<strong>Lauree nel turismo, la mia esperienza da autodidatta</strong>

Cari Laureati e Laureandi nel Turismo,

Chi vi scrive è un autodidatta nel Settore del Turismo, con una precedente Laurea in Architettura conseguita a Venezia nel 1975 e molti anni di libera professione anche in questo ambito.
Nel Turismo, invece, da oltre 28 anni sono il Gestore ed il Direttore dell’Hotel Ripagrande, nel Centro Storico di Ferrara, un 4 stelle situato in un Palazzo d’Epoca con 40 stanze e sempre sto cercando di “fare turismo”, promuovendo diverse destinazioni e diverse tipologie di turismo, oltre a Ferrara stessa.

Tutti i miei contatti, coi Corsi Universitari di Turismo, coi Master sul Turismo, con Corsi di Formazione sul Turismo, mi hanno convinto che (a parte la cultura generale, sempre utile al giorno d’oggi) gli unici a guadagnarci qualcosa da tutto questo sistema, autoreferenziale negli ultimi vent’anni, sono gli insegnanti ed i formatori, che spesso (solo con poche e lodevoli eccezioni) sono solo capaci di fare dell’informazione, non della formazione e/o preparazione, ad un inserimento nel mondo del lavoro.

Oggi, la competizione è globale, mondiale, fatta in tempo reale, ed il personaggio più importante di ogni azienda turistica è quello capace di attirarvi clienti, utilizzando, oggi, un formidabile mezzo: internet! La Rete funziona come il cervello umano, fatto di miliardi di neuroni, collegati tra loro da altre miliardi di sinapsi. Muoversi nella rete in modo efficace richiede capacità di ragionamento, cioè di mettere in collegamento tra loro, in modo sempre nuovo, fatti, idee e concetti immagazzinati nella Rete come avviene nel cervello umano.

Tutti gli insegnanti del turismo vengono pagati per fare costruzioni teoriche, analisi critiche, sistemazioni medologiche, che fanno tanta “Cultura”, ma hanno la stessa scarsa utilità di studi della critica letteraria per chi volesse diventare romanziere e scrivere libri di successo di pubblico, capaci di vendere molte di copie. Questo sistema non crea quasi mai Turismo “nuovo”, ed è proprio per questo che, nel giro di meno di vent’anni, l’Italia è passata dal 2°/3° al 7°/8° posto tra le destinazioni turistiche mondiali, con la triste prospettiva di perdere altre posizioni nel giro di poco tempo.

Del resto, questo accade anche nel settore dell’Architettura e dell’Urbanistica. Così, mentre nelle Facoltà di Architettura si teorizzano i massimi sistemi, gran parte delle nostre periferie nascono senz’anima, come voi tutti potete constatare di persona ogni giorno.

Ogni enunciazione “critica” di un problema deve contenere anche un’ipotesi di soluzione: di conseguenza, quello che propongo ai lettori (con o senza laurea) è la possibilità di fare una stage di 4-6 mesi presso l’Hotel Ripagrande, con la possibilità di potersi inserire, dopo questo periodo, nel mondo del lavoro, analogo a quello che avevano i giovani che andavano a bottega, ad imparare le arti figurative, durante il Rinascimento: oltre che dalle capacità personali, moltissimo dipende dall’interesse e dall’entusiasmo che ognuno mette nell’imparare una professione.
Nell’epoca in cui si parla di togliere valore legale alle Lauree, è opportuno ricordarsi di un proverbio: “Chi legge, dimentica; chi vede, ricorda; chi fa, impara!”.
Rimango, quindi, in attesa di chi desiderasse approfondire la mia proposta. A tutti voi, imbocca al lupo.

Architetto Lanfranco Viola

P.S.: Un antichissimo proverbio zen afferma: “Solo quando il discepolo è pronto, incontra il maestro”.
 

enea

Membro Senior
#4
<strong>Lauree nel turismo, il mio ateneo fa acqua</strong>

Ciao! io sto frequentando il corso di laurea “turismo culturale” a Genova…i vostri interventi sono poco incoraggianti dal punto di vista occupazionale, ma vogliamo parlare anche delle pessime infrastrutture dell’ateneo genovese??? SCONSIGLIO A CHIUNQUE DI FREQUENTAREE LINGUE A GENOVA O USCIRETE PIù IGNORANTI DI QUANDO SIETE ENTRATI..x farvi qualche esempio:1) i voti non si possono rifiutare e dunque i pochi studenti che desiderano distinguersi dalla massa di laureati incompetenti almeno con una buona media non possono farlo.(a seguito di proteste da parte mia più prof hanno motivato questa politica sostenendo che noi iscritti siamo troppi e cosi loro lavorano di meno!!!) 2) i docenti di lingue..non sanno le lingue! (un corso on-line è molto più istruttivo,parlo per esperienza!) 3) siamo abituati a fare gli scritti usando come unico appoggio le nostre ginocchia perchè non c’è posto nelle aule. Quando invece il numero di iscritti agli esami supera di troppo la capienza, al posto di prevedere 2 turni di esame e/o distribuirci su più aule, ci viene detto di ripresentarci all’appello successivo!!!
ORA, SARà COMPLICATO INSERIRSI NEL MONDO DEL LAVORO E I VOSTRI COMMENTI MI SCORAGGIANO A PROSEGUIRE IN QUESTO SETTORE (sono del 2anno) MA SE MANCANO ANCHE LE INFRASTRUTTURE, LA VOGLIA DI STUDIARE E APPPLICARTI TI PASSA DEL TUTTO!!!!!!!!
QUESTO SISTEMA è MARCIO! VI PREGO, NON VENITE A STUDIARE A GENOVA!

