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A Sestri Levante si chiede chiarezza su un Corso per operatori turistici e sportivi

Pubblicato su Articoli e Comunicati, IN EVIDENZA

8 Luglio 2008

Su sito Internet di Radio Aldebaran è stato pubblicato un articolo riferito a interpellanze inoltrate alla Regione Liguria e al consiglio comunale di Sestri Levante per chiedere chiarimenti sulle modalità esecutive di un corso di formazione per operatori turistici e sportivi dagli esiti – a quanto pare - deludenti, svoltosi nel 2006.
L’articolo lo riportiamo qui di seguito perché pensiamo - in primo luogo - che la trasparenza nella gestione della formazione, finanziata da Unione Europea e istituzioni nazionali, sia doverosa. In seconda istanza perché non sarebbe del tutto sbagliato se fossero in più – politici e non – a chiedere chiarimenti, da Aosta a Palermo, su esiti e modalità esecutive dell’enorme quantità di corsi che si realizzano per il turismo, l’alberghiero e i servizi.
Ci sono momenti, infatti, che dalla lettura sistematica che facciamo di corsi in partenza qui e là per l’Italia, e che in qualche modo ci sentiamo in obbligo di riportare nelle nostre pagine perché potrebbero comunque costituire una opportunità, ci prefiguriamo un esercito di giovani più o meno pronti e preparati per l’ingresso in questo campo. Regioni che da un momento all’altro sono impegnate nella formazione di centinaia, migliaia di persone, con corsi e percorsi le cui schede informative appaiono spesso – ma non sempre - del tutto attuali, rispondenti a quanto ricercato dal mercato o di cui il territorio avrebbe necessità. Ma in due anni di osservazione della formazione turistica in Italia non sembra esser cambiato molto. Da un lato c’è chi continua a ribadire che occorre formazione, dall’altro c’è chi la propone e la realizza anche con risorse finanziate. Gli stessi che sottolineano ripetutamente, da anni, la necessità di formazione in qualche maniera fanno parte di quelli che la realizzano questa formazione finanziata, che concorrono alla loro gestione, che sono presenti in più azioni e progetti formativi.
C’è da chiedersi allora come mai enti, associazioni di categoria, università, organismi e personaggi che a vario titolo operano nel campo sono lì sempre a ricordarci – ad ogni occasione propizia per dare la propria ricetta salva-turismo italiano – che serve formazione.
La formazione si fa, se ne fa tanta, forse meno in alcune regioni, ma proprio tanta al Sud, da poter soddisfare potenzialmente – per il complesso di risorse impiegate – le necessità di qualificazione degli addetti e neo-addetti.
E’ possibile allora che chi fa tali dichiarazioni poi non sappia qual è la realtà?

Articolo tratto dal sito Radio Aldebaran
Interpellanza di Plinio in Regione e di Giancarlo Stagnaro in consiglio comunale per conoscere i risultati di un corso di formazione tenutosi nel 2006: “Non ci risulta nessun occupato”.

Avrebbero partecipato a un corso di formazione per addetti alle strutture turistiche e sportive, ma nessuno avrebbe poi trovato effettiva occupazione in tali ambiti. E’ questo il motivo che ha spinto il Capogruppo regionale di A.N. Gianni Plinio e il Consigliere comunale del Partito delle Libertà Giancarlo Stagnaro a presentare rispettivamente in regione e nel consiglio comunale di Sestri Levante interpellanze urgenti per chiedere chiarimenti sui costi e le modalità di espletamento di tale corso, che era stato bandito nel 2006 dall’Unione Europea, dal Ministero del Lavoro, dalla Regione Liguria e dalla Comunità Montana Val Petronio per formare addetti alla gestione e sviluppo di strutture e attività turistiche, ludiche, ricreative e sportive. “Vorremmo conoscere la spesa complessiva del corso, quanti vi hanno partecipato, quali i formatori impiegati con le rispettive retribuzioni e qualifiche professionali e quanti i partecipanti al corso che hanno successivamente trovato occupazione - spiegano i consiglieri - Fino a oggi ci risulta che nessuno dei partecipanti a quel corso di formazione, che è costato denaro pubblico, abbia trovato un posto di lavoro nei settori turistico e sportivo a cui si riferivano. Non vorremmo che i corsi di formazione servano più per stipendiare i cosiddetti formatori”.
Fonte: Redazione Radio Aldebaran - www.radioaldebaran.it

