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La nascita dell'ospitalità

#21
La mia vacanza consiste nel far cose divergenti/divertenti dal solito (i 10 mesi di domicilio in Amiata).
Pertanto, nei 2 mesi a disposizione, alle camminate oltre i 2000 della mia montuosa terra (j'Abruzzu), preferisco aggiungere distensive occupazioni: quali condurre in porto lavori nell'orto/giardino e soprattutto frequentare i numerosi symposia tra compaesani.
Oltremodo una quartina di giorni li ho fatti in Montefeltro a due passi dal confine con San Marino.
Loro, i sammarinesi, da buoni "ospiti" ci tengono ad usare quel termine molto...separatista! :eek:
 

liside

Contributore
#22
Lascia perdere i sammarinesi e concentrati sull'orto e, soprattutto, sul simposio: tralascia pure quello socratico, sei in vacanza e c'è sempre tempo, e concentrati su quello dionisiaco....;)
 
#23
Seguirò attentamente il tuo consiglio e come vicendevole regalo ferragostano ti suggerisco un vino centrale in due varianti essenziali:
agalychnis-callidryas.jpg
- vegetariana, cioè formaggi stagionati o scamorza appassita --> Ylice 2018 - Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore - Poderi Mattioli
- carnivora, cioè porchetta o arrosticini di pecora --> Inferi 2013 - Montepulciano d'Abruzzo - Marramiero

A presto per approfondimenti sull'Ospitalità come gesto benevolente.
Raffaello
 

liside

Contributore
#24
Grazie Raffaello, pregevoli abbinamenti!
Lontano dalle frescure abruzzesi e avendo deciso di trascorrere gli ozi d'agosto anzichè in estremo oriente (come uso di solito) nel tratto appulo-partenopeo zona pianura, praticamente un coast-to-coast nostrano, non berrò i rossi questa stagione, anche se, a dirla con il Redi, "Il Montepulciano d'ogni vino è il re!" (Bacco in Toscana): surrogherò, in terra pugliese, con un San Severo Bianco D.O.C., come uvaggio credo sia presente anche il trebbiano bianco della tua regione, preferibilmente del 2016 o 2017, se ne hanno lasciato ancora qualche goccia, per annaffiare caciocavallo e burrata. Ottimo anche come aperitivo.
In terra partenopea non potrò esimermi dall'onorare un Greco di Tufo bianco:
"“Sei veramente gelida, Bice, e di ghiaccio, se ieri sera nemmeno il vino Greco è riuscito a scaldarti”.
(Iscrizione di un affresco di casa pompeiana).
Buone vacanze!
 
#25
Egregio Liside, sebbene il Redi si riferisse al vino Nobile di Montepulciano, composto al 70% di Sangiovese, mi associo alla sua dichiarata regalità e colgo al volo l'assist enologico regalandoti una chicca sul nostro vino rosso rubino, il Montepulciano d'Abruzzo.
Sic et simpliciter, esso ebbe origine nelle vallate di Torre de' Passeri (PE), ma il vitigno era presente sin dal 1792 in agro peligno (Sulmona per intenderci, la città natale di Ovidio).

Oggi invece andrò sui monti del Cicolano a pochi km da Aquila, mi piace chiamarla così come risulta nel diploma di fondazione del 1254.

buon Ferro d'Agosto
 

liside

Contributore
#26
Giustissimo caro Raffaello, a quei tempi non esisteva il millesimato!
Beato te che trascorri le vacanze di vetta in vetta, di frescura in frescura....
 

liside

Contributore
#27
Egregio Liside, sebbene il Redi si riferisse al vino Nobile di Montepulciano, composto al 70% di Sangiovese, mi associo alla sua dichiarata regalità e colgo al volo l'assist enologico regalandoti una chicca sul nostro vino rosso rubino, il Montepulciano d'Abruzzo.
Sic et simpliciter, esso ebbe origine nelle vallate di Torre de' Passeri (PE), ma il vitigno era presente sin dal 1792 in agro peligno (Sulmona per intenderci, la città natale di Ovidio).