Silvia
 

samy

Membro Junior
#5
<strong>Lauree turismo, mi state scoraggiando</strong>

leggendo le vostre esperienze sto veramente prendendo in considerazione di cambiare le mie preferenze universitarie.mi spiego meglio:devo frequentare il 5anno del liceo scientifico e vorrei entrare a far parte del mondo del turismo,ma a quanto pare nn è possobile!mi stavo interessando soprattutto alla facoltà di scienze turistiche a indirizzo manageriale;cosa mi consigliereste di fare?mi conviene scegliere un altro tipo di università(ad esempio lingue orientali) in modo da poter avere piu’ possibilità di lavoro?è da tenere presente anche il fatto ke abito in provincia di bari e quindi qui le possibilità di lavoro in campo turistico-manageriale sono abbastanza limitate(come del testo in molti altri ambiti lavorativi).che mi consigliate di fare?

marica
 
#6
<strong>Subito una laurea nel turismo o prima lingue?</strong>

ciao a tutti.io devo frequentare il prox anno il quinto liceo scientifico e la vera mia passione è il mondo del turismo;infatti avevo ben pensato di frequentare una facoltà in scienze turistiche a indirizzo manageriale.tuttavia,leggendo le vostre considerazioni,pare ke sia meglio lasciare stare questo tipo di laurea data la percentuale cosi’ bassa di lavoro ke essa offre.dunque secondo voi quale università potrei scegliere?forse lingue(anke orientali)mi potrebbe assicurare una maggiore probabilità di lavoro?

marica
 
#7
<strong>Lauree turismo, il lavoro si trova</strong>

Cara Marica,

Non è affatto vero che il settore turismo offre poche possibilità di lavoro, non è cosi, anzi è il contrario.
Il turismo non avrà mai crisi, pensa che dopo quello che è successo l’11 sett…le persone continuano a viaggiare.
Quello che ti consiglio io, visto che cmq cerchi un qualcosa a livello manageriale, è iscriverti ad una triennale in eoconomia e commercio e poi specializzarti, o fare anche un master, in economia del turismo.
Per quanto riguarda le lingue…beh non avrai mai un futuro manageriale..quindi le escluderei..a meno che non decidi di imparare il cinese…

in boca al lupo

Dave
 
#8
<strong>Lauree turismo, appello ai giovani</strong>

Indirizzato ai Giovani che scrivono sul forum di “Formazione Turismo”, in merito alla Laurea sul Turismo che hanno conseguito e/o che intendono conseguire.
Sono nuovamente l’Architetto Lanfranco Viola, titolare dell’Hotel Ripagrande di Ferrara e mi sento d’intervenire per una seconda volta, sempre sul tema, poiché ho letto alcune lettere che confermano le mie più recenti esperienze, tra le quali metto anche un necessariamente breve colloquio telefonico con due neolaureati del turismo. Tali persone mi hanno contattato a seguito della mia precedente comunicazione, nella quale offrivo, a giovani di buona volontà, di poter venire “a bottega” (in Hotel) per capire veramente cosa sia l’industria turistica del Terzo Millennio.
Credo che la prima di quelle lettere, in particolare, sia emblematica dell’estrema confusione del come, ad un’intera generazione, sia stato fatto credere da molti (come fecero il Gatto e la Volpe con Pinocchio) che bastasse piantare alcuni zecchini d’oro per veder nascere la pianta degli zecchini da raccogliere senza fatica.
Più di una “Casta” della nostra società negli ultimi decenni ha narcotizzato le menti e le coscienze col mito del posto fisso e dell’egualitarismo, il tutto solo per mantenere consenso privilegi.
Balle colossali, almeno quanto era stata per 50/60 anni una balla colossale quella dell’Unione Sovietica “Paradiso dei Lavoratori”. Tacito scrisse: “La gente crede volentieri alle cose che desidera”. Colgo quindi l’occasione per riaffermare che nel mondo del Terzo Millennio non c’è niente di fisso per nessuno: conseguentemente, tutti siamo sempre e comunque, nei diversi ruoli, precari per tutta la vita, senza essere tutti uguali, perché diverse sono le capacità e la volontà che ognuno può mettere in campo. Torno all’esempio che vi voglio raccontare: un mese fa, una giovane trentenne del Nord Italia, alla vigilia della discussione della propria tesi di Laurea sul Turismo, mi contatta e mi racconta di come, per sancire, con questo “pezzo di carta”, le proprie competenze, avesse lasciato il suo precedente lavoro di hostess e di addetta commerciale al telefono. Mi ha più volte ripetuto in modo molto convinto di quanto ci tenesse ad operare nel turismo e di come fosse interessata a verificare di persona la possibilità che io avevo offerto sul web. Prendemmo così un appuntamento per incontrarci di persona dopo due settimane ma, passata la prima, mi telefona disdicendo il nostro incontro, in quanto le era stato offerto (e/o aveva trovato) lavoro presso una ONG, con mansioni relative alla gestione di pratiche di adozione di orfani della ex-Jugoslavia.
Cosa c’entrasse questa attività col Corso di Studi sul Turismo sancito dalla Laurea da lei tanto agoniata, non me l’ha saputo spiegare e, forse, non l’ha saputo spiegare nemmeno a se stessa. Questo è il punto debole che (appena si gratta un po’) appare tra le pieghe dei Curricula di molti giovani che ho incontrato, svolgendo quest’attività da 28 anni.
“Non so cosa voglio, ma lo voglio fortemente”. Tutti fanno così, dicono così forse perché nessuno prova a spiegarli che, invece, il Mondo del Lavoro (non quello del parastato e della politica intesa come hobby degli amici degli amici delle raccomandazioni) vuole gente motivata, coerente, decisa e capace di mettersi in gioco anche con un’attività d’introspezione. Sapere cosa si vuole (veramente) dalla vita è forse uno dei compiti più ardui che ci è dato ad affrontare: non per nulla, sul frontone del Tempio di Apollo a Delfi c’era scritto quello che dovrebbe essere il primo impegno di ogni uomo e di ogni donna: “Conosci te stesso”. E tale monito vale anche in altri ambiti dell’esistenza.
Cercare un vero lavoro che ci gratifichi per tutta la vita, e non solo economicamente, senza essersi prima impegnati in questa dura e spesso dolorosa attività d’introspezione, non è solo destinato a non sortire alcun effetto duraturo, ma anche a propagare nel tempo e nella società malattie e nevrosi, afasie e depressioni.
Comunque, sappiate che, nel Turismo, il Titolo Accademico della Laurea rappresenta un handicap più che un vantaggio (ma di questo ne parleremo in una prossima comunicazione oppure la spiegherò a voce a tutti coloro che (interessati a questo) mi cercheranno in azienda.
Cordiali saluti a tutti,
Architetto Lanfranco Viola
Titolare dell’Hotel Ripagrande di Ferrara
E Presidente dell’Associazione “C’era una volta”
 
