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Turismo Italia tra lobby, caste, sprechi e fallimenti

Pubblicato su Articoli e Comunicati, IN EVIDENZA

6 Dicembre 2007

Quando la valorizzazione e lo sviluppo turistico è riservata agli iscritti agli albi di ingegneri e architetti

Se qualcuno avesse ancora qualche dubbio se sia giusto o meno che il turismo italiano coli a picco, da questa parte, chi scrive, ha maturato un’idea ben precisa già da diversi anni convinto che questo Paese o meglio gran parte delle aree di questo Paese se lo meritino e alla grande. E questi sono, secondo noi, soltanto i primi segnali di un declino, irreversibile o forse no, dal quale si salveranno soltanto alcune tipologie di offerta del turismo italiano.
E non nutriamo speranze che le cose si risollevino, che i proclami e i buoni propositi, di quel politico o quel presidente, di quell’esperto o imprenditore, di quella università o centro studi, che quei fiumi di finanziamenti da destra a sinistra su progettoni o progettini, iniziative e osservatori, consulenze e piani di sviluppo, cambino davvero le cose.
Il mercato è selettivo, è veloce e competitivo. E noi siamo vecchi, rigidi, disintegrati, dequalificati, in attesa. Lo sa il mercato, lo sanno tutti.
Potremmo prendere spunto dall’ultimo rimbalzo di responsabilità e di inefficienze che circonda l’oramai affossato portalone Italia.it, e che qualcun altro vorrebbe riesumare per continuare nello spreco di tempo e denaro, o dalle forze lobbistiche che da sempre hanno imbavagliato questo settore impedendogli una crescita degna di una grande paese a vocazione turistica. Ma invece guardiamo molto più in basso, ad un semplice bando di concorso di idee per la valorizzazione e lo sviluppo turistico, uno dei tanti sui nostri territori.
E’ un bando tutt’ora aperto, ma non è importante sapere dove e da chi emesso….ciò che stona del tutto è il vincolo di accesso riservato ai soli ingeneri ed architetti iscritti agli albi. Come se le idee di valorizzazione turistica siano un qualcosa che solo queste due categorie professionali sono in grado di produrre. E’ semplicemente assurdo.
A detta del primo cittadino il concorso servirà per valutare le diverse ipotesi di valorizzazione del territorio, tutte di elevata qualità sotto il profilo paesaggistico e naturale. L’obiettivo – aggiunge - è la realizzazione di un programma integrato di recupero e valorizzazione turistica che ne garantisca la massima tutela e conservazione, nell’ambito del quale vengano individuati gli obiettivi, le priorità, stabilite le progettualità, pubbliche e private, da predisporre, individuati gli strumenti di finanziamento delle iniziative da attivare e la dotazione di strutture ricettive necessarie alla sostenibilità dell’investimento nonché le partnership pubblico-private da realizzare.
Se su qualcosa può essere legittima la competenza di un ingegnere o architetto, su altro no. Ci chiediamo allora cosa fanno tutti quei professionisti che hanno una esperienza consolidata nello sviluppo turistico, cosa sono quell’esercito di giovani che sono formati e si formano alle problematiche di sviluppo turistico, sostenibile e non, nelle università italiane. Solo perché non hanno un albo professionale, ciò significa che debbano interessarsi a tali tematiche solo se al servizio di ingegneri e architetti?
Se così fosse è il caso che qualcuno glielo vada a spiegare nelle aule delle università che progettare un sistema turistico integrato, un sistema di sviluppo turistico territoriale sostenibile, riserverà loro un futuro alle dipendenze di consolidate lobby che accedono con maggior facilità a certe opportunità.
E poi quanti sono i casi di tentato sviluppo turistico o valorizzazione turistica in questo Paese che hanno generato disastri, ecomostri, sprechi di denaro, perdita di identità dei territori? Chi li ha curati quei piani?
E qui si continua a privilegiare, e in questo caso anche a premiare con € 30.000, certe categorie senza neppure considerare o essere consapevoli dell’evoluzione in conoscenza, riscontrabile in figure e risorse professionali specifiche e specializzate del turismo. Magari ambiziose di poter far qualcosa per il proprio territorio ma che si vedono escluse solo perché non appartenenti ad albi.
Quando poi si legge che il punto di contatto, quindi il riferimento del bando, è un ingegnere e che il punto di contatto dell’amministrazione comunale beneficiaria della valorizzazione turistica è sempre un ingegnere, si comprende come turismo, opportunità e sviluppo siano imbrigliati in meccanismi da casta.
Siamo alle solite, come i tanti piani di marketing turistico predisposti dai dottori commercialisti, inutili, impolverati e accumulati nelle nostre amministrazioni pubbliche. Si i commercialisti, l’altra grande categoria di professionisti che tra conti, fisco e libri contabili, pare abbiano ampiamente sviluppato in Italia le competenze sul marketing turistico territoriale…e i casi di successo sono sotto gli occhi di tutti.
Che finiscano queste logiche. L’Italia è un Paese che non può più permettersi caste e giochetti ad accaparrarsi le risorse pubbliche, dal più piccolo al più grande ente, ma si inizi a premiare e dar spazio alle competenze del settore e che tutt’al più siano loro ad avvalersi, se opportuno, del supporto specialistico di professionisti come ingegneri, architetti o commercialisti.