Oggi invece andrò sui monti del Cicolano a pochi km da Aquila, mi piace chiamarla così come risulta nel diploma di fondazione del 1254.

buon Ferro d'Agosto
Dedicato a Lo Psillo,, che sta deliziando animo e palato a colpi di Verdicchio:
"Et però credo che molta felicità sia agli homini che nascono dove si trovano i vini buoni"
Leonardo da Vinci
Jean.jpg
 

Allegati

#28
Alcuni giorni fa mi trovavo in quel palazzo che fece di Federico di Montefeltro il più noto duca italiano del Quattrocento.
Egli aveva naso...e si vede!
sala-relax.jpg
Purtroppo per lui, ci vedeva solo da un occhio, quello sinistro e ciononostante fu lungimirante (pare un ossimoro).
Ebbe modo di farsi conoscere per magnanimità, generosità e ospitalità.
La sua dimora ducale è permeata di tutto ciò che il Rinascimento seppe dare alla nostra Storia, che non è storiella, né affabulazione.
La sua città fu Ideale in tutti i sensi e chi oggi ritiene imprescindibile l'ospitalità quale elemento di decoro, non può che attingere all'insegnamento di Federico e dei suoi...cortegiani.
 

liside

Contributore
#29
Caro Raffaello,
con il dovuto rispetto verso i vini del tuo Abruzzo, ti consiglio di prendere in considerazione il Greco di Tufo, che ho avuto e tuttora ho l'occasione di apprezzare in terra campana.
Ottimo con i crostacei e i pesci a carne bianca, ma anche con i formaggi non stagionati si sposa benissimo! Ti ribadisco: ho sacrificato con devozione ma con moderazione (sotto l'occhio vigile di mia moglie e mia figlia...). Il vitigno fu portato dalla Tessaglia in provincia di Avellino nel I secolo A.C.N. ed è uno dei pochi bianchi che ammicca all'invecchiamento. Si fregia della sigla DOCG dal 2011, credo, secco con gradazione alcolica minima a partire da 11,5° vol.
 
#30
egregio Liside, mia mamma Maria è di Bagnoli Irpino (AV), secondo Lei da quelle parti un tempo facevano un bianco che faceva strizzare gli occhi anche agli astemi.
Prendo per buona la notizia e mi tuffo nella mia biblioteca nel grigiore della piovosa sera aquilana.
Che succede? Una campana di lontano rintocca le Otto (ok, le 20) e torno tra i ricordi della mia adolescenza quando mi esercitavo a fare il campanaro.
Tutto durò una manciata di settimane, ma in quel periodo ebbi modo di conoscere la tecnica dello scampanamento. Oggi invece mi viene in mente che tra i Feudi gira un bianco con tale nome: CAMPANARO (un pochito Greco e Fiano), dicono che sia estremamente speciale col coniglio alla cacciatora.
Fate vobis...;)
 
#33
e bravo Liside!
Scorrendo la scheda tecnica del Furore salgono in cattedra i Vitigni di riferimento: falanghina 60% e biancolella 40%
Addirittura tra gli abbinamenti si consigliano anche piatti vegetariani, mi piace 'sta cosa.

Non sapevo che Furore fosse una località ad una decina di km da Amalfi, ero rimasto al notevole testo di John Steinbeck.
Mi dirai: ma che c'entra il romanzo Furore con l'argomento? Risposta da topo di biblioteca: il libro di Steinbeck, imperniato sulla Grande Depressione negli Stati Uniti degli anni Trenta, uscì con il titolo originale The Grapes of Wrath...

Prosit
 

liside

Contributore
#34
e bravo Liside!
Scorrendo la scheda tecnica del Furore salgono in cattedra i Vitigni di riferimento: falanghina 60% e biancolella 40%
Addirittura tra gli abbinamenti si consigliano anche piatti vegetariani, mi piace 'sta cosa.

Non sapevo che Furore fosse una località ad una decina di km da Amalfi, ero rimasto al notevole testo di John Steinbeck.
Mi dirai: ma che c'entra il romanzo Furore con l'argomento? Risposta da topo di biblioteca: il libro di Steinbeck, imperniato sulla Grande Depressione negli Stati Uniti degli anni Trenta, uscì con il titolo originale The Grapes of Wrath...