F

fmongiello

Guest
#9
<strong>Lauree turismo, vince chi ha le idee chiare</strong>

Egregio Architetto Viola
sono Francesco Mongiello amministratore del sito FormazioneTurismo. Innanzitutto mi scuso con lei se non ho dato mai seguito al suo interessamento ai temi della formazione turistica qui espressi e che reputo importanti, né tanto meno al suo contatto telefonico di qualche tempo fa.

Mi ero ripromesso di farlo dopo aver letto il suo primo intervento ma, come tutti, sono sempre in corsa alla ricerca di un tempo che non c’è mai. Tra le altre cose io la ricordo molto bene ai tempi del lavoro portato avanti con Andreoletti (di Hotel Domani) nella costituzione del Giurì di Autodisciplina dell’Ospitalità Italiana a cura delle catene volontarie. Io ero il più giovane (a quel tempo!) che partecipò ai lavori in rappresentanza di Minotel Italia. E per anni ho conservato con grande affetto il ricordo di Bertinoro e della Colonna dell’Ospitalità che ci fece conoscere con un omaggio.
Sono lieto di leggere i suoi interventi che condivido pienamente e auspico siano di aiuto ai giovani, e meno giovani, che seguono queste pagine ma soprattutto mi auguro che siano ascoltati.
Un approccio sbagliato al settore, la debole chiarezza di un obiettivo di vita e professionale, una confusione cavalcata, forse voluta, e la strumentalizzazione di chi dovrebbe ma non fa.
Imparare in “bottega” il turismo di oggi e di domani, un invito che in tanti dovrebbero seguire (e che anche altri operatori dovrebbero facilitare per una concreta formazione), senza dover considerare ciò il punto di arrivo, semmai di partenza di un percorso che sperimenta l’adeguatezza con il proprio profilo e le proprie aspirazioni.

Un caro saluto
Francesco Mongiello
 
#10
<strong>In Italia le lauree nel turismo penalizzano chi cerca lavoro</strong>

Sono d’accordissimo sul fatto che le attuali generazioni siano ancor più demotivate e con le idee molto confuse sul proprio futuro. Però come è coerente essere architetto ed esperto di turismo (e vivere nella prima città costruita su un piano urbanistico ad hoc nella storia d’Europa), lo è anche essere turista e viaggiatore poiché ipotizzo che questa ragazza abbia deciso di continuare a studiare le diverse culture che abitano il mondo, conoscendole più da vicino e, perché no’, aiutando le popolazioni locali. Certo è giusto: “Gnosi avton”, ma lo esplicherei meglio “conosci il tuo talento e usalo per ciò che vuoi fare”.Questo per riportare la mia esperienza personale. Da sempre, sia lungo la mia carriera di studi, che in quella lavorativa, mi è sempre stato attribuito unanimemente un talento ben preciso. Non sono diventata una famosa “artista” ma ho continuato a coltivare il mio talento ugualmente, applicandolo anche alla mia grande passione per i viaggi. Fortunatamente lavoro per una società estera: ho un bellissimo contratto ed un bellissimo stipendio. In Italia nulla di tutto ciò è possibile. Tutti i colloqui che fanno i tour operator italiani ai laureati/master/phd hanno come risultato la risposta “sei troppo qualificato, mi dispiace” oppure “non hai esperienza, devi fare uno/due/tre/quattro/cinque… stage”. Magari il candidato che é dall’altra parte è già stato cameriere, animatore, accompagnatore, coordinatore, organizzatore, banconista turistico. Tuttavia se sei laureato queste esperienze ti verranno annullate. In alcuni (molti) casi succede che, durante lo stage, i laureati (con esperienza) insegnano molto e imparano ben poco. Spesso se ne accorgono e preferiscono dedicarsi ad altro piuttosto che farsi prendere in giro. Se andate a cercare sui website del lavoro-turismo consigliati da questo stesso portale troverete molte posizioni come camerieri, lavapiatti, portieri notturni, receptionist, commerciali, agenti, animatori, banconisti…il titolo più alto che troverete probabilmente è maitre. Serve tanta cultura per fare questo? La risposta la trovate da soli. Se poi amate così tanto l’Italia,la storia, l’arte, la cultura, l’economia etc e vi laureate, togliete il titolo di studi dal curriculum così i lavori sopradescritti anziché farli gratis magari li farete percependo due soldi. Se le nuovissime generazioni non vogliono farsi chiamare “bamboccioni” non importa la laurea o meno (la cultura e l’amore per lo studio sono qualcs di strettamente personale). L’importante è che non perdiate tempo inseguendo stupide illusioni, che andiate dritto per la vostra strada, lottando contro l’ignoranza e guadagnandovi da vivere perché nemmeno i clandestini ed i carcerati lavorano gratis!