Commenti

elena 08/07/08 - 5:16 pm

Non credo sia un caso isolato…in giro se ne sentono, come queste

l manifesto del 06 Luglio 2008
PADOVA L’inchiesta sui fondi per la formazione di Ue, Stato e regione Veneto
La Compagnia delle truffe
Indagato Graziano Debellini, storico leader della società legata a Cl
Ernesto Milanesi
PADOVA

Nel «caso Why Not» alla veneta, un indagato eccellente: Graziano Debellini, leader da sempre della Compagnia delle Opere. Truffa ai danni di Unione europea, stato e regione in concorso con gli altri amici ciellini. Il rapporto stilato dagli uomini della Guardia di finanza, agli ordini del maggiore Antonio Manfredi, è circostanziato fino ai centesimi di euro. Ora tocca al pubblico ministero Antonella Toniolo che da ottobre sta approfondendo l’indagine, nonostante il malcelato imbarazzo della Padova istituzionale.
Lente d’ingrandimento sui corsi di formazione datati 2003-2005. Sono state accertate alterazioni delle spese con rimborsi spese inesistenti, interposizione di soggetti di comodo e rendicontazioni gonfiate. Complessivamente 305.526,04 euro di maggiori finanziamenti illecitamente incassati da Fondo sociale europeo, ministero del lavoro e Regione Veneto. Al centro della truffa società e persone della Compagnia delle Opere. Soprattutto Fabio Di Nuzzo, 41 anni, presidente di Dieffe Scarl, e Alberto Raffaelli, 49 anni, amministratore di Chronos Spa ed ex presidente della CdO Nord Est. Indagato con loro anche Debellini, che dal 1999 al 2004 era legale rappresentante dell’Istituto Romano Bruni dove sono stati effettuati tre corsi di formazione con maggiori finanziamenti pubblici per 51.709,30 euro. Debellini dal settembre 1998 fa parte anche del CdA di Dieffe Scarl. Nel fascicolo d’inchiesta si fa riferimento all’articolo 640 bis del codice penale, lo stesso che riguarda la mezza dozzina di indagati fin dall’ottobre scorso sempre per aver «gonfiato» i conti delle società beneficiarie di fondi pubblici.
Nessuno ricorda volentieri l’inchiesta, tanti sono i nessi politici ed economici. Paradossalmente soltanto il senatore di An Maurizio Saia si è speso fino in fondo. Al punto da interrogare il ministro della giustizia Alfano, sfidando apertamente la procura della Repubblica: «Da padovano prima ancora che da consigliere comunale e parlamentare, voglio capire se davvero è stato negato (e per ben due volte) il sequestro del finanziamento europeo inserito nel bilancio di Magazzini Generali, fino a prova contraria un ente ancora di proprietà pubblica e controllato dal Comune di Padova. Il lavoro dei finanzieri e del pm sembra quasi infastidire, mentre invece meriterebbe la massima attenzione politica. Mi aspetto che il sindaco Flavio Zanonato, così attento al rispetto della legalità, squaderni in consiglio comunale tutta la documentazione a beneficio della vera trasparenza».
Con Debellini ufficialmente indagato, la Compagnia delle Opere è nell’occhio del ciclone. La notizia è rimbalzata da Padova fino a Saint Moritz dove i vertici del «braccio secolare» del movimento di don Giussani sono soliti riflettere e pregare. Un brutto colpo all’immagine, anche per il Meeting di Rimini presentato in pompa magna al Caffè Pedrocchi con Zanonato al fianco dei vertici della CdO.
Truffa, dunque. Un sistema sulla linea d’ombra fra pubblica amministrazione e interessi privati. Un giro d’affari milionario: formazione, logistica, innovazione virtuale. Fino alle perquisizioni e agli avvisi di garanzia che ad ottobre colpiscono sei manager legati a filo doppio con la CdO: Renzo Sartori (ex presidente ed ora direttore di Magazzini, ma anche ex assessore comunale della giunta Zanonato); Alberto Raffaelli, presidente di Cosmi Network ed ex presidente CdO Nord Est; Fabio Di Nuzzo presidente della cooperativa Dieffe, Giuseppe Cinquina della Fidelio, Orazio Zenorini della Cesfo e Maurizio Battistella della Work Crossing. Tutti si sono immediatamente messi nelle mani dell’avvocato Giorgio Fornasiero, ex democristiano di lungo corso.
L’inchiesta della magistratura nasce all’interno della «chiesa nella chiesa». Un documentatissimo esposto firmato dall’esperto in rendicontazione, stanco di lavorare senza essere pagato. Allegati centinaia di files con i progetti finanziati dall’Europa, gli elenchi dei «docenti», le cifre di bilanci tutt’altro che impeccabili, fatturazioni con nomi e cognomi. E come aveva rivelato Report, anche a Nord Est i seguaci di don Giussani hanno stretto un’alleanza con le cooperative «rosse». Nella logistica e nei fondi europei, a partire dalla fine degli anni Novanta i legami sono consolidati. Fino al crac Bic Adriatico, il centro europeo d’impresa e innovazione che in Polesine gestiva allegramente i soldi di Bruxelles.
Un sistema rodato, quindi. E le scatole cinesi portano all’estero. Con Servizi logistici srl si dipana la matassa di una lunga catena. Parte da Ab Intra srl, che è controllata da Hotel Turist: è una spa che appartiene a Solfin turismo, direttamente collegata alla Cdo. Quest’ultima società risulta far parte di Aiglon Holding. Da Padova così si arriva direttamente fino in Lussemburgo…
Fonte:
http://www.ilmanifesto.it/argomenti-settimana/articolo_0050a181869c7e937e5d63ee46091611.html

