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Perché il turismo gay&lesbian deve interessare le agenzie

Pubblicato su Eventi, News e progetti

16 Febbraio 2008

Alta capacità di spesa, credenti del fuori stagione: sono 4 milioni in Italia

Perché il turismo gay è un affare per le agenzie di viaggi? “Perché spendono molto di più dei turisti eterosessuali, viaggiano quattro volte di più verso mete extra europee e nei mesi di spalla come settembre, ottobre e febbraio”.
Così spiega Daniele Iannaccone, responsabile grandi clienti di Gay.it, la spa che da dieci anni pubblica l’omonima testata online che vanta 600mila utenti unici al mese. Gay.it è anche proprietaria di www.outtravel.it, canale di viaggi dedicato a questo target di clientela.
Affollata la sala del seminario a NoFrills che ha seguito l’interessante presentazione sulle potenzialità del turismo gay&lesbian. Alcuni dati: in Italia sono 4 milioni gli omosessuali, mentre un milione si considera “gay friendly” e dispongono del 38% in più di reddito rispetto alla media della popolazione italiana. La spesa turistica si attesta a 3,2 miliardi nel Belpaese. Secondo l’Oms il 7,5% della popolazione mondiale è gay.
Durante il seminario sono state spiegate le destinazioni più in voga e i brand turistici e non orientati a comunicare a questo target. In Versilia c’è l’unico consorzio italiano di operatori “gay friendly”.

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