Spirina
 
#11
<strong>Lauree turismo, chi ha troppe qualifiche nulla stringe...</strong>

Aggiungo un commento al consiglio dato da Marica. Per lounga e approfondita esperienza nel campo assicuro a tutti che se conosci benissimo il cinese, il giapponese, l’arabo sei additato come troppo qualificato e ti guadagnerai solo l’invidia (ed il rifiuto) di chi é nel settore turistico in Italia. E’ giusto imparare queste lingue perché determineranno il futuro del turismo del nostro paese, poi scappate all’estero perché qui la cultura non vale nulla (basta vedere le nostre istituzioni turistiche dove non c’é un cane che parla l’inglese e si sperpera il denaro dello stato pagando a questi incompetenti tutti i servizi di interpretariato- erogati da società estere)

Spirina
 
#12
<strong>Lauree nel turismo, c'è chi cerca alibi per giustificare la propria incapacità</strong>

Cara giovane interlocutrice di “Formazione Turismo” che scrivi sul blog,
innanzitutto sarebbe consigliabile che tu ti qualificassi almeno con un qualche dato sommario (età, titolo di studio conseguito o in via di conseguimento, aspirazioni e oggetto della ricerca attuale nel mondo del lavoro). Senza tali elementi, ogni tua affermazione perde di credibilità e si riduce ad una mera affermazione di parte, poco convincente.
Il 96-97% di ciò che si legge sui quotidiani, relativamente al turismo, sono affermazioni faziose, politicamente “corrette”, che servono solo a chi le fa, ai fini di mantenere la situazione di privilegio che si è conquistato, rinunciando così ad utilizzare il proprio senso critico e, spesso, anche la propria coscienza.
Io sono sempre l’Architetto Lanfranco Viola ed il mio Curriculum è sempre visibile nel sito dell’Hotel che gestisco. Mi assumo qui il ruolo di chi vorrebbe aiutarvi a risolvere i vostri problemi, partendo dalla mia lunga esperienza personale. Avevo già anticipato che una Laurea in Turismo avrebbe rappresentato un handicap, piuttosto che un vantaggio, e questo è stato confermato dall’autore “spirina”, che ha inviato le sue rancorose considerazioni lunedì 23 giugno.
La sua lettera terminava con quest’affermazione: “L’importante è che non perdiate tempo inseguendo stupide illusioni, che andiate dritto per la vostra strada, lottando contro l’ignoranza e guadagnandovi da vivere perché nemmeno i clandestini ed i carcerati lavorano gratis!”
Da tale affermazione emerge un equivoco di chi si è fatto imbrogliare e non vuole accettare la cosa: il famoso pezzo di carta, cioè la Laurea nel Turismo è utile ad operare in questo settore quanto la Maturità dell’Accademia delle Belle Arti per certificare di essere un bravo pittore e pretendere di vendere i propri quadri (magari delle croste) ad un prezzo fissato per legge (dai Sindacati dei Pittori), magari anche ad un prezzo remunerativo, ritenuto giusto dall’autore ma non dall’acquirente, secondo le normali leggi di mercato.
Dove sta l’imbroglio e quando è stato perpetuato? Quando una scuola di pubblici impiegati dell’informazione, e non dell’insegnamento, ha certificato che siamo (anzi, siete) “Todos Caballeros!”
Un esempio che mi è capitato recentemente in azienda è quello di un Laureato in Beni Culturali (Laurea Breve) giovane, disponibile e pieno di buona volontà, il quale non ha coscienza dei propri limiti (ovvero delle proprie notevoli lacune culturali) e sta, inutilmente, cercando un posto di lavoro che non troverà mai, in un settore che non padroneggia minimamente (neppure in modo teorico), dando la colpa ad un destino cinico e baro. Aziendalmente, ha svolto, con qualche difficoltà, lì attività di portiere di notte, il che la dice lunga!
Se qualcun altro è in grado di confutare, con altri esempi concreti, questa realtà, sono disponibile a prendere in esame qualunque contestazione di queste mie affermazioni (che si basano sulla mia esperienza diretta, dall’altra parte della barricata), sapendo però che costringerò il mio interlocutore a “far vedere le carte”, per impedirgli di barare più a se stesso che non a me.
Il mondo, mai come in questo momento, ho bisogno che le cose vengano chiamate con il loro vero nome, eliminando ipocrisie e falsi buonismi.
Per cui, è fondamentale che ognuno segui le proprie “illusioni”, che non sono mai stupide, ma, anzi, consentono l’autorealizzazione, più importante per la propria salute fisica e psichica di un lauto stipendio, guadagnato facendo un’attività che non si ama.

Architetto Lanfranco Viola
 
#13
CHIAREZZA. Vorrei chiarire la de-contestualizzazione sopracitata: le “illusioni” che i giovani non devono seguire sono quelle date da chi gli promette mari e monti a fronte di inquadramenti demotivanti . Gli utenti di questo forum si iscrivono e intervengono non per fare polemica ma perché il turismo è la loro passione. E’ importante levare la maschera ai “falsi buonismi” di cui il sig. Viola parla.
CHI SONO. Mi sembra scortese chiedere nuovamente di presentarmi quando l’ho già fatto. Tuttavia, viste le insinuazioni offensive, mi presento ancora. Sono una persona serena e propositiva, anche se delusa dalla situazione turistica del proprio paese. Non ho nessun rancore, semmai tanta riconoscenza per chi ho selezionato, con criterio e fermezza, e mi ha insegnato molto. Ho 27 anni e tante passioni. Laurea Vecchio Ordinamento in Scienze Turistiche + Master +vari diplomi di specializzazione (tra cui culture orientali), 8 entusiasmanti anni nel coordinamento/gestione di realtà turistiche, 4 anni di bellissime esperienze in realtà estere, un bel inquadramento come manager (a tempo indeterminato), tante attività, amici etc. Occuparsi di gestione spesso vuol dire anche essere responsabile del personale: selezionare, motivare, rispettare e a volte re-indirizzare verso le rispettive virtù, senza però mai permettersi di giudicare ! ! ! Anch’io sto “dall’altra parte della barricata” e sottolineo l’importanza dei sogni e dei valori rispetto ad effimeri poteri e denari.
DISCUSSIONI SUL TURISMO In un forum di giovani appassionati è chiaro che nessuno sceglie il turismo per lo stipendio (altrimenti, come altri hanno notato, avrebbero scelto medicina o ingegneria). Come giovane vedo le ipocrisie e falsi buonismi proprio nel giustificare l’abuso di sistemi demotivanti, dequalificanti, incompetenti con luoghi comuni inadeguati. Certo esistono delle strutture, anche a gestione familiare, con una gestione efficiente e collaboratori motivati che offrono un servizio eccellente. Probabilmente l’hotel Ripa Grande dell’incantevole (ed efficiente) città di Ferrara è uno di questi. Tuttavia qui si discutono i problemi di un sistema turistico nazionale sempre più improduttivo e si cercano le basi per riportare il turismo italiano ad essere il numero uno nel mondo. Tra le tante inefficienze l’ incompetenza è lampante, come l’abuso inappropriato di stagisti e di lavoratori a basso costo (disperati da cina, romania, bangladesh etc) a scapito della qualità. Spesso si ricorre a continui turnover di stagisti perché si è ignoranti in materia contrattualistica e non si è in grado di motivare il personale. Per questo, a chi sta dalla mia parte, consiglio di studiare sempre e stimolare questi giovani spesso rassegnati, rispettandoli ed aiutandoli a costruire il successo e la qualità. Consiglio ai questi ragazzi di andare a verificare alla camera di commercio la serietà dell’ente/azienda in cui si accingono a fare uno stage (n° di aziende aperte/chiuse nel passato , n° di dipendenti assunti, preparazione in materia turistica, solidità economica, etc), di essere propositivi, darsi delle dead-line, di selezionare le collaborazioni più motivanti e perseverare nell’inseguimento dei propri sogni.