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Commenti

Luciano 07/12/07 - 10:37 pm

Ho girato in lungo e in largo. Sono sempre più convinto che posti come l’italia ce ne sono ben pochi in giro per il mondo.Il problema è che non ce la meritiamo.Siamo un popolo oramai di fannulloni che sa solo lamentarsi e difendere gli interessi di pochi. Di questo passo il declino sarà inevitabile. Ho scoperto posti che credevo remoti e invece mi sono ritrovato realtà dinamiche e sicuramente molto più intraprendenti della nostra. Io amo l’italia ma non credo che l’italia possa dire lo stesso per noi!Iniziamo innanzitutto a rispettare quei santi turisti che spendono non pochi soldini per venire da noi. E’ mai possibile che passare una vacanza a Gallipoli (per carità posto bellissimo) costi più che a Barcellona o a Cannes?Lo vogliamo capire o no che i turista è una risorsa e non un pollo da spennare!Crediamo di essere i furbi e poi siamo i primi a passare una bella vacanza all’estero visto il nostro esagerato costo della vita. Diamo spazio ha chi a crede nel turismo, a ch ci lavora seriamente, a chi sprera un giorno di mettersi in discussione e di portare avanti un qualsivoglia progetto turistico.
Buon reality a tutti!!

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spiri 10/01/08 - 3:30 pm

Vorrei far presente che da oggi alcuni tesserini massonici possono essere comprati attraverso una laurea o un master. Per questi “ingressi all’albo” (pagati profumatamente) sparisce l’obbligo di far pratica gratuitamente.Invece cari giovani fessi, mi raccomando, continuate a fare stage inutili nel settore turistico. In questo allegro paese governato o da Arlecchino o da Pulcinella, chi vuole aprire un centro estetico deve farlo gestire x legge da un estetista, chi vuol aprire una palestra deve avere un gestore con la laurea in scienze motorie, chi un centro massaggi un laureato in massofisioterapia, chi uno studio legale un avvocato, commercialista-laurea in economia,eccetera. Chiunque invece può aprire un ristorante (esiste un tesserino per il cuoco?) o una qualsiasi struttura turistica (addirittura a casa propria), chiunque può fingere di gestire un resort, chiunque può fare le parole crociate nelle pro-loco, negli uffici del turismo, negli istituti di cultura.
Ma solo un governo così può arrivare a sputtanare il turismo in italia a nostre spese: http://scandaloitaliano.wordpress.com/

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elena 29/06/08 - 12:14 pm

eccone un’altra tutta italica..!

FOGGIA, lunedì 23 giugno 2008 - ORE 13.35
Le lacune del portale del turismo pugliese

Un silenzio imbarazzato avvolge il portale del turismo pugliese, viaggireinpuglia.it, costato la bellezza di 3 milioni 145mila euro e che, a sentire gli esperti di informazione web, avrebbe potuto benissimo essere realizzato investendo poche decine di migliaia di euro. A chiedere un minimo di chiarezza è stato il presidente del gruppo di AN in via Capruzzi, Roberto Ruocco, con una interrogazione urgente all’assessore regionale al turismo, Massimo Ostillio. Il portale è stato commissionato a Tecnopolis, con il subappalto ad Unioncamere per i contenuti. I costi sono decisamente alti: un milione 900mila euro per progettazione e sviluppo, 319 mila euro per la redazione, 129 mila per la promozione, 150 mila per gli info-point, 259 mila per l’attivazione del network regionale e 325 mila per l’osservatorio. Minima la ricaduta occupazionale: al portale lavorerebbe stabilmente una redazione di appena quattro persone. Nonostante tali investimenti, il portale risulta carente di molte informazioni. Per viaggiareinpuglia.it in provincia di Foggia esiste sono un locale notturno, ad Ortanova, non di più quattro agriturismi, appena dieci cinema, di cui sette nel capoluogo, compreso il Nuovo Garibaldi, che ha chiuso i battenti da quasi tre anni. Sconcertante, nel link dedicato ai luoghi dello spirito ed alle chiese più belle di Puglia, la mancata segnalazione delle basiliche di Santa Maria e di San Leonardo di Siponto. In fondo uno scandalo piccolo piccolo, se si pensa al portale italia.it ideato da Lucio Stanca, portato a conclusione da Francesco Rutelli e costato 45 milioni di euro. Doveva essere la vetrina del Belpaese nel mondo, una carta da visita d’eccezione per promuovere il nostro patrimonio turistico. Ma Italia.it ha chiuso i battenti nel gennaio scorso. Dopo una spesa di quasi novanta miliardi del vecchio conio, andando all’indirizzo web www.italia.it si riceve un messaggio di errore. Il dominio non è più operativo, e lascia sullo schermo del pc un vuoto imbarazzante.

tratto da http://www.teleradioerre.it/

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elena 07/07/08 - 4:37 pm

a proposito del nuovo portale italia.it annunciato dalla Brambilla, una chicca sul nuovo logo

logo italia.it

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