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17 DENUNCE PER FALSE PRESENZE A CORSI DI FORMAZIONE
5, Luglio 2008

Falsita’ ideologica a tentata truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche: e’ questa l’accusa con cui, a vario titolo, a Terranova di Pollino (Potenza) 17 persone sono state denunciate dai carabinieri della compagnia di Senise, coordinati dal capitano Biagio Simonetti.
Grazie a indagini mirate i carabinieri della stazione di Terranova di Pollino hanno accertato che tra gennaio ed aprile le persone coinvolte, inserite nell’ambito del progetto regionale turismo di qualita’ nella Costa d’oro del Metapontino, hanno falsamente attestato la loro partecipazione ad un corso di formazione firmando su fogli presenza per ottenere l’indennita’ giornaliera ed il rimborso del vitto.
Fonte: http://www.lucanianews24.it/?p=1032#more-1032

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FT FormazioneTurismo 08/07/08 - 5:23 pm

Certo così come ci sono questo genere di situazioni:

Brancaccio attacca il Parco del Matese sulla selezione “segreta” per il Pit
Scritto da Redazione,
Pubblicato in : POLITICA

CASERTA - Il consigliere regionale Angelo Brancaccio, ai sensi dell’art. 79 bis del regolamento del consiglio regionale, ha inoltrato un’interrogazione a risposta immediata all’assessore all’ambiente Walter Ganapini in merito al bando di selezione per l’ammissione alla partecipazione PIT “Parco del Matese” chiedendo se sono state effettuate le verifiche di corretta attuazione del medesimo bando che tante polemiche ha suscitato tra i giovani residenti nella Comunità Parco Regionale del Matese.

La vicenda risale ad alcuni mesi addietro e precisamente alla data di pubblicazione da parte dell’Istituto Professionale “G. Fortunato” di Napoli, di un bando di selezione per l’ammissione al corso di formazione per “Guida al Parco” organizzato nell’ambito del progetto integrato del Parco del Matese - PIT, misura 3.18. Il progetto si rivolge ai giovani disoccupati residenti nei territori della comunità matesina. Proprio questi ultimi tuttavia hanno sollevato numerose proteste lamentando una scarsa pubblicizzazione dell’iniziativa la quale si è appresa solo in maniera incidentale.

Difatti, solo in seguito alla denuncia presentata dal prof. Marco Fusco, presidente della Comunità Montana del Matese, si è pubblicamente venuti a conoscenza del bando. Le selezioni, nonostante tutto, si sono svolte e la scorsa settimana sono stati individuati i 20 candidati che hanno avuto la meglio sugli oltre 200 aderenti al bando. “La formazione di una guida specializzata per la promozione del parco del Matese - precisa il consigliere Brancaccio - è senza dubbio un’iniziativa meritoria nell’ottica dello sviluppo di questo territorio.

Proprio perché particolarmente interessante ritengo però che deve essere riservata ai più e non ad un limitato gruppo. Dunque con l’interrogazione, condivisa dal capogruppo Fernando Errico e dal collega Salvatore Arena, ho inteso chiedere all’assessore Ganapini, se e quali controlli di competenza regionale sono stati effettuati per certificare la corretta procedura seguita dall’ente attuatore del bando in questione. Ho chiesto inoltre di sapere i criteri e i metodi di valutazione adottati dalla commissione per la definizione della graduatoria pubblicata e i punteggi assoluti e relativi assegnati ai candidati ammessi e non”.
Fonte: http://www.ecodicaserta.it/index.php?option=com_content&view=article&id=660:brancaccio-attacca-il-parco-del-matese-sulla-selezione-qsegretaq-per-il-pit&catid=27:sei-nuovo-di-joomla&Itemid=2

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