Spirina
 
#14
<strong>Lauree nel turismo, sono confusa!</strong>

ciao ragazzi..io tra poko dovrei iscrivermi e sn molt6o confusa..mi avevano parlato del ramo scienze del turismo che si occupa soprattutto dell’organizzazzione degli eventi…voi sapete niente:(? potreste aiutarmi chiarendomi le idee?..vi rigrazio da subito:*
 
#15
<strong>Lauree Beni culturali e turismo, nessun bluff</strong>

Rispondo al grido di dolore di aristotipo 14/02/08 “NON E’POSSIBILE CHE QUESTI GIOVANI VENGANO IMBROGLIATI DALLE UNIVERSITA’ CON FALSE PROMESSE. UNIAMOCI IN UNA AZIONE COMUNE!!!”

Questi giovani non sono stati imbrogliati perché la formazione fornita dal corso di laurea in Beni culturali per operatori del turismo è del tutto adeguata ad una carriera di livello nel settore turistico, compresa la professione di guida turistica, in quanto gli insegnamenti sono specifici con contenuti culturali elevati, tanto che moltissimi studenti hanno superato il concorso tradizionale per guida senza problemi.
L’accesso alla professione di guida turistica è stato complicato dalla cd. Legge Bersani che ha “liberalizzato” la professione consentendo ai laureati in lettere di vecchio ordinamento e specializzati in archeologia e storia dell’arte di sostenere un colloquio senza sottoporsi alle prove di concorso vere e proprie. Ma vi sembra questa una liberalizzazione o non piuttosto un regalo da “lobby” alle centinaia di laureati archeologi e storici dell’arte a spasso a causa delle scarsissime opportunità di lavoro in quei settori? La legge ha escluso tutte e dico tutte le lauree triennali tanto che sono partiti molti ricorsi non essendo stato specificato nel testo della legge il livello di laurea richiesto per l’esenzione dal concorso.
E comunque vorrei fare un’ulteriore precisazione: nell’ordinamento vigente tutte le professioni richiedono un’abilitazione; ingegneri, medici, architetti,insegnanti e così via devono fare l’esame di stato. Chi esce da medicina, ingegneria, architettura…non può esercitare immediatamente la professione. Perché quindi i laureati in “Turismo” dovrebbero essere privilegiati? A che titolo le università “dovrebbero” garantire l’accesso ad una professione?
Ribadisco con forza e per esperienza diretta e quotidiana che gli studenti non sono stati imbrogliati perché sono stati preparati egregiamente a svolgere tutte le professioni turistiche, anche innovative (che è poi l’obiettivo primario dell’ordinamento didattico delle lauree in turismo), compresa quella di guida turistica a cui si accede come in altri settori attraverso una verifica esterna all’università.
Prof.ssa Anna Pasqualini
Presidente del corso di laurea in Beni culturali per operatori del turismo. Facoltà di Lettere dell’Università degli studi di Roma “Tor Vergata”.
 
#16
<strong>Lauree nel turismo e legge Bersani</strong>

Per quanto riguarda le iniziative sul superamento della legge Bersani (estensione ad altri titoli di laurea) invito tutti a leggere i comunicati stampa del Cobas Guide Turistiche e Laureati nel sito qui indicato.

Mi dispiace per chi si iscrive e per chi organuzza corsi di laurea che ai fini pratici non sono riconosciuti dalla legge vigente in nessuna regione a meno del superamento di un esame di abilitazione.
Ricordo ai meno informati che Guida Turistica è una attività e non una professione quindi non esiste e non può esistere un albo professionale o un ordine delle Guide Turistiche.

Per ulteriori informazioni contattateci personalmente.

Vincenzo Macchiarola

COBAS Guide Turistiche e Laureati
 
#17
<strong>Ancora sulle lauree nel turismo e beni culturali</strong>

rispondo volentieri alla professoressa Pasqualini che tra l’altro stimo. Ciò che è successo e che fa più male è che l’università e nella fattispecie il presidente del corso di laurea in BECOT, che è il corso nato anche come lei dice per questa professione (e lo si nota anche dalle attività organizzate come insegnare i percorsi turistici in italiano e in lingua ai ragazzi)non abbiano subito preso posizione per includere questa ed altre lauree simili come quelle che dovevano per forza logica affiancarsi a quelle due quinquennali (mostri sacri intoccabili)tra i titoli che prevedevano verifica senza esame con la massa informe senza titolo. Ora professoressa, sa cosa è successo? che chi ha questa laurea triennale, a mala pena è riuscito, come so di alcuni, a superare la verifica di accompagnatore e parlo di quelli col curriculum storico artistico che si sono sobbarcati lo studio di altre materie non studiate. Questi, ora accompagnatori, non avendo accettato di sottoporsi ai quiz del megaconcorso, si sono iscritti a storia dell’arte a roma3 pagando altre enormi tasse, cercando di laurearsi in storia dell’arte, quando di fare lo storico dell’arte non gli frega nulla, solo per poter fare la guida. Se voi accademici aveste preso posizione forse si salvava qualcosa!!!! Grazie della risposta