Prosit
Sapevo che l'associazione non ti sarebbe sfuggita!
"E gli occhi dei poveri riflettono, con la tristezza della sconfitta, un crescente furore.
Nei cuori degli umili maturano i frutti del furore e si avvicina l'epoca della vendemmia."
 
#36
[...]Le barche di notte pescano acciughe e seppie e le loro luci punteggiano il mare[...], le Lampare!
Peccato che in fondo all'articolo sia richiamata una foto d'epoca non presente, vabbè.
Grazie Liside
 
#37
Vendemmia (dal latino vin-dèmia - togliere il vino, levar via).
Anticamente tale operazione era rivolta a tutto ciò che per qualità risultava fuori dal comune, ergo levar via dalla normalità.
Certo che oggi dover scartare la parte mediocre di una raccolta d'uva non appartiene di sicuro al "fare masserizia" e quindi ci preme far vendemmia anche con le parti meno nobili, ma se non arde luglio e agosto, troppo aspro sarà il mosto.

Anni fa, girando per cantine nei pressi del territorio di Grumello del Monte (BG), trovai un Castello le cui tenute si spandevano per le sinuose colline della Valcalepio.
Il Castello in questione fu possedimento di varie casate lombardo-venete. Entrai nella zona riservata alla vendita; data l'ora presta ebbi modo di fare due chiacchiere con un attore della vendemmia allora in corso. Egli mi catapultò in un viaggio enologico che non scorderò per la cura nei dettagli, difatti, nel cuore del Castello, una signora di Milano (proprietaria della tenuta) si mostrò così ospitale da propormi la narrazione della sua esperienza che, per contraccambiare, le promisi in dono una lettura ad Alta Voce di una crestomazìa del Vendemmiatore di Luigi Tansillo, un compaesano di Orazio.
La serata si svolse in un locale della zona cantina ed ebbe luogo un mesetto dopo il primo incontro coinvolgendo almeno una trentina di persone, ognuna dedita a un singolare aspetto della Vendemmia.

grumello.jpg

Quando l'ospitalità è innata, non vi sono freni alla gratitudine!
 

liside

Contributore
#38
Sono in corso in Puglia, la mia regione di origine, da alcuni anni rievocazioni del "rito"della vendemmia, inteso come momento aggregante e di convivialità ala fine della giornata quando tutti insieme, braccianti e padroni si riuniscono per mangiare lo stesso cibo.
Dette rievocazioni sono oggi oggetto di turismo.

https://www.foodandsoon.com/in-pugl...la-vendemmia-e-i-suoi-riti-antichi-e-moderni/

In terra dauna lo stesso discorso vale anche per la mietitura.
 
#39
Sono in corso in Puglia, la mia regione di origine, da alcuni anni rievocazioni del "rito"della vendemmia, inteso come momento aggregante e di convivialità ala fine della giornata quando tutti insieme, braccianti e padroni si riuniscono per mangiare lo stesso cibo.
Dette rievocazioni sono oggi oggetto di turismo.

https://www.foodandsoon.com/in-pugl...la-vendemmia-e-i-suoi-riti-antichi-e-moderni/

In terra dauna lo stesso discorso vale anche per la mietitura.
In una masseria nei pressi di Cerignola, diversi lustri fa, passai un ferragosto tra i più incantevoli della mia esistenza ultra-mezzo-secolare (mi sono anagraficamente sbilanciato) e devo dire che tra canti, STORNELLI (e qui mi sono localmente sbilanciato) pomi d'oro e vino rosso siam tornati nazzi nazzi (paonazzi).
Ho dato un'occhiata veloce al sito del vignaiolo Quarta: splendida iniziativa quella de Lu Capucanali.

E bravo Liside, colpisci sempre di fioretto!
 

liside

Contributore
#40
Caro Raffaello, pensa che Cerignola, patria della "Bella", è a pochi chilometri dal mio paese natio. In Puglia gli ospiti sono sempre i benvenuti. Da pochi anni i turisti stanno scoprendo (anche) il Salento.
Non preoccuparti, anagraficamente io conto più lustri di te:):cool::D
 

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