Ariatotipo
 
#18
<strong>Lauree nel turismo, non solo guide turistiche</strong>

Rispondo di nuovo ad ariatotipo che evidentemente mi conosce. Colgo tanta amarezza nelle sue parole e me ne dispiace sinceramente. Intuisco speranze e obiettivi mal ripagati, ma imputare alle istituzioni universitarie uno scarso interesse per l’esclusione di laureati in turismo da un privilegio – perché di privilegio si tratta – non è giusto. Il provvedimento è passato senza alcuna possibilità di emendamento. Era blindato. Se possibile, la “lobby” delle guide lo ha anche peggiorato.
E poi non è vero che l’università è inerte di fronte al problema del riconoscimento del titolo. Proprio in questi giorni si sta costituendo una Consulta dei Corsi di Laurea in Turismo perché le Università abbiano maggiore visibilità e peso nei confronti delle Istituzioni che non sono ancora abituate a considerare come interlocutori privilegiati in materia turistica coloro che il turismo lo insegnano ai massimi livelli.
Nel frattempo sono sicura che chi studia bene riesce agevolmente a superare l’esame di guida.
Ribadisco tuttavia che la guida è solo una delle attività del comparto turistico; i Corsi di laurea in turismo “non” sono nati per formare guide o accompagnatori, per le quali occupazioni non è nemmeno richiesta la laurea, ma per elevare il livello culturale degli operatori turistici e con esso il livello del Turismo italiano che è uno dei più bassi in Europa.
Concludo con un auspicio: che i laureati in turismo sappiano rinnovare con entusiasmo e senza acrimonie verso provvedimenti, che pur penalizzanti riguardano solo un piccolo settore del grande e articolato sistema del turismo, i meccanismi di un’industria vitale per il nostro “Bel Paese”. Coraggio! C’è tanto da fare!

Anna Pasqualini
 
#19
<strong>Lauree nel turismo e guide turistiche, il punto di vista del Cobas</strong>

In risposta ai commenti precedenti invito anche la Professoressa Pasqualini e gli studenti interessati a prendere contatto con il COBAS Guide Turistiche e Laureati

Abbiamo in programma un incontro con l´assessore al turismo della Regione Lazio Claudio Mancini e siamo intenzionati ad effettuare delle azioni di protesta molto forti contro l´atteggiamento miope della politica regionale e nazionale riguardo al comparto turistico.

Sarebbe meglio unire le forze, perché la storia ci insegna che l´Italia é stata sempre divisa e da questa divisione ne hanno tratto profitto i pochi furbetti del quartierino…

Sarebbe ora di dare la sveglia anche alla Brambilla che mette in giro comunicati stampa come quello di ieri praticamente privi di contenuto.

Vincenzo Macchiarola
 
#20
<strong>Lauree turismo e guide turistica, parliamone ancora</strong>

Mi infervora questa discussione, gentile Professoressa. Lei afferma che i corsi di laurea non nascono per formare guide e accompagnatori (come invece si afferma tra le possibilità di spendimento del titolo negli ordini di studio). Bene, allora che ci fanno? Si costruiscono un bagaglio di competenze (che, devo dire, molto ben strutturate nei tre anni di studi e negli stages formativi, l’ideale per una guida autorizzata che porti un turista a spasso in gradevoli itinerari un gruppo di turisti)che invece non possono utilizzare se non prendono anche una laurea specialistica oppure aspettano un altro concorso a quiz che chieda loro di rispondere a quesiti su materie di esami già superati anche con lode. Ma le sembra logico? Cosa gliene importa alla lobby degli storici dell’arte di questi pochi laureati che vogliono fare le guide?Essi hanno mille opportunità di lavoro che se bravi possono sfruttare come vogliono. Al turista normale poco o nulla importa delle dissertazioni su tutta la storia del Sancta Santorum o su tutti i rifacimenti delle Basiliche di Roma. se vuole qualcosa di speciale gli verrà fornita la guida speciale, ma un BECOT va benissimo.Mica saranno tutti loro a occupare i posti di guida turistica. Voi dovete fare qualcosa per reitrodurre questa laurea e ridiscutere col MIUR e a Regione, altrimenti con questa laurea ed altre dello stesso tipo non si fa nulla , non si lavora. Io sono la madre di un laureato BECOT storico artistico ora iscritto a Roma3 Storia dell’Arte…..

aristotipo
 
#21
<strong>Lauree nel turismo, guide e tesserini</strong>

dimenticavo:ha preso lo scorso mese il patentino per accompagnatore superando un altro esame alla provincia di roma…ma di tesserino non si parla ancora perchè devono fare le verifiche agli storici dell’arte e agli archeologi, troppo lavoro
 
#22
<strong>Scienze del turismo, mi aspettavo di più</strong>

ho letto un pò di commenti…anche io sono al la fine del terzo anno del corso di Laurea in Scienze del Turismo a torino. Devo essere sincera, mi aspettavo molto più tecnica..invece il corso scusate la parola ma fa quasi cagare…non c’è nulla di tecnico e pensate un pò..ho l’esame di tecnica turistica come facoltativo..mentre invece pressano un sacco sulle letterature…ecc…insomma nulla che riguarda in senso stretto il turismo.Inoltre le lingue son fatte male.Mi mancano pochi esami…ed è davvero dura..non voglio mollare..ma so che fuori la realtà è dura. Ecco perchè prendere una specializzazione credo sia da imbecilli..almeno qui a torino fa tutto schifo.Anche io ho notato che per lavorare nelle agenzie turistiche ci vuole ben poco..per non parlare degli altri lavori…basta un diploma e magari anche una bella presenza e ualà.
In conclusione questa laurea mi ha davvero deluso, spero di trovare un lavoro presto, perchè con tutti i soldi che spillano alla gente, chi ci rimette siamo solo noi.HO visto un servizio fatto a super quark di quanti soldi spendono gli studenti italiani in una media di 7 anni di studio.170.000 euro.Ecco. Fanno bene ad andare all’estero.
ciao a tutti

Ornella
 
#23
<strong>Specialistiche turismo, meglio economia o comunicazione?</strong>

Ciao a tutti, è la prima volta che scrivo un commento in questa sezione. Io sono diplomata in Tecnico dei servizi turistici a Bari e ad ottobre mi laureo nella triennale in Scienze della Comunicazione. La mia intenzione è sempre quella di lavorare nel settore turistico, in particolare ricettivo, infatti ho svolto diversi stage in alberghi importanti di Bari e Lecce. Ora vorrei iscrivermi alla specialistica e stavo valutando Economia e gestione delle attività turistiche di Lecce però adesso ho dei dubbi… Cosa dovrei fare???? Magari proseguo con la spec. in comunicazione? Consigliatemi.. Grazie.

Antonella
 
#24
<strong>Scienze del turismo, che delusione lo stage!</strong>

Ragazzi, ci hanno fregato tutti quanti!!!mi sono laureata in Scienze del turismo a Torino nel 2005 e dopo 3 anni sto facendo uno stage in adv!!!! e sapete xchè? xkè nn ho mai voluto iniziare a lavorare nel settore del turismo xchè sapevo che mi si prospettavano solo stage e lavoro nn retribuito. ma dopo 3 anni di call center e hostess/promoter ho deciso che era il momento…
bè la mia agenzia mi manderà via xchè finita la ‘ressa’ dell alta stagione, nn rimane che spolverare i cataloghi…
e per noi di Torino la delusione è doppia, xchè quando nel 2001 è iniz il corso di laure, noi eravamo i privilegiati che avremmo trovato lavoro grazie alle olimpiadi…..
Vorrei lavorare nel turismo e poter usare le lingue….ma qui la sit è tragica…
e dal momento che quasi nessuna delle mie colleghe a trov lavoro in ambito turistico…proporrei la chiusura del corso, un commissariamento…nn so…!
 
#25
<strong>Scienze del turismo, se il buongiorno si vede dal mattino...</strong>

ah che bello…quindi io che mi sto laureando in scienze del turismo qua a torino..son proprio fregata…ma tanto lo avevo capito già da subito!!!L’unica cosa da fare è propagandare MALE questa facoltà…che qui a Torino fa veramente schifo…(per non parlare delle prove dei lettorati di lingue..che sono fatti apposta per far stare il più tempo possibile gli studenti all’università)Bisogna informare i giovani,NON ISCRIVETEVI QUI A TORINO!!!
 
#26
<strong>Scienze del turismo, comunque vada sarà un successo</strong>

Dopo aver letto moltissimi vostri commenti mi vengono in mente solo cose negative di pessimo gusto.Sono anche io incazzato nella misura più estrema,sono incazzato per la speculazione che è concreta in tutti i processi produttivi di questo paese,sono incazzato per la miserevole prova del popolo accondiscendente a tutto quello che gli viene propinato,sono incazzato e sfiduciato, del resto come a voi.Però quello che posso dire è che l’ università in fondo serve per una conoscenza personale non è un luogo in cui quello che studi poi si applicherà per forza nella vita futura/lavorativa.Anche io ho intrapreso la carriera turistica a roma alla sapienza,il corso si chiama scienze del turismo e mi sto laureando dopo 3 anni di sofferenze e di ricerche ontologiche.Devo dire che è servito a conoscere meglio me stesso le mie potenzialità la mia fiducia,inoltre ha sviluppato in me una maggior critica sociale ha sviluppato una dialettica e una retorica,UNA CONSAPEVOLEZZA DEL MONDO GLOBALIZZANTE.Tuttavia infondo sono tante parole e poca concretezza pratica,del lavoro non me ne frega un …..,piuttosto fate quello che vi piace,assicuratevi di farlo per gioco poi caso mai un riscontro pratico ci sarà,sognate, usate l’arte come mezzo e vedrete che uccideremo qesto sistema di falsità e promesse fallite.Un altra cosa dalla mia sperienza ho capito che non tutti funzionano allo stesso modo quindi se queste per me sono argomentazioni valide forse per voi non lo saranno!!!! cmq …abbiamo noi giovani tutti i stessi problemi è importante capirlo; potremmo fare una ……. di nazione in cui siano i giovani a comandare e non i matusa gerarchizzati e avvizziti ciao!!

Andrea
 
#27
<strong>Economia e gestione dei servizi turistici: e il turismo dov'è?</strong>

Salve a tutti. Io sono in una fase un pò critica ma che voi avete già passato da tempo. mi sono diplomato quest’anno come operatore turistico. adesso ho iniziato a frequentare le lezione di economia e gestione dei servizi turistici, ma vi posso garantire che di servizi turistici c’è ben poco. x questo ho deciso di non frequentare più questa facoltà anche perchè mi è sempre piaciuto scienze del turismo. aiutatemi a prendere la giusta facoltà premettendo che il mondo del turismo mi appassiona tantissimo, infatti sono 3 anni che faccio l’animatore nei villaggi ma sicuramente non è la mia ambizione futura. se gentilmente riuscite a darmi dei consigli, delle esperienze utili per capire perchè sono seriamente in crisi :-(  CIAO A TUTTI

Maurizio
 
#28
<strong>Scienze del turismo o lingue?</strong>

ciao a tt.sn laura ho 18 anni e frequento il quinto liceo scientifico.nn ho ancora le idee chiare su quale università prendere fra qualke mese e vorrei un vostro consiglio.pur frequentando un liceo scientifico il mio interesse nn riguarda affatto materie scientifico-sanitarie,ma amo il mondo del turismo in generale!ho la grande fortuna di poter andare subito a lavorare in un’agenzia di viaggi poichè mio padre ne possiede una,ma nn me la sento di andarci appena finita la scuola xkè vorrei conseguire almeno una laurea dopo tt sta fatica e tempo impiegato a studiare!!inizialmente avevo intenzione di frequentare il corso di laurea in scienze del turismo,ma un po’ x i vari commenti letti qui,un po’ xkè a dire la verità io ci ho già lavorato in agenzia e nn mi serve alcuna laurea x andare a lavorare cn mio padre,sto pensando di prendere in considerazione qualke facoltà di lingue e letterature straniere o volendo anke di lingue orientali,xkè è un ambito ke cmq mi piace e mi potrebbe offrire un’alternativa di lavoro in qualke modo sempre connessa con il turismo!se avete o conoscete esperienze di qualkuno ke si è laurato o frequenta queste facoltà,potreste darmi dei consigli?secondo voi sbaglio a fare questo ragionamento?aiutatemi x favore xkè manca poco e nn so proprio ke fare…!!vi ringrazio..ciao !

Laura
 
#29
<strong>Studiare per una laurea nel turismo? Prima un anno sabbatico...</strong>

Gentile Laura,
capisco la sua confusione, che è propria non tanto della sua età, quanto di questa società “andata nel pallone”, in tutti i sensi, perché sembra che le sorti nazionali dipendano proprio da questo (e/o dal ginocchio di Totti).
La sua lettera, però, mi da uno spunto per fare alcune considerazioni di carattere generale, che dovrebbero servire a far chiarezza nel settore del Turismo, che ho la presunzione di conoscere bene.
Il settore delle Agenzie di Viaggio c’entrano ben poco col Turismo, poiché da diversi decenni si sono ridotte a fare una pura vendita distributiva di prodotti (al 95% esteri) e di servizi assemblati e confezionati da tour Operator e/o Grossisti del settore. Un’analogia la puoi trovare nei farmacisti, i quali stanno alla medicina come gli Adv al Turismo, in quanto anche loro svolgono una pura vendita distributiva in negozio, non molto diversa, però, da quella dei tabaccai. Senza nulla togliere ad entrambe le categorie, che magari guadagnano di più di molti operatori dell’accoglienza, lei si dovrebbe chiedere se è interessata a passare tutto il resto della sua vita lavorativa in un negozio a vendere (a catalogo) località che non vedrai mai. Chieda quante e quali esperienze di viaggio ha fatto suo padre durante la sua vita dio Agente di Viaggi, poi, ci rifletta sopra.
C’è una fase famosa che desidero riportare: “Se riescono ad indurti a porre le domande sbagliate, allora (LORO) non devono preoccuparsi per le risposte. Thomas Pynchon”.
Oggi, la Laurea non rappresenta più un vantaggio sociale (tanto siamo tutti “Dottori”) anzi, può addirittura rappresentare un handicap nel mondo del lavoro (non certo per l’ambizione borghese dei genitori).
Prima di scegliere una Facoltà qualunque, si prenda un anno sabbatico per farsi delle esperienze e capire cosa lei desideri veramente fare nella vita, chi desideri essere, che vita desideri condurre. Ha idea di quante ragazze come Lei si sono laureate in lingue e letteratura giapponese e adesso fanno le segretarie del direttore di un’azienda che ha solo rapporti di import-export con quel paese, senza esserci mai state? È questo ciò che Lei vuole? L’essere umano è nato per essere creativo ed è in questa attività che in genere trova le sue maggiori soddisfazioni, anche economiche, e talvolta anche la felicità.
Ogni attività ha un suo ambito in cui si può sviluppare la propria creatività: questa è ciò che Lei dovrebbe perseguire, non la “specializzazione”, che dovrebbe venire come naturale conseguenza dell’impegno quotidiano nell’attività che si è scelto, non prima.
Ai miei tempi, si poteva accedere alla Facoltà di Architettura dal Liceo Classico, dal Liceo Scientifico e dal Liceo Artistico: vuoi sapere di chi erano, generalmente, le migliori Tesi di Laurea alla fine di cinque anni? Di chi aveva fatto il Liceo Classico ed aveva studiato soprattutto latino, greco e filosofia: Le Corbusier, uno dei padri dell’architettura del ‘900, non si è mai laureato in Architettura.
Ciò non significa che non serva studiare, ma che dopo i 18 (o dopo i 60 anni) è opportuno scegliere di studiare solo ciò che appassiona, prefigurando la vita che si vorrà vivere (per gli anni futuri).
Meglio “perdere” un anno per capire qual è la nostra strada, piuttosto che prendere, dopo anni, un pezzo di carta che non servirà a nulla nella vita economica e sociale, più di quanto non potrebbe servire una Laurea sulla scrittura cuneiforme a chi non è appassionato di storia dei Sumeri.
“Ricerca ciò che ti piace (prima o poi troverai qualcuno che ti paga per farlo) e allora sarai felice”.
Buona fortuna a Lei ed a tutti coloro che vivono le stesse ansie.

Architetto Lanfranco Viola,
Titolare dell’Hotel Ripagrande di Ferrara e libero progettista.
 
#30
<strong>Lauree turismo, quanti dubbi!</strong>

ciao a tutti.sono ancora Laura e vorrei ringraziare di vero cuore l’Architetto Lanfranco Viola per i suoi consigli e le sue belle parole.cmq proverò a riflettere meglio su ciò ke Lei ha detto,sperando di trovare la strada ke mi possa rendere veramente felice!Vorrei se possibile solo un chiarimento:Lei ha scritto ke un agente di viaggio si riduce a fare una pura vendita distributiva di prodotti e servizi che probabilmente non conoscerà mai in prima persona,e su ciò non le do tutti i torti perchè in effetti è questo che accade;dunque secondo Lei in quale modo potrei arrivare ad accedere a tali servizi in prima persona,magari unendo la possibilità di viaggiare con il lavoro,riuscendo a stare a stretto contatto con la gente?non so se la domanda che Le sto ponendo è abbastanza chiara,forse perchè si tratta solo di un mio desiderio che in realtà non esiste…ma tutto sommato la speranza è sempre l’ultima a morire!!le rinnovo i miei più sentiti ringraziamenti e spero di risentirla presto,magari con qualche altro prezioso consiglio!!

Laura